Zverev alla vigilia di Wimbledon: “Soffro di allergia all’erba. Col diabete i medici dicevano che era impossibile”

3 Min Read
Alexander Zverev - Foto FITP

È un Alexander Zverev nuovo di zecca quello che si presenta ai nastri di partenza di Wimbledon 2026. Il gigante di Amburgo è riuscito a sfatare il tabù Slam ed è ora pronto a tuffarsi nel torneo londinese con le migliori ambizioni. Anche ai Championships, Zverev, che dovrebbe ben adattarsi al verde viste le sua qualità di gioco, dovrà cercare di rompere la maledizione che non lo ha mai visto andare oltre gli ottavi di finale.

L’allergia all’erba

Nei giorni di allenamento che si sono susseguiti nella settimana alla vigilia di Wimbledon, il tedesco è stato visto più volte starnutire e soffiarsi il naso. Il motivo? No, non si tratta di un semplice raffreddore, ma di una vera e propria allergia con la quale convive da anni, ma che non aveva mai esposto pubblicamente. “Sto molto bene. L’allergia all’erba non è una novità per me. Ne soffro ogni anno”, ha detto in un’intervista rilasciata a RTL+.

Il diabete e la forza della madre

Non è un segreto che il numero 3 del mondo conviva fin da piccolo con il diabete, una malattia cronica diagnosticatagli da bambino che, secondo i medici, gli avrebbe impedito di praticare sport ad alti livelli. “Mia madre è stata l’unica a crederci fin dall’inizio — racconta Zverev —. I medici dicevano che praticare sport professionistico con il diabete non solo era impossibile, ma anche pericoloso. Ma mia madre è una persona molto testarda. Rispondeva sempre che, se suo figlio voleva ottenere qualcosa, ci sarebbe riuscito. Molte volte usciva dagli studi medici dicendo che avremmo dimostrato che si sbagliavano. E ci siamo riusciti. Inoltre, il diabete di vent’anni fa non ha nulla a che vedere con quello di oggi. La tecnologia è cambiata completamente. Prima bisognava pungersi il dito e somministrarsi manualmente tutti i farmaci. Ora puoi controllare praticamente tutto dal telefono”.

Una carriera professionistica costantemente in lotta con patologie, sintomi e problemi che non hanno mai fermato Sacha nel raggiungere il suo sogno. Un sogno da incoronare ancora di più iscrivendo il proprio nome nell’albo dell’All England Club.

Share This Article