Nadal: “Non mi manca il tennis, ho smesso al momento giusto”

Matteo Cubadda
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Rafael Nadal - foto Ray Giubilo

Rafael Nadal ripercorre la sua carriera e le difficoltà fisiche che lo hanno accompagnato fino al ritiro. In un’intervista a The Athletic, in occasione dell’uscita del libro Rafa Nadal di Assouline, il campione spagnolo ha raccontato quanto gli infortuni abbiano segnato il suo percorso e la serenità con cui oggi guarda alla decisione di lasciare il tennis.

“Ho vissuto tutta la mia carriera tennistica con dolore. Ogni giorno avevo troppo dolore”, ha confessato Nadal, ricordando come i problemi fisici lo abbiano costretto a convivere con continue limitazioni.

Nonostante le difficoltà, lo spagnolo è riuscito a conquistare 22 titoli del Grande Slam, di cui 14 al Roland Garros. “L’unica cosa positiva che ho ricavato dagli infortuni è stata la possibilità di godermi di più i momenti belli e di dar loro maggior valore”, ha spiegato.

Nadal non ha rimpianti per la scelta di ritirarsi nel novembre 2024. “Amavo giocare a tennis, ma non mi manca molto. Mi sono ritirato al momento giusto, perché non avevo più niente da dare. A essere onesti, il mio corpo era finito. Giocavo con troppe limitazioni, ma questo mi ha permesso di chiudere in pace. Vivo un’altra vita rispetto a quando giocavo, quasi mi dimentico di essere stato un tennista“.

Oggi il maiorchino è concentrato sulla famiglia e sui suoi progetti, tra l’accademia e la fondazione che portano il suo nome. La vita lontano dal circuito, però, non è esattamente quella che immaginava: “Lavoro e viaggio molto più di quanto pensassi quando mi sono ritirato, e lo dico in senso positivo”.

Nadal ha comunque riconosciuto quanto sia difficile ritrovare fuori dal tennis le sensazioni vissute in campo: “Ci sono tante cose più importanti del tennis o dello sport. Ma l’adrenalina e quella sensazione speciale che lo sport ti dà sono difficili da trovare altrove”

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