ITF: Svolta Epocale?

di - 18 Dicembre 2014

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di Alessandro Nizegorodcew

La notizia che tutti i giocatori professionisti attendevano è arrivata, anche se siamo ancora lontani dall’ufficialità. La ripartizione dei montepremi dei tornei futures e Itf femminili cambierà con tutta probabilità da gennaio 2016. E sarà una vera e propria rivoluzione (positiva).

Innanzitutto non esisteranno i più tornei da 10.000$. Il montepremi minimo sarà aumentato del 50% sino a ragiungere i 15.000$, sia nel maschile che nel femminile. Ma la novità più importante sta nel fatto che l’organizzazione del torneo sarà obbligata a garantire l’ospitalità. Le spese per i giocatori diminuiranno drasticamente. Non sono infatti i viaggi (che con una buona programmazione, grazie ai voli low cost, possono essere affrontati quasi a cuor leggero) ad essere insostenibili, quanto piuttosto i costi dell’alloggio.

Ecco quelle che dovrebbe essere le nuove ripartizioni, dal 2016, dei montepremi Itf.

Femminile:

15.000+H, 25.000+H, 60.000 (with or without H), 90.000 (with or without H), 125.000 (with or without H)

Dai 60.000$ non sarà obbligatorio garantire l’ospitalità, ma il montepremi sarà sufficientemente alto affinché sia possibile pagarsi con una certa tranquillità le spese.

Maschile:

15.000 +H, 25.000+H

Bisognerà capire anche la reazione della Wta ma soprattutto dell’Atp con il discorso Challenger in ballo. L’obiettivo dichiarato della Internation Tennis Federation è quello di far sì che sia meno esosa la stagione di un professionista che non veleggi (ancora) nelle zone alte della classifica, aumentando se possibile il numeri di tennisti e tenniste in grado di arrivare “in pari” a fine anno, così da poter programmare l’annata successiva senza particolari patemi. Le continue proteste dei giocatori sembrano finalmente aver centrato l’obiettivo. L’Itf ha sentito il grido d’aiuto e pare essersi mossa.

E’ importante sottolineare come la “rivoluzione” non sia ancora ufficiale, ma la speranza è che questa proposta passi senza alcun “emendamento”.

Attenzione però. Una problematica va tenuta in seria considerazione. La crisi economica che ha colpito gran parte del globo ha drasticamente ridotto il numero dei tornei Itf col passare degli anni. L’aumento minimo del montepremi, compresa ospitalità, porterà le spese minime di un torneo (prendiamo in considerazione un 15.000+H) ben oltre i 30-40.000$. Quanti tornei si riusciranno ad organizzare? Calerà ancor di più la lista degli eventi Itf? I tornei verranno aiutati dalla federazione internazionale, dalle federazioni nazionali? Questa è una delle domande più importanti da porsi oggi.

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51 commenti

  1. Gabriele da Ragusa

    Beh al di la di alcuni già citati interventi, come la possibilità di istituire un fondo di solidarietà tassando per 1-2% i tornei dello slam, direi che la scomparsa di alcuni tornei potrebbe davvero avere anche un tornaconto positivo in termini di qualità degli stessi. Nel senso che ogni evento, avendo meno competitor nella stessa settimana, potrebbe beneficiare di un tabellone qualitativamente migliore, competitivo. Così davvero per esempio un itf tipo s.margherita (che scomparirà ma è solo un esempio) che vede protagonisti i migliori giocatori itf europei, qualcuno dei quali anche in top-300, nn correrebbe più il rischio di avere ufficialmente lo stesso valore, difficoltà, punteggio di un itf cn tutto il rispetto organizzato in pakistan dv giocano i top-700. Per assurdo in questo modo, ad emergere sarebbero davvero i giocatori itf migliori e nn i migliori “in quel singolo torneo”.

  2. Alessandro Nizegorodcew
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    @Gabriele da Ragusa
    Vero, diciamo che l’unico problema potrebbe essere quello di fare i primi punti, perché si farebbe fatica, senza ranking, a entrare anche nelle qualificazioni dei 15.000+h.

  3. cataflic

    L’annoso problema è proprio il bilanciamento tra il numero e la collocazione geografica e le condizioni economiche.
    Il discorso è come drenare risorse dal baraccone lustrini e pailettes degli ATP1000 e GS e trasportarle come “fondo d’investimento” per chi vuole organizzare un evento torneo.
    Senza quello se oggi ci sono 10 tornei 10k ci ritroveremmo con 4 tornei 15k+h con qualificazioni a 128 con un risultato uguale a prima.
    Comunque è fondamentale che si inizi un processo di revisione. (basta che alla fine dei giochi non vada ulteriormente a premiare verso l’alto)

  4. Piero Zucca

    Guardando la novità dal punto di vista da appassionato direi che lo spettacolo potrebbe salire, più qualità, più soldi per i tennisti e investire tutto. Ma sfondare diventa più difficile perchè il numero dei tornei diminuirebbe molto, non solo nei resort ma in alcune zone dell’africa o sud america qualche torneo verrà per forza cancellato, con un 15.000 + H il circolo organizzatore spenderebbe più o meno 10k euro arrivando cosi a 25k che sarebbe quasi un challenger.
    Dal lato opposto mi è venuta in mente un idea un pò così ma che potrebbe fare da intermedio tra professionismo e agonismo, cioè mettere in palio dei mezzi punti ad esempio negli Open oppure maggiori WC sempre attraverso gli Open o tornei vicini anche come distanza al futures. Cosa diversa potrebbe essere l inserimento ed il ritorno dei tornei satellite, che come prestigio erano sempre seguitissimi.

