di Stefano Grazia
Eric Clapton is God
(scritta comparsa sui muri di Londra nei primi anni sessanta)
What’s the Buzz? Tell me what’s happening…
(Jesus Christ Superstar)
“Non vi leggo per 10 giorni, torno e che trovo?Ancora una diatriba sui Prep. Atl. !!!
Prima io, poi Baraldo, poi Carnovale, adesso anche Panichi … hai fatto bene a chiedere chi va bene oltre Catizzone ma non mi sembra che Max abbia risposto… Ha glissato anche su Alberto Cova. Ma su molte cose,devo ammettere che concordo con lui …”
Il Professor Salvatore Buzzelli, non so perche’, mi fa venire in mente Eric Clapton.Nei primi anni sessanta i giovani inglesi scrivevano sui muri che Eric Clapton era Dio, un po’ quello che fa il nostro rissoso irascibile simpaticissimo Mad Braccio di Ferro Hulk Max ma io, che pure ho quasi tutti i dischi e i cd del compagno di Patty Boyd,Lori Del Santo e un migliaio di altre, ho sempre pensato che di chitarristi in gamba e dello stesso livello ce ne erano in giro tanti altri, da Jerry Garcia a Jimmy Page, da Jimi Hendrix a Slash e The Edge e chissa’, forse i migliori davvero erano quelli che non diventarono mai famosi. Quelli che poi vengono riscoperti quando per esempio Eric Clapton fa un disco con loro, vedi Riding with the King, perche’Eric Clapton sa chi e’ davvero il Maestro del Blues e a BB King bisogna portare il rispetto che si merita. Quello che voglio dire, con questo paragone, lo ammetto, fin troppo stiracchiato, e’ che tutte le cose di cui noi parliamo e parliamo su G&F prima e su TGF ora, Buzzelli le aveva gia’ dette o fatte 20 anni fa se non prima. E siccome non lo ascoltavano e lo prendevano per matto, decise anche a un certo punto di lasciare il tennis. Per fortuna poi ci ha ripensato anche se ogni tanto si capisce che come direbbe Jannacci ‘le palle ancor gli girano’.
The Doc: Allora, Prof, li leggi ancora quegli sciagurati di Genitori & Figli? Cos’hai da dirci sulla eterna questione del perche’ la figura del Preparatore Atletico nel Tennis sia ancora guardata con sospetto o sufficienza spesso dagli stessi Coaches?
The Prof: Che il sospetto o la sufficienza non nascondano invidia e paura…?
Mi spiego: Perchè mai in atletica il tecnico è la stessa figura del preparatore atletico? Chi conosce la tecnica ha la capacità di allenare le qualità che servono per espletare quella tecnica!!
Il PA in tutti gli sport, proviene sempre da un corso di studi universitario, che se svolto con serietà e con i dovuti approfondimenti, conferisce competenze adeguate ad affrontare le problematiche che lo sport presenta.
Il Coach nel tennis è solitamente l’esperto di questo sport, con un grande bagaglio di esperienze pratiche, spesso non supportato da analoghe conoscenze specifiche sul piano della scienza dello sport.
Le due professionalità, come ho sempre auspicato e scrissi già in un articolo del 1985, interagendo intelligentemente produrrebbero grandi risultati, spesso però professionalità e ruoli non si integrano o non si complementano, così nascono gelosie e incomprensioni …. e così quasi sempre il PA è costretto a sloggiare o a venire a quieti propositi.
Questo avviene anche nel calcio. Ma almeno lì, se ti sottometti, il tuo “andare oltre” è pagato a peso d’oro!
Nel tennis è successo varie volte anche a me negli anni passati.
Così alla fine mi sono “sentito costretto” ad aprire la mia accademia (o meglio Centro Tecnico) e a scegliermi con cura Maestri con una certa cultura sportiva, pronti a condividere un progetto sulla base del reciproco rispetto e soprattutto stima professionale, al fine di poter offrire un prodotto finale fatto di tecnica di gioco, senza sottovalutare la costruzione di un” buon fisico” e dell“Uomo”.
A quanto dice Max, leggo che anche il Prof. Catizone ha fatto la stessa scelta. Sarebbe curioso chiedergli il perché.
The Doc: Quindi mi dici, in soldoni, che nel Tennis c’e’ molta ignoranza?
The Prof: No, non mettermi in bocca parole che non ho detto.
Dico piuttosto che lo sport è scienza ! L’allenamento è arte derivata dall’applicazione scientifica. Perchè nel tennis italiano fino a poco tempo fa la scienza ne è restata fuori?
Faccio un esempio: negli anni 70-80, l’atletica italiana produceva cultura e scienza, e venivano da altri paesi ad imparare come si organizzava l’allenamento e la tecnica di varie discipline (si andava a Brescia ad imparare gli ostacoli da Sandro Calvesi, gli AMERICANI, dico gli americani!!!, venivano a Formia ad imparare l’ allenamento della velocità da Carlo Vittori, per non parlare delle metodologie per il fondo e mezzofondo, ecc…)
Nel tennis da qualche tempo si va ad imaparare dagli argentini o dagli spagnoli come ci si deve allenare…
Non credo che in Italia mancassero le menti per creare una scuola di pensiero, probabilmente si poteva fare molto meglio già da tempo con le professionalità più adeguate in grado di poter svolgere con scienza e coscienza il loro lavoro, questo la FIT l’ha finalmente capito e con grandi sforzi si sta attivando; però di tempo se ne è perso tanto e i risultati sono sotto gli occhi di tutti.
The Doc: Ok, mettiamola in un altro modo allora: sul Blog facevo una considerazione: in effetti capita molto spesso che fra Coach e Preparatore Atletico quello con maggior cultura e una laurea sia il secondo ma che la gestione del giocatore sia invece affidata al primo. In effetti la nuova angolazione potrebbe essere proprio questa, individuare chi sia il Braccio e chi la Mente nella Costruzione del Campione: il Coach, il Preparatore Atletico … o il Genitore?
The Prof.: Oggi per la costruzione di un campione il “braccio” lo individuo più nel genitore o meglio nella famiglia, perché si assume l’onere di provvedere economicamente al progetto, fa scelte di vita importanti e decisive per il futuro del ragazzo, (tipo: smettere di frequentare la scuola, trasferirsi in altro posto per l’allenamento, ecc….) ecc…
La “mente”, un buon lavoro d’equipe tra il tecnico ed il preparatore in sintonia con le aspettative e le risorse dei genitori.
Vedi, anni fa il Maestro era il detentore del verbo del tennis perché l’aveva praticato e ne conosceva la tecnica e la tattica, oggi la televisione, internet, la videoanalisi dei colpi di tutti i giocatori di alto livello, ed altri supporti tecnologici, danno la possibilità di entrare in possesso di cognizioni tecniche anche recondite di cui i genitori attenti chiedono conto ai tecnici; trovando risposte incoerenti alcune volte qualcuno crede di poter praticare il “fai da te” creando anche dei danni irreparabili.
The Doc: quindi anche tu pensi che i migliori allievi tennisti dovrebbero essere orfani? Non fare finta che un paio di anni ti e’ scappata anche con me questa frase…
The Prof: No, intanto non mi rivolgevo a te e quella era una semplice battuta che è sempre circolata nell’ambiente…
The Doc: Si, ma infelice, uno stereotipo da cui si fa fatica a distaccarsi…Ne abbiamo parlato anche a commento della Conferenza organizzata dall’Ottimo Commentucci ma mi sembra che il punto di vista dei Federali, di cui tu ormai fai parte, non si allontana dal presupposto che i Genitori devono imparare a stare al proprio posto, che cioe’ sia quello dei Genitori il Mestiere da Imparare …Il Dibattito e’ riesploso violento anche con la Cacciata dal Tempio di Tirrenia (o meglio il divieto ad accedere) di Mad Max in occasione della Convocazione di sua figlia e in concomitanza dell-impossibilita’ di Catizzone a presenziare …Commentucci da buon diplomatico ci invitava a non considerare, noi Genitori, la Federazione come un Nemico e io provocatoriamente : Ma Roberto, non l’hai ancora capito? Non siamo noi Genitori ad essere in guerra con la Federazione, e’ la Federazione che e’ in guerra con noi…
The Prof: Posso dirti quel che penso io: il trittico Coach, PA e genitori deve lavorare in sintonia, per l’obbiettivo comune, e quindi di certo il genitore deve entrare di diritto nella “squadra” per la costruzione del campione, a patto non crei pressioni sul ragazzo e che abbia la massima fiducia nel resto del team. PERCHE’ QUI NASCEREBBE IL CAPITOLO DELLA FIDUCIA…chiediamo ad un medico quanti dei suoi pazienti mettono in dubbio una diagnosi e quanti pazienti si facciano le autodiagnosi perche hanno letto su Internet, hanno sentito dire….etc etc…Io credo sia molto difficile orientarsi e affidarsi, capisco e vivo anch’io di queste difficoltà nei più svariati campi della vita. Scusa la parentesi di filosofia spicciola, ma sappiamo tutti che siamo invasi da un ignoranti, ciarlatani, e gente senza scrupoli assetata di denaro, potere, ma che ovviamente si maschera e cerca di vendersi nel miglior modo possibile. In cosa dunque posso avere fiducia?
Io personalmente cerco la coerenza, nei fatti. Bisognerebbe sempre chiedere: ”chi sei?”,”da dove vieni?”,”cosa fai?”,”perché lo fai?”.
The Doc: Ok, fai il Diplomatico-o il Filosofo- anche tu…Mi piacevi di piu’ quando ti battevi come un Don Chisciotte contro l’establishment…Torniamo su lidi piu’ sicuri: quando si comincia con la Preparazione Atletica?
The Prof: Per la Preparazione Atletica come più di una volta abbiamo detto bisogna partire da subito (4-5- 6 anni) puntualizzandola con tutta quella sequela di esercitazioni coordinative di cui l’utilità è ben conosciuta fin dagli anni 50: infatti è noto che la creazione di un ampio bagaglio motorio, nelle fasi sensibili di acquisizione, determinerà una migliore risposta nell’apprendimento della tecnica e nella conseguente capacità prestativa.
Qualunque docente serio di Ed. Fisica scolastica ne è a conoscenza e sarebbe in grado di organizzarsi a tal fine, come fa anche Catizone, per citare un professionista che viene spesso nominato nel vostro blog, che non è certo uno sprovveduto, ma non credo sia l’unico nel mondo del tennis.
Ciò per dire, ma senza banalizzare, che nulla di nuovo nel mondo dello sport è stato inserito: a tale proposito, ricordo che la “psicocinetica”, oggi cosi’ in voga nel tennis, nel calcio giovanile viene praticata da almeno 25 anni.
Per quanto riguarda le qualità motorie condizionali si può partire anche dai 13-14 anni; qualcuno inizia prima, ma queste vanno prese in esame con le dovute cautele soprattutto quando si lavora su corpi ancora in fase evolutiva con strutture, apparati e sistemi ormonali non ancora maturi.
Molti dei danni che si registrano in età adulta sono da ricondurre a metodologie non idonee applicate troppo presto. Aggiungerei che sul piano delle qualità influenzate dal patrimonio genetico, e mi riferisco soprattutto all’esplosività, c’ è poco da fare, ma tutto il resto (resistenza, rafforzamento muscolare e mobilità articolare) si può allenare anche in maniera non esasperatamente tecnica.
Per cui, in mancanza di un professionista esperto, che sarebbe sempre da avere come punto di riferimento, in teoria anche ad un semplice diplomato ISEF o anche un appassionato o un genitore coscenzioso, per veder migliorare l’allievo, basterebbe si attenesse a consigli tecnici, reperibili su internet o anche da una attenta lettura di testi topici di metodologia dell’allenamento .
The Doc: E allora la differenza fra un Preparatore bravo e uno meno bravo dove sta?
The Prof: Ci stavo arrivando: piuttosto la differenza con uno bravo sta nel fatto che quest’ultimo conosce tanti “mezzi di allenamento” e sa discriminare tra le varie tecniche, quelle più idonee per il suo allievo per portarlo ai miglioramenti possibili in tempi più brevi di applicazione, attraverso una programmazione logica dell’allenamento, evitandogli infortuni.
In generale sono convinto che i migliori PA, sono o provengano dall’atletica, nello specifico dai concorsi dell’atletica (salti e lanci) . Di certo per far migliorare un atleta di alto livello seppur di poco non basta leggere ed applicare. Credo anche che laddove non sia richiesta la prestazione fisica massimale, come nel tennis, chiunque, con titolo ISEF o affini, con un po’ conoscenze specifiche e un po’ di studio possa fare bene, ma quando si devono progettare prestazioni assolute, come ad esempio nell’atletica, allora ci vogliono conoscenze approfondite e indiscutibili capacità tecniche e molta esperienza che pochi realmente hanno.
