WTA Madrid: Serena e Sharapova per il titolo

di - 1 Maggio 2015

Serena Williams

di Michele Galoppini

A Madrid sono cominciate oggi le qualificazioni del Premier Mandatory che si gioca alla Caja Magica da domani, con il main draw che comincia come sempre il sabato, un po’ scombinando tutte le più tipiche abitudini del tifoso di tennis. Ma oltre al torneo di qualificazione, che non vede in gara nessuna azzurra dopo il ritiro di Karin Knapp e la promozione nel tabellone principale come wild card “Top20” di Francesca Schiavone, oggi è stato reso noto il main draw, con tutte le più forti al mondo al via, così come sarà a Roma e poi al Roland Garros.

Madrid non è però ancora un “vero” torneo sulla terra: le condizioni di gioco in altura fanno di Madrid un torneo con terra più veloce e certamente molto differente da quel che è la tradizionale terra rossa (tipica ormai, nelle grandi occasioni, solo di Roma e Parigi), e queste condizioni mescolano ancora di più le carte, che nella WTA sono già non poco mescolate, a causa della sempre maggiore mancanza di vere specialiste su terra al top.

Vediamo quindi, un quarto di finale alla volta, quali sono le potenziali favorite e quali i match più interessanti del tabellone principale.

Il primo quarto di finale è quello certamente più interessante, non solo per la presenza della prima testa di serie, Serena Williams, il cui stato di forma è sempre un punto di domanda, soprattutto dopo le prestazioni non eccelse della FedCup di Brindisi, ma anche perché sono inserite teste di serie e non che possono segnare qualche interessante sorpresa. Su tutti, spicca il primo turno tra ex numero 1 del mondo: Victoria Azarenka e Venus Williams. Sono loro le potenziali avversarie di terzo turno di Serena, che già dovrà sportivamente litigare con il tennis di Sloane Stephens al secondo turno (che affronta la Mattek al primo turno) prima del big match agli ottavi, ripetizioni di tante finali Slam. Chi arriverà ai quarti troverà probabilmente una tra Suarez Navarro ed Ana Ivanovic, e facilmente sarà la prima a raggiungere il traguardo, perché la Ivanovic affronta già al primo turno una Dulgheru particolarmente agguerrita ed in forma in quest’ultimo periodo, prima di incocciare contro una Svitolina che sta dando ottimi segnali su terra a Marrakech, e perché la Race 2015 parla chiaro: la giocatrice di casa è ad un passo dal terzo posto della Sharapova, mentre la Ivanovic naviga appena fuori dalle prime 25. Rispetto al fatto che si giochi su terra rossa, Serena non dà garanzie ma per il suo passato è ovvio che la superficie non è mai stata un grosso problema per lei, in generale. In più, l’altura velocizza il gioco e lo porta più vicino alle sue caratteristiche tipiche. Proprio per la terra è facile pensare che la prima testa di serie potrà superare l’ostacolo di terzo turno, chiunque le si presenti davanti: la sorella ha bisogno di un’altra superficie per esprimere il suo gioco e l’appesantita Azarenka sembra fisicamente troppo indietro per il gioco sul rosso. E nell’altro ottavo, la terra favorisce Suarez ed Ivanovic su tutte le altre, ma nello scontro diretto sembra che il 2015 favorisca in maniera decisa la spagnola.

Probabile quarto di finale: Serena vs Suarez Navarro; possibili sorprese: Azarenka e Svitolina.

Il secondo quarto di finale è quello più aperto, poiché dominato da due top10 in decisa crisi: Petra Kvitova, apparsa totalmente fuori forma ed ingrassata a Stoccarda, dopo la pausa teoricamente rigenerante e praticamente tutt’altro, ed Eugenie Bouchard, alle prese con una crisi di risultati ed una serie di polemiche, meritatamente guadagnate dopo le infelici uscite di FedCup contro la Romania. A riguardo, che si guardi bene dal dare la mano a Barbora Strycova dopo il match di primo turno, che in passato si è già dilettata nell’insegnamento della corretta stretta di mano ad una riluttante Elina Svitolina. Proprio per questa mancanza di favorite d’obbligo, sono le due migliori azzurre del 2015 a poter sfruttare l’occasione, con buoni tabelloni ed avversarie alla portata. Sara Errani è 15esima testa di serie ed attende una qualificata, prima della sfida contro una tra la rientrante Peng e la Pavlyunchekova e quindi l’ottavo contro la Kvitova (se ci arriva); la terra, le condizioni fisiche delle presenti e gli ultimi risultati sono tutti fattori a favore della Errani, pronta a rilanciarsi proprio da questo torneo. Nel secondo ottavo è invece Flavia Pennetta quella che potrà continuare il percorso: a mio parere è proprio la vincente del primo turno tra Andrea Petkovic e Flavia Pennetta colei che raggiungerà i quarti di finale, poiché le restanti avversarie sono Begu, Nara, Lepchenko, Strycova e Bouchard. L’ultimo precedente tra Flavia e Petkovic ha parlato tedesco, nella finale del “Master B” di Sofia lo scorso anno; eppure, fu più per colpe di Flavia che per meriti tedeschi che la Petkovic riuscì a portare a casa il match. Inoltre, la Pennetta ha già potuto testare le condizioni outdoor su terra e sulla carta la Petkovic è un’avversaria “perfetta” per la brindisina. Potenza non esagerata su cui potersi appoggiare e ritmo fin troppo costante si adattano al gioco dell’azzurra, che grazie all’altura si spera possa fare affidamento anche sull’ottimo servizio.