  5. Gabriele da Ragusa

    @ Alessandro Nizegorodcew

    Ciao Alessandro, ma poi dopo il tuo commento all’articolo “Serie A: e se fosse senza ingaggi” in cui avevi detto che avresti posta un tuo articolo commento sull’argomento, l’hai più fatto? Nn vorrei essermi perso qualcosa perchè mi interessava davvero sapere quale fosse il tuo punto di vista in materia. Grazie mille ad ogni modo!

  6. Monkey71

    Riguardo alla difficoltà di reperire i primi punti mondiali soprattutto per ragazzi giovani Juniores che si devono affacciare al circuito Pro,non potrebbe essere di aiuto creare una sorta di scivolo che li agevoli un pochino magari istituendo una tabella di conversione tra punti ITF Juniores e punti ATP o WTA tipo 100 punti Juniores equivalenti ad 1 punto ATP.
    In questo modo i migliori Junior mondiali avrebbero gia un piccolo seppur minimo capitale di partenza…

  7. Alessandro Nizegorodcew
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    @Gabriele da Ragusa
    Promessa che spero di mantenere a breve, periodaccio 🙂 Poco tempo… E voglio scriverlo bene analizzando ogni dettaglio

  8. Nik

    Io credo che interventi di questo genere siano pericolosissimi, perché le variabili in gioco sono veramente troppe. Così a naso lo scenario più probabile, mi sembra quello che il numero di tornei calerà vertiginosamente almeno nei primi tempi e che il livello dei tornei restanti cresca tantissimo tagliando fuori una bella fetta di giocatori e in particolare i junior che si affacciano al circuito pro. Per non parlare del fatto che diventerebbe un prodotto chiaramente in competizione con i Challenger. Basta vedere adesso la qualità di un 15k+H, sembra veramente un Challenger di basso livello.

    Il problema dei tornei ITF oggi è che sono quasi tutti in rimessa, principalmente perché non ci sono spettatori ai quali interessa veder giocare il 400 o 300 del mondo. Un po’ è per la ripologia di gioco (per molti è noioso vedere giocare solo da fondo un top30 o 20, come può essere lo spettacolo offerto dal 300 del mondo?) un po’ perchè anche solo accendendo la TV ogni giorno si vedono tennisti di vertice. In questo le TV e Internet hanno inciso fortemente sul insuccesso dei torneo, 15-20 anni fa c’erano dei periodi di buio: tornei non prodotti, diritti non acquisiti. Oggi quasi tutti i tornei hanno dal primo giorno telecamere su più campi e addirittura puoi permetterti spesso di scegliere che torneo guardare. In alternativa accendi il PC e dal Challenger in poi vedi tutto. Ci sta rinunciare ad una giornata al ITF di Pontedera a veder giocare Picco-Fago se lo stesso giorno in TV puoi vedere Thiem o Goffin.

    Però ecco se l’obbiettivo era aiutare i giocatori di bassa classifica o i junior ad emergere, ho dei dubbi abbia effetto. Piuttosto potrebbe abbassare un po’ la soglia di classifica necessaria per non rimetterci. Credo che i più felici di tutto questo alla fine saranno i giocatori dal 250 (forse 250) al 150, che vedranno crollare drasticamente le loro spese. Il problema sarà poi arrivare ad essere 250 del mondo.

  9. break

    Oggi il problema per i giocatori junior bravi alle loro prime esperienze non credo sia prendere punti(se sei bravo li prendi) ma trovare soldi per continuare l’attività, molti sono costretti a mollare un po’ o del tutto per mancanza di denaro.I montepremi leggermente più alti e soprattutto l’ospitalità (sempre se ci sarà) saranno dei bei passi avanti.

  10. bernie

    Ottime le idee dei punti junior da convertire. Per lo sci è già così i punti FIS delle gare junior valgono per le gare senior.

    Mi trova d’accordo anche quella degli open con mezzi punti o pochi punti ma penso che l’ITF non accetterà mai queste cose in quanto ci sono rischi combine e altro….

  11. Alessandro Nizegorodcew
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    Attenzione anche al discorso “solidarietà” dagli Slam, per cui una minuscola percentuale dei montepremi potrebbe finire ai tornei Itf dei paesi meno facoltosi. Anche solo con questa postilla si potrebbero organizzare tantissimi tornei in più. Il fatto che si alzi la qualità è un bene, non un male. Attenzione Nik che il numero 200 non giocherà mai, se non 2-3 volte all’anno, tornei futures. Semmai quelli che ne potranno approfittare sono tutti quelli subito dietro, dal numero 250 al numero 500-600. Ed è proprio lì la svolta. Soprattutto quella dell’ospitalità, vera rivoluzione economica per qualsiasi tennista che stia scalando la classifica.

