Un dato che racconta meglio di qualsiasi altra statistica quanto stia cambiando il tennis mondiale. Guardando il numero di presenze in uno Slam dei giocatori nel tabellone di Wimbledon 2026, emerge un contrasto netto tra la vecchia e la nuova guardia.
In cima alla lista c’è Novak Djokovic con 83 apparizioni in uno Slam e dietro di lui Stan Wawrinka a 77 e Marin Cilic a 65, altri due veterani che stanno vivendo la fase finale delle loro carriere. In questa fascia alta si trovano giocatori che hanno attraversato epoche diverse del tennis, fino al salto generazionale.
Jannik Sinner, numero uno del mondo e campione in carica, conta appena 27 presenze in uno Slam — meno della metà di Djokovic — a conferma di quanto sia giovane il suo percorso nonostante i risultati già raggiunti. Matteo Berrettini ne ha una in meno rispetto all’altoatesino con 26 totali, Matteo Arnaldi ne conta 14, mentre Flavio Cobolli è a 12 e sia Mattia Bellucci che Luciano Darderi sono a 10 presenze.
E poi ci sono i debuttanti: Felix Gill, Max Basing, Nicolas Mejia e Harry Wendelken. Per loro, Wimbledon 2026 non è solo una partita, ma l’occasione di misurarsi con un livello e un’atmosfera che non hanno mai vissuto prima. Per alcuni è il picco della carriera, per altri una rampa di lancio.