Eddie Herr 2015: trionfi (quasi) a sorpresa per Auger-Aliassime e McKenzie

di - 7 Dicembre 2015

Auger-Aliassime

di Salvatore Greco

Il fatto di non rispettare i pronostici, per ironia del destino, è un evento facilmente pronosticabile per un torneo giovanile, anche se di assoluto spessore come l’Eddie Herr e anche se di assoluto prestigio è la cornice entro la quale si gioca: i campi dell’IMG Academy tra i quali la presenza di Bollettieri non è solo simbolica. I tornei under-18 in particolare hanno emesso verdetti interessanti, inaspettati in parte ma in qualche modo testimoni di rapporti di forza tra le forze juniores che forse ad oggi sono mal testimoniati dal ranking. Andiamo a vedere nel dettaglio

Ragazzi under-18

Il titolo dell’Eddie Herr 2015 al maschile è andato al canadese classe 2000 Felix Auger-Aliassime (nella foto in alto). Di per sé che un quindicenne conquisti un torneo di livello grade1 superando tennisti con una media di almeno due anni in più di lui è una notizia, diventa meno notizia se questo ragazzo canadese ha già dato prova di doti significative altrove, basti pensare alle sue affermazioni a livello Challenger a marzo e poi di nuovo a luglio.

Insomma il giovanissimo Felix non è certo un parvenu e a maggior ragione non lo è per il circuito juniores dove quest’anno ha sfiorato il titolo –anch’esso grade1- dei Canadian Open prima di laurearsi campione in doppio a Flushing Meadows in coppia con il connazionale Denis Shapovalov.

Arrivato sull’har-tru di Bradenton munito solo della testa di serie n.6, Auger Aliassime è stato sorteggiato nella parte bassa del tabellone dove ha superato in scioltezza i primi due avversari per poi faticare molto di più al terzo turno contro Aleksandar Lazarov: 2-6 7-6 7-6 il punteggio finale con ben tre match point annullati al bulgaro. Ai quarti di finale ha evitato lo scontro diretto contro il coreano Chung, eliminato dal cinese Wu al turno precedente, e ha difatti raggiunto la semifinale senza particolari patemi. Al penultimo atto ha avuto ragione della testa di serie n.2, il greco Stefanos Tsitsipas che –stando alle cronache di chi era presente- non ha mai dato l’impressione di poter veramente far girare la partita dalla sua parte chiusasi 7-5 6-4 in favore dell’avversario.

Ad aspettare Auger-Aliassime dall’altra parte della rete in finale non è stato il norvegese Casper Ruud, attesovi in quanto testa di serie n.1 ma eliminato ai quarti di finale da un altro canadese, Benjamin Sigouin, ma l’aussie Alex De Minaur, testa di serie n.4 e una fama meritata di solido difensore da fondo.

Per De Minaur il percorso verso la finale è stato più semplice e tutto sommato lineare con tutti i match chiusi al secondo set, in questo probabilmente agevolato dalla precoce eliminazione di colui che presidiava la sua metà di tabellone, Casper Ruud.

La finale che ha visto trionfare Auger-Aliassime ha messo per la seconda volta in una settimana il canadese in condizione di dover fronteggiare tre match point, superati con una freddezza e una concentrazione oggettivamente notevoli per un classe 2000. Il punteggio di 6-3 6-7 7-6 racconta comunque un match combattuto, cosa che ha raccontato anche lo sconfitto nelle dichiarazioni a caldo dopo la partita:

“[Auger-Aliassime] ha giocato un grande match, soprattutto nei momenti chiave è venuto fuori con dei colpi incredibili. Gli do atto di aver fatto meglio di me, io dal canto mio non credo di aver sbagliato molto, ma lui ha giocato davvero un grande match.