  12. biglebowski

    avevo letto di una proposta che mi sembra meritevole di essere per lo meno testata e che prevede di sdoppiare le entry list tra under e senior e che potrebbe superare il problema delle difficoltà dei più giovani ad ottenere i punti necessari per le iscrizioni.

    per spiegarmi meglio, se ci sono 24 ingressi ( 4 wc e 4 quali), riservarne la metà (o comunque una parte consistente) agli under 21 e la metà ad over 21. ovviamente il limite di età può essere variato, ma il senso è di dare maggiori chance ai più giovani.

  13. Nik

    @Alessando, tutto dipende da quanti tornei resteranno. Se dimezzano (e non è da escludere) considerando che ogni settimana ci sono a parità di montepremi i tornei “comodi” sono giusto un paio ci saranno cut-off impressionanti.
    Tra l’altro ci sono tornei ITF (Sharm Antalaya Santa Margherita) che esistevano perché non c’era l’Hospitality, presumo spariscano tutti, e sono quanti un centinaio di tornei l’anno solo in queste 3 località?

    Comunque ci sta anche che accada quello che dici te, però tutto dipende da quanti tornei riusciranno a sopravvivere a questo incremento notevole delle spese.

  14. Alessandro Nizegorodcew
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    Il fatto che scompaiano i tornei da te citati è probabilmente un bene……

  15. Alessandro Nizegorodcew
    Autore

    @biglebowski
    Mi sembra una proposta sensata. Detto ciò, sarebbe ancor più interessante attuare una proposta di Fabio Della Vida di qualche tempo fa. Ovvero inserire dei tornei Futures solo per under 23 (o under 21).

  16. Modesta opinione dello scrivente – che da una decina di anni gira al seguito di giocatrici per tornei Itf $10,000 e si appresta ad organizzarne alcuni in Italia, nei prossimi mesi – è che la proposta di modificare il montepremi dei tornei portando l’entry level a $15,000 + H farà sparire dal calendario questi eventi.
    Oggi ne esistono di due tipi.
    Il primo tipo è quello organizzato dai circoli che desiderano avere una manifestazione come “fiore all’occhiello”…ma con le spese che si andranno a triplicare, ripeto triplicare, passando da EUR 15,000 circa ad EUR 45,000 circa e con l’attuale situazione economica che ha reso le sponsorizzazioni un miraggio, per questi organizzatori non sarà possibile tenere il passo.
    Il secondo tipo, ben noto agli atleti\e e in generale agli addetti ai lavori, è quello che si svolge presso i resort di Antalya, Sharm, etc. e in genere prevede lunghi “filoni” di tornei concatenati.
    Superfluo aggiungere che questi tornei spariranno il giorno stesso in cui l’ospitalità dovrà essere offerta gratuitamente.
    Per chi ha avuto la pazienza di leggere questo mio commento, concludo dicendo che ha un senso imporre l’ospitalità per i tornei di livello medio-alto (dai $25,000 in su), ma se passerà la modifica dei tornei entry-level (oggi $10,000) questa si risolverà in un grosso danno per gli stessi giocatori\trici perchè il numero dei tornei loro riservati diventerà irrisorio rispetto ai circa 8\10 che si trovano oggi nel calendario per ciascuna settimana dell’anno.
    Sarò lieto di essere smentito dai fatti, ma conosco bene questi meccanismi sia come coach che come organizzatore e purtroppo non sarà così.

  17. Alessandro Nizegorodcew
    Autore

    @Renato Morabito
    Attenzione al “contributo Slam” se è vero che lo si vuole utilizzare. Anche usa il 2% dei montepremi degli Slam potrebbe servire a tenere in vita o creare vari tornei. Sinceramente i tornei di Antalya e Sharm se sparissero non mi spiacerebbe. Sono tornei mangia-soldi. Diminuiranno i tornei, questo è certo, così come è sicuro (come spiegato) che sarà molto più difficile prendere i primi punti. Ma se sei bravo e scali un po’ la classifica, potrebbe essere un vantaggio non dover pagare MAI ospitalità. Si potrebbe organizzare a cuor più leggero trasferte più lontane (ormai low cost se ci si organizza si trovano quasi per ogni luogo del mondo). Detto ciò, non credi che potrebbe anche essere una tattica dell’Itf affinché i challenger che fanno fatica ad organizzare un 42.500 diventino Itf da 25+h? Sarebbe poi davvero un male? Io credo che sia una notizia positiva in generale, ma che ovviamente va ben studiata per non creare troppe problematiche. Ma ti chiedo questo Renato… secondo te era possibile andare avanti con i 10k senza ospitalità. Ne parlavo con Matteo Fago proprio ieri, che mi faceva notare come la vittoria di un torneo di doppio ti permette di vincere 180 euro… Stiamo scherzando.. ci paghi due-tre giorni di vitto e alloggio (se ti va bene). Qualcosa dovevano fare, è comunque una proposta che andrà valutata e “emendata”, ma ben venga, finalmente hanno fatto qualcosa!