Per riallacciarmi poi a cose che son state scritte sul blog, se uno è bravo, non è poi detto che conseguentemente e sempre, il merito gli venga riconosciuto economicamente, perché deve anche avere la fortuna, per esempio, che qualche allenatore di una buona squadra di calcio di serie A (poche), lo conosca e decida di portarlo con sè, allora è chiaro che guadagni, molto, anzi, moltissimo.
The Doc: Quindi vedo che la Teoria di Mad Max che un Preparatore Atletico per essere bravo deve guadagnare almeno 200-300.000 Euro all’anno non ti ha convinto …
The Prof: No, non mi hanno convinto; ci sono percorsi, ambizioni personali, coincidenze, bisogna sempre conoscere la persona giusta nel momento giusto: non è una facile combinazione.
Per esempio i preparatori che guadagnano quelle cifre sono nel calcio, ma il calcio è, come disse anche Trapattoni anni fa, più spettacolo, che sport. C’è molta richiesta, marketing, buissiness, investimenti da capgiro, per cui le cifre per quelli che ci sono dentro, almeno nei grandi club, lievitano fino a livelli di indecenza. Nello sport vero, quello più a dimensione umana, non esistono quei compensi. E’ fantascienza! Però possono esserci altre strade.
Nel blog avete citato il Prof.Carmelo Bosco, di cui mi pregio di essere stato collaboratore scientifico, che non ha mai fatto il PA, ma ha dato, a tutti noi, le direttive per farlo al meglio: lui ha trovato la via dell’oro costruendo e vendendo strumenti così da venire ripagato per il suo immenso sapere scientifico che altrimenti non gli avrebbe reso che qualche pubblicazione o “laurea honoris causa” in più! Chissà mai che non mi possa capitare la stessa fortuna di Bosco….
Adesso, per esempio ho creato uno strumento (Sensotouch) e l’ho corredato di un metodo che può aiutare molto nell’ allenamento per buona parte delle cose da fare nel tennis ed anche in qualche altro sport situazionale. Intanto ci stiamo lavorando io ed altri preparatori anche con atleti di alto livello, con ottimi riscontri. Il Sensotouch è il mio “uovo di Colombo”, all’improvviso mi è venuta un’idea per risolvere un’ esigenza , capisco che ho bisogno di un sistema che mi permetta di far sì che l’atleta si concentri e si muova repentinamente con qualcosa che evolva il senso del classico lavoro al cesto e simuli l’imprevedibilità della palla in partita, così assemblo le mie modeste conoscenze di elettronica e coinvolgendo un tecnico ecco che nasce un nuovo strumento specifico .Una cosa pero’ mi preme ribadire ed e’ questa: I preparatori atletici, in generale si orientano sul calcio, perchè c’è da guadagnare di più, non è pèrchè sono più bravi.
Ne conosco molti, qualcuno anche preparatissimo, ma personalmente non farei mai quella vita fatta di compromessi e di verità spesso taciute.I Preparatori Atletici che operano nel Calcio a mio modestissimo parere, non sanno niente di più di un allenatore di atletica leggera di medio livello, che di soldi invece non ne vede neanche l’ombra. Quelli che lavorano nel calcio hanno fatto una scelta professionale motivata anche da ambizioni economiche, ed alcuni hanno avuto fortuna.
Il Prof. Vittori (il grande metodologo delle corse di velocità dell’atletica italiana ed allenatore di Mennea) che è uno serio e strapreparato, nella FIDAL riceveva lo stipendio da professore di scuola col distacco dall’insegnamento, rimborsi spesa e qualche gettone di presenza. Ha provato nel calcio con la Fiorentina, ha guadagnato sicuramente di più ma poi l’hanno mandato via. Era impreparato? Non scherziamo. Sta di fatto che nell’atletica ci sta chi è appassionato di atletica e nel tennis ci sta chi è appassionato di tennis; nell’ambiente ne conosco molti seri e preparati.
Certo, bisogna avere la fortuna di incontrarli.
The Doc: Sai, La cosa buffa e’ che in pratica dici le stesse cose di Mad Max …
The Prof: E’ vero, ma infatti Max o come lo chiami tu Mad Max, non è il primo ad aver denunciato una situazione che nel tennis, almeno in Italia, dura da quando ho iniziato a fare il Preparatore Atletico cioè da 35 anni! E’ per questo che chi arriva dopo, crede di aver scoperto chissà cosa, però ci sono modi e modi… Anche Archie, che pure e’ bravo, talvolta mi fa “tenerezza” quando scrive, come se fossero rivelazioni miracolose, di teorie e metodologie che si conoscono da cent’anni! Per citare un caso, quando parla di potenza: la curva forza-velocità nello studio e sviluppo della potenza muscolare, è stata descritta da A. Hill nel 1933. Però, quanti ne tengono conto? Il fatto poi che alcune tecniche non vengano applicate è perché, purtroppo, ci sono ambienti sportivi in cui non si va di pari passo col progresso scientifico, ma questa è un’ altra storia … Hai letto che parla anche di giavellotto? E’ chiaro che chi arriva dopo spesso dice cose gia’ dette e pensate molto prima! Io tutte queste cose le avevo gia’ dette e scritte 20-30 anni fa: “progetto a lungo termine”, “preparazione atletica già dai primi momenti della attività motoria organizzata”, “la figura del Preparatore Atletico complementare al Maestro e non subordinata”, “test di controllo”, ecc… queste cose le ho gia scritte in articoli degli anni 80.
Ma allora non avevo i capelli bianchi, sinonimo di saggezza, e soprattutto non ero un tecnico di tennis.
The Doc: E quindi nessuno ti stava ad ascoltare. Secondo me ti e’ mancato un Mad Max … Della serie Catizzone e’ grande e Mad Max e’ il suo Profeta. Dovevamo incontrarci prima io e te…
The Prof: Tu sei sempre stato anche fin troppo gentile nei miei confronti ma quel che voglio dire e’ questo: insomma per allenare tennisti e crescerli bene era già tutto scritto da decenni, solo che nell’ambiente forse non avevano studiato abbastanza per applicare e non hanno dato il peso appropriato alle cose perché forse presuntuosi o furbi nello sfruttare l’ignoranza dei genitori.
Qualcuno bravo c’è, ma spesso per campare è costretto ad unire lezioni private ad allenamenti tecnici di livello. Capita poi che se arriva una qualsiasi persona che mette in pratica quanto già conosciuto, che ha la fortuna di poter lavorare nel senso giusto grazie ad una idea imprenditoriale sponsorizzata, ed ecco che grazie ai risultati ottenuti, diventa il grande guru, va avanti alla grande e riceve richieste da tutti in virtù della sua grande esperienza, che spesso nulla ha a che fare con la cultura della scienza dello sport. Tutte le cose che ho letto da alcuni di questi, poche per la verità, sono talmente elementari e scontate che non arricchiscono il panorama metodologico, e che solo in un ambiente come il tennis possono avere gran risalto. Questa affermazione non vuol essere una denigrazione nei riguardi di costoro, è solo una mia modesta constatazione dell’ambiente sportivo in cui operiamo.
The Doc: I Nomi! Vogliamo i Nomi!
The Prof: Ma no, dai… Siamo fra gentiluomini (e ride)
The Doc: il che mi ricorda una battuta di Hugo Pratt in un racconto di Corto Maltese …Ma chi e’ lei, un pirata? E Corto risponde: Noi preferiamo definirci gentiluomini di fortuna… Ci sono molti pirati nel tennis? Il Tennis e’ un ambiente di ignoranti? Nel senso che ignorano, eh…
The Prof: Guarda, direi che, come dici tu, manca o perlomeno è mancata fino ad ora la cultura da parte degli operatori da campo…e per cultura intendo quella sportiva e scientifica ma non solo … E del resto quando mai avrebbero avuto il tempo per farsela se in molti non hanno potuto studiare per correre dietro ad una pallina?
La prima volta che sentii parlare del Professor Buzzelli fu, con colpevole ritardo, solo nel 2006 quando mia moglie nell’estate prima di andare in Florida per le consuete 3 settimane alla Bollettieri decise di guardarsi intorno anche a Bologna e dopo un disarmante e infruttuoso giro per i Circoli della capoluogo felsineo si ritrovo’ alla Bologna Tennis Academy. Se Gabri’ non era rimasta granche’ impressionata dai Circoli visitati in precedenza, questa volta fu tutta un’altra storia e gran parte del merito fu anche per via dell’entusiasmo del Professor Buzzelli, da poco rientrato a pieno regime nel Tennis. Da qualche anno abbiamo preso l’abitudine di tenere nota di tutti gli allenamenti, tornei, partite e relativi comportamenti tennistici di Nicholas e sul Moleskhine Nero del 2006 Gabri’ vergava poche righe: “Pomeriggio da Cesare Zavoli alla BTA. C’e’ il Preparatore Atletico Prof Salvatore Buzzelli. Dice che Nicky e’ molto coordinato e impara a fare gli esercizi dopo solo due volte…Ho gia’ detto tutto, dice a Cesare”. Nei tre giorni successivi Nicholas avrebbe avuto un primo assaggio delle idee rivoluzionarie del Prof che infatti lo mise subito anche a lanciare il giavellotto. Poi la partenza per la Florida e il rientro in Angola dove risiedevamo a quel tempo. Il Prof l’avrei poi conosciuto di persona solo l’anno dopo quando passammo l’estate a visitare diverse Academies italiane e decidemmo di eleggere a Training Home, per quando ci trovavamo a Bologna, proprio la BTA che a quei tempi costituiva quasi un’anomalia nel panorama delle Academies o dei Circoli di Tennis italiani: aveva quasi piu’ Preparatori Atletici che Maestri di Tennis. Con Buzzelli infatti lavoravano anche altri collaboratori fra cui la figlia Elena e Emanuele Tendi. In quell’estate mi trovai a passare lunghe ore a chiaccherare col Professore e non feci fatica a trovarmi subito in sintonia con lui e a trasformare il rapporto professionale in un rapporto di amicizia. A parte il fatto che scoprimmo che oltre ad insegnare Educazione Fisica al mio vecchio liceo ginnasio di Bologna, il Marco Minghetti, avevamo molti amici in comune fra cui diversi miei vecchi compagni compagni di squadra del rugby: Marco Rondelli, anche lui poi divenuto Professore Isef,il giornalista di AutoSprint Diego Forti, l’ingegnere abruzzese …Luciano Ranieri che l’avrebbe poi aiutato a commercializzare il suo SensoTouch …, a parte questo dicevo in quelle settimane passate alla BTA venni a conoscere vita morte e miracoli del simpatico Professore e scoprii di trovarmi di fronte a un vero e proprio personaggio. Della serie: se Catizzone e’ grande e Mad Max e’ il suo Profeta, ma che dire allora del Professor Salvatore Buzzelli? Leggete e giudicate.
Dal suo Curriculum Vitae riprodotto sul suo sito (www.salvatorebuzzelli.it) veniamo a sapere che e’ nato a Castel di Sangro nei pressi di Aquila nel Dicembre del 52 ma e’ residente a Bologna dal 1972 dopo essersi diplomato in Elettronica presso l’ITIS di Chieti. A Bologna per due anni frequenta la Facoltà di Ingegneria Elettronica conseguendo tra l’altro l’attestato di Programmatore di Computer. Questa cosa e’ importante perche’ come vedremo la carriera sportiva del Prof si interseca spesso con computer ed elettronica. Dal 68 intanto aveva iniziato a praticare l’Atletica Leggera (Salto con l’asta e Decathlon) meritandosi gia’ la convocazione in Nazionale dal 70 ma nel 74 un grave incidente stradale in moto infrangeva i suoi sogni olimpici e lo costringeva ad interrompere l’attivita’ di atleta ad alto livello. A questo punto, come racconta anche sul suo sito, si trovo’di fronte alla dilemma fra un posto sicuro alla Montedison vicino a casa, a Bussi nei pressi di Chieti, oppure rimanere nell’ambiente dello Sport. Su invito del Dirigente che lo avrebbe dovuto assumere si trova a dividere un foglio bianco in due e da una parte scrivere Montedison e dall’altra Sport e ad elencare sotto ogni colonna i pro e contro assegnando a ciascuno dei punteggi. Alla fine appare chiaro ad entrambi che il futuro di Buzzelli non passava per Bussi. Perche’ non ti iscrivi all’ISEF?, gli suggerisce il Dirigente. “Era giugno del 1974-ricorda Buzzelli- frequentavo con buon profitto il secondo anno di ingegneria, avevo superato da poco un corso di programmazione per calcolatori elettronici, ero un atleta del G.S. Carabinieri di Bologna ed ero stato appena convocato per un incontro internazionale di Decathlon che si sarebbe svolto in Spagna, ed ora a causa del maledetto incidente mi trovavo a dover decidere di cambiare totalmente la mia vita.” C’era anche un altro problema problema:per entrare all’Isef bisogna superare un concorso di prove fisiche e Buzzelli era ingessato e ne avrebbe avuto per parecchi mesi. Ma “a settembre di quell’anno mi presentai al concorso, con le stampelle e con un gesso che mi bloccava l’intera gamba sinistra.Nonostante tutto mi esibii in un paio di progressioni alla sbarra e alle parallele che lasciarono allibiti gli esaminatori che seppur con riserva di una ulteriore visita ortopedica, mi ammisero e dettero inizio alla mia avventura professionale” Il Prof avrebbe poi conseguito il Diploma ISEF nel 77 trovando anche il tempo dal 78 al 90 di sostenere numerosi esami presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia di Bologna, di laurearsi in Scienze Motorie nel 2001 e di ricevere nel 2008 la Laurea Specialistica ed il titolo di “Dottore Magistrale” in “Scienza e tecnica dello Sport” presso la Facoltà di Scienze Motorie dell’ Università di Bologna.