Probabile quarto di finale: Errani vs Pennetta; possibili sorprese: Petkovic e Strycova.

Il terzo quarto di finale è quello comandato da Caroline Wozniacki, quinta testa di serie, e Maria Sharapova, terza nel seeding. Nonostante la presenza di ottime avversarie, anche su terra battuta, è difficile pensare che le due giocatrici che raggiungeranno i quarti di finale saranno diverse dalle due citate. Caroline Wozniacki ha dimostrato a Stoccarda di essere rinata su questa superficie e la nuova collaborazione con Arantxa Sanchez Vicario porterà sempre a maggiori frutti, mentre Maria Sharapova è favorita d’obbligo del torneo e della stagione sul rosso e quindi è difficile che le avversarie tra lei e la danese possano metterle i bastoni tra le ruote. Inoltre, il tabellone stesso suggerisce Wozniacki e Sharapova ai quarti. Caroline Wozniacki è nell’ottavo della Radwanska, appena abbandonata da Martina Navratilova, in crisi di risultati, e che sembra non avere frecce nella sua faretra capaci di colpire la danese, ed a parte la polacca, Schiavone, Dellacqua, Barthel o Gajdosova non fanno troppa paura, anche per caratteristiche tecniche perfettamente annichilibili dalla Wozniacki (attenzione però alla Gajdosova, che in giornata positiva può essere letale per molte). Maria Sharapova invece può solo aver timore del suo primo turno, contro Timea Bacsinszky, agguerritissima avversaria nel 2015, che proprio contro la russa nel 2014 segnò il definitivo ritorno ad alti livelli, quando la batté a Wuhan. La Pliskova è anch’essa teoricamente pericolosa, ma la terra rossa e lo stato di forma decisamente precario mostrato a Praga non sono segnali troppo confortanti. Come suggerito precedentemente, è il quarto anche di Francesca Schiavone: il primo turno è fattibile, grazie alla terra rossa, contro Casey Dellacqua, e volendo è plausibile sperare in una vittoria anche contro la Radwanska di quest’anno, ma più di così è davvero fuori portata.

Probabile quarto di finale: Wozniacki vs Sharapova; possibili sorprese: Gajdosova e Bacsinszky.

L’ultimo quarto è alla stregua del primo, per nomi importanti e sfide interessanti. Ovviamente è il quarto di Simona Halep, seconda testa di serie, tra le maggiori contendenti al titolo finale. Non si trova di fronte a sé dei turni troppo semplici: già il primo turno contro Alizé Cornet nasconde delle insidie, perché una Alizé Cornet al top è molto pericolosa, anche su terra (ne sa qualcosa Serena), sebbene per fortuna della rumena una Cornet al top non la si vede da un po’. Il gioco all’apparenza confuso della francese è invece la chiave delle sue vittorie: cambi di ritmo e di profondità di palla, colpi inattesi come lob e palle corte, sono sempre motivo d’allerta per le sue avversarie ed anche Simona non è esentata dal fare attenzione. Potrebbe poi esserci l’incrocio con un’azzurra, Roberta Vinci, tornata a dare qualche segnale positivo a Marrakech: se però il primo turno contro la Puig è certamente fattibile, per esperienza e livello di tennis esprimibile, il secondo contro la rumena è chiuso. Agli ottavi, potrebbe poi essere una seconda azzurra a fare partita con la Halep: Camila Giorgi. Purtroppo, non si può dire più che “potrebbe”: i match della Giorgi sono imprevedibili nel bene e nel male (e nel malissimo) e quindi non ha nemmeno senso perdersi in sproloqui tecnici sulle sue possibilità di superare il primo turno contro la Pironkova, tutt’altro che genio della terra rossa, ed il secondo contro la Safarova, tredicesima testa di serie ed apparsa in forma non eccelsa a Praga. Dall’alto arriverà per i quarti una tra Kerber, Stosur e Makarova. La Kerber vista a Stoccarda sembra non trovare appropriate rivali nella australiana, scesa parecchio di livello nelle ultime stagioni, o nella russa, che sulla terra sembra molto più concentrata ad urlare ultrasuoni nella forma di un “davaj!” che a trovare il trucco per adattare il suo gioco ad una terra rossa troppo limitante per lo stile della nuova top10 del 2015. Infine, la Kerber dovrà probabilmente fare molta più attenzione a Garbine Muguruza, fuori dalle teste di serie ma capace di giocare un tennis di livello stellare, anche spinta dal tifo di casa.

Probabile quarto di finale: Halep vs Kerber; possibili sorprese: Giorgi e Muguruza.

Stando così le cose, se tutto va come è previsto che vada, sarà poi Serena Williams a raggiungere l’atto finale del torneo nella parte alta, mentre in quella bassa la lotta sarà particolarmente accesa: forse Maria Sharapova avrà un piccolo vantaggio in più visto che si parla di terra rossa, ma i risultati del 2015 non eccelsi riavvicinano tutte le sue avversarie. E Wozniacki, Kerber ed Halep hanno mostrato di avere tutte le carte in regola per battere la russa, già peraltro battuta dalla tedesca negli ottavi della recente Stoccarda e dalla danese nelle ultime due occasioni. E se Serena raggiunge la finale, si giocasse anche sul ghiaccio dell’Alaska, non è mai facile da sconfiggere, soprattutto per una Sharapova che ha perso gli scontri diretti nelle ultime 16 occasioni.

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