Games of the Small States of Europe: Il Resoconto

di - 9 Giugno 2015

Schaul e Molinaro

di Daniele Sforza

logoAbbiamo parlato spesso di quanto sia complicato, per chi arriva da piccole nazioni prive delle strutture necessarie, emergere in uno sport difficile come il tennis. Nel 1981, durante il congresso olimpico a Baden Baden, si ebbe l’idea di incontrare gli esponenti di 8 piccoli stati europei per organizzare dei giochi, a cui avrebbero potuto partecipare solo queste 8 nazioni (Andorra, Cipro, Islanda, Liechtenstein, Lussemburgo, Malta, Monaco e San Marino), scelte secondo alcuni criteri precisi: popolazione inferiore a un milione di abitanti (secondo la stima dell’epoca), presenza di un autonomo comitato olimpico e presenza di alcuni membri nell’IOC (International Olympic Committee). Così nel 1984, grazie a J.A. Samaranch, presidente dell’IOC, durante i giochi olimpici di Los Angeles si arrivò alla creazione dei GSSE (Games of the Small States of Europe), la cui prima edizione venne giocata l’anno successivo a San Marino. Nel 2011, nella 14edizione (i giochi si svolgono ogni due anni), venne aggiunto il Montenegro, che ospiterà la competizione per la prima volta nel 2019 e che nel frattempo ha portato il numero di nazioni partecipanti a quota 9.

Danka KovinicLa competizione prevede diversi sport, divisi in individuali e collettivi. Sono 6 gli sport individuali scelti (atletica, nuoto, judo, tennis, ping pong e tiro a segno) mentre due sono gli sport collettivi, quali il basket e la pallavolo. A questi poi ogni comitato organizzativo può aggiungere due sport e, nella 16edizione, la scelta è ricaduta su golf e ginnastica artistica.

Andiamo quindi a scoprire questa 16edizione, disputata a Reykjavik dal 1 al 6 Giugno e per la seconda volta in Islanda (la precedente edizione risaliva al 1997, anno in cui la stessa nazione dominò la classifica, conquistando 97 medaglie totali). L’Islanda, confermando quanto successe nel 1997, ha conquistato il maggior numero di medaglie (89) ma è stata superata dal Lussemburgo, poiché questi hanno ottenuto una medaglia d’oro in più. I campi su cui si sono giocati i match che ci interessano, quelli relativi al tennis, sono stati 3, tutti indoor e su una superficie non molto utilizzata nei tornei Pro: il carpet.

A conquistare l’oro femminile è stata Danka Kovinic. La montenegrina si è imposta sulla maltese Sammut (doppio 6-2), sulla neo cipriota Serban, rumena ma abitante di Limassol, per 6-4 6-2. Poi nella finale, nel match che doveva essere più combattuto visto l’avversaria, c’è stata poca storia. Punteggio netto di 6-0 6-1 nei confronti della giocatrice del Liechtestein, Kathrinka Von Deichmann, seconda testa di serie in tabellone.

Nel tabellone maschile, il successo è andato al trentenne francese, residente ad Andorra, Laurent Recouderc (qualcuno forse lo ricorderà visto il suo passato da top 150 del mondo). Il rappresentante di Andorra  si è imposto sul giocatore di casa Rafn Kumar Bonifacius (60 76), e successicamente 4-6 6-2 7-5 sulla seconda testa di serie, il cipriota Chrysochos. In semifinale, dopo un primo set lottato, ha chiuso la contesa contro il maltese Asciak per 7-6(6) 6-1 mentre nella finalissima, che lo ha visto opposto al lussemburghese Ugo Nastasi, c’è voluto qualcosa di più per arrivare al titolo. Dopo il primo set perso al tiebreak, ci sono voluti due set più solidi (doppio 6-3) per conquistare uno storico titolo (è il primo nel tennis) per il piccolo stato di Andorra. Da segnalare anche la sconfitta della prima testa di serie, il monegasco Benjamin Balleret, battuto dal montenegrino Celebic in tre set (7-6 2-6 6-3).

Quando si parla di esperienza sul campo da tennis, probabilmente ci si riferisce a questo, con la coppia monegasca, Couillard/Oger, 74 anni in due, che ha conquistato il titolo in doppio, confermando i titoli del 2009-2011-2013 (per Couillard si aggiunge anche il titolo del 2007, conquistato con Lisnard). Doppio 6-1 ai sanmarinesi Grassi/De Rossi e poi due vittorie al super tie-break nei confronti dei lussemburghesi Nastasi/Scheidweiler e dei ciprioti Chrysochos/Kyratzis, che al contrario si presentavano con un’età complessiva di 39 anni.

Petros Chrysochos si è poi rifatto nel doppio misto, conquistando con la coetanea Serban il titolo, senza lasciare neanche un set agli avversari (6-0 6-3 ai maltesi Genovese/Sammut, 7-5 6-4 ai giocatori del Liechtenstein Leuch/Von Deichmann e 6-4 7-6 ai lussemburghesi Scheidweiler/Schaul).

Il doppio femminile ha visto invece formarsi un tabellone ridotto, con solo 3 coppie partecipanti. Alle giocatrici di casa, Anna Gronholm e Hjordis Guomundsdottir, si sono aggiunte le lussemburghesi (Molinaro e Schaul) e le giocatrici della piccola isola del Mediterraneo, le maltesi Genovese e Sammut.

Queste ultime, vittoriose contro le islandesi per 6-4 6-2, si sono poi arrese alle numero 1 del seeding. Una dura lotta, conclusasi con il punteggio di 6-1 4-6 10-8 in favore delle lussemburghesi Molinaro e Schaul (ben 17 gli anni di differenza tra le due) che hanno conquistato questo trofeo.

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