La maggior parte di queste cose il Prof me le raccontava a tavola durante le soste per il pranzo alla BTA al Ristorantino all’aperto del Circolo Siro dove ha sede l’Academy di Zavoli, ma voi le potete leggere con ulteriore dovizia di particolari sul suo sito www.salvatorebuzzelli.it .Quel che mi preme ricordare qui sono un paio di cose e cioe’ che gia’ il 17 gennaio 1990 Buzzelli era il Relatore Unico di una conferenza su “Uso del computer nello sport” organizzata a Mantova da A.M.E.F. (Associazione Mantovana Educatori Fisici) e dal CONI Provinciale di Mantova e il 31 marzo 1990 a Canazei in un altra su “Sport, Preparazione fisica e Computer”, 9° Convegno di studio ANTIEF (Associazione Nazionale Tennisti Insegnanti Educazione Fisica). E gia’ nel 94 era l’autore di una ricerca pubblicata su Antropologia Contemporanea avente per titolo “Caratteristiche antropometriche e motorie di giovani tennisti (11-16 anni)”. Questo cosa significa? Semplicemente che Buzzelli ha ragione quando dice che lui alcune cose le diceva e le faceva prima degli altri. L’altra faccenda da sottolineare e’ l’aspetto tecnologico, direi all’avanguardia, del lavoro del Professore che ne farebbe il partner ideale di Lance Luciani, l’ex Direttore dello strategy Zone alla Bollettieri, al di la’ dell’Oceano: il Prof ha infatti al suo attivo un’impressionante numero di brevetti di marchingegni tutti atti a migliorare il lavoro di costruzione dell’atleta, tennista e non. L’ultimo e quello che forse gli donera’ la Gloria imperitura e’ il SensoTouch di cui parleremo piu’ Avanti.
Ma lasciamo raccontare al Prof come si avvicino’ al tennis e perche’ a un certo punto se ne allontano’: “Sono approdato al tennis più per caso che per reale interesse. Era l’anno in cui forzosamente ho dovuto lasciare l’atletica attiva e per mantenermi agli studi , accettai di buon grado un lavoro retribuito al Circolo Tennis Bologna come istruttore di ginnastica dei ragazzini che frequentavano la SAT (Scuola di Addestramento Tennis).Era il 1975, il tennis viveva sull’onda delle vicende e dei successi dei Quattro Moschettieri di Coppa Davis (Panatta, Bertolucci, Barazzutti e Zugarelli ), i tennisti di allora, non assomigliavano affatto per costituzione e qualità fisiche agli atleti di ambo i sessi che attualmente vediamo disputare gli incontri, e soprattutto, visti i costi, era praticato principalmente da chi se lo poteva permettere!Naturalmente, colsi al volo l’occasione che mi si era prospettata e volli imparare a giocare.Ricordo la disperazione e al contempo la pazienza del M° Marcello Monetti che ogni giorno, prima di iniziare i corsi, mi dedicava un quarto d’ora per farmi capire che non avevo in mano una clava, e che mi ripeteva all’infinito “Morbido. Quel braccio va tenuto morbido!”.Su due cose però non aveva nulla da ridire: la mia capacità di arrivare su palle impossibili, e soprattutto sulla mia battuta naturale ed esplosiva che, anche se assomigliava molto al gesto del lancio del giavellotto, faceva uscire dal piatto corde della mia racchetta bordate incredibili al punto che alcuni giocatori ne approfittavano per allenarsi con me nella risposta al servizio.” A un certo punto piu’ per amicizia che per altro Buzzelli comincia ad occuparsi della Preparazione atletica di Mario Piuk di Gorizia,detto Plix, aiutandolo a diventare un prima categoria, ma fu con un altro goriziano, detto Zoc (sic!), che inizio’ davvero ad occuparsi di preparazione specifica per il tennis. Zoc, ovvero il Maestro Alessandro Zoccoletto, era venuto ad insegnare a Bologna, e avendo sentito raccontare di Buzzelli dal suo amico Plix,lo volle nel suo Circolo come preparatore atletico.Con Zoccoletto che era un altro spirito ribelle come lui e un dissacratore della liturgia che governava il Tempio Sacro del Tennis di quei tempi, Buzzelli ebbe modo di capire ed approfondire nuove soluzioni tecniche ed applicare sistemi di allenamento più consoni e moderni “ E’ a lui, che mi ha lasciato operare con tranquillità e che per primo ha creduto fermamente nelle mie idee, che va la mia gratitudine”. Buzzelli comincio’ a suggerire che anche per i tennisti era giunto il momento di applicare le metodologie di allenamento più raffinate dell’atletica leggera trasportandone i concetti fondamentali nella pratica quotidiana.”Le parole “programmare”, “periodizzare”, “finalizzare”, “tappe speciali”, ricorda il Prof, facevano da sottofondo a tutti i nostri discorsi tecnici. Zoccoletto mi permise, cosa più unica che rara a quei tempi, di intervenire durante le fasi dell’addestramento tecnico in campo per esempio con l’utilizzo di cinture zavorrate di vario peso, per allenare in maniera specifica la forza resistente, e con l’uso di corde elastiche per far acquisire la sensazione di spinta avanti durante l’esecuzione dei colpi.Fuori dal campo, la palla medica e la relativa metodica della policoncorrenza esplosiva erano diventate il mio cavallo di battaglia, e non ultimo insegnavo ai miei allievi anche a lanciare il giavellotto.”
Come per tutti i portatori di novità, il Prof si attiro’ critiche e pregiudizi. Soprattutto quando comincio’ a teorizzare l’allenamento alla velocità e alla forza esplosiva piuttosto che alle massicce dosi di lavoro aerobico come metodica di preparazione fondamentale per un tennista che volesse emergere. “Sostenevo con veemenza verbale le mie tesi e le documentavo con statistiche e studi che mettevano in relazione i gesti motori in rapporto alle frequenze cardiache che i tennisti facevano registrare durante le partite” ricorda Buzzelli e quando nel 1984 finalmente fu possibile utilizzare un computer, il Prof realizzo’ un vecchio sogno che consisteva nell’elaborazione di piani di allenamento personalizzato frutto dall’analisi dei risultati ottenuti nell’esecuzione di una batteria di test che sondavano le qualità motorie a 360 gradi.Il software proposto per quei tempi era una novità assoluta, e il metodo operativo si rivelò rivoluzionario, tant’è che riviste specializzate del settore, tra tutte il mensile “MATCH BALL”, ne pubblicarono alcuni articoli a riguardo e molti maestri di tennis lo invitarono nei propri circoli per avere una collaborazione esterna . “Tra i tanti ragazzi che sono cresciuti sportivamente affidandosi a questo mio metodo, mi piace ricordare quello che per certi versi è stata la “prima cavia” , Davide Scala, a cui ho dedicato molto della mia vita professionale e che ha ampiamente ripagato il mio operato approdando prima alla Nazionale e in seguito al n° 117 della classifica mondiale ATP – ricorda Buzzelli e continua- “Nel 1988, prima che divenisse di uso comune, sperimentai con il mio amico Dr. Vittorio Roncagli il “Visual Training”, proponendolo ai miei allievi come ulteriore metodica di allenamento per lo sviluppo delle qualità ideosensomotorie.
Per dare ulteriore risalto e credibilità al mio lavoro mi attivai anche presso l’Istituto di Antropologia dell’Università di Bologna per promuovere e realizzare alcune ricerche scientifiche relative alle caratteristiche somatiche e funzionali dei giocatori di tennis, culminate con pubblicazioni di un certo rilievo su riviste internazionali.Sempre in quegli anni ho seguito la preparazione fisica di Omar Camporese, che ottenne la sua prima convocazione come titolare in Coppa Davis e la posizione n° 50 della graduatoria mondiale ATP, e di Massimiliano Narducci (n°70 ATP) altro Davisman che in seguito ho affiancato nell’insegnamento presso la sua Scuola Tennis di Imola nel 1995”
The Doc: Poi succede qualcosa e il Prof si allontana momentaneamente dal Tennis. Ce ne vuoi parlare?
The Prof: Avevo rallentato gli impegni col tennis già dal ’93 per la delusione che provavo nel vedere che l’ambiente non dava segnali evoluzionistici, ed anche perché avevo conosciuto di persona il Prof. Carmelo Bosco, quindi colsi l’occasione di affiancarlo in alcuni suoi progetti di ricerca che mi portavano via molto tempo. In quel periodo ho approfondito conoscenze specifiche dedicandomi allo studio della fisiologia applicata all’esercizio fisico, ho conseguito una laurea e sono tornanto ad allenare in atletica, in particolare occupandomi dal 2002 di una lanciatrice di disco di livello internazionale. Devo dire che ogni tanto mi piace staccare per dedicarmi anche ai miei interessi di, lasciami passare i termini, inventore e ricercatore, grazie al fatto che ho la mia “scuolina” e sono uno che si accontenta. Però se dovesse capitarmi l’occasione di diventare ricco e famoso, non mi tiro indietro, ma senza compromessi.
The Doc: Nel Tennis rientri quasi dieci anni dopo con l’esperienza alla BTA di Cesare Zavoli e poi mettendoti in proprio collaborando con vari atleti e con altri Coaches fra cui il suo vecchio allievo Scala, fino alla ultima piu’ recente avventura: la creazione di una tua Academy, il Centro Tecnico per l’Allenamento Ottimale. Che cosa era successo nel frattempo per farti ritornare al Tennis?
The Prof: Sono ritornato al tennis perché un grande amore non si scorda mai, accettando una richiesta di un genitore che voleva per i suoi due figli tennisti, un preparatore atletico personale. Nel contatto con l’ambiente mi accorsi che nulla era cambiato dai tempi in cui avevo lasciato!!! quindi sono ridisceso in campo, consapevole che il mio patrimonio di esperienza, gli aggiornamenti, ed anche le mie ”vecchie“ teorie ed i miei strumenti, paradossalmente fossero ancora validi ed attuali in un ambiente che non si è mai mosso, sperando anche che possano essere recepiti, aprezzati, valorizzati ed inoltre trasferiti a giovani entusiasti e studiosi di cui questo mondo ha bisogno.
The Doc: E con Zavoli che cosa non ha funzionato?
The Prof: Abbiamo avuto incomprensioni e divergenze di vedute come può succedere in un rapporto di lavoro, ma ora tramite anche Tatiana Garbin, ci siamo spiegati ; va a lui la mia simpatia, ma ognuno persegue le proprie strade ed i propri traguardi in linea con le rispettive esigenze.
The Doc: Cosa hai fatto in questo ultimo anno da quando hai lasciato la BTA?
The Prof: La passata stagione ho collaborato col Maestro Albertini seguendo in particolare Gigi Neri, che ogni tanto tu citi come confronto con tuo figlio, e collaborando con vari circoli tennis bolognesi, avendo sempre in mente di crearmi una “mia realtà tecnica” che si è concretizzata quest’anno.Insieme al mio ex allievo Davide Scala (ora ottimo coach) ho seguito la preparazione atletica di Enrico Burzi che in sette mesi di lavoro si è portato dalla posizione 988 a 425 ATP. Il senso del lavoro fisico svolto con lui è tutto nelle parole che Enrico ha voluto dedicarmi a fine stagione:”Ho lavorato la metà ed ho ottenuto il doppio!”. Nel 2008 mi sono occupato della preparazione atletica di Tathiana Garbin Anastasia Grymalska esperienze di grande livello tecnico che mi hanno regalato grandissime soddisfazioni professionali e personali.