  18. @ Alessandro Nizegorodcew

    Grazie per la tua replica.
    Per quanto riguarda i tornei nei resort, non sono d’accordo a considerarli “mangiasoldi” perchè pagare EUR 60,00 al giorno per un trattamento all-inclusive – cosa che succede a Sharm e Antalya – ha consentito sino ad oggi a tantissimi giovani tennisti di svolgere una dignitosa attività internazionale, facendo esperienza e allenandosi tra loro nei giorni che intercorrono tra l’eliminazione e il successivo torneo.
    Discorso a parte per i resort nostrani, che hanno proposto prezzi troppo alti.
    Ma nondimeno, la possibilità di avere 8\10 tornei entry-level per settimana in giro per il mondo ha lasciato a tutti ampia possibilità di scegliere e programmarsi.
    Purtroppo, limitandoci ad esultare per l’incremento del montepremi e per l’ospitalità gratuita ci sfugge il punto, che rimane la difficoltà insormontabile per gli organizzatori di poter fronteggiare queste maggiori spese, con o senza il contributo che provenga dagli Slam o quant’altro che poi sarà ripartito….come?
    Oggi gli ITF $10,000 consentono a tanti ragazzi\e di inseguire un sogno, ma se poi i tornei non li organizza più nessuno, perchè non ci guadagna nulla anzi ci andrebbe a perdere grosse somme, a chi sarà servita questa grande conquista?
    Rischiamo, in altre parole, di avvantaggiare concretamente altre 200\300 persone oltre i famosi Top-100 che già guadagnano bene, ma distruggiamo i sogni di tutti gli altri che – parlo per gli italiani\e – da domani finiranno a giocare i tornei open con montepremi ridicoli e avranno ancora meno possibilità di emergere.
    Ripeto è solo un mio punto di vista, non voglio difendere un sistema che di sicuro ha tante falle e deve essere migliorato…e comunque mi riferisco con le mie perplessità sempre e solo ai tornei entry-level, di fatto non professionistici.
    Ben venga invece l’ospitalità obbligatoria per gli eventi più importanti e, se vogliamo dirla tutta, sarebbe una buona idea limitare alle giocatrici e giocatori FUORI dalle prime 500 posizioni del ranking l’accesso ai tornei entry-level, così da dare realmente maggiori chance a chi aspira al professionismo.

  19. Alessandro Nizegorodcew
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    Sono d’accordissimo sull’ultima questione sollevata, così come sulle difficoltà nell’organizzazione dei tornei con nuovi “regolamenti”, come tra l’altro ho scritto proprio alla fine dell’articolo. Però sinceramente se non arrivi almeno 400-500 del mondo forse è il caso davvero di giocare Open (dico almeno dopo 2-3 anni di tentativi) e alternare qualche itf cercando di alzare prima il proprio livello. Detto ciò, avvantaggiare e dare più chance a chi è 400 invece di darne solo a chi è 150 mi sembra già una bella svolta. Il prezzo che sottolinei ad Antalya non è male, affatto, ma se vinci il torneo sono 420 euro (puliti) che devi tirare fuori, contro i prize money ridicoli che ci sono nei 10.000 è comunque fuori dal mondo per me. Non esiste che per andare inpari io debba vincere il torneo sia in singolare che in doppio (considerando le tasse sul prize money). I tornei diminuirebbero? Probabile, ma io i 10.000 non li voglio vedere mai più. Parlando con tantissimi giocatori, tutti hanno sempre detto che il minimo doveva essere 15.000 e che il vero problema era l’ospitalità. E qui ITF, ascoltando proprio i giocatori per una volta nella vita, sta provando ad intervenire

  20. Nikolik

    Sì, però, Alessandro, io sono invece d’accordo con quanto scrive questo Renato Morabito, che ha scritto cose di molto buon senso.

    Vedi, Alessandro, l’entusiasmo non deve farci compiere l’errore opposto, dal farci passare dalla padella alla brace: sappiamo tutti che questo dei soldi è un problema, ma stiamo attenti a non compiere l’errore di ammazzare i vecchi tornei da 10.000 o 15.000 che siano.

    L’ospitalità sappiamo tutti che è improponibile per torneini che fanno entrare gratis senza biglietto i pochi spettatori, che non hanno sponsor o, se ce l’hanno, è il gommista di fiducia del presidente del circolo, la trattoria da Peppino sotto casa…
    Insomma, non vedo proprio come si possa pagare l’ospitalità a tutti quei giocatori: per almeno due notti sono almeno 40 persone (ci sono anche i doppisti), e poi tutto il resto della settimana…
    Ditemi dove degli organizzatori di 10.000 troverebbero questi quattrini, impossibile.

    Quindi, non è che dimezzerebbero i tornei, sarebbero proprio azzerati, nessuno organizzerebbe più questi ospitali 15.000 ospitali.

    E infatti è una proposta, proposta che, immagino, non verrà accolta.
    Si propone 15.000 più ospitalità per ottenere almeno 15.000.
    Del resto, è quello che si fa sempre, no?
    Chiedo 100 per avere 50.

