Binaghi su Sinner: “Ero terrorizzato. Gli dissi che l’avrei fatto giocare sulla luna pur di venire”

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The draw ceremony for the Tennis Davis Cup Round of 16 teams, scheduled for November in Bologna, will be attended by Minister of Sport Andrea Abodi, President of the Italian Tennis Federation Angelo Binaghi, Tournament Director Feliciano Lopez, Councillor for Sport for the Municipality of Bologna Roberta Li Calzi and Coordinator of Sports Policies for the Emilia Romagna Region Gianmaria Manghi - Bologna, Italy, September 17, 2025 - photo Corrispondente Bologna
“Io ero terrorizzato, anche perché subito dopo la finale di Madrid mi ha chiamato il suo manager, che normalmente mi chiama una volta ogni due anni solo quando ci sono problemi e Jannik non può giocare”. Così Angelo Binaghi, presidente della FITP, che, in un intervento a Radio Anch’io Sport, ha rivelato tutta la sua paura per un eventuale forfait di Jannik Sinner dagli Internazionali d’Italia 2026.
Un retroscena che lo ha tenuto sulle spine fino all’ultimo, viste anche le parole arrivate da Matteo Berrettini subito dopo il trionfo di Jannik a Madrid. “Sì, sì, guarda, è impossibile che possa venire, non ce la fa più, ha detto il tennista romano a Binaghi, che ha da subito messo in luce quanto tenesse alla partecipazione dell’altoatesino al Masters del Foro: “Ti faccio giocare anche sulla Luna, purché tu venga a Roma”. E alla fine Jannik non ha solamente partecipato al 1000 di Roma, ma ha vinto da protagonista indiscusso, riportando il trofeo nelle mani di un italiano dopo ben 50 anni.

Archiviata la pratica capitolina, per Sinner ora è tempo di volare a Parigi per quello che lui stesso ha più volte affermato essere il principale obiettivo della stagione: un tour de force che sembra non avere fine. La resilienza e la tenuta fisica dell’azzurro, sono i due aspetti che hanno più colpito proprio Binaghi: “Eravamo seriamente preoccupati per la tenuta fisica. Si sono visti problemi sia nel finale dell’incontro con Rublev, sia soprattutto nel match con Medvedev. Credo che, in quest’ultimo incontro, Jannik abbia tirato fuori energie che forse neanche lui sapeva di avere. Ma questo è quello che fanno i grandi campioni: non sono persone normali e hanno una soglia di sofferenza, un limite differente da quello che abbiamo noi persone normali”.

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