“Ora sto bene. A Parigi è stato un virus, durato qualche giorno. Piano piano ho iniziato ad allenarmi e siamo andati sull’erba perché il piede so che quando cambio superficie un po’ mi dà ancora fastidio, quindi l’obiettivo era cercare di spenderci più tempo possibile per arrivare pronti a Wimbledon pronti e credo che ci siamo“. Questo le dichiarazioni di Matteo Arnaldi in conferenza stampa nel media day prima dell’inizio del torneo di Wimbledon. Dopo il periodo complicato nella prima parte di stagione, l’azzurro è ripartito dalle sue certezze ritrovando, prima una brillantezza fisica e poi mentale. Ciò è avvenuto anche grazie al successo nel Challenger 175 di Cagliari lo scorso maggio: “Il fatto principale è che mi sono iniziato ad allenare nuovamente. Cagliari sicuramente è stata una sorpresa perché arrivavo da tre giorni di allenamento, quindi non avevo una grande preparazione alle spalle, però avevo molta voglia di giocare, che era quello che mi mancava”. Ha poi continuato: “Ho sempre saputo di avere il livello per essere dove sono ora in questo momento e quindi quando ho ritrovato fiducia, ho iniziato a sentirmi bene e i risultati piano piano sono arrivati a sé“.
Condizioni differenti di gioco
L’attuale numero 35 del ranking mondiale ha compiuto una simil impresa raggiungendo le semifinali del Roland Garros, da cui poi è stato costretto a ritirarsi. Confrontando le dinamiche di gioco con Wimbledon si osservano numerose differenze: “Rispetto a Parigi qui ci sono meno scambi, c’è meno tempo di di entrare in partita e, in generale, di fare quello che piace a me. Allo stesso tempo mi muovo meglio degli altri su questa superficie e ho tante caratteristiche che si possono adattare bene, il problema è che non ho mai avuto la possibilità di dimostrarlo. Spero di cominciare bene e riuscire a esprimermi al 100%“.
Cambio nel team
Dopo tante soddisfazioni come il raggiungimento della top 30 e la vittoria della Coppa Davis, Matteo Arnaldi e il suo storico allenatore Alessandro Petrone si sono separati verso la fine del 2025. La new entry del team Fabio Colangelo si è inserito perfettamente nelle dinamiche di gruppo: “Sono sempre stato con con Alessandro Petrone, fin da quando ero piccolo. Quindi sicuramente non era facile cambiare e avevo bisogno di una persona simile che però mi desse qualcosa in più. Non l’ho trovata nella prima persona che ho cambiato e, invece, in Fabio ho trovato le caratteristiche di cui avevo bisogno. A me piace prenderla alla leggera fuori dal campo. Poi una volta che è in campo si diventa seri“.