The Doc: A questo punto la decisione di aprire il Centro Tecnico per l’allenamento Ottimale? Un nome piu’ semplice, no? Io l’avrei chiamato What’s The Buzz? (E riga sotto: Centro Tecnico etc etc) Di cosa si tratta esattamente?
The Prof: Di un centro dove ho tutto quello che mi serve (palestra, campi, attrezzature varie ed anche un vero palazzetto dello sport) per poter allenare chi mi chiede aiuto, secondo le mie teorie ed i miei metodi. Come spesso qualcuno di voi cita “non esiste l’allenamento perfetto per tutti, ma esiste un allenamento perfetto per te.” Ed io preferisco dire “Ottimale per te” da questo il nome al Centro Tecnico.In più, nella mia struttura, ho la possibilità di ospitare in comode stanze chi viene da fuori Bologna e di utilizzare un ristorante interno a prezzi contenuti. Ho in programma anche convegni e tavole rotonde su argomenti di cultura sportiva, ed in particolare su tematiche tennistiche .
The Doc: Abbiamo accennato a piu’ riprese a questo strumento infernale, ma molto colorato, chiamato SensoTouch. Qualche figlio del Blog, incluso Nicholas, l’ha gia’ provato. Di cosa si tratta esattamente ?
The Prof: rimanderei al sito per la spegazione sia alla ricerca scientifica che ho condotto.
The Doc: Eh no, cavolo…qualcosa ce la dici qui e subito se no salta l’intervista…
The Prof: D’accordo, ma in due parole:
Lo stumento serve sia per valutare alcuni aspetti delle qualità sensomotorie, come i tempi di reazione (reazione semplice o complessa, argomento della mia ricerca scientifica) sia per allenare aspetti psicocinetici e relativi all’ attenzione e al mantenimento della concentrazione.
Come ultima opzione ma non ultima per importanza, utilizzando il Sensotouch, è possibile allenare specificamente anche aspetti tecnici e metabolici (appoggi, spostamenti, velocità, potenza e capacità dei sistemi energetici, ecc…)Nell’ultimo anno l’ho utilizzato anche per studiare un metodo di valutazione funzionale per il tennista, da cui è nato un test specifico. Insomma un laboratorio scientifico ed anche un “mezzo di allenamento” di semplice utilizzo, importante per il tennis, e non solo.
The Doc: Ritornando ai nostri discorsi da Blog: Catizzone e’ grande e Mad Max e’ il suo Profeta : al di la’ dell’ammirevole devozione di Max e della sua tendenza all’iperbole, e’ indubbio che Max ha avuto un grande merito, quello di portare i Fedeli ai piedi della Montagna visto che la Montagna non si muoveva … Non ritieni che invece di criticare e bastonare chi come lui o Archie comunque riesce a far filtrare l’importanza del messaggio (in questo caso L’Importanza della Preparazione Atletica) sarebbe piu’ opportuno dialogare? Non so se hai letto ma di recente e’ saltato fuori che Max non puo’ accompagnare la Figlia convocata ad un Raduno Nazionale in quanto non e’ Coach o Preparatore… Catizzone non puo’ andare e quindi Alessia o va da sola o non ci va…Lo ritieni giusto? Non sarebbe piu’ giusto interrompere il Dialogo solo con chi si comporta male e non sulla base corporativa …In fondo qual e’ l’obiettivo, il bene comune? Valutare il giocatore/trice e suggerire eventualmente come migliorare. Ergo: Aiutare l’Allievo/a a migliorare …E se non puoi comunicare questi suggerimenti a chi segue il giocatore (cane, negro, ebreo, comunista, genitore che sia) cosa ci rimane dell’esperienza?…
The Prof: Credo che i tecnici federali debbano relazionare e confrontarsi con chi realmente segue la ragazza, se in questo caso il Coach è il suo papà, non mi sentirei, se fossi nei federali, di negare questa partecipazione al raduno, inoltre invierei anche una lettera tecnica a Catizone che è impossibilitato ad essere presente in quanto colui che garantisce e sovrintende l’organizzazione e la qualità dell’allenamento.
Ma se la regola inderogabile è che bisogna avere un titolo specifico, allora bisogna che Max si adegui e per ora soprassieda.
L’altra possibilità per Max è quella di decidere di andare avanti per la sua strada: il tempo sentenzierà; in fondo, se non ricordo male aveva proclamato in più riprese, che per il suo progetto con Alessia, non avrebbe voluto aver bisogno della Federazione. Secondo me, se resta sul fronte della coerenza, la cosa gli farebbe solo onore.
The Doc: A proposito di Catizzone, so che ogni tanto con vi sentite,avevate anche in progetto di fare qualcosa insieme che cosa mi puoi dire di lui? Che fine ha fatto il Cat-Buzz? Eravamo troppo pochi per rendere plausibile lo sforzo da un punto di vista economico?
The Prof: So che il Prof. Catizzone è straimpegnato, pensa che a volte non riusciamo neanche a rispettare gli appuntamenti telefonici : come dice Max, e come ho letto in una intervista a Giovanni, allena in una squadra di pallavolo e in una di basket feminile , segue una squadra di calcio in serie C, ha una scuola di tennis a Castellanza, insegna a scuola, insegna a Scienze Motorie, segue la figlia d Max, …. difficile per lui trovare il tempo….di sicuro è un profondo conoscitore della materia e Max ha fatto bene ad affidarvisi. Un personaggio di grande spessore tecnico e umano.
The Doc: Avvicinandoci alla conclusione, domanda banale ma d’obbligo: come lo vedi il futuro prossimo del tennis italiano? Tu dal 2007 sei Responsabile Tecnico della Preparazione Atletica del Comitato Regionale FIT Emilia e Romagna e per esempio l’anno scorso sei stato
il Relatore Unico a Piacenza di una Conferenza organizzata dal Comitato regionale FIT dal titolo “Preparazione Fisica dagli 8 ai 14 anni” …
The Prof: Si stanno ponendo le basi per un salto di qualità. Ti posso solo aggiungere che nei giorni scorsi sono stato con Giovanni Paolisso e Matteo Evani, due tecnici nazionali, a Correggio e Faenza dove abbiamo dato inizio ai lavori del nostro Centro Periferico Regionale di Allenamento. Questi Centri, fortemente voluti dal Presidente Binaghi, rappresentano un primo passo importante verso il decentramento tecnico.Nelle due sedi, abbiamo strutturato allenamenti collegiali (se ne faranno 2 al mese) per alcuni dei migliori 97 – 98 maschi e femmine (in tutto 15) dell’ Emilia e Romagna.
Io sono il responsabile della PA.
Bè devo dirti che allenandoli, ma ne ero già consapevole da quando nei mesi passati, avevo eseguito i test per il Comitato Regionale, son venute fuori tutte le problematiche legate alla PA che in pratica solo la meta’ di questi ragazzi ha inserito nel proprio programma di allenamento con regolarità . Per gli altri è arabo e si vede. In compenso con noi hanno fatto 2 giorni di allenamento serio ed intenso come dovrebbe essere fatto normalmente.
I più scadenti dal punto di vista fisico soprattutto sul versante coordinativo, sono quelli più forti tecnicamente! A conferma che nel tennis giovanile in certe realtà non ci si preoccupa di porre serie basi per il futuro dei ragazzi e ci si accontenta del risultato immediato. Quasi tutto quello che gli ho fatto fare è risultato una novità!!! Alcuni genitori presenti, prendevano appunti sulle esercitazioni che abbiamo svolto e questo mi fa capire che riporteranno ai maestri oppure faranno come fate voi di Genitori & Figli: saranno loro a scendere in campo e farsi carico della cosa. Come dicevi tu, del resto: se la Montagna non va a Maometto … Comunque qualcosa si sta muovendo, speriamo…
The Doc: Non so se ci stai seguendo ma in questi giorni io e mia moglie siamo in guerra con l’intero dipartimento di Preparazione Atletica dell’IMG e, funny enough, siamo supportati dai Coaches di Tennis anche se sottobanco. Motivo del contendere e’ l’inadeguata Preparazione Atletica che invece un tempo prima di essere ‘appaltata’all’IPI (che la provvede a tutte le discipline sportive all’interno dell’IMG) era invece uno dei pezzi forti del Programma. Per esempio mia moglie e’ andata Out of Balistic, fuori di testa, proprio ieri perche’ uno dei PA continuava a pretendere che Nicholas afferrasse al volo la palla medica di sei libbre anziche’ lasciarla rimbalzare a terra …Questa era una cosa di cui insieme a tante altre mi ero lamentato anche nella mia famosa 7 pages letter…Vorrei avere una tua opinione al riguardo: essendo il throw, il lancio, il tema dell’esercizio non e’ piu’ ‘safe’, sicuro dal rischio infortuni, lasciare la palla rimbalzare prima di afferrarla?
The Prof: E’ indubbio che per afferrare al volo circa 3 Kg sarebbe richiesto un fisico già maturo o sufficientemente strutturato oltre ad una tecnica di presa con ammortizzamento di gambe e braccia. Sicuramente a 10-12 anni è sempre meglio utilizzare o carichi più leggeri (1 Kg massimo 1,5 Kg) o far rimbalzare la palla prima della presa.
The Doc: Vorrei chiudere con un invito a tutti I Genitori che seguono la mia Rubrica su Spaziotennis a procurarsi la famosa videocassette ora riconvertita in DVD che il Prof Buzzelli realizzo’ nel 97 con il titolo “ La preparazione atletica del tennista”. E’ un MUST per quei Genitori che come Bogar si apprestano ad accompagnare i propri figli lungo il tortuoso e periglioso cammino che dai campetti sottocasa o della SAT li dovrebbe poi portare alle soglie di futures e challenger se non di un Grande Slam. Non deve essere acquistato con l’idea di sostituire o rimpiazzare il Preparatore Atletico ma e’ secondo me il supporto ideale per poi andare per esempio da Catizzone o da un altro Preparatore Atletico o dallo stesso Buzzelli e capire cosa vi stanno dicendo e facendo fare. Ci puoi dire qualcosa al riguardo?
The Prof: Intanto grazie per questa pubblicità peraltro non concordata. Mah, e’ stato un lavoro lungo, interrotto piu’ volte e poi ripreso e infatti lo si vede da come sono invecchiati i protagonisti del video, me compreso… Questa VHS trasformato in DVD, ancora attuale soprattutto per tennisti oltre la pubertà, in pratica era la sintesi di tutto il lavoro svolto nei miei primi vent’anni di carriera che ha avuto anche un significato affettivo per me: l’ho voluto realizzare con mia figlia Elena come protagonista, per lasciarle un ricordo tangibile di me, che mio malgrado, per dedicarmi ai miei allievi, l’ho forse un po’ trascurata nel suo iter sportivo. Comunque Elena, e lo dico con grande orgoglio perché la ragazza si è fatta da sola, che nel 2004 si è laureata in Scienze Motorie studiando ad Jyvaskyla (Finlandia, nell’Università dove aveva insegnato il mio amico Carmelo Bosco), è diventata Maestra di Sci e quando non lavora sui monti dell’Alpe di Siusi è la mia assidua collaboratrice nella Preparazione Fisica di tennisti ed altri atleti di vari sport. Ed e’ infatti merito , o qualcuno pensera’ colpa, sua se nel 2004 ho ripreso ad allenare tennisti e sono rientrato nel mondo del tennis che è sempre affascinante, anche se ancora in notevole ritardo, almeno in Italia.
203 Commenti to “TGF 6 – What’s The Buzz? Gli Incontri di Tennis Genitori & Figli: Salvatore Buzzelli”
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Mauro g&f says:
Articolo molto bello che offre tantissimi spunti, fra qualche mese magari si può fare qualcosa del genere col Prof. Catizone e magari qualcosa del genere con maestri e dirigenti vari del mondo del tennis.
