Tranquilla giornata in ufficio per Lorenzo Musetti, che ha superato in tre comodi set il belga Goffin e si è qualificato per il terzo turno dello US Open 2025. Intervenuto in conferenza stampa, ha toccato numerosi temi ma innanzitutto ha commentato il successo sul Louis Armstrong Stadium: “Mi sento bene, sono contento della prestazione. Nel primo set rodaggio, poi ho avuto una buona reazione. Dal secondo set in avanti sono stato più aggressivo e padrone dello scambio: credo si sia visto. Onestamente non mi aspettavo di giocare due volte su un campo così importante, sono rimasto sorpreso“. Il carrarino ha poi aggiunto: “Nelle ultime due partite ho giocato nel mondo giusto. Non è facile giocare ogni punto alla perfezione al meglio dei cinque set. Ognuno ci prova e ambisce a farlo. Il break preso a inizio terzo? Non mi è andato giù, poi sono stato bravo a risollevarmi“.
Le parole su Cobolli
Non poteva poi mancare una domanda sul suo prossimo avversario, il connazionale e amico Flavio Cobolli: “Io e Flavio ci siamo conosciuti quando ci siamo affrontati al Lemon Bowl under 10 a Roma, con tutto il pubblico a suo favore. Fu una partita lottata, ma vinsi io e poi vinsi il torneo. Ricordo che da lì abbiamo iniziato a viaggiare spesso insieme. Abbiamo condiviso tanti tornei junior, la nazionale under, tanti raduni insieme. Ora ritrovarci a questi livelli è molto bello. Giocare contro un amico non è assolutamente facile, ma il campo da tennis è un ring e bisogna affrontarsi. L’amicizia rimane e ci sarà per sempre, però si vuole vincere“.
Tra doppio e strette di mano
“Non ho mai pensato di iniziare a giocare il rovescio a due mani onestamente” ha ammesso Musetti. Sul doppio, invece: “Negli Slam non l’ho mai giocato perché il giorno che hai in singolare è molto importante per performare bene e rispondere. Nei Masters 1000 quando ne hai due di fila è bello giocare e condividere bei momenti con gli amici del circuito come la finale di Cincinnati con Sonego. E mi ha aiutato anche a prendere fiducia“. Infine, un commento sulle scintille a fine match tra Ostapenko e Townsend: “La stretta di mano è un segno di rispetto dopo che hai combattuto per ore. A volte vinci altre perdi, ma devi essere sportivo e accettare il risultato. A volte tra giocatori ci possono essere problemi, fanno parte del gioco, ma che io ricordi a me non è mai successo qualcosa del genere“.