Challenger Monza: Il Resoconto del 05-04-08

di - 5 Aprile 2008

Alberto Brizzi

Monza: Resta in gara solo Brizzi

di Luca Brancher

E’ scattato nella mattinata di sabato il torneo di qualificazione della quarta edizione del torneo challenger di Monza. In attesa di capire chi potrà togliere lo scettro del vincitore all’austriaco Werner Eschauer, diamo uno sguardo ai tennisti azzurri impegnati nel tabellone cadetto

Hocevar d. Dell’Acqua 6-4 6-4

Il brasiliano Ricardo Hocevar ha rappresentato uno scoglio troppo duro per Massimo Dell’Acqua, nel match d’apertura del primo turno di qualificazione del Challenger brianzolo. Il comasco si è trovato davanti a sé un giocatore che rivela doti fisiche insospettabili, soprattutto per uno che nella prima parte della stagione ha giocato molto, e bene, sulle superfici rapide. Il sudamericano si piazzava regolarmente due metri fuori dal campo e non sbagliava una palla: col rovescio non ha mai provato a trovare il vincente, cosa che ha invece tentato, raramente, col dritto. Per Dell’Acqua, la partita, si è mostrata dura sin dall’inizio, perchè tenere questi tipi di scambio non è certo nel suo DNA, ed anche provare ad uscire dalla tela intessuta dall’avversario era difficile, vista la quantità di chilometri macinata da Hocevar. Inizialmente molto aiutato dal servizio, Massimo ha ceduto il primo set solo per un break, purtroppo a 0, proprio nel turno di battuta finale della prima frazione; la rottura proseguiva ad inizio secondo, anche se Hocevar concedeva al lombardo la possibilità di rientrare sul 3-2: una volta annullate le uniche palle break della partita, Ricardo si è potuto involare verso il secondo turno, con un Dell’Acqua che lasciava il campo centrale senza troppe recriminazioni.

Bozoljac d. Crugnola 6-4 7-5

Ci si attendeva un match al di sopra della media – rispetto agli altri disputati oggi presso le strutture del Ct Monza – e così è stato: Ilja Bozoljac e Marco Crugnola hanno dato luce a due set di buon livello, resi nobili dalla bellezza dei rispettivi rovesci. Davvero notevoli alcuni scambi, ma purtroppo, almeno per i tifosi del tennis italiano, a spuntarla è stata il serbo, che ha saputo reggere meglio la scena nei momenti importanti. Già perchè l’unico appunto che si può muovere a Crugnola è di essere venuto meno nei momenti clou, nonostante abbia disputato una partita di pregevole fattura: ottimo col rovescio e col servizio (a parte l’ultimo punto della partita), discreto col dritto, il lombardo ha perso il primo set a causa di uno scellerato break a 0 subito sul 3-3, mentre nel secondo parziale, quando medesima sorte sembrava costargli la partita (break sul 4-4), ha saputo rimettersi in carreggiata, ma una volta pareggiata la situazione ha subito il nuovo allungo del suo avversario, questa volta bravo a capitalizzare l’occasione creatasi. Non sono, comunque, di certo queste le sconfitte che ci fanno ricredere sul talento del nostro connazionale

Greul d. Fabbiano 6-3 7-6(5)

Altro match di buon livello è stato quello tra il tedesco Simon Greul e la promessa azzurra Thomas Fabbiano. Se si pensa che il teutonico solo due anni fa, in queste settimane, disputava l’ottavo di finale di un Master Series – ad Indian Wells – contro Andy Roddick, ci viene da pensare che il livello tennistico esprimibile da Greul sia ben al di sopra di quello che emerge da un qualsivoglia tabellone di qualificazione di un torneo challenger. E questo si è palesato anche nella partita odierna, con Fabbiano che però non ha recitato la parte dell’attore non protagonista, anzi tante volte ha saputo mettere alle strette il tedesco, sbagliando solo nelle occasioni in cui si faceva ingolosire troppo col dritto.
Primo set sfuggito al tarantino dal 3 pari, nel secondo è stato bravo a recuperare per due volte un break al tedesco, negli unici momenti d’appannamento avversario. Tie break un po’ sottotono per entrambi, con diversi errori, con l’ultimo, un doppio fallo dell’azzurrino, che consegnava l’accesso al secondo turno al più esperto dei due giocatori scesi in campo

Brizzi d. Ryderstedt 7-6(2) 6-2

Vittoria davvero significativa per Alberto Brizzi. Significativa perchè dall’altra parte della rete c’era un tennista, lo svedese Michael Ryderstedt, di pari valore, almeno stando al ranking Atp (una sola posizione di differenza tra i due all’ultimo aggiornamento), e dal gioco piuttosto fastidioso, soprattutto col servizio, con una prima e seconda palla in kick di inusitata profondità, sulle quali era davvero difficile giocare. Il bresciano, nel primo set, ha avuto la pazienza e l’intelligenza di non farsi prendere dallo stato di grazia al servizio dell’avversario ed è rimasto appaiato, non cedendo, per la verità, neppure lui molto in battuta. Nel tie break non ha sbagliato nulla e da lì in poi ha saputo gestire al meglio le proprie carte, con Ryderstedt che al primo break subito ha lasciato la scena al tennista italiano.
Prestazione confortante per Brizzi, che nel prosieguo della giornata ha superato nettamente anche Vjekoslav Skenderovic, tennista mancino croato molto regolare – una sorta di Di Mauro slavo – che aveva “cotto” molto bene Middelkoop nel primo turno. Domani per lui Rainer Eitzinger, che ha oggi passeggiato prima sull’ex campione di doppio a Wimbledon Stephen Huss e poi sul fantasma dal grande talento di nome Adrian Ungur, apparso piuttosto fuori forma anche in mattinata, quando aveva faticato le proverbiali sette camicie per avere ragione del tedesco giramondo Frank Moser.

Altre note dalla prima giornata di tennis brianzolo: l’unico altro italiano a superare un turno di qualificazione è stato Matteo Volante, parso ripreso dall’infortunio alla caviglia occorso in India, che ha regolato facilmente lo svedese Brunstrom, prima però di arrendersi altrettanto nettamente al ceco Lukas Rosol, che domani sfiderà la prima testa di serie Daniel Munoz de la Nava per un posto in tabellone.
Buona la prestazione di Massimiliano Costa, che cede lottando ad un altro ceco, Tomas Cakl, mentre bugiardo è il punteggio di Luca Ottavi, che raccoglie solo due giochi contro Tobias Kamke. Curiosità ha destato invece Marco Baio, maestro al circolo che ospita il torneo, oltre che egli stesso factotum organizzativo, che dopo un inizio impressionante contro l’olandese Jasper Smit (3-0 per lui), cede di schianto tra gli applausi e gli incitamenti del pubblico amico.

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