Corretja su Sinner: “Vincere tutti i Masters 1000? Difficile, a un certo punto avrà bisogno di riposo”

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Jannik Sinner - Foto FITP

“Farcela è molto difficile, ma non impossibile, anche perché ne ha già vinti 5 su 5. Però richiede uno sforzo fisico enorme, specialmente con Canada e Cincinnati che ora durano due settimane. La verità è che non so se, dopo Parigi e Wimbledon, quel tipo di sforzo valga la pena: a un certo punto anche a Jannik servirà del riposo. Per questo penso che sia impossibile, anche se, per come sta giocando, niente lo è”. Che Jannik Sinner possa davvero vincere tutti e nove i Masters 1000 della stagione sembra un’ipotesi ai limiti dell’impossibile. Eppure, dopo il successo agli Internazionali d’Italia 2026, l’idea è balenata nella mente di molti: e se dovesse riuscirci davvero? Per Alex Corretja, ex numero 2 del mondo e due volte finalista al Roland Garros, il nodo principale arriverà nei mesi estivi, quando, dopo Wimbledon, anche il fisico dell’altoatesino potrebbe chiedere una pausa.

Nell’intervista concessa al Corriere dello Sport, il catalano — voce autorevole e apprezzata del circuito, oltre che vincitore del Foro Italico nel 1997 — ha commentato il percorso di Sinner a Roma e il futuro del numero 1 del mondo, dal Roland Garros ai prossimi tornei.

“Mi aspetto la miglior versione di Jannik. Quello che ha fatto tra Indian Wells e Roma è incredibile: per me è difficile capire come un giocatore possa passare così bene dal cemento alla terra – afferma Corretja -. La vittoria di Montecarlo contro Alcaraz gli ha dato una motivazione extra, quella che lo ha portato fino a Madrid. Ho visto qualche match degli Internazionali: vive il miglior momento della sua carriera e credo che, dopo questi giorni di riposo, lo ritroveremo in grande forma”.

In vista del Roland Garros

“Solo un giocatore come Sinner poteva riuscirci, perché devi essere davvero fortissimo mentalmente. Perdere quella finale deve essere stato durissimo” – sostiene l’ex tennista catalano, riferendosi alla finale della passata stagione a Parigi persa contro Alcaraz -. Paradossalmente, Jannik ha giocato una finale perfetta a Parigi, mentre a Wimbledon ha vinto senza esprimere lo stesso livello. È la prova di quanto possano cambiare le cose in questa rivalità con Alcaraz. La stessa reazione si era vista dopo la sconfitta agli US Open, e da lì si è evoluto anche tennisticamente”.

E la domanda che tutti si pongono è se quest’anno, con Carlitos fuori dai giochi, Jannik riuscirà a completare il Career Grand Slam: È il favorito. Credo sia pronto, ma adesso deve dimostrarlo. Sono anche curioso di vedere chi saprà sfruttare l’assenza di Alcaraz per arrivare in finale e giocarsi il titolo. Penso, per esempio, a Jodar. Spero che il sorteggio non lo metta contro Sinner già al terzo turno, sarebbe un peccato”.

Le differenze con il tennis del passato

Per Corretja, il tennis attuale vive sotto il dominio di Sinner e Alcaraz: “Quando Jannik e Carlos giocano al loro massimo livello, non perdono mai. Ed è qualcosa di insolito: questa è la differenza più grande rispetto al tennis del passato. Quando sono entrambi in campo, sanno che almeno uno dei due può battere l’altro. Adesso, senza Alcaraz, credo che Sinner abbia la sensazione di poter vincere sempre, se gioca al meglio. In questo momento serve che gli altri dimostrino di poter competere negli Slam, e penso che questo Roland Garros sia interessante proprio perché offre questa opportunità. Poi, a Wimbledon, vedremo se Carlos rientrerà oppure no”.

Una carriera senza rimpianti

Infine, Corretja guarda alla propria carriera con serenità: “Nella mia carriera ho dato tutto quello che avevo, quindi non ho il rimpianto di non aver dato il 100%. Ho 52 anni, tra una settimana sarò a Parigi per il mio lavoro con Eurosport,  farò le interviste in campo e sono felice. Alla fine la gente non ti rispetta solo perché vinci uno Slam o diventi numero 1 del mondo, ma per quello che trasmetti. Per questo è importante rispettare i giocatori ed essere empatici con loro”.

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