Tennis e scommesse, le nuove intercettazioni

di - 16 Ottobre 2014

starace bracciali

di Salvatore Petrillo

Dopo la bomba esplosa ieri sui maggiori quotidiani nazionali, con le intercettazioni tra Bracciali e Bruni, oggi vengono fuori altri dettagli che allargherebbero a macchia d’olio lo scandalo, coinvolgendo pesantemente Filippo Volandri, Nikolay Davydenko e Martin Vassallo-Arguello. I dialoghi pubblicati oggi riguarderebbero Bruni e Sganzerla, quindi non direttamente i tre tennisti sopra citati, ma le parole su di loro sono pesanti.

LE INTERCETTAZIONI

In un dialogo del 7 Settembre 2007 pubblicato da Il Corriere della Sera vengono tirati in ballo diversi tennisti italiani.
Sganzerla: “E ‘sto Poto quanto vuole?
Bruni: “Dice Braccio che per primo turno anche 30 si accontenta. Oggi vede Bolelli per assoldarlo…è scatenato.”
Pochi giorni dopo arriverà un messaggio di conferma che recita “Bolelli quasi“.
L’11 Settembre seguente viene tirato in ballo anche Andrei Pavel da Bruni.
B.:” Certo che con Pavel si conoscono sicuro. Basta dirgli fammi vincere il primo e ti faccio vincere. Comincia a sentire Braccio o Goro. (Bracciali e Goretti, ndr)
E alla domanda di Sganzerla che chiede di Bracciali Bruni risponde:”Se vince stasera lo faccio chiamare. Certo che se rientra nei 100 ha detto che lavorerebbe solo per noi. Pensandoci è una sfiga colossale… Un anno e mezzo fa era nei primi 40. Venerdì sera siamo lì con il cash.
Ma è del 13 settembre l’intercettazione che coinvolgerebbe pesantemente Volandri, Davydenko e Arguello. In un dialogo tra Bruni e Sganzerla si leggerebbe:” Ma i veri ladroni non li prendono, Davy, Volo e Vassallo” e la discussione continua.
B.:” Poi il prossimo anno almeno due sulla terra ce li dovrebbero dare e due Volandri… basterebbero
S.:” Una Volo e una Poto
B:” Comunque tu vai da Volo prossima settimana
Sganzerla chiede “l’elenco di tutte le truffe sicure che ha fatto Volandri. Se ha il coraggio di dire che non ne ha mai fatte gliele dico tutte… Lì ne aveva fatte tre di fila o no?” e Bruni replica:” Luzzi, Skukin, Andreev. Luzzi e Skukin sicuro a Bastad. Anche Amburgo con Murray voleva perdere poi si è ritirato Murray e han perso cifre.

LE REPLICHE

Arrivano le prime reazioni dei tennisti azzurri indirettamente coinvolti nell’indagine della Procura di Cremona. Mentre Volandri fa sapere di essere “tranquillissimo” a riguardo, Starace si difende sia direttamente che tramite le il suo manager.

Ecco le sue dichiarazioni riportate dall’edizione online de Il Mattino: “Niente da nascondere. Sono un tennista onesto e pulito. Continuerò a giocare l’Atp di Mosca e la serie A italiana. Avrei perso volutamente la finale Atp di Casablanca? Follia. Ci tenevo più della mia vita. E’ come affermare che Baggio sbagliò il rigore col Brasile al Mondiale apposta“.

Anche il suo manager, Corrado Tschabusching, lo difende: “Abbiamo dato tutto in mano ai nostri legali. Fa comodo tirare in ballo Starace che è famoso. Se Bracciali ha sbagliato pagherà, ma è assurdo tirare in mezzo altri tennisti, solo perchè ne hanno parlato degli sconosciuti. Leggerò le carte e vedremo. Sono stralci di intercettazionIi. Staremo attentissimi, ma Poto è un professionista e gioca i tornei che deve giocare rispettando le regole e gli impegni“.

Vincenzo Martucci de La Gazzetta dello Sport ha raccolto invece le dichiarazioni di Andreas Seppi: “Quando ho visto i giornali per me è stato uno shock per tutta la storia e mi sono arrabbiato perché è coinvolto il mio nome. Ma io non c’entro niente e non ci sono mai entrato in queste storie. Se succedesse, mi rivolgerei immediatamente alla Tennis Integrity Unit, come da regolamento. Ho sempre avuto un comportamento molto corretto e onesto, e vedere il mio nome in prima pagina della Gazzetta associato a questa situazione l’ho trovato francamente scandaloso”.

Infine anche la FIT fa sentire la propria voce, attraverso Angelo Binaghi: “Speriamo che per marzo, quando giocheremo il primo turno di Coppa Davis, la situazione sarà chiarita” ha spiegato il presidente, che ha immediatamente attivato la Procura Federale la quale, di concerto con la Procura Generale del Coni – così come previsto dal nuovo Codice della Giustizia Sportiva – procederà a richiedere agli inquirenti cremonesi gli atti relativi a tutti i tennisti il cui nome compaia negli atti. “Oggi come oggi convocherei Daniele Bracciali che è tante volte richiamato nelle intercettazioni incriminate? Lui stesso, che ultimamente è stato chiamato soltanto da riserva, rinuncerebbe, credo, perché un giocatore non può trovare la serenità per giocare a questi livelli, con accuse così pesanti. Ma la mia preoccupazione va soprattutto allo stato d’animo e all’attività di giocatori tirati in ballo in questa storia per millantato credito“.

In serata è arrivata anche l’auto-difesa di Simone Bolelli che si è affidato a Twitter per respingere le insinuazioni dopo il suo indiretto coinvolgimento nelle presunte combine: “Ci tenevo a dire che sono completamente estraneo al mondo delle scommesse. Non ho mai conosciuto nessuna delle persone che vedo citate che fanno parte di un giro di scommesse clandestine legate anche al mondo del tennis …Di sicuro tutelerò la mia reputazione di giocatore ‘pulito’ sempre e comunque in ogni competente sede” ha scritto l’azzurro.

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