  21. Nik

    Ecco il contributo di solidarietà mi sembra l’unica possibilità percorribile. Se l’ITF pagasse il montepremi e lasciasse al torneo tutte le altre spese forse potrebbero non sparire la maggior parte dei tornei.
    E’ interessante poter parlare con qualcuno che li organizza, tra l’altro. Per curiosità le entrate di un torneo 10k o 15k da dove arrivano? Direi principalmente sponsor.
    Dal punto di vista economico questi tornei sono strettamente legati ai contributi (a fondo perduto direi) di sponsor. Servono benefattori disposti a spendere per il gusto di farlo perché onestamente sono cifre esose per il ritorno di immagine che un itf offre ad uno sponsor.
    I tornei organizzati nei resort, con tutti i problemi che hanno (pure io non mi strapperei i capelli se non ci soffero) sono, decisamente, un modello più sostenibile, le entrate arrivano dagli alberghi, fanno gola perché permettono di organizzare trasferte di più settimane facendo incidere meno sulla singola settimana le spese per i voli.

    Il problema continua ad essere il numero di tornei perché se anziché 6-7 tornei in contemporanea di di cui una da 15k e 5-6 da 10k che fanno giocare una cinquantina di giocatori per torneo come minimo, ce ne sono 2-3 a settimana anziché 300-350 iscritti si scende 150 e chi ha una classifica bassa, per me resta fuori dai cut-off ed è costretto a sobbarcarsi viaggi lunghissimi e costosissimi per cercare i tornei meno frequentati.

    Però ripeto temo che questa soluzione possa ottenere effetti opposti a quelli che l’ITF e i giocatori si aspettano.

  22. marco mazzoni

    ciao a tutti, l’argomento è difficile, complesso, e meriterebbe una profondità di analisi da riempire pagine e pagine… meglio ancora sentendo più voci dei diretti interessati (che ne dici Ale?). Anche molti dei commenti che ho letto sono interessanti e tirano fuori problemi veri.
    Due anni fa avevo fatto un calcolo, considerando tutti gli itf (M) e gli slam, con una % di poco superiore al 2% degli introiti di uno slam si potrebbe portare tutti i 10k$ a 25k$, che sarebbe dal punto di vista dei giocatori una manna, davvero una spinta, senza aggravare sui conti già traballanti dei tornei… Ma serve un intervento politico, dall’altro, se mai ci sarà la volontà. E la volontà ci dovrebbe essere perché una base “più ricca” si allena meglio, gioca più serena, cresce ed eleva tutto il livello, IMHO. Su questo dovrebbero riflettere i guru della ITF.
    Penso che la proposta sia buona, ma non basta. Ed i timori sui tornei siano fondatissimi. In caso si alzi l’asticella di ingresso negli ITF con meno tornei, un’altra idea potrebbe essere quella di dare X wc ad ogni giovane tra i 16-18 anni, da usare nell’anno per provare a giocare tornei pro, nel caso in cui la selezione fosse troppo alta anche lì, ma ce ne potrebbero essere tante altre di idee.
    La proposta è una base di partenza, non perfetta, ma già che ci sia la volontà di smuovere le acque dopo una stasi terribile ed ingiusta, è un enorme passo in avanti. Solo provando e vedendo quel che succede si potrebbe valutare bene l’impatto e quindi, di conseguenza, aggiustare il tiro.

  23. Barbara Garbaccio

    Ciao a tutti, io sono stata una giocatrice che, appena ho provato ad avvicinarmi all’attività internazionale, ho dovuto smettere per difficoltà economiche, quindi la possibilità che si prospetta per i giocatori che cercano di provare a fare carriera nel tennis sicuramente è molto vantaggiosa.
    Oggi, però, gestisco un circolo che da anni organizza un torneo internazionale femminile con montepremi di 10.000 $, e negli ultimi due anni è la nostra passione a far continuare il torneo in quanto trovare sponsor o peggio ancora istituzioni che aiutino a contribuire queste iniziative è veramente difficile se non quasi impossibile.
    Probabilmente se dovesse entrare in vigore questo “emendamento” sarà per noi molto difficile continuare ad organizzare una manifestazione splendida e divertente, che, anche se in piccolissima parte, crea del movimento negli alberghi, nei ristoranti che ci circondano.

  24. cataflic

    Mi sembra che si scontrino punti di vista ben differenti.
    Il tennista non dovrebbe essere oggetto attivo dell’economia di un torneo, ma solo un attore dello spettacolo, pagato di conseguenza, il quale richiama clienti creando l’indotto.
    Detto ciò è evidente che un aumento di questa entità assicura una decimazione di tornei e sono d’accordo con Ale quando si augura la sparizione di eventi in cui i tennisti sono solo clienti.
    Dato che molti lamentano lo scarso livello economico di questi tornei, ma evidentemente sono incapaci di accedere a livelli più alti di classifica e remunerazione, non trovo nulla di male nell’impostare l’attività con tornei open dove la remunerazione non è così diversa e la logistica molto più semplice, anche per quello che riferusce Barbara Garbaccio che conferma che a questi livelli è la passione lo stimolo “buono” per un torneo e non credo che gli spettatori di un open siano tanto diversi da quelli di un 10k.
    Se poi questo impedirà di fregiarsi del n. 476 atp sul petto oggettivamente non è che cambi la qualità tecnica dell’interessato una volta rodato il sistema.
    La cosa più interessante sarebbe la limitazione per età in modo da facilitare il salto in lungo di questa fascia di tornei a tennisti davvero futuribili, senza che il salto diventi prima un triplo e poi un 3000 siepi, per diventare poi una maratona….
    È interessante, anche se praticamente credo sia un po’ difficile da organizzare!

