Diario di Bordo dal Roland Garros (3)

di - 22 Maggio 2014

Simone Bolelli
(Simone Bolelli – Foto Nizegorodcew)

da Parigi, Alessandro Nizegorodcew

Sveglia alle ore 8.30, decido di non guardare se stia piovendo o meno (tanto piove, lo so), colazione, doccia e via verso il Roland Garros. Metto il naso fuori dal portone e… ovviamente piove. Mi dirigo alla Metro e, noncurante del maltempo, munito di felpa e cappuccio, cammino sotto il diluvio (forte ma non fortissimo).

Ciò che sto per narrarvi è fantastico, preparatevi. Arrivo in sala stampa, vedo molti colleghi nella «hall», ma lì per lì non ci faccio caso. Provo a salire le scale che danno ai desk, ma vengo stoppato. «Est une simulation» – mi viene spiegato. Subito dopo vedo scendere dalla scale poliziotti delle forze speciali con tanto di mitra (di notevoli dimensioni) imbracciato. Nel momento in cui penso di essere in un film e mi schiaffeggio credendomi all’interno di un sogno, scende anche un altro poliziotto con la scritta dietro le spalle «négociation». Manca solo Denzel Washington, ma probabilmente tra poco lo vedrò comparire nel desk accanto al mio (che tra l’altro non è il mio, perché la fila dedicata ai giornalisti italiani è l’unica in cui non funzionano le prese elettriche e mi sono dunque spostato).

La pioggia lascia spazio, finalmente, al sole. Sul campo Simone Bolelli affronta Peter Gojowczyk. Arrivo sul campo 6 e mi siedo vicino al clan Bolelli con la moglie Ximena, Umberto Rianna e il preparatore atletico Carlo Ragalzi (che mi porge gentilmanete un asciugamano per pulire la mia sedia). Giunge sul campo anche Cristian Sonzogni, preoccupato dal suo giudizio, da me riportato nel diario di ieri su «Lokoli più forte di Tatlot»… «Tatlot diventerà top-ten e Lokoli non entrerà mai nei top-200 adesso» – osserva preoccupato. Invece nel tardo pomeriggio Lokoli metterà a segno l’impresa di giornata battendo Donskoy 3-6 7-6 6-2. La sfera di cristallo di Sonzogni, per ora, è salva.

Simone parte molto bene, rispondendo in maniera impeccabile (e questo è il dettaglio più interessante del match). Gojowczyk, a mio parere, è un avversario perfetto per Simone, perché gioca spesso sull’1-2 ma fa tutto un po’ meno bene del talento di Budrio. Il punteggio di 6-4 del primo set è bugiardo, perché il tennis messo in campo da Bolelli meritava almeno un 6-2. Nel secondo, sul 4-1 per l’azzurro con due break di vantaggio, il tedesco abbandona il campo per un infortunio (dicesi manifesta inferiorità).

Seguo insieme a Cristian la fine del match tra Ante Pavic, talento croato esploso grazie al lavoro del tecnico italiano Luca Appino, e Marius Copil: Pavic sa fare tutto bene, e nonostante la stazza (e le scarpe numero 50!) si muove piuttosto agilmente in campo. È molto propositivo, sempre alla ricerca del vincente e della chiusura a rete. Mi ha davvero impressionato.

Sono le 14.10, è tempo di pranzare. Nella Players Lounge del Suzanne Lenglen (il ristorante dei giornalisti non aprirà prima del 24-25 maggio), però, i non giocatori/coach/familiari non possono mangiare sino alle 15. Il che vuol dire che Sonzogni, guest di Ignatik, è costretto a fare due volte la fila. Dietro di noi la regina della Players Lounge è certamente Jelena Jankovic, la cui risata riconoscerei a distanza di 4-5 km. Saluto Paolo Lorenzi, che mi racconta di essere l’unico contento della pioggia a Parigi perché è un bene per la sua allergia, e ritorno sui campi.

A breve Potito Starace, sul campo 3, affronterà l’argentino Andreozzi. Primi 3 giochi molto intensi e combattuti, poi Poto si rende conto che sotto i suoi piedi c’è la terra rossa di Parigi e ingrana la quinta, o forse addirittura la sesta, e chiude 6-3 6-0.