Deludenti, come detto, Chung e Ruud eliminati entrambi al terzo turno mentre non ha per niente sfigurato il serbo made in IMG Kecmanovic, con il pupillo dell’accademia che ha ceduto le armi solo ai quarti di finale di fronte al più navigato Tsitsipas. Si è infranto subito il sogno di bis per il campione under-16 uscente Sam Riffice, eliminato al primo turno dal turco Ergi Kirkin mentre è stata buona la prova di Kacpar Żuk con il polacco che ha raggiunto il terzo turno dopo aver eliminato il giapponese Horie, testa di serie n.15, prima di cedere anche lui a Tsitsipas, con il greco per ora di una categoria decisamente superiore.

Ragazze under-18

Più sorprendente di certo la vittoria al femminile di Kylie McKenzie (nella foto copertina), già campionessa nazionale USTA under-16 nel 2014 a San Diego, ma certamente meno nota a livello internazionale nonostante la semifinale all’Easter Bowl ad aprile e i quarti a New York ottenuti ai danni, tra le altre, della promessa russa Anna Blinkova.

La classe 1999 a stelle e strisce si  è presentata ai nastri di partenza senza testa di serie in un tabellone comunque non impossibile, con l’unica avversaria veramente tosta prima della semifinale costituita dalla campionessa in carica under-16 Sofia Sewing, match per altro vinto in controllo dalla futura campionessa con il punteggio di 6-2 6-4. Molto più duro il match successivo contro la sorprendente qualificata Hanna Chang (autrice di una vittoria inaspettata contro la canadese già finalista al Bonfiglio Charlotte Robillard-Millette), incontro durante il quale la McKenzie ha annullato un match point sotto 6-4 5-1 prima di vincere con il punteggio finale di 4-6 7-5 7-5. A quel punto sono arrivati un quarto di finale decisamente più agevole contro la rumena Oana Gavrila regolata con un lapidario 6-2 6-0 e poi la semifinale inattesa contro la campionessa in carica e testa di serie n.1 Dalma Galfi, eliminata anch’ella in due set conclusisi 6-4 6-3.

Molto più arrembante il percorso verso la finale della vice-campionessa di quest’edizione dell’Eddie Herr, la slovena Tamara Zidansek che avvalendosi della testa di serie n.5 ha dovuto lottare non poco, in particolare in un combattuto match di terzo turno contro la canadese Katerine Sebov (tds n. 10 del tabellone) sconfitta in tre set dal significativo punteggio di 6-4 0-6 6-0, senza contare quelli altrettanto duri giocati rispettivamente contro Sofia Kenin, capofila della parte bassa del tabellone superata 3-6 7-5 7-5, e contro la wild card Amanda Anisimova  –classe 2001 messasi in mostra nelle settimane precedenti con risultati egregi– piegata in semifinale dopo un inizio bruciante e un match concluso 0-6 6-4 6-1.

In finale, nonostante il vantaggio iniziale con il primo set vinto, sul lungo termine la slovena ha visto trionfare l’avversaria che ha saputo fronteggiare il suo tennis potente con altrettanta solidità.

Ho giocato il match migliore della mia settimana, ma Kylie ha giocato benissimo e senza sbavature. Alla fine ho pagato un paio di errori in più rispetto a lei che ha un gran diritto e oggi rimandava tutto in campo, oggi è stata la migliore” ha dichiarato la Zidansek dopo il match.

In un torneo orfano delle mine vaganti russe Pervushina e Zhuk, assenti dell’ultimo momento, è arrivata a sorpresa l’eliminazione della campionessa dell’ultimo Australian Open Tereza Michalikova, uscita di scena già al secondo turno per mano della cino-americana Kelly Chen; si è invece fatta valere oltre le attese la classe 2000 Claire Liu capace di eliminare in fila le quotate connazionali Ingrid Neel e Jessica Day prima di arrendersi ai quarti di finale di fronte alla favoritissima Dalma Galfi.