  25. nicoxia

    L ignoranza,partendo dalla mia,come sempre è la causa della mancanza di risoluzione dei problemi,una discussione per essere propositiva dovrebbe avere dati,chi mi sa dire i soldi dell’ITF come li usa per agevolare il movimento tennis?
    Perchè qui si è cercato di coinvolgere l’ATP ,che invece a mio avviso il suo management fa benissimo il suo lavoro per i propri diretti interessati.
    L ITF,corregetemi se sbaglio,i soldi per organizzare i tornei 10000 li prende ,ora cosa ci vuole a dire aumentaTE i montepremi non faTE pagare l’ospitalità.
    Se lo scopo è fare selezione per aumentare la qualità ha un senso,ma non mi si venga a dire che lo si fa per aiutare il movimento tennis e giocatori indiscriminatamente.
    Per le federazioni il discorso è diverso,loro non dovrebbero avere scopo di lucro,i soldi pubblici e dei giocatori che contribuiscono con oltre il 50% del bilancio,dovrebbero essere destinati all’aumento e alla qualità del movimento tennis.
    Obbiettivamente,si può discutere se l’aumento del movimento tennis in Italia sia tutto merito della federazione,ma oggettivamente c’è stato e glielo si deve riconoscere,e se gli Italiani sono stati disposti con tutte le tasse a risanare i bilanci vuol dire che gli va bene,sulla qualità guardando i risultati però bisognerebbe essere altrettanto obbiettivi,sarebbe un buon inizio per mettersi in discussione e cercare di migliorarsi anche sotto questo aspetto e i primi ad esserne riconoscenti sarebbero i giocatori stessi.
    Comunque personalmente penso che verrebbe premiato il merito la professionalità e la qualità a discapito della quantità e cinicamente, giustamente, molti andrebbero a riconvertirsi nel loro giusto posizionamento,non potendo più pensare di essere professionisti.

  26. Unclegiven

    Quoto biglebowsky,, permettere un maggiore afflusso ai più giovani.
    Sul discorso ospitalità e costi per i circoli, e’ chiaro che alcune realtà scompariranno ma deve esser chiaro che una famiglia”normale” non si può permettere economicamente di andare costantemente in rosso anche quando il figlio arriva in semi ad un 10000 ed è costretto a pagare vitto e alloggio da domenica a venerdì.
    Le ‘briciole’ che speriamo elargirà la federazione internazionale sono ben accette, tutto aiuta.
    Auguri a tutti e buon tennis

  27. nicoxia

    Unclegiven,una famiglia normale non può fare questo percorso,gli step e quello che occorre dal punto di vista economico e di tempo dando per scontato che scontato non è tutto il resto,ormai è chiaro a tutti le elemosine non servono,sempre parlando di alto livello,se poi si vuol parlare di qualcosa d’altro allora tutto è ben accetto.

  28. nicoxia

    La qualità,si alzerebbe non per i soldi ma per l’alzamento dei cut off a causa della diminuzione dei tornei,quelli che nonostante la poca qualità riuscivano ad entrare in classifica mondiale rinunceranno e rimarranno solo i più motivati,però per l ITF saranno mancati incassi e se poi gli si chiede di tirare fuori in più soldi ……….

  29. nicoxia

    D altronde non si può chiedere al mercato,quando tu non sei produttivo,come invece a potuto fare l’ATP.

  30. nicoxia

    Una considerazione,se si decidesse di andare in questa direzione,bisognerebbe studiare una possibilità di accesso alle qualificazioni in base a dei parametri di merito per chi accede per la prima volta,perchè ora non c’è problema a parte la difficoltà logistica dei primi punti da andare a prendere lontano, se uno è forte si tira fuori velocemente,ma quasi sicuri di entrare nelle quali,dopo i parametri di accesso se drasticamente si ridurranno i tornei, potrebbero essere inaccessibili per i nuovi emergenti,per i numeri degli iscritti,e si dovrebbe dipendere esclusivamente da wild card.

  31. Alessandro Nizegorodcew
    Autore

    Beh Nicoxia però se diminuiscono i tornei per il motivo suddetto l’ITF ci rimette un sacco di soldi eh… Quindi io credo che invece sia stato fatto tutto ciò dopo le migliaia di proteste giornaliere che arrivano all’International Tennis Federation. Poi è corretto sottolineare, come ho già fatto, tutte le problematiche che questa cambiamento comporterebbe, a partire come ho scritto dalla possibilità di entrare in qualificazioni per chi è senza ranking

  32. cataflic

    Sono d’accordo con nicoxia…a gridare governo ladro son bravi tutti, ma poi se si vuole cambiare qualcosa bisogna avere ed analizzare i dati/costi/ricavi in maniera attenta e poi osare sbilanciando l’equazione da una qualche parte.
    Anche il fatto che il montepremi sia legato ai punti atp potrebbe essere cambiato, magari favorendo in alcuni casi il montepremi ed in altri i punti…che sò….un 15k con 30 pt per il vincitore ed un 15+h con 20 pt…

  33. Nikolik

    Quando affermate che l’ITF prende i soldi per organizzare i tornei, oppure che ci rimette soldi se non vengono organizzati, oppure dite cose del genere, ecco, affermate queste cose perché le sapete, o, meglio, credete di saperle, oppure tirate un po’ così a caso?

