Non devi piangere, Sarita!

di - 18 Maggio 2014

Sara Errani e Serena Williams

di Giovanni Cola

La sfortuna si è accanita su Sara Errani nel momento migliore della sua prima finale al Foro Italico. La svolta, purtroppo negativa, si è registrata nell’ottavo gioco del primo set, sul 4-3 Serena Williams dopo che la nostra portacolori aveva appena recuperato un break di svantaggio all’americana. Un problema alla coscia sinistra, con tutta probabilità un guaio muscolare, ha pesantemente influenzato la restante parte del suo match (6-3 6-0). L’azzurra è uscita temporaneamente dal campo con la fisioterapista per farsi fasciare la gamba infortunata ma, da lì in avanti, i suoi movimenti non sono più stati sufficientemente fluidi come invece era accaduto fino a quel momento.

La romagnola ha così cercato di abbreviare il più possibile gli scambi e l’agonia, essendo sostanzialmente impossibilitata a muoversi verso destra. Resta tanto amaro in bocca perchè fino all’imprevisto fisico, Sarita era riuscita ad arginare la potenza di Serena che era parsa più imprecisa del solito soprattutto nel gioco di volo e nelle accelerazioni col dritto. La Errani sapientemente aveva infatti sempre fatto giocare un colpo più del dovuto alla statunitense che sembrava soffrire particolarmente anche il pubblico che ovviamente in larghissima misura non tifava per lei.

Interessante comunque il dato statistico che rivela come la nostra beniamina abbia avuto la palla game in ben 5 dei 7 giochi disputati prima del suo infortunio. Dall’ottavo game in poi invece l’inerzia è completamente cambiata, un assolo incontrastato, una semplice passerella verso il terzo titolo della Williams a Roma. Dispiace molto per l’azzurra che dopo aver stretto la mano all’avversaria si è lasciata andare ad un pianto sconsolato a bordo campo. Nato comprensibilmente dalla frustrazione e dalla rabbia per non aver potuto competere quantomeno ad armi pari davanti ai propri tifosi.

La speranza è che il problema alla coscia non pregiudichi anche la sua preparazione in vista del Roland Garros. Oltre al danno, la beffa Sarita non se la meriterebbe proprio. Significative del grande torneo di cui è stata protagonista l’azzurra, pure le parole dell’americana rivolte direttamente alla Errani sottorete: “Hai giocato così bene, I’m sorry…”. Ci inchiniamo in ogni caso alla settimana di Sara che ha regalato emozioni in serie a tantissimi appassionati al Foro Italico, sul palcoscenico che ama di più.

“Non potete immaginare quanto sia rammaricata – ha rivelato l’azzurra commossa al microfono sul Centrale prima della premiazione – stavo dando il massimo per voi. Siete stati paurosi per tutto il torneo. Davvero un pubblico che dà una marcia in più. Mi congratulo comunque con Serena che anche oggi è stata praticamente perfetta. Un grazie di cuore poi al mio team, senza di loro tutto questo non sarebbe stato possibile. Ci riproverò l’anno prossimo, mi auguro con maggiore fortuna. Non vedo già l’ora di tornare”.

“Spero che l’infortunio non sia nulla di troppo serio – ha aggiunto poi la Errani davanti ai cronisti – domani andrò a fare una risonanza. Ho sentito improvvisamente tirare la gamba su un allungo. Forse ho pagato i tanti sforzi atletici dei giorni scorsi. Ho fatto di tutto per evitare di ritirarmi. Voglio assolutamente recuperare in tempo per Parigi. Con la Williams è già dura quando sei al 100%, figuriamoci così…”.

“Prima del problema fisico – ha ammesso Serena in conferenza stampa – Sara era veramente on fire. Si vedeva che non aveva niente da perdere e colpiva la palla con grande aggressività. Ha fatto passi da gigante rispetto a quando l’ho affrontata lo scorso anno a Parigi. Io comunque sono partita troppo nervosa e lenta in alcuni movimenti. Potevo forse fare di meglio. Ma sono davvero soddisfatta per questo nuovo titolo. Non mi ritengo ancora al 100% della condizione, però sto migliorando sensibilmente. Ora c’è Parigi, l’obiettivo è di cercare di aggiungere un altro Slam in bacheca. Anche se la concorrenza agguerrita non manca. Sulla terra rossa ormai mi sento a mio agio, non avrei mai detto che sarei arrivata ad amare questa superficie quando ho iniziato il lungo percorso per diventare professionista”.

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