Piuttosto due cose, una è come e dove acquistare il dvd del Prof. Buzzelli citato nell’articolo, e la seconda è una domanda a lui diretta e ciò come applicare nel tennis la psicocinstetica. Grazie
stefano grazia says:
In attesa di una risposta piu’ precisa del Prof, ti suggerisco comunque-per quel che riguarda il DVD- di controllare l’Home Page del sito http://www.salvatorebuzzelli.it. Io sono da qualche anno il fortunato possessore de La Preparazione Atletica del Tennista donatomi da Buzzelli prima ancora di metterlo in circolazione come DVD Il video era nato come VHS e quindi non contiene informazioni per esempio riguardanti il SensoTouch o altre diavolerie moderne ma e’ sicuramente utilissimo per farsi delle cognizioni di base e quindi riuscire a recepire meglio quello che poi un buon Preparatore Atletico vi dira’. Fa parte del concetto che comunque per dialogare con Coach e PA bisogna anche studiare un po’, non per sostituirsi a loro ma per valutarne meglio l’operato o semplicemente per capire di cosa stanno parlando.
Io per esempio non sono d’accordissimo col Prof quando scrive che il Genitore e’ IL BRACCIO. Per me il Genitore Ideale resta comunque LA MENTE nel senso che e’ lui-ALMENO ALL’INIZIO, fino ai 12-14 anni- il punto di riferimento di tutte le persone coinvolte nel Team, il manager assemblatore dei vari pezzi, colui che sceglie e valuta e piu’ e’ colto (intellettualmente e sportivamente) e preparato piu’ sara’ obiettivo e critico anche nei confronti di se stesso.
Di sfuggita: Nicholas ha vinto ieri il Torneo del Gigetto di Englewood U14 … L’importante, gli dicevo, non e’ la vittoria in se’ nell’ennesimo Torneo del Gigetto (e comunque ci saranno anche Tornei piu’ impegnativi come i Bollettieri Championships e i Superseries fuori dall’Academy-per esempio ce ne sara’ uno proprio ad Englewood fra un paio di mesi) ma il fatto che fra sei mesi Nicholas si ritrovera’ ad aver giocato una ventina di tornei, circa 60-80 partiter in piu’ delle solite 10 ufficiali che avrebbe giocato fosse rimasto in africa e questo, unitamente a tutte le partite che deve giocare comunque in settimana DENTRO l’Academy, sicuramente gli fara’ fare un salto di qualita’ di cui forse lui e chi gli sta vicino non potra’ rendersi conto ma che io, vedendolo ogni due-tre mesi, invece ho perfettamente a fuoco. E non parlo solo di controllo dei colpi ma anche e soprattutto di controllo di situazioni ed emozioni … Voi mi direte che non e’ che uno deve andare fino in Florida per giocare dei tornei, no certo, e ne abbiamo gia’ parlato tante volte, ma a paerte tutti gli altri motivi gia’ discussi e che vi risparmio, qui ribadisco l’utilita’ del sistema: TRAINING da LUN a VEN e Torneo nel Week End … Certo, bisogna avere Circoli con 10-20 campi o Cooperative di Circoli che organizzino insieme lo stesso Torneo …
Ritornando all’articolo sul Prof, spero che la sua lunghezza non scoraggi i lettori perche’ credo davvero, come dice Mauro, che sia ricco di spunti meritevoli di discussione …
federico di carlo says:
Ciao Mauro
la psicocinetica è una scienza che studia le relazioni tra la mente ed il movimento. Il movimento proprio (propriocettività), degli avversari (anticipazione)ed in relazione ad una situazione (intelligenza motoria). L’allenamento psicocinetico tende sostanzialmente a velocizzare ed ottimizzare le risposte mentali agli stimoli (scelte operative) attraverso l’allenamento di situazioni (tecnico, tattiche etc) di gioco similari o più complesse rispetto a quelle che si hanno in un contesto ufficiale.
Atti says:
Complimenti Stefano… bravo e…. sintetico….
Mi aggancio anche al discorso fra MadMax e King of Swing negli ultimi post in TGF5…
1) I circoli hanno scopo ricreativo, e lo attuano, punto. .. è un peccato originale che genera equivoci a cascata…
2) I Pia, dovevano promuovere un allargamento quantitativo della base agonistica, migliorando sensibilmente la qualità…… teoricamente buona l’idea, ma di fatto un grandissimo buco nell’acqua
… ZERU controlli da parte degli organi federali (in cosa consiste un controllo ?…)… le scuole SAT costituiscono, per i circoli, la base per recuperare soldini (per riscaldamento-luce etc.)… quindi ..avanti… c’è posto per tutti….. e il 99 % dei genitori nemmeno entro a vedere cosa fanno…non è interessato che si faccia qualità (ne ha le competenze per capirlo)…gli basta risparmiare sulla retta…
Il progetto Pia è stato creato con un certo criterio… ma è antieconomico applicarlo… è percio’ rimane un idea sulla carta… i circoli prendono il minicontributo.. e poi fanno come prima…. È tutto o quasi sulle spalle (buona volontà ) dei maestri… che a lungo andare si stancano….
3) I raduni FIT, frequenti o saltuari.. posso incidere molto poco…(per esempio sabato una ragazzina ha fatto, di strada, 2 ore di andata e 2 di ritorno per fare 2 ore di atletica sui generis + 2 ore di palleggio incrociato o poco piu’…) molto meglio utilizzare risorse per i vari tornei interregionali (coppa delle Province, Coppa d’inverno, coppa Belardinelli)…livello medio-alto… partite ed esperienza utili per gestirsi al di fuori della famiglia.
Diciamo un buon passo in avanti è stato fatto con la videoanalisi (a Sestola e nei raduni di Macroarea…)… questo a testimonianza che con 1.000 Euro per Macroarea si puo ‘dare un supporto concreto…
Un raduno a conti fatti (da Tirrenia in giu’)… puo’ incidere il 5 % come utilità di crescita ( a essere abbondanti)…. è’ l’allenamento quotidiano che fa la differenza…se non correggi gli errori tecnici quotidianamente….hai voglia a risolverli nei raduni….
Visto che pochissimi ragazzini( come osservato anche dal prof. Buzzelli) hanno a disposizione nei circoli un prep.atletico specifico, per fare dei test approfonditi, e stilare delle tabelle individuali, con verifiche periodiche…ecco una piccola grande cosa da migliorare nei raduni… utilissima ad un ragazzino…molto piu’ dell’ennesima ora di palleggio incrociato in 3-4 per campo …
4) il ruolo del preparatore non è riconosciuto… semplicemente perché già faticano a campare i maestri (solo con l’agonistica è impossibile)… figuriamoci se fosse inserita a tempo pieno anche la figura di un PA specifico … quindi si fa quel che si puo’ (per mancanza di tempo. risorse e competenze)… con esercizi di gruppo… identici sia per un U10-12 che per un U16-18….Ah .. fino ai 10-12 anni…..quasi niente…tanto non serve…
..Hai voglia… di arrivare con la politica dei piccoli passi….piano piano… senza far rumore….
Avec Double Cordage says:
bella storia Stefano, da lavorare c’è tanto vista l’ultima ennesima pagella disastrosa. Slam finito al primo giorno, zero set vinti se escludiamo il solito Seppi che tra l’altro sta inizando a fare proprio tenerezza, queste le sue parole dopo la sconfitta al quinto con Isner, con i tre break regalati grazie a due mani piene di doppi falli consecutivi ad inizio di ciascun set: “Il problema è che lui serve molto bene non solo la prima, ma anche la seconda! (sic) Forse a tennis ho gocato meglio io, però non sono riuscito a spuntarla”. Come se il servizio non fosse tennis, assieme alla risposta è la parte più importante del gioco da almeno 25 anni. Dobbiamo arrivare al livello dell?Iralanda e goire per la prima partita vinta in uno slam dopo 30 anni da Sorensen? En attendant Godot.
gabri says:
Avevo scritto sotto l’altro articolo e quindi il commento mi e’ stato cancellato, comunque, come ha gia’ scritto Stefano, dicevo appunto che Nicholas ha vinto ieri il torneo under 14 del gigetto, ma pur sempre un torneo e la cosa importante che diro’ anche in accademia e’ che ho visto un Nicholas padrone del campo, capace di cambiare ritmi e quasi sempre in controllo, anche ieri nella finale contro uno piu’ piccolo di fisico, ma della stessa eta’, ha dominato, nel secondo set ha provato a fare qualcosa di piu’, ha preso qualche rischio e ha sbagliato, ma e’ tornato a controllare la partita e tutto questo secondo me e’ successo grazie alla preparazione fisica fatta a Lagos con Stefano. E’ indubbio che per uno come Nicholas con sufficiente bagaglio tecnico da sapere cosa fare con la pallina diventa fondamentale poter arrivare sulla palla quella frazione di secondo prima per mettersi in posizione e tirare. La preparazione fisica regala selfconfidence all’atleta, da sicurezza e carica.
Ci saranno ovviamente alti e bassi, gia’ il prossimo week end col torneo USTA dentro all’accademia sara’ un’altra musica, ma intanto l’anno agonistico e’ iniziato bene e Nicholas e’ felice di aver vinto nel giorno dell’anniversario della nascita di Martin Luther King, uno dei suoi personaggi preferiti assieme a Mandela (abbiamo visto Invictus, molto bello e suggestivo).
Bellissima l’ intervista all’amico Salvatore! Ho con lui avuto fin da subito un ‘bond’ come si dice in inglese, una intesa, dal nostro primo incontro alla Bologna Tennis Accademy dove sono bastate poche parole e ho capito che parlavamo la stessa lingua. E approposito di lingua e’ un peccato che questi articoli non siano in inglese!
federico di carlo says:
X Gabri
“La preparazione fisica regala selfconfidence all’atleta, da sicurezza e carica.”
Nessuno mette in dubbio il fatto che la preparazione fisica sia uno dei 4 aspetti che fanno un tennista completo e nessuno mette in dubbio che nel tennis moderno la preparazione fisica sia sempre di più un vantaggio competitivo. Ma secondo me non sempre la preparazione fisica regala self confidence e sicurezza all’atleta. Ho un ragazzo di 15 anni nell’agonistica che dal punto di vista di preparazione atletica sovrasta di almeno una spanna gli altri suoi coetanei. Nonostante tutto, in mezzo al campo non è in grado di far valere questa sua superiorità ed anzi sembra menomato in questo aspetto. Il self confidence, la sicurezza ce la hai se pensi di avercela; se pensi di non avercela non ce l’hai, a prescindere da qualsiasi preparazione fisica tu possa avere.
stefano grazia says:
Federico, puoi avere tutta la sicurezza (e il Mental ) che vuoi ma se sulla palla non ci arrivi hai voglia…Aggiungiamo anche che se hai sicurezza e corri come un fuso ma poi quando arrivi sulla palla la scarciofi siamo sempre li’…Nessuno mette in dubbio che le variabili sono tante ma se su una cosa concordano in tanti campioni e’ che quando sono ben preparati si sentono molto piu’ confident: lo diceva Agassi prima, lo dicono Federer e ovviamente lo hanno dimostrato sia Nadal che Andy Murray … A volte succede anche che sia un circolo vizioso e che l’insicurezza incida sulla condizione atletica e stress e nervosismo ti facciano apparire meno preparato di quel che sei, ti facciano sembrare tutto molto piu’ difficile e faticoso, d’accordissimo. Ma non mettiamoci a fare i sofisti: essere ben preparati atleticamente e’ sicuramente un ottimo passo verso l’acquisizione di una self confidence…Manda un chiaro messaggio all’avversario anche pallettaro: io posso stare qui sei ore e mezzo, ti sei portato la colazione?
gabri says:
X Carlo
certo, hai ragione, devo puntualizzare. Diciamo che la mia affermazione piu’ che generica era specifica e cioe’ per uno come Nicholas con gia’ una carica mentale determinata, competitiva, arrogante e con un bagaglio tecnico abbastanza raffinato e creativo (fin troppo) con una buona conoscenza strategica allora la preparazione fisica diventa determinante per riuscire a raggiungere l’obbiettivo. Sfortunatamente il tennis e’ uno sport complesso e tutto il meccanismo si riattiva ad ogni punto ad ogni set ad ogni partita ad ogni avversario,ad ogni variazione di velocita’, crescita, luce, campo caldo freddo…so benissimo che la strada e’ lunga e le esperienze da fare e da immagazzinare sono tante, ma sicuramente sai meglio di me e concorderai che i grandi successi sono fatti da piccoli successi.
bogar67 says:
@ Mauro g&f nella Sat “della tua prima scelta” oggi è stata inaugurata l’era della videoanalisi. Ripresi tutti gli agonisti e un paio del mini tennis tra cui mia figlia. Ovviamente agli agonisti sono stati visulazzati tutti i colpi, a mia figlia ovviamente solo qualche palleggio di dritto e rovescio.