    Perché a me non risulta proprio per nulla, non mi risulta che l’ITF prenda anche un solo centesimo per dare l’autorizzazione a giocare un torneo.
    Ora, io parlo dei miei tempi, ai miei tempi l’ITF non voleva nemmeno un centesimo, non so dire con certezza adesso, ma penso sia ancora così, o, al limite, sarà una tassa veramente minima, sarà qualche centinaio di Euro, ma comunque per forza deve essere una cosa minima, ma, ripeto, ai miei tempi era zero.
    E’ vero che c’è un’irrisoria somma da retrocedere alla Federazione (alla Federazione, non all’ITF), una quota parte, comunque minima, dell’iscrizione al tornei che viene, o, meglio, veniva (si parla dei miei tempi) chiesta a giocatori, ma roba di meno di 10 Euro a giocatore o giù di lì, saranno, toh, 300 o 400 euro in tutto.
    Almeno era così, ma son sicuro che sarà così anche adesso o comunque sarà poco diverso.

    Sui tornei giovanili o, meglio, ETA, perché ai miei tempi si chiamava ETA, c’era, è vero, una tassina da pagare per gli organizzatori, ma roba veramente minima, 300 o 400 mila lire, ora saranno 300 euro, se sono.

    Ciò al contrario di WTA E ATP, che prendono enormi somme di denaro.
    Trovo veramente incredibile, ma proprio molto incredibile, che nulla si dica nei confronti di queste associazioni di miliardari, che non danno neanche un centesimo al tennis.
    Lo trovo incredibile e, anche, permettete, veramente ingiusto.
    Loro cosa fanno per il tennis?
    Se tutti i tornei giovanili di questo mondo li organizza l’ITF e la TE (cioè le varie Federazioni nazionali), se tutti i tornei futures di questo mondo li organizza l’ITF (cioè le varie federazioni nazionali), se, infine, tutti questi tornei vengono, di fatto, organizzati dai circoli di tutto il mondo, loro, WTA e ATP, cosa fanno con tutti questi soldi?

    E’ veramente inaudito che, laddove ci si lamenta del poco denaro che circola per i tennisti oltre la posizione n. 100, nulla si dica verso queste organizzazioni di miliardari che sono, loro sì, artefici di questo problema.

    Incredibile, qua si parla di 300 euro di tassa a torneo, e mi state a sbattere l’ITF e le Federazioni Nazionali per 300 euro a torneo a chiedere: ma dove li mettete questi soldi…!…mentre WTA e ATP gestiscono decine di milioni di euro l’anno distribuendoli a 70 persone…
    Ma per favore…

    Ho già detto.
    Mi parlate della pagliuzza, quando non vedete la trave.

  34. Morris

    Forse sarebbe sufficiente allargare i tabelloni di qualificazione nei tornei Atp e Wta, ci si iscrive e chi ha il livello sale velocemente….

  35. nicoxia

    Nikolik,propio in questi giorni nel mio circolo c’è un torneo alla fine in totale alla federazione verseranno circa 1200 euro,senza ricevere nulla.
    Il tuo problema lo conosci da solo,infatti premetti che adesso non sai nulla e parli del passato,ma poi dai giudizi senza appunto conoscere nulla.
    Informati come facciamo noi genitori e forse dopo esserti informato capirai che i tuoi giudizi valgono come il due di picche quando la briscola e fiori.

  36. cataflic

    Nikolik
    È proprio dall’alto dell’atp che dovrebbero scendere soldi per aiutare la base, ma figuriamoci se avverrà mai….direi che già l’esistenza delle due realtà atp-itf la dice lunga.
    Per come sono le cose oggi, la federazione, tra i mille altri compiti che ha, dovrebbe aiutare iniziative di supporto per i nostri giocatori nazionali favorendo economicamente la creazione di eventi itf sul territorio.
    Direttamente, tramite sponsor nazionali, etc…
    D’altro canto anche senza avere tutti i dati alla mano è evidente che un indotto il torneo lo va a creare per forza avendo almeno una 50na di partecipanti che occupano alberghi e ristoranti, anzi direi che è dimostrato proprio dal fatto che i giocatori stessi lamentano di finire in rosso senza le varie serieA tutti gli anni.
    Ci sarà ben qualcuno che si è messo a tavolino due minuti a calcolare il punto di pareggio(o d’investimento) per un intervento pubblico di sostegno a queste manifestazioni, considerando la media dei partecipanti, le nazionalità, gli incassi degli alberghi, la tassazione media delle cifre…vabbè…

  37. Cataflic giusto ma vorrebbe dire discutere nel merito e si scoperchierebbero troppe cose.un diecimila costa circa venticinquemila euro.

