Nastassja Burnett: “Io non mollo, ma pensiamo giorno per giorno”

di - 28 Giugno 2017
Nastassja Burnett - Foto Gasparin

Dall’inviato a Tarvisio, Giulio Gasparin

Una Nastassja Burnett sorridente è uscita dal campo 1 dell’ITF da $15k di Tarvisio conscia di aver rimesso in piedi una partita che sembrava persa contro un’avversaria giovane ed indomita come Ylena In-Albon e di averlo fatto prima della pioggia che puntualmente è arrivata poco dopo. Nel primo set la romana non ha trovato il timing sulla palla, commettendo molti errori già nella fase di palleggio e nel trattenersi ha finito per venire travolta dalla giovane svizzera. Il 6-1 del primo set e il break concesso in apertura di secondo avrebbero potuto tagliare le gambe alla Burnett, che mancava dal circuito da Aprile. La romana, invece, ha pian piano ritrovato i colpi, a partire dal dritto ed infine ha fatto valere il divario di esperienza tra lei e la diciottenne sua avversaria capovolgendo il match. 1-6 6-2 6-0 il risultato finale a cui poi sono seguite queste dichiarazioni.

Intanto complimenti.
“Grazie”.

Raccontaci com’è andata, nel primo set sembravi in difficoltà nel trovare il campo, ma poi molto bene, o sbaglio?
“Sì, proprio così. Il primo è stato davvero pessimo e lei è entrata solida, facendo pochi errori e servendo molto bene, io, invece, l’esatto contrario: ho fatto tanti errori e non trovavo il ritmo. Poi per fortuna nel secondo set abbiamo iniziato con dei game più lottati e giocando scambi più lunghi ho ritrovato il dritto, che nel primo mi aveva proprio lasciato. Da lì in poi è andata sempre a salire”.

Al di là di oggi, come stai? So che questo è il rientro dopo l’ennesimo stop…
“Diciamo che da quando mi sono operata, circa due anni fa, non sono stata fortunatissima con gli acciacchi e gli infortuni. Ora è un mesetto che mi sto allenando bene, quindi mi ero un po’ stufata di restare a casa e ho deciso di ricominciare da qui… fisicamente sto bene, anche se c’è molto su cui lavorare per tornare in condizioni più congrue”.

Sono però partite come questa che possono comunque aiutare, no?
“Certo! Ogni partita aiuta in questi momento, perché in 10 mesi ho giocato si è no tre tornei. Sicuramente poi una partita come quella di oggi, lottata, mi fa bene sotto tanti aspetti, anche di fiducia visto che l’avevo iniziata male e poi l’ho finita al meglio”.

Poi lei è una di queste giovani che si stanno facendo un nome.
“Infatti lei non gioca male per nulla… ieri ho visto il risultato con la Di Sarra e 6-0 6-1 parla per lei. Poi prima di questa settimana non l’avevo mai vista in campo, anche se ovviamente di nome e di vista sapevo chi fosse: è una ragazza giovane che sicuramente gioca bene”.

Come dicevi, questo è un po’ un momento per testarti, quindi al momento ti sei data degli obiettivi o la vivi giorno per giorno?
“Purtroppo per come sono andate tutte le cose negli ultimi tempi è meglio che me la vivo giorno per giorno, torneo per torneo, partita per partita, perché non voglio mettermi addosso troppe aspettative o ambizioni. Voglio solo lavorare duro e giocare tornei, nella speranza di tornare ai miei livelli di gioco. Certamente io non mollo, ora speriamo che il mio fisico abbia detto basta e mi faccia andare avanti”.

Visto che quassù suppongo sia un po’ diverso da casa, come ti trovi?
“Completamente diverso, siamo in mezzo alle montagne! (sorride) Devo dire che mi aspettavo, sono sincera, un po’ peggio: non mi trovo male per nulla, a parte il meteo con questa pioggia che sembra sempre dover arrivare. Però per il resto sono tutti molto gentili e disponibili, per cui mi sto veramente trovando bene”.

Anche l’altura penso influisca ad una condizione di gioco un po’ diversa da quella di casa…
“Non è male se la palla resta dentro le righe (ride). Ogni tanto, infatti, arrivi nel mezzo dello scambio che prendi il telone, però è qualcosa che metti in conto già da prima e non ti arrabbi più di tanto”.

Dopo questa settimana torni a Roma per il torneo da $60k?
“Dipende da come va qui, se arrivo a casa per sabato sì, altrimenti no… quindi speriamo di no, perché vuol dire che sono ancora qui!”.

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