Wawrinka-Cobolli 23 anni dopo: da Stefano a Flavio, Stan chiude il cerchio

Tancredi Crepax
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Stan Wawrinka - Foto Dubreuil Corinne/ABACA

La carriera di Stan Wawrinka è agli sgoccioli, ma tennisticamente è durata ere geologiche Lo svizzero ha annunciato che l’ATP 500 di Basilea 2026 sarà il suo ultimo torneo da professionista, ma prima ha deciso di partecipare all’ATP 250 di Lione dove, dopo aver battuto Martin Landaluce con il punteggio di 6-3 6-7(2) 7-6(5), sfiderà la testa di serie numero uno del tabellone Flavio Cobolli.

Cobolli & son

Il classe 1985 ha fatto a tempo a diventare numero 3 del mondo e vincere tre Slam, il tutto dopo aver compiuto 29 anni. Ma prima di diventare Stan the Man, c’era un Wawrinka che come tutti cominciava a girare il tour a caccia di punti ATP. Il circuito di tornei in Italia non era florido come quello attuale, ma non ci andava lontano. Appuntamenti come il Challenger di Brindisi erano una buona opportunità per il giovane Stan, che sulla terra battuta si è sempre trovato a proprio agio. Wawrinka arrivò a Brindisi con grandi ambizioni dopo aver vinto back-to-back i Challenger di San Benedetto e Genova: quello che non poteva aspettarsi era di incrociare uno Stefano Cobolli, wild card nell’edizione 2003 del Challenger pugliese, in una giornata tale da permettergli, con il punteggio di 4-6 6-3 6-3, di portare a casa uno scalpo che sarebbe poi diventato storico.

Il piccolo Flavio era nato da poco più di un anno, e papà stava vivendo la migliore settimana del suo 2003, il penultimo anno di carriera da giocatore. In quell’occasione Stefano si fermo in semifinale contro la testa di serie numero uno del tabellone Galo Blanco, ex numero 40 del mondo e futuro coach di Milos Raonic, Dominic Thiem e Karen Khachanov.

20 anni dopo

La rivincita è arrivata circa 12 mesi dopo, quando i due si incontrarono durante le qualificazioni al torneo ATP di Umago, allora parte della International Series, poi diventata categoria 250. 6-4 6-3 per Stan, risultato che non gli dispiacerebbe ripetere contro Flavio. Dopo più di vent’anni, torna quel cognome: Masters 1000 di Shanghai 2024, secondo turno. Flavio Cobolli stava vivendo la sua prima stagione completa sul circuito maggiore ed era nei pressi della top 30, mentre il veterano, che sembrava vicino alla fine, aveva ancora le forze per provare ad allontanarla. In quell’occasione vinse Flavio 6-3 al terzo dopo due tie-break, approfittando peraltro di uno svarione del giudice di sedia che assegnò erroneamente un punto al romano nel game in cui arrivò il break poi decisivo.

Anche a gennaio del 2026 (United Cup) vince Flavio, altri due tie-break, di cui uno decisivo al terzo set. La partita di Lione arriva invece in un momento decisivo per Cobolli, vicinissimo alla sua prima partecipazione in carriera alle ATP Finals, che però si tengono a una snervante distanza di sicurezza da diverse settimane, spazientendo per primo il nostro numero 6 del mondo. Dall’altra parte Stan, che dopo più di 23 anni dalla prima volta affronterà ancora un Cobolli, diventando, anche letteralmente, un giocatore generazionale. Wawrinka avrà anche stabilito una data di fine lavori, ma cerchi che si chiudono in questo modo confermano che il suo posto nella storia del tennis è senza tempo.

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