Internazionali d’Italia 2026, Medvedev sui medical time-out: “Dovremmo iniziare a permettere ai giocatori di chiamare il fisio per i crampi”

Marco della Calce
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Daniil Medvedev - Foto FITP

 

Daniil Medvedev è intervenuto in conferenza stampa dopo la sconfitta in semifinale contro Jannik Sinner agli Internazionali d’Italia 2026 per 6-2 5-7 6-4. Il russo, autore di una grandissima prestazione, ha esordito parlando di un episodio in particolare come quello dei presunti crampi avuti dall’altoatesino nel terzo set, per cui è intervenuto il fisioterapista. “Io ho una soluzione: permettere ai giocatori di richiedere il medical time-out anche per i crampi. Non so Sinner cosa avesse, ma è capitato anche a me di mentire su un piccolo dolore per sfruttare quel tempo per recuperare. Dovrebbero risolvere questa cosa”.

L’analisi del match

L’ex numero 1 del mondo ha proseguito parlando della partita e del fantastico livello da lui espresso, soprattutto sulla superficie su cui si trova meno a suo agio. “Ѐ bello riuscire a esprimere questo tennis. Nel primo set non ho giocato così male, ma quando giochi contro Jannik e non performi al 110%, puoi anche giocare bene e perdere 6-2. Nel secondo ho alzato il livello. Oggi è stato veloce, ma sono contento di aver salvato un paio di match point sul mio servizio e di averci provato. Felice della prestazione, ma non per il risultato dal punto di vista della fiducia”.

E sul numero 1 del mondo, in difficoltà dal punto di vista fisico nel secondo parziale, Daniil ha detto: “Affrontare Sinner è molto difficile, per vincere un punto devi giocare tanti colpi. Non so se stesse male per altro, ma i punti erano veramente fisici. Era lo stesso quando affrontavo Djokovic, tante volte magari fisicamente soffriva contro di me. Con Nadal, invece, capitava a me, stessa storia. Quindi non penso fosse qualcosa in particolare. Quando qualcuno è bravo abbastanza da giocare contro Jannik da fondocampo, la fatica arriva per entrambi”.

Gli obiettivi del 2026

Infine, il russo ha concluso: “Se mi sento il numero 3 del mondo? A Roma forse, a Montecarlo no. Nella Race penso di essere quarto dietro Zverev e i due ragazzi (Sinner e Alcaraz ndr.). Provo del mio meglio, l’obiettivo è sicuramente essere alle Finals di Torino. Prima ci arrivavo sempre, lo scorso anno invece non ce l’ho fatta. Devo mantenere il livello che ho espresso anche a Madrid, dove che ho perso con Cobolli che ha giocato bene. Siamo ancora lontani da Torino. Zverev rimane il numero 3, sta giocando in modo fantastico”.

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