Zverev guarda avanti dopo Parigi: “L’obiettivo ora è il numero uno”

Francesco Bruni
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Alexander Zverev - Foto Loic Baratoux / IPA

Alexander Zverev ha vinto il suo primo Slam, ma non ha intenzione di fermarsi qui. A pochi giorni dal trionfo al Roland Garros 2026, il tedesco ha parlato con Eurosport Germania e ha parlato delle sue sensazioni, ormai a freddo, e della realizzazione del sogno di una vita intera senza però sentirsi arrivato. “Ho ancora un obiettivo da raggiungere: il numero uno del mondo. Sarei felice se potessi raggiungerlo anche solo per una settimana“, ha raccontato il tedesco.

I CRAMPI A FINE PARTITA

Zverev ha raccontato come ha vissuto la finale, incluso un dettaglio fisico che in pochi conoscevano: “Ho avuto dei crampi alla fine del quarto set, ma non ne avevo da più di dieci anni. Ero ben preparato fisicamente, mi sentivo bene, non ero stanco, ma ho iniziato ad averli lo stesso. Questo dimostra quanto sia difficile il tennis come sport mentale. Ero così teso, così nervoso, che mi sono venuti i crampi. È stata una settimana incredibilmente stressante, la migliore della mia vita, ma con uno stress incredibile“.

ZVEREV FULL FOCUS

Una confessione che mette sotto una luce diversa la gestione del finale di partita, ma che spiega anche la concentrazione del tedesco durante il torneo. “Mi dicevo continuamente: ‘gioca la partita successiva, è l’unica cosa che puoi controllare’. Ho iniziato a crederci dai quarti di finale, ho giocato ogni partita come se fosse stata l’ultima“.

L’AFFETTO DI COLLEGHI E NON

Sul diluvio di messaggi ricevuti dopo il titolo, Zverev ha scelto di mettere in evidenza quelli privati: “Per me, i messaggi privati hanno un’importanza superiore. Tutti i grandi tennisti mi hanno congratulato: Carlos Alcaraz, Jannik Sinner, Novak Djokovic. Rafa Nadal mi ha scritto un messaggio molto lungo, è stato incredibilmente piacevole“.

Non solo il mondo del tennis: anche Thomas Müller, Mats Hummels, Joshua Kimmich e Dirk Nowitzki gli hanno scritto durante e dopo la finale. “Ho ancora 1600 messaggi non letti, sono tre giorni che sono al telefono cercando di rispondere a tutti, ma risponderò a ognuno“.

I FESTEGGIAMENTI

La celebrazione è durata fino alle sette del mattino, prima che gli impegni istituzionali riprendessero poche ore dopo. “Il martedì è stato l’unico giorno in cui sono stato un po’ libero. Mercoledì mattina ho preso un volo e ora devo riposare, tornare alla mia routine e prepararmi per Halle. Ho fatto così tante cose che ancora non penso al torneo“.

IL TEAM STORICO

Uno dei temi su cui Zverev è tornato con più calore è quello del lavoro in famiglia: allenato dal padre e dal fratello, ha sempre resistito alla tentazione di cambiare staff nei momenti difficili. “Abbiamo raggiunto tutto insieme, anche se abbiamo avuto alti e bassi. È facile dire che se qualcosa non funziona bisogna cambiare allenatore, ma per me è troppo facile. A volte devi prenderti la responsabilità e essere realista. Non devi cambiare allenatore ogni due mesi“.

UNO SGUARDO A WIMBLEDON

Ora lo sguardo è già proiettato avanti. “Penso di essere in una forma migliore rispetto all’anno scorso e posso fare bene anche a Wimbledon. Spero che adesso sia scattato qualcosa e che possa andare avanti, cercando di vincere altri grandi titoli. Ho ancora molto davanti a me. Voglio continuare a lavorare sui miei sogni“.

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