  38. catafli

    nicoxia
    bisogna esaminare la questione in modo complessivo:
    quei 25k che dici a cosa servono?…10k al montepremi, 1,5k a pagare royalties e tasse varie, poi? transportation?corde?palline?, mancato affitto campi?, imbellettamento circolo pretorneo?, buoni ristorante o simili? servizio lavanderia? pagamento gabella giocatore “convintosi a giocare”?, …queste cose bisogna metterle in fila e vedere i flussi come girano e come variano le imposizioni fiscali di questi flussi, per determinare se il “pubblico” alla fine guadagna di più o di meno con/senza torneo e calcolare(se è il caso) quale potrebbe essere l’investimento pubblico per generare il volano economico.
    Molto pragmatico, prima ancora di pensare allo sviluppo dello sport sul territorio, blablabla.

  39. Cataflic purtroppo non tutti sono in grado di fare bussines plane lungimiranti.pensa che propio ora ho scoperto che nei quindicimila sono obbligatori i giudici di linea e che costano agli organizzatori duemilacinquecento euro.

  40. Giorgio il mitico

    x Morris post 35

    Hai ragione allargare i tabelloni di qualificazione è proprio un’ottima idea e non costa nulla.

  41. cataflic

    Giorgio il mitico
    ogni idea può essere valida, ma se non cambi gli equilibri economici nulla cambia e si finisce per tirare la copertina di qua e di là cambiando solo chi rimane con i piedi al freddo.

  42. nicoxia

    Cataflic,cinicamente io sono per premiare il merito non per fare assistenzialismo,per assurdo se si potessero fare qualifiche da 1000 posti per accedere al main drow di un atp,tutti avrebbero la possibilità di accedere per merito.
    Se si creassero dei satelliti senza prize money per l’accesso alle qualifiche,come avviene per gli internazionali,molti coglierebbero questa occasione come lo dimostrano i numeri dell’anno scorso.
    La federazione in questa occasione ha avuto una grande intuizione,tornei vicino casa e i meritevoli accesso alle qualifiche,tipo sei posti destinati,sono sicuro che molti giocatori apprezzerebbero.

  43. nicoxia

    Cataflic,se i giocatori da ITF avessero mercato,sarebbero in grado di costruirselo da solo l’equilibrio,come hanno fatto i giocatori da ATP,il problema è che è difficile distribuire il nulla.

  44. Giorgio il mitico

    x Nicoxia

    i giocatori da ITF sono il prodotto risultante dal lavoro dei nostri circoli, quindi va da se la nostra federazione li debba sostenere economicamente mentre tentano di compiere il percorso che li divide dal diventare giocatori ATP !

    E’ FUORVIANTE l’affermazione che il pubblico è scarso quando giocano o che il giro d’affari da loro creato è irrisorio, DEVE essere irrisorio in questa fase della loro crescita agonistica, ma si deve essere così lungimiranti da aiutarli ugualmente per farli entrare nel giro che conta !

    Non aiutarli significa incentivare solo la loro scomparsa prematura dall’agonismo.

  45. cataflic

    Nicoxia, io sono assolutamente per il merito, ma qui non si parla di merito, ma solo di cosa fare per permettere di autosostenere una carriera nelle retrovie, pur da n. 300 mondiale.
    Il merito si autodetermina, quando un ragazzino 17enne vince 4 futures, poi fa quarti in un challenger, poi finale o vittoria, supera le quali con una wc in un atp e passa pure dei turni…..n.150 atp e ciaociao futures!
    Questi qui non hanno bisogno di tutela, sono quelli che migliorano di una virgola ogni anno e a 25 anni arrivano alle soglie dei 100 che rischiano di perdersi, mentre quelli che proprio non ce la fanno e stazionano dietro sanno indubbiamente giocare un gran tennis, ma non riescono a farne una professione nel vero senso della parola.
    Se partiamo dall’assunto che non c’è mercato per questi tornei, allora la federazione fa prima a scegliere i suoi cavalli di battaglia e sostenerli con facilitazioni, coaches, etc senza toccare il sistema….e gli altri incapaci si arrangino.
    Un discorso diverso è decidere di rendere economicamente fattibile una carriera da n.300 ed allora i passi da fare sono diversi.
    Il discorso delle qualifiche…possono anche fare tabelloni a 1280 posti, ma tanti sarebbero settimane di gioco non pagate e si ritorna al discorso di partenza.
    Tutto sommato, l’idea balzana che mi era venuta di differenziare i tornei futures in tornei con facilitazioni economiche, cioè montepremi più alto e hospitality, ma meno punti e viceversa comincia a sembrarmi non totalmente balzano.
    Così magari i giovani rampanti tenderebbero a prediligere i primi sperando di cavarsene fuori in fretta ed un 27enne potrebbe mandare avanti la carriera con gli altri accontentandosi del suo livello…
    BUON NATALE A TUTTI!

  46. nicoxia

    Giorgio,le federazioni dovrebbero servire solo ed esclusivamente a questo,non lo può fare il mercato come invece è possibile per i giocatori ATP.
    Se si volesse migliorare al di la di interessi personali,si potrebbe discutere senza pregiudizi nel merito evidenziando ed elogiando le cose buone,e discutendo e proponendo, possibili soluzioni per le cose che non funzionano per evidenti mancanze di risultato,ma ma ma, ma BUON NATALE A TUTTI.

  47. Giorgio il mitico

    x Nicoxia

    L’ultimo bilancio lo trovi su : bilancio consuntivo 2013 Federazione Italiana Tennis.

    E’ un documento di 183 pagine.

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