ITF Under 18: Bene Quinzi in Iran e Frinzi-Liucci in Bolivia

di - 18 Febbraio 2016

Kei Nishikori, Gianluca Quinzi e Gianluigi Quinzi

di Lorenzo Cialdani

Corre senza sosta il fitto programma di tornei ITF Under 18 in questi giorni di febbraio, con poche presenze azzurre nei tabelloni della settimana ma non senza qualche risultato interessante, con particolare attenzione alla prima edizione del G5 “Fajr Junior Tournament” a Kish Island, in Iran, ed al “Condor De Plata 2016”, Grade 2 disputatosi a La Paz in Bolivia, entrambi su terra rossa outdoor.

L’unico atleta italiano presente in Iran è il classe 2001 Gianluca Quinzi, il quale riesce senza problemi a superare i turni di qualificazione ed a presentarsi al meglio agli incontri del main draw, a partire dal 6-2 6-0 rifilato a Seyed Mahan Mir Moezzi, uno dei tantissimi tennisti di casa presenti.

Nonostante la partenza molto agevole, Quinzi è molto bravo a superare al secondo turno un altro iraniano, il numero 5 del seeding Amir Hossein Badi, con il punteggio di 6-4 6-3, raggiungendo di conseguenza il terzo turno: la sua avventura si interrompe qui, vista anche la forma strepitosa del suo avversario, il britannico Karim Najia, il quale lascia a Quinzi appena un game nel secondo set prima di chiudere.

A confermare l’assoluto dominio di Najia nel torneo ci penseranno le partite successive, nel corso delle quali il 15enne sarà capace di eliminare senza alcun problema il norvegese prima testa di serie Christian Linge per 6-2 6-3, fino ai consicutivi successi contro il numero 3 Mohammad Karegaran ed il numero 4 Armin Rostami per centrare il successo nel torneo di Kish Island.

Nel femminile, senza italiane pretendenti al titolo, la finale è tra due classe 2000, rispettivamente numero 1 e numero 2 del seeding: la giapponese Runa Ichinose, dopo aver lasciato appena 2 games in altrettanti match, aveva dovuto faticare solo nella semifinale con l’iraniana testa di serie numero 3 Sadar Sadeghvaziri, anche lei protagonista assoluta fin lì con le due vittorie ottenute per 6-0 6-0 e 6-2 6-0 nel secondo turno e nei quarti di finale, e il risultato di 7-5 4-6 7-6(5) in favore della nipponica testimonia l’effettiva equivalenza dei valori in campo.

E’ stata costretta al terzo set in semifinale anche l’altra finalista, la britannica numero 2 Donia Abdel-Aziz, vincitrice in rimonta per 4-6 6-3 6-3 sulla tennista di casa Ghazal Pakbaten, e nonostante le buone possibilità di dare del filo da torcere alla sua avversaria, il risultato della finale è stato senza appello, con un doppio 6-2 in favore della Ichinoze che le ha permesso di sollevare il trofeo con gran merito.

Parziale riscatto della Abdel-Aziz, che in partnership con la russa Sofia Plotnikova è riuscita a conquistare il primo posto almeno nel tabellone di doppio femminile, sconfiggendo in finale per 6-4 6-1 la temibile coppia Ichinose-Schmid, portandosi a casa il risultato più importante dopo aver sconfitto in serie tutte le prime tre coppie teste di serie.

A prendere il via per l’edizione 2016 del “Condor De Plata” boliviano si sono presentati cinque tennisti azzurri: viene eliminato al primo turno Andrea Trapani, sconfitto in rimonta dal tennista di casa Luis Molina per 3-6 6-4 6-3 dopo una prova comunque soddisfacente, mentre riescono a raggiungere il secondo turno sia Federico Iannaccone, doppio 7-6 al brasiliano Guilherme De Freitas Coco all’esordio prima della sconfitta per 6-1 6-2 con il forte canadese numero 6 del seeding Joshua Peck, sia Francesco Forti, bravo a rientrare dopo aver perso il primo set con l’altro canadese Victor Krustev ma sfortunato nell’incrocio al secondo turno con il giapponese numero 2 Yuta Shimizu che lo ha battuto per 6-4 6-1.

Raggiungono il terzo turno, invece, sia Mattia Frinzi che Francesco Liucci, due classe ’99 entrambi nel quarto alto del tabellone maschile: il primo, dopo i successi su Joaquin Espinoza per 6-4 6-2 all’esordio e sul turco testa di serie numero 7 Cagatay Sami Soke per 6-3 6-4, deve arrendersi mettendo a referto appena tre games con un altro giapponese, il numero 9 Daisuke Sumizawa, mentre per Liucci arrivano due vittorie in tre set, con l’ecuadoriano Camilo Ponce per 6-2 2-6 6-3 e con il brasiliano numero 16 Guilherme Wojciechowski Osorio per ritiro sul 6-1 5-7 3-1 in favore dell’azzurro, con il match di terzo turno che lo vede autore di un’ottima partita nonostante la sconfitta; il 3-6 7-5 2-6 subito dal numero 1 del seeding Juan Carlos Manuel Aguilar è comunque un ottimo risultato, visto soprattutto il percorso del tennista boliviano nel torneo.

Aguilar, classe ’98 nato a Londra, supererà in seguito Sumizawa, il colombiano Jose Fernando Carvajal Torres giungendo sino in finale, con ad attenderlo il turco classe ’99 Cem Erturk, riuscendo infine a portarsi a casa la vittoria finale grazie al 6-3 6-1 dell’ultimo atto del torneo, dimostrando una grande capacità di reazione viste le insidie che ha superato nella settimana, dovendo giocarsi tie-break decisivi e anche rimontare da scomode situazioni di svantaggio.

Altrettanto incerto è stato anche il tabellone femminile, con due “storie” molto diverse: la prima finalista è stata la promettente giapponese classe 2001 numero 1 Yuki Naito, assoluta dominatrice della metà alta del draw non concedendo neanche un set in nessuno dei suoi incontri, mentre la seconda candidata al titolo è stata la boliviana classe ’99 numero 4 del seeding Daniela Alejandra La Fuente Strassburger, che fino alla semifinale è sempre stata costretta alla rimonta, partendo sempre con un set di svantaggio, riuscendo comunque sempre a rientrare in partita continuando poi il suo cammino verso la finale.

In finale, tuttavia, il miracolo è riuscito solo a metà: dopo il 6-0 in favore della Naito nel primo set, la tenace boliviana è riuscita a ribaltare totalmente il pronostico restituendo il 6-0 alla sua avversaria, issandosi poi fino al 5-5 nel terzo parziale ed essendo costretta poi a cedere solo a causa di pochi fondamentali punti vinti dalla nipponica, anche se il suo percorso nell’importante rassegna di casa non è affatto di poco conto, avendo sfiorato la doppietta ed avendo impensierito un’avversaria sulla carta assolutamente favorita.

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