Federico Di Carlo says:
Ciao Stefano
tu mi insegni che è il cervello che da le direttive al corpo e non viceversa. Riagganciandomi al discorso della psicocinetica, la velocità delle risposte motorie dipendono fondamentalmente da fattori quali concentrazione, anticipazione e vie di afferenza ed efferenza dei segnali. Esplosività e rapidità non sempre corrispondono. Molti giocatori come Federer, la Hingis o Mcenroe dal punto di vista atletico non sono certo i più esplosivi ma rimangono però tra i più veloci. Come mai? Si allenano fisicamente più o meno come tutti gli altri giocatori ma hanno fatto delle loro capacità mentali (concentrazione ed anticipazione)degli strumenti per migliorare la loro rapidità e farne un vantaggio competitivo.
Federico Di Carlo says:
Ciao Gabri,
l’esperienza insegnerà a Nicholas a standardizzare i suoi comportamenti in campo. Se avesse una guida mentale nell’academy potrebbe imparare a farlo in modo associativo. Evidentemente alla Bollettieri credono di più nel metodo dissociativo, tipicamente americano. Come si suole dire “Experience shapes solutions”. Ovviamente concordo che i grandi successi sono fatti dai piccoli successi. E’ un fatto anche di motivazione. Il mio allenatore australiano era solito ripetermi: “mile by mile is a trial but inch by inch is a cynch”
gianni says:
Per Federico Di Carlo
Sono a cnoscenza che domenica a pescara al ct pescara ci sarà un raduno dei migliiori di abruzzo e molise classe 97 98 sapendo che sei abruzzese perchè non gli dai uno sguardo e ci fai sapere qualcosa in merito
tilden says:
Complimenti a Nicholas perché quando si vince si vince e non ci sono altri commenti da fare. Torneo del Gigetto o no, in ogni torneo, gara squadre od altro c’é sempre un vincitore e come diceva l’Avvocato “Meglio essere invidiati perché si vince che compatiti perché si perde”.
Inoltre trovo molto positivo il fatto che nicholas giochi molte partite di torneo. La tattica di gioco, la concentrazione e quanto altro , si possono studiare a tavolino per ore ed ore, ma niente supera l’esperienza del campo. Il fine ultimo é giocare e vincere . (vedi articolo di RC sopra)
Salvatore Buzzelli says:
@ Mauro g&f
Il DVD è richiedibile a questo indirizzo e-mail: mariotesti@alice.it
Il video tratta i seguenti contenuti:
Considerazioni metodologiche sull’impostazione dell’allenamento
Individuazione delle qualità fisiche fondamentali del tennista
Meccanismi bio-energetici primari
Test di verifica e controllo: organici e neuromuscolari
Programmazione annuale dell’allenamento
Esercitazioni per lo sviluppo della resistenza
Esercitazioni per lo sviluppo della forza
Circuiti di potenziamento
Policoncorrenza con palla medica
Esercitazioni per lo sviluppo delle capacità d’accelerazione
Esercitazioni di compensazione
Per la psicocinetica, Federico di Carlo ha dato una spiegazione sintetica e chiara circa il l’origine di questa metodica didattica, a cui non credo sia necessario aggiungere altro.
Nella pratica si possono organizzare esercitazioni sia generali sia specifiche che stimolino l’aspetto razionale del movimento, l’attenzione e soprattutto nel tennis il mantenimento della concentrazione.
Le esercitazioni possibili, che io preferisco chiamare percettivo-dinamiche, presuppongono stimolazioni sensoriali (di tipo visivo od acustico) che obbligano l’allievo al movimento ragionato, che in ultima analisi tendono a velocizzare i tempi di risposta motoria fino all’acquisizione della capacità di saper, “leggere” un’azione dell’avversario prima che si realizzi: la famosa “anticipazione”.
Nell’organizzazione del lavoro psicocinetico bisogna definire gli obiettivi che si vogliono perseguire, aver chiare le capacità da utilizzare ed inserire esercizi con difficoltà graduale.
I tempi di applicazione per ogni esercizio possono essere anche relativamente lunghi (5-10 minuti , naturalmente dipende dall’età) e l’allenamento dovrebbe contemplarne al massimo 4-5 per un totale di 20-30 minuti di lavoro .
Il lavoro psicocinetico può essere svolto anche nelle sedute di lavoro atletico, ed è indicato anche agli agonisti di tutte le età.
Vediamo qualche semplicissima indicazione pratica per spiegare meglio:
-Utilizzando stimoli visivi : nel campo da tennis si possono adoperare palline colorate a cui far seguire un determinato colpo, o creare degli schemi a tema, per esempio indirizzando il colpo in una determinata direzione in base al punto di stazionamento nel campo dell’istruttore (che si sposta mentre lancia la pallina all’allievo).
- Utilizzando stimoli acustici : con suoni di diversa intensità si possono richiedere particolari movimenti predeterminati, per esempio far eseguire uno scatto in avanti dalla riga di fondo campo se ne viene emesso uno “grave” (che dovrebbe essre associato ad una smorzata) oppure due passi indietro se ne viene emesso uno acuto ( associato ad un colpo lungo eseguito in top-spin).
Insomma in questo tipo di allenamento anche la fantasia dell’istruttore viene coinvolta nell’inventare ed assegnare le varie esercitazioni, ed alla fine ne risulterà una esperienza motoria divertente ed al tempo stesso molto funzionale al giovane tennista e allo sviluppo del suo gioco.
Forse mai come in questo caso il detto “ludendo, intelligere” calza a pennello.
Per approfondire l’argomento le consiglio “Educare Col Movimento. Esercizi Di Psicocinetica Per Ragazzi Da 5 A 12 Anni” di Jean Le Boulch .
bogar67 says:
@gentile Professor Buzzelli, il sensotocuh è già in vendita? posso scrivere sempre a mariotesti@alice.it per avere maggiore info?
Mi pare sul sito non vi è nulla al riguardo
salvatorebuzzelli.it/sensotouch.html
se i costi sono accessibili e lo strumento interessa al mio preparatore atletico sarei più interessato del suo libro consigliato da Stefano. Non so se lei ha seguito in passato qualche mio post. In generale cmq mia figlia:
è nata nel settembre 2004, gioca e si diverte tantissimo a tennis da quando non aveva ancora compiuto 4 anni. Ha imparato prestissimo ad andare in bici senza le rotelline e nuota da quando aveva 2 anni. Ha già toccato la terra per vacanza e divertimento di tre continenti diversi. Si adatta a nuovi giochi con relativi compagni anche di nazionalità diversa con estrema facilità.
Il programma “stilato” da me genitore e dal maestro durante la settimana è il seguente:
Martedì: 1 ora atletica – 1 ora tennis (tre allievi)
Mercoledì: 45 minuti nuoto
Giovedì:1 ora atletica – 1 ora tennis (tre allievi)
Venerdì: 1 ora tennis (individuale)
Il programma non stilato da nessuno ma richiesto dalla bimba medio nel senso che a volte si fa e a volte no è il seguente:
Lunedì 1 ora di tennis
Sabato: 30 minuti bicicletta – 1,30 tennis
Domenica: 30 minuti bicicletta – 10 minuti giochi vari – 1,30 tennis
Per il prossimo anno volevo da “stilato” spostare il nuoto al sabato, aggiungere due ore in due giorni diversi di danza classica ed aumentare di un’altra ora divisa in due giorni il tennis. Seguo la teoria della multidisciplina e non della specializzazione, giusto ieri osservavo la schiena di mia figlia e mi rendevo conto che quei 45 minuti di nuoto a settimana sono utilissimi.
Grazie per una cortese risposta sul sensotouch.
stefano grazia says:
Mentre continuo a sollecitare una valanga di commenti (Bogar67 & Co invece di chiedere a me, Max e Archie dovrebbero approffittare della presenza del Prof per fare tutte quelle domande sulla Preparazione Atletica che l’articolo, bello o brutto, dovrebbe avere stimolato), in un’altra area del Blog a commento della disastrosa spedizione italiota in OZ,Atti secondo me giustamente notava:
… Ma cosa c’entra che è piu’ facile emergere nel settore femminile ? cosa vuol dire ?In Italia abbiamo una tradizione nella maratona, nello sci di fondo, nel nuoto (fondo), mentre nel tennis … siamo tecnicamente bravi… atleticamente… impreparati ? questo forse è un dato da analizzare…. forse abbiamo troppi maestri e pochi preparatori atletici….. e i ragazzini fino ai 16-17 anni fanno poco o nulla in questo senso….
Ecco che nel tennis femminile questo divario di preparazione è un gap minore, e quindi le femmine riescono a compensare a poi ad emergere (anche per diverso approccio mentale all’allenamento…)….
E CHIOSAVA:
Trovare scuse è il ns. sport nazionale… siamo imbattibili….
Roberto Commentucci invece parlando della sconfitta della Pennetta: Però va detto che la Wickmayer è davvero una furia scatenata, ha un fisico pazzesco un diritto assassino e un servizio che secondo me è secondo solo a quello delle Williams e forse della Stosur.
DIMENTICANDO CHE HA ANCHE UN PADRE ECCEZIONALE. La wickmayer rimane orfana di madre a 10 anni e il padre non esita a mollare il lavoro (e’ benestante, si, ha una fabbrica, ma comunque…) per accontentare il desiderio della figlia di andare a giocare in America forse anche per,cambiando ambiente, rimuovere la tragedia… Stanno 2-3 anni a Saddlebrook, alla Hopman, e poi rientrano in patria, il padre sempre con lei, se non come vero e proprio Coach Tecnico sicuramente come Coach in senso lato…Mentre io vedevo in questa storia una storia di grande malinconia sia ma anche abnegazione,sacrificio, unione e forza morale, altri su ubitennis all’epoca preferirono concentrarsi sull’aspetto morboso della dipendenza figlia-genitore …
… per un mese sul Blog di Ubaldo Scanagatta sono stato quasi l’unico a difenderla dai risolini di compatimento di una moltitudine di ipercriticoni che preferivano vedere nella storia … Se non fosse rientrata la Henin, la mia favorita di sempre, sarebbe proprio Whoopie Wickmayer la giocatrice per cui farei il tifo in questi Aussie open… Certo che tre belghe tutte da Top 5, tutte allo stesso tempo o quasi…E prima i Serbi (Ivanovic, Jankovic, The djoker…)…Che cosa e’ che salta fuori all’improvviso e laddove non c’era stato un giocatore per secoli ne spuntano fuori all’improvviso due o tre formidabili? Che avesse ragione Galgani, che e’ solo culo? Altrimenti io direi che fra 8-10 anni avremo una caterva di Koreani (gli ultimi vincitori o finalisti di Eddie Herr e Orange Bowl…)
bogar67 says:
Stefano, ho un post in moderazione per il pof. Buzzelli prima del tuo “richiamo”.
Alessandro Nizegorodcew says:
@bogar67
Commento pubblicato poco sopra
bogar67 says:
@Stefano Anche la Henin come la wickmayer è orfana di madre ma preferisco una figlia scarsa che rimanere vedovo. Stefano tra meno di una settimana mia moglie partorisce il mio secondo figlio, certo il parto non è un intervento di quelli che ti fanno tremare ma mi lascia sempre un pò di ansia. Hai altri argomenti migliori e più allegri per giustificare l’ascesa di una tennista?
Salvatore Buzzelli says:
@bogar
L’indirizzo mail mariotesti@alice.it è solo per il DVD.
Per il Sesotouch, che per ora si può prenotare, me ne sto occupando io, e per le altre informazioni a riguardo la prego quindi di contattarmi via mail a salvatorebuzzelli@virgilio.it
Vedo molto bene l’idea di integrare con la danza, forse meglio nelle forme moderne, più dinamiche. Comunque multilateralità giocosa, almeno per ora.
stefano grazia says:
@Bogar:
La morte del padre?
Scherzi a parte, L’Uccisione possibilmente metaforica del Genitore costituisce un passaggio fondamentale nella crescita dell’adolescente…Lo sport professionistico ma anche l’Universita’ costituiscono spesso una sorta di adolescenza protratta a cui prima o poi bisogna porre fine…Nel caso della Wickmayer pero’ io preferivo soffermarmi sulla parte romantica della storia, tutto qui.
Comunque dopo averti detto bravo per essere intervenuto (e mi sarei stupito del contrario) ti devo anche affettuosamente tirare le orecchie quando scrivi a proposito del SensoTouch:”se i costi sono accessibili e lo strumento interessa al mio preparatore atletico sarei più interessato del suo libro consigliato da Stefano.”
Tirare le orecchie perche’ prima di comprare un SensoTouch uno dovrebbe guardarsi il DVD (non il libro ma anche se fosse stato un libro andava bene) per capire di cosa si parla quando si parla di Preparazione atletica del Tennista. Costa sicuramente meno del Senso touch e almeno ti da le basi per poter poi parlare col tuo Preparatore e capire di cosa sta parlando.