Ragazzi under-16, under-14, under-12

Nella categoria under-16 il titolo che era stato di Sam Riffice rimane in mani yankee con la vittoria di Ryan Goetz (1999) che arriva a questa vittoria dopo aver conquistato la settimana scorsa il suo primo titolo ITF nel grade5 di Nassau, alle Bahamas. Per gli amanti del genere, Goetz è portatore sano di un apprezzato rovescio a una mano, ma non lo vedremo prima del 2016 dal momento che ha deciso che non giocherà l’Orange Bowl.

Bottino tutto asiatico invece nelle categorie under-14 e under-12 dove a trionfare sono stati rispettivamente l’atleta di Taipei Chun Hsin Tseng, quest’anno già campione del Les Petit As, e il cinese Xiaofei Wang che ha portato il titolo a casa partendo dalle qualificazioni superando in questo il record del torneo che aveva visto nella stessa categoria nel 2010 un giovanissimo Michael Mmoh raggiungere sempre da qualificato la finale prima di perdere da Duck Hee Lee.

Ragazze under-16, under-14, under-12

Pronostico rispettato nel torneo femminile under-16 dove la prima testa di serie, la russa Uljana Shirokova, ha conquistato il titolo vincendo in finale contro l’americana Meg Kowalski per 6-0 7-5 completando il tris tutto est-europeo delle categorie minori che ha visto trionfare nel tabellone under-14 l’ucraina testa di serie n.8 Marta Kostjuk e in quello under-12 la croata Noa Krznaric.

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4 commenti

  1. Kevin

    Qualche annotazione: Tseng FENOMENALE, da vedere all’OB. Tabellone, come detto, di livello, quello U14 (nonostante alcune assenze importanti). Da tenere d’occhio Zane Khan. Da menzionare il tedesco Zahraj (runner up U16), che a tratti ha preso a pallate l’americano. Tutto da sgrezzare, comunque. Tra gli U18, Ruud quasi già out per mano del mancino macedone Jankulovski (già Davis man), eliminato da Sigouin che, se ha tempo, é inarginabile. Conduce il seeding anche all’OB dove, però, ci saranno anche Shapovalov e, soprattutto, Rybakov.

    Due curiosità: ha impressionato TUTTI (me compreso) l’americana Anisimova per la facilità di gioco. La Shirokova, invece, é allenata da Abdrei Kozlov (Stefan si allenerà con Dimitrov in Florida).

  2. Salvatore Greco

    Spero che l’Orange Bowl confermi perlomeno il buon servizio di livescore dello scorso anno, in mancanza d’altro è comunque uno strumento interessante assieme alle cronache e -ovviamente- ai commenti dei presenti. Personalmente sono molto curioso di (ri)vedere Rybakov tra gli under-18 dopo le due finali di novembre, poi ovviamente tutti gli altri e l’eventuale riscatto di Ruud dopo questa settimana così così anche se mi pare di capire che Sigouin sia una bella gatta da pelare.

    Le curiosità sono molto interessanti, specie quella su Kozlov in caso sarebbe da approfondire…

  3. Kevin

    Dimitrov sole “svernare” al Fisher Island Club Hotel & Resort, a Miami Beach, FL. Kozlov sarà con lui due settimane ad allenarsi. Dimitrov Sr., Dimitar, sarà con lui in Florida assieme ai suoi allievi (è un maestro di tennis), non so però se si appoggi all’Academy di Andrei Kozlov (impegnatissimo a Bradenton con le sue allieve russe).

    La Anisimova l’ho vista a Prostejov con la nazionale, talento eccezionale.

    Lendl era all’Eddie Herr in qualità di counselor (credo) di Team USA (anche se alcuni pro come Ivan Ljubicic non hanno espresso opinioni edificanti in merito).

  4. Kevin

    L’OB non ha streaming, vero. Mi terrò in contatto con alcuni junior che conosco e che sono lì in tabellone per aggiornamenti.

    Appena do uno sguardo ai tabelloni magari commento.

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