Wimbledon 2026, Swiatek: “Riconfermarsi campionessa? Difficile, qui c’è un atmosfera diversa. La testa fa la differenza”

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Iga Swiatek - Foto FITP

“Quando mi guardo rispetto allo scorso anno, ricordo che ero molto concentrata sull’obiettivo, senza avere molti dubbi. Questo è ciò che alla fine ti porta alla vittoria, perché tutti possono giocare un buon tennis. È più una questione mentale. Credo che, alla fine, sia stato quello a fare la differenza”. Così Iga Swiatek in conferenza stampa al media day, alla vigilia di Wimbledon 2026. La campionessa in carica, con ancora zero titoli Slam in bacheca nel 2026, sta vivendo una stagione tribolata e farraginosa, e ai Championships è chiamata a spezzare una maledizione che perdura da oltre 10 anni.

Il ritorno da campionessa

“Non so perché in questo torneo sia più difficile riconfermarsi. Forse è legato a tutta l’atmosfera che si crea attorno: è qualcosa che non vivi nelle altre settimane. — ha affermato —. Sento di partire da una posizione totalmente diversa rispetto allo scorso anno e sono davvero in una fase in cui sto tenendo basse le aspettative. Sono grata per l’esperienza vissuta e mi sono detta di godermela, perché il mio sogno si è realizzato. È anche bello trarne un po’ di felicità ed esserne orgogliosa”.

L’importanza della psicologa

Fondamentale nel percorso tennistico, e non solo, per Iga, il supporto della sua psicologa. La polacca è stata una delle prime giocatrici nel Tour a essere limpida e chiara sulla sua situazione e, senza troppi filtri, ha ammesso quanto avere una persona accanto l’abbia aiutata (e la stia aiutando), nel corso della sua carriera: “Onestamente, penso anche che molti atleti lo abbiano fatto prima, ma nessuno ne parlava davvero. Io ho sempre sentito di poter essere onesta, perché non sono un robot. Non sono nemmeno nata con tutte queste capacità di gestire aspettative, stress e tutto il resto. Devi lavorarci davvero per averle. E anche se ci lavori, non è detto che restino con te per sempre”.

Una presenza costante, ora, nella sua vita, a cui Iga non può rinunciare: “Ho capito che avevo bisogno di qualcuno accanto a me che osservasse e mi aiutasse ad arrivare a determinate conclusioni, a capire le cose. Quando ero più giovane, ho deciso che quella era la strada da seguire. Per me è importante quanto, o anche più, della preparazione fisica o del lavoro tennistico. Onestamente, se la tua testa non funziona nel modo giusto, puoi avere il miglior gioco del circuito, ma non riuscirai a rendere come vuoi”.

La “ladra di asciugamani”

Anche quest’anno, la numero 3 del tabellone ha fatto sapere che manterrà il suo appellativo di “ladra di asciugamani”: “Partiamo dal fatto che non ho più asciugamani dello scorso anno. I miei amici li volevano, la mia famiglia li voleva. Ne ho donati alcuni in beneficenza perché la cosa era diventata virale, ovviamente. Quindi immagino che dovrei rubarne ancora di più. Sì, continuerò a farlo perché è il miglior tipo di souvenir che puoi portarti via da un torneo (ride, ndr)”.

Il rischio scivolate sull’erba

Fondamentale per la buona riuscita del gioco sul verde è evitare di scivolare sul manto erboso. Un problema che ogni anno affligge tutti i tennisti e al quale bisogna prestare attenzione per evitare cadute e infortuni: “Scivolare non è la cosa migliore, perché sull’erba non hai controllo su quando ti fermerai. Quando però ti trovi in una situazione in cui devi scivolare perché non c’è altro modo per arrivare sulla palla, allora ovviamente scivoli, la rimetti in campo e vedi cosa succede. Non è detto che tu cada sempre. Dipende anche dalla fase del torneo. Per esempio, dietro la linea di fondo diventa un po’ più sabbioso nella seconda settimana. Questo ti dà più possibilità di non scivolare quando ti muovi in quel modo”.

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