POI si passa a comprare il Senso Touch.
In uno dei prossimi articoli magari presto scrivero’ a proposito dei TESTI SACRI DEL GENITORE DI UN GIOVANE TENNISTA …
bogar67 says:
Grazie gentile Professore, ho girato il link con il suo curriculum e la sua “invenzione” al mio maestro il quale da poco restio per le innovazioni è passato alla sperimentazione in Sat della Videoanalisi in poco tempo. Vedo cosa ne pensa lui che è un maestro nazionale con aggiunta di diploma ISEF (anche se lascia la parte della preparazione atletica ad altro collega diplomato) e le farò sapere. Al maestro ho ribadito il concetto espresso qui un pò da tutti e cioè che pur non interferendo sul suo lavoro, mia figlia va cresciuta con il trittico maestro, preparatore atletico e genitore. Per la danza, mi interessa quella che più sviluppa le capacità coordinative ma non appesentisca nello stesso tempo la muscolatura bloccando lo sviluppo in altezza. Mia figlia cmq in altezza è al di sopra dello standard normale in riferimento agli altri coetanei sardi che si sa sono per la maggioranza piuttosto bassi. Da formule ricavate via web che lasciano il tempo che trovano siamo cmq su uno sviluppo ad 1,75-1,78 cm di altezza che in campo femminile rappresentano una buona altezza. In questo momento più che aspetto tecnico-atletico (vista l’età) ciò che mi fa entusiasmare è sicuramente il fatto che mia figlia affronta questa disciplina con una passione incredibile, starebbe ore ed ore a giocare a tennis.
bogar67 says:
@Stefano su tuo consiglio ho già comprato il libro di Giacomo Paleni. Sei già riuscito dove il rappresentante della De Agostini ha fallito eh eh eh. Scherzi a parte, putroppo non riesco a stare sulla lettura per motivi di concentrazione molto tempo (ecco perchè mad max mi rimproverava di non leggere fino in fondo). Sto cmq migliorando, riesco a leggere i tuoi articoli fino alla fine e li mi accorgo che ogni tanto ci infili il mio nickname. Seguendo il discorso della PNL di Federico, mi sono anche abbonato ad una newsletter, mi appassiono anche a leggere quelle mail che arrivano che mi sono molto utili anche sotto l’aspetto umano comportamentale.
bogar67 says:
ah dvd no libro, vedi Stefano che mi manca concentrazione, è quello che mi ripeto in campo quando gli avversari mi fanno la prima di servizio. Penso ad altro e mia moglie pure quante volte a casa mi ripete ma mi stai a sentire? sarà la vecchiaia ma ho solo 42 anni accidenti!
bogar67 says:
Ho fatto mente locale perchè pensavo al libro, avevo fatto una ricerca su quanto aveva scritto il Professore “Per approfondire l’argomento le consiglio “Educare Col Movimento. Esercizi Di Psicocinetica Per Ragazzi Da 5 A 12 Anni” di Jean Le Boulch” sui siti dove ero andato e mettono in vendita il libro ci sta scritto di difficile reperibilità.
giorgio-giorgio says:
@ Madmax
Visto che si parla di preparazione fisica e di Preparatori fisici, vorrei fare qualche precisazione su questa frase: “E su Giovanni si lui saltuariamente tiene dei cosrsi per la Fit.. E dice anche che ci sono degli asini fuori misura..” da te scritta nel post n. 103 del precedente articolo. E precisamente:
- il prof. Catizzone ha tenuto solo poche ore di lezione nei corsi organizzati dalla FIT, per sostituire il prof. Brunetti, in un corso di formazione per Istr. di 2° livello, sviluppando una parte della materia Teoria dell’Allenamento;
- era prevista una sua lezione nell’ultimo corso per Preparatore Fisico di tennis di 2° grado, ma poi il corso non si è svolto;
- ha, altresì, collaborato con altri due professori nellalla stesura di due dei tre volumetti stampati, alla fine degli anni ’90, nell’ambito del progetto “Sport a scuola”.
Questa, almeno per adesso, è stata la collaborazione Catizzone-FIT! Potrai sicuramente dire che per questo la FIT si trova in …………………, ma non era come avevi scritto tu ed una precisazione era d’obbligo!
Oltretutto, pur non riuscendo a capire a quali corsi si riferiva avendo fatto in tutto poche ore di lezione per la FIT, mi meraviglia come un professionista serio come Catizzone possa essersi espresso nella maniera così a dir poco “elegante” (“asini fuori misura”) visto che oltretutto si riferiva a suoi stessi colleghi (diplomati ISEF o laureati in Scienze motorie)! Un arcano che, comunque, mi farò spiegare dallo stesso interessato!
giorgio-giorgio says:
@ Madmax
Ti confesso che oramai quando ti leggo, a seconda di quello che scrivi, susciti in me sentimenti diversi! Come già ti ho detto ti ammiro per quello che fai per Alessia e per le tue certezze (che poi altro non sono nel futuro prossimo delle incertezze) che ti danno la forza di credere e di andare avanti dritto per la tua strada. Ma con il post che riporto sotto devo ammettere che mi hai trasmesso solo tanta “tenerezza” (nel senso buono della parola), e te lo dico senza voler significare alcun sottinteso e/o polemica. Guarda cosa hai scritto in un post dell’articolo precedente!
# 104. Madmax Says:
gennaio 17th, 2010 at 15:13
“Tu ogni volta che pensi a queste cose ricordati sempre (come faccio io) che un genitore in tre mesi ha potuto far meglio di una di quelle accademie che sarebbe preposta a dare qualità.. Allora io da domani con le conoscenze che ho acquisito con i contatti che ho divento istruttore di primo grado, mi prendo uno sparring, faccio fare delle consulenza a Giovanni e Fabio e metto su un’accademia con prezzi doppi della Vavassori… Se consideriamo che non esiste nessun dubbio sul fatto che farei molto meglio vedi un po’ come siamo messi in Italia..”
Ti ripeto, ti ammiro per la “spavalderia” e la “presunzione” che spesso permette di raggiungere mete importanti ma credo che per adesso non è dimostrabile materialmente nulla di quello che tu dici, lascia al tempo, ai risultati ed un pochino anche agli altri il compito di valutarti. Se venisse a sapere Vavvassori di questa tua affermazione che direbbe? Vedi una cosa che, mi pare, non è stata evidenziata è che all’età di Alessia, oltre al fatto di dover lavorare bene per ottenere risultati importanti da grandi, quello che fa la differenza fino ad una certa età sono anche le ore di tennis che una ragazzina ha in più rispetto alle sue coetanee (vedi i figli dei maestri che hanno 3.000 ore in più rispetto agli altri bambini). Con il passaggio nelle varie categorie junior, poi, subentreranno tante altre componenti che determineranno una selezione naturale! Questo per dire che Alessia, oltre a fare un lavoro di qualità, fa’ anche un lavoro di quantità (gioca molte ore) e che per adesso già solo quest’ultimo lavoro di per sè potrebbe bastare a fargli fare i risultati che oggi sta’ facendo (risultati che servono forse solo per il morale, per provare i colpi e le strategie, ma che sotto certi aspetti non servono per gli obiettivi alti prefissati). A pensarci bene mi rendo conto di aver detto delle cose così ovvie e che tutti sanno, e che per questo motivo, forse, questo aspetto non è stato evidenziato.Se così fosse me ne scuso!
bogar67 says:
Giorgio Giorgio cmq mad max ci sta mettendo la faccia oltre a tante altre cose ed è da ammirare. Quando mia figlia avrà l’età di Alessia so già dove ha portato tutto quello che sta facendo.
Madmax says:
@Giorgio
Rispondo a te giusto perchè per farlo sono sufficienti solo delle precisazioni che non creereanno problemi.. Infatti d’ora in poi non penso nemmeno di scrivere più visto che purtroppo per dirla tutta fino in fondo ci sarebbero da scrivere cose anche poco carine indirizzate a persone perbene che però in quanto tali non devo per forza considerarle anche brave professionali o dargli ragione a prescindere, perciò che ognuno si tenga le proprie convinzioni dopo di che tra un po’ di anni ne riparleremo..
Nello specifico di Giovanni ovviamente non so a cosa o chi chi si riferisse, so solo che mi parlava di corsi tenuti alcuni anni fa, quali e quando non lo so (appunto chiedi a lui quando lo vedi), quel che è certo che non ho nessun dubbio a credergli in toto..
Rigardo invece al mio post 104 del 17 gennaio, era chiaramente in risposta al post di Nicoxia che affermava che i maestri per dar qualità devono essere pagati profumatamente. In teoria dovrebbe essere così, ma per la mia esperienza e con i maestri incontrati, conosciuti, che ho frequentato e con cui mi sono confrontato posso tranquillamente dire che in Italia la qualità non viene mai data del 99% dei casi..
E non ti preoccupare che quando ci sarà occasione lo chiederò direttamente a Renato come può accadere che in soli tre mesi un genitore possa fare un così eclatante cambiamento…
E poi come ora anche tu dici che i risultati non contano? Ora che Alessia sta cominciando a vincere?
I risultati ora non contano come non contavano prima e come non conteranno nei prossimi due anni sia che vinca sia che perda, anche se senza ombra di dubbio più andremo avanti e più vincerà…
francesco coach gemelli says:
@Giorgio-giorgio
Adesso capisco perchè il tennis ad alto livello non avrà mai un futuro facile in Italia,
INVIDIA
MESCHINITA’
DIFESA DI DIRITTI ACQUISITI PER LECCHINAGGI VARI
LA FIT SIMILE A UNA SETTA MASSONICA CHE DISTRIBUISCE I CONTRIBUTI DEL CONI SOLO AI SUI ADEPTI
Max e Stefano ci hanno aperto gli occhi su un mondo , ci hanno fatto capire che le SAT servono solo ai maestri per sopravvirere e ai genitor per parcheggiare i figli , quindi o si accetta questo mondo oppure ci si inventa coach genitori e ci rimboccano le maniche , e in questo caso , come ha detto Stefano stiamo facendo l’università seguendo questo blog , e tutti i pareri di genitori come voi impegnati nella crescita agonistica dei figli sono per me indispensabili per poter iniziare lo stesso percorso con i miei gemellini visto che l’impegno aumenterà con il proseguire degli anni gli errori si faranno sempre ma io con il vostro aiuto ne farò sicuramente di meno
THANKS DI CUORE
giorgio-giorgio says:
@ Madmax
Ti ribadisco che non c’era assolutamente nessun sottinteso su quello che dicevo circa i risultati di Alessia! Sono stato sempre d’accordo con te che a questa età i risultati lasciano il tempo che trovano. Potrebbero essere importanti solo sotto alcuni aspetti, ma certamente non sono determinanti nè in positivo nè in negativo per eventuali “grossi” risultati futuri (e di esempi ce ne sono stati tanti). Chiaramente, quando si fanno tornei è sempre meglio se vengono se non altro per il morale! Vai tranquillo per la tua strada e vedrai che Alessia, per quello che leggo, riuscirà a tirare fuori tutte le potenzialità in suo possesso! Ed io sarei il primo ad esserne felice!!!
Comunque per scherzare un pò, devi ammettere che sono riuscito a farti scrivere un post anche all’interno di quest’articolo, anche se su argomenti totalmente diversi, cosa che a Grazia non è riuscita neanche dopo alcuni inviti.! Del tuo silenzio ne avevo capito qualche motivazione già da solo!
bogar67 says:
Non facciamola drammatica!! MadMax continua a scrivere magari senza esagerare nel riportarci giudizi sulla professionalità degli addetti ai lavori che nel frattempo incontrerai. Volevo solo ricordarti che fino a qualche mese fa guai a chi dubitava della tua scelta di andare alla Vavassori. Il mondo è in piena evoluzione, quello che va bene oggi non è detto che vada bene domani altrimenti sarebbe troppo facile, visto la tua disponibilità economica potresti chiedere a chi ha allenato Lendl, Borg, Graf, Agassi, Henin, etc se disposti ad allenare tua figlia ed il gioco sarebbe fatto. Stavo pensando ad esempio che se mia figlia in questo momento avesse 16 anni l’avrei affidata a Francesco Cinà coach della Vinci ma tra 11 anni sarà sempre un binomio vincente come questo tra un coach e l’atleta allenata?
giorgio-giorgio says:
@ Francesco coach gemelli
Penso che non sia il caso di risponderti perchè, oltretutto, non riesco a capire il perchè di tutti gli attributi negativi che mi hai “vomitato” addosso senza conoscermi e senza che io abbia detto niente di particolare e/o offensivo nel post indirizzato a Madmax. Ritengo che e hai qualche problema più o meno serio devi cercare di risolverlo nel posto giusto, nei modi giusti e, specialmente, con le persone interessate! Fammi sapere se ti posso aiutare!!
francesco coach gemelli says:
@Giorgio
era solo uno sfogo PERCHE’ DA TE HO MAI IMPARATO NIENTE e a me le persone che criticano vanno a spulciare le dichiarazioni fanno finta di non criticare ma vogliono solo distruggere , non servono a niente perchè il loro contributo non serve per la causa
Roberto Commentucci says:
Calma ragazzi,calma.