E’ l’Arnaboldi Time. Io e Sonzogni ci dirigiamo verso il campo 16 (dalla parte opposta al 3 di Potito), mentre Arna è sotto 6-4. Serve per primo nel secondo set e tiene i suoi turni di battuta ma faticando molto. Zeballos, giocatore che ha calcato palcoscenici ben diversi rispetto alle qualificazioni del Roland Garros, comando il gioco sulla diagonale di rovescio (sono entrambi mancini, per chi non lo sapesse) per poi chiudere il punto con il diritto. Il match è in bilico nel punteggio ma l’impressione è che l’argentino abbia più armi e che tatticamente Arna non riesca a uscirne. «Non riesco a rispondere» – sospira il canturino a metà del secondo set. Poi, d’improvviso, il match cambia: Arnaboldi risponde più lungo e mette in seria difficoltà Zeballos. Al servizio, invece, Arna comanda il gioco e tira fuori numeri di gran classe. Sul 5-4 per l’azzurro arriva il break che decide il set e, probabilmente, il match. Nel terzo Arna è perfetto e Zeballos perde la pazienza. Grande gioia, meritata, per Andrea a fine match.

Andrea Arnaboldi
(Andrea Arnaboldi – Foto Nizegorodcew)

Dopo tante vittorie arrivano quindi un paio di sconfitte: Giustino non riesce a tenere testa al bravissimo Krajinovic (un mistero come non sia ancora top-50), mentre Cecchinato, decisamente in giornata “no”, sbaglia tantissimo e viene sconfitto in due set dal bravissimo (e in giornata) Haider-Maurer.

E mentre Mecir jr. e Ilhan portano avanti la loro maratona, sul 9-9 al terzo set abbandono il Roland Garros. E’ stata una bella, e finalmente un po’ soleggiata, giornata di tennis.

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5 commenti

  1. Andrea Gabrielli

    Ne’ Tatlot ne’ tantomeno Lokoli entreranno mai nella Top10. Cio’ detto il primo dei 2 mi pare, da sempre, piu’ forte.
    Discorso Filip Krajnovic. E’ un ragazzo cronicamente infortunato. Ha letteralmente perso almeno 3 stagioni. A queste deve aggiungersi il fatto che e’ sempre stato iper sponsorizzato da IMG prima e da investitori privati poi che, coprendolo letteralmente di soldi hanno contribuito a lenire la sua fame di successo. In ogni caso, restando al riparo da guai fisici e’ un giocatore che vale moooooooooolto piu’ della Top50.

  2. gomma

    Beh tra infortunati cronici visto a san marino contro virgili che lo ha scherzato.tra i 2 ci sono 2 categorie di differenza.
    però la realtà è un’altra storia(quindi virgili primi 10??????)

  3. Andrea Gabrielli

    Premesso che Adelchi è una delle persone che adoro di più nel mondo del tennis sia per il suo modo fantastico di giocare che per il suo modo straordinario di essere, Krajnovic è veramente un giocatore di livello eccelso. Purtroppo gli infortuni e la sua situazione off-court, unite alla sua indolenza (motivata e pompata dalle prime 2 cose) ci stanno dando un giocatore che al momento non è neanche tra i top 100.

    Resta che ne esistono pochi col suo bagaglio tecnico, la sua classe ed il suo potenziale. Anche fisicamente non è male, anzi. possiede tutti i fondamentali ed una fantasia notevole.

    E’ indolente (e spesso tira a sciogliere alla prima difficoltà) e non ha fame! Questo PURTROPPO, insieme agli anni perso causa infortuni vari, tra i 16 ed i 19 anni, scusate se è poco, gli hanno impedito di stare dove potrebbe in scioltezza

  4. Alessandro Nizegorodcew
    Autore

    @Andrea Gabrielli
    Andre quella sui top-10 era ovviamente una battuta eh… Comunque grande Lokoli ieri e oggi, che ha spazzato via Donskoy e proprio Krajinovic. Esultanza buttandosi per terra e, poi, con maglietta tolta e lanciata in aria. Gioia incredibile per il 20enne francese

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