Giorgio-Giorgio va anche un pò capito. E’ un dirigente federale, un diettante, uno che come tanti si da da fare per pura e genuina passione, a volte svolgendo anche compiti davvero noiosi pur di essere utile alla Federazione e al movimento.
Io non vedo tutta questa carica negativa nei suoi post. A volte immagino che si lasci trascinare dall’amarezza nel vedere il tono molto forte, molto tranchant di alcune critche che si fanno… A nessuno fa piacere vedere criticato aspramente il proprio lavoro, è del tutto umano e comprensibile.
Io trovo comunque un fatto positivo il fatto che lui ci legga, sempre nella speranza che alcune delle idee partorite qua sopra possano portare frutti positivi.
Io dai suoi post, leggendo attentamente, tra le righe, ho anche imparato alcune cose sulla struttura della Federazione e sulle sue dinamiche interne. Capitelo, ragazzi, nella sua posizione deve pesare le parole con il bilancino del farmacista, e questo forse ne spiega lo stile un pò involuto. Ma io non credo che sia in malafede.
Cerchiamo di rispettarci tutti, ragazzi. In fondo, tutti noi vogliamo la stessa cosa. Come dico sempre, rimbocchiamoci le maniche. C’è molto da fare là fuori.
andrew says:
@ FrancescoCoachGemelli:
sottoscrivo quanto hai scritto e aggiungo:
PAURA
PICCOLEZZA
ALTEZZOSITA’
andrew says:
@Roberto…
Nel mio ex-circolo avevano cooptato come dirigenti un paio di persone un po’ ingenuotte ma molto disponibili: un po’ per tenersi stretti le loro quote e quelle dei loro amici, un po’ per sfruttarli nei compiti di bassa lega, un po’ per mostrare apertura.
sono durati due anni…
Mi dispiacerebbe per te se tu durassi di più nel supercircolo, o federazione.
giorgio-giorgio says:
@ Francesco …….
Guarda che io non ho la presunzione di voler insegnare niente ad alcuno, nè tantomeno a chi vuole imparare solo le cose che gli piace sentirsi dire! Ripeto che non penso di aver detto niente di offensivo, anche se, alla fine, mancava la ciliegina sulla torta, ed Andrew, con la solita maestria, è riuscitoa a metterla anche se, per la prima volta nella storia, non ha menzionato la parola “circoli”! Ma sono sicuro che si rifarà presto! Comunque smettiamola perchè siamo veramente ridicoli!!!
stefano grazia says:
Anche se mantiene quel tono che confonde l’ironia col sarcasmo e, se mi permette, quella convinzione che la Federazione abbia ragione a prescindere che secondo me è appunto “a prescindere” errata (come è errato pensare che abbiano sempre ragione a prescindere i genitori, ovvio), una cosa questa volta Giorgio Giorgio detto anche Giorgionso (almeno passerò alla storia per i nicknames!) l’ha detta giusta: anche io trovo strano che dopo un articolo così Mad Max (ma anche Archie…) non trovino l’uzzo nemmeno di fare un post … A volte si scrivono 100 posts in seguito a uno spunto minimo, questa volta ci sarebbero cento spunti e non scrive nessuno … Anzi, Mad Max fa capire di essere stato turbato e che non scriverà nemmeno più che è meglio … E’ successo qualcosa? Ho scritto qualcosa di offensivo? Tra l’altro non mi sembra che si siano dette cose, anche da parte del Prof, contro Max o Catizzone, ANZI …Per cui non capisco: mi spiegate per favore?
Mi sembrava anche di essere stato in prima fila nel criticare la decisione di escludere,ancora ‘a prescindere’, Max in quanto genitore (negro ebreo comunista) da Tirrenia (a proposito, come è poi andata? Ci siete andati o no?) e invece questo silenzio, a seguito di un articolo su un Preparatore Atletico che non sia Catizzone, causa un gelo? Io un articolo su Catizzone lo scriverei molto volentieri…Ovviamente non appena lo conoscerò e se lui vorrà mai aprirsi con me come ha fatto il Prof Buzzelli.Col quale comunque non mi è sembrato certo di essere servile, anzi … Così come ospiterei volentieri nella ‘mia’ rubrica, che del tutto mia poi non è ,un articolo scritto da Max, sia ben chiaro. A me semmai piacerebbe metterli tutti e due nello stesso posto, il Prof e Catizzone, e parlare con loro e cercare di capire dove sarebbero diversi almeno secondo quello che dice Max. Perchè a me poi tanto diversi non sembrano. Ma è vero che io ne conosco solo uno. Comunque, magari ho completamente frainteso, ma stavolta non capisco perchè Max te la saresti presa… e poi con chi? Con il Prof? Con me?
No, davvero,capisco Ted che fa l’economista e il Talent Scout e di Preparazione Atletica non gli può forse fregar di meno a meno di non mettere in discussione l’IMG, ma gli Altri? Anche se l’articolo fosse stato scritto da bestia conterrebbe comunque materiale per ,almeno secondo i nostri standards, 500 posts…
Mah, vome diceva Manfredi in Riusciranno i nostri eroi …: “siete strani voi bianchi …”
stefano grazia says:
…Anche perchè ero andato sul sicuro e non mi ero preparato un altro articolo, convinto che ne avessimo almeno per un paio di settimane …
giorgio-giorgio says:
@ Grazia
Guarda che pur non avendo la tua cultura (sono solo un umile insegnante di Scuola Superiore), riesco, anche se a malappena, a non confondere l’ironia con il sarcasmo! Come volevi che rispondessi ad uno con il quale non ho mai inteloquito, che non mi conosce e che mi scarica addosso tutti quelli improperi gratuiti, e per di più scritti in lettera maiuscola?
Per quanto riguarda Madmax io non mi sono meravigliato del fatto che non aveva scritto alcun post riguardo agli argomenti trattati in questo articolo (ognuno è padrone di fare come crede, e lui avrà certamente le sue buone ragioni) ma ho solo voluto fare una battuta. Forse stupida, forse sarcastica od ironica, questa volta fai tu, ma niente altro! Tutto il resto lo hai fatto e detto solo tu!
Madmax says:
No Stefano non hai scritto nulla di offensivo contro nessuno e anche il Prof. Buzzelli è stato molto genitile e signore direi… Ma infatti è questo il problema!!
Comunque in verità almeno da quello che ho letto le differenze ci sono eccome anche il solo modo di vedere le cose mi sembra, ma questa è la vita, però credo che ora ognuno debba seguire le sue idee tanto in tre anni non mi sembra che qualcuno abbia cambiato idea… Ci sarà sempre chi pensa che sia giusto non far lavorare molto da piccoli, come ci sarà sempre qualcuno che pensa che in generale si possa lavorare meno anche dopo o chi sempre crederà nel giavellotto (e questo è solo così tanto per dire non certo in relazione alla famosa polemica..)… Perciò per non ferire nessuno preferisco starmene zitto che tanto ho già parlato fin troppo…
bogar67 says:
@Giorgio-Giorgio
Tornando al discorso del tesseramento, la mamma della ragazzina “costretta” a specificare dove si allena che è circolo diverso da dove è tesserata, ribadisce il fatto che dai 12 ai 14 anni si è obbligati a rimanere per statuto federale dove ci si tessera la prima volta, tranne per i motivi comma 1 e comma 2 che mi avevi postato.
@Francesco Coach Gemelli
Avevamo scritto per evitare la moderazione niente attacchi alla persona, (tra l’altro pochi qui si conoscono dal vivo), limitiamoci a discutere il contenuto di quello che si scrive raccogliendo quanto di positivo secondo il nostro giudizio viene trasmesso.
mauro istr.coni says:
B.giorno a tutti! vedo che si torna a..begare…
Quale mastro Pierino della community vorrei lanciare un messaggio umile umile ai vari addetti ai lavori FIT che cmq illuminati partecipano assiduamente a questo blog:LASCIATE CHE I GENITORI VENGANO A VOI, unitamente ai loro pargoli, accettate la sfida che ai Vs.raduni dei superbravibravissimi possano partecipare ,interagite con loro, mettete persone valide al customer care, privilegiate la cultura del personalismo indispensabile ingrediente per formare i tennisti come si deve.Questi genitori meritano cmq rispetto perché volenti o nolenti ,nel bene e nel male sono parte fondamentale per il raggiungimento del Sogno…e Voi genitori abbienti siate un pò meno incazzati, moderatevi parlate in vece Vostra e non per Altri ,ché si creano fraintendimenti… perché Essi sono permalosi ,presunti possessori del verbo.Ma tra di loro qualcuno forse comincia a vedere la luce…ed é qua insieme a Voi…scusate il taglio messianico ,secondo me ci stava…con molta molta “care”…ciao vado in campo!
Pinot says:
In un momento topico per la crescita del pargolo ho incontrato, grazie anche a questo blog, il professor Buzzelli.
Lele ne è stato entusiasta (e mi ha detto di salutare calorosamente e di riferire che continua ad impegnarsi). In un momento in cui la funzione vicariante del genitore, rispetto alla sat, è stata messa in atto, il conforto tecnico e la consulenza di Salvatore Buzzelli è stata per me determinante. Come definirlo, preparatore atletico, studioso, inventore, collega padre? A me è sembrata una persona nobile e tanto basta.
Il bambino ha provato il SensoTouch ed oltre che apparecchio per la valutazione dei riflessi, della rapidità e della capacità di differenziazione, mi sembra un apparecchio utile all’allenamento. Penso che una buona pubblicità ed un’ampia diffusione potrebbe farne uno strumento economico ed alla portata di tutti gli atleti e, perché no, potrebbe essere uno dei regali utili ( più dei vari nintendo in circolazione) per il Natale…
Gus says:
Posto anche qui, approfittando della presenza del Prof. (che saluto e ringrazio per l’interessamento di qualche tempo fa), una mia riflessione postata sul altro thread.
Minitennis si/no
Mental training/body language
Preparazione Atletica
Il problema in G&F è stato frutto di lunghissime discussioni ma sempre interessanti.
Da una parte occorre capire cosa fare e poi decidere come.
Dobbiamo cominciare ad avvicinare allo sport tutti i bambini che invece, solitamente, cominciano molto più avanti.
Quindi allargare la base degli sportivi, ma non dai 13/14 in poi, purtroppo le fasi sensibili per alcune capacità sono già passate.
Non credo sia fondamentale, ma questo è un mio punto di vista, che a 5/6 anni inizino con il tennis. E’ invece fondamentale iniziare ad allenare le capacità coordinative da subito (5 anni) e questo si può fare meglio con dei passaggi programmati (anche facendo tennis, ma almeno nei primi anni, assolutamente non solo).
Multilateralità estensiva dai 5 per 3-4 anni
Multilateralità orientata dagli 8/9 anni per 2
Multilateralità mirata dai 9 anni per 2-3
Multilateralità specializzata dai 14
Il Centro di qualificazione nazionale di volley ha recentemente modificato i propri protocolli formativi(aggiornando obbligatoriamente tutti gli istruttori) chiedendo a tutti gli allenatori dei settori giovanili di evitare assolutamente la “specializzazione precoce” che secondo dati e studi recenti sui risultati degli atleti di vertice di varie età ci sta portando ad un peggioramento delle capacità motorie e conseguentemente anche di quelle tecniche, con relativo peggioramento dei risultati.
Come spesso dice Max, attenzione perché non esistono metodi “statici” che funzioneranno per sempre, ma metodi “dinamici” e studi che vanno continuamente aggiornati prevedendo cosa succederà nei prossimi 10/15 anni e non lavorare solo su cosa si fa oggi.
Un ragazzo che oggi a 5 anni inizia il suo percorso sportivo, raggiungerà il professionismo tra circa 15 anni.
Oggi, ad esempio, si da molto importanza ai coach (giustamente, sia chiaro), ma lo stesso Piatti ha rivelato in più occasioni di come lui possa intervenire solo parzialmente sugli errori di percorso compiuti su un atleta.
Quindi si può dire che si deve lavorare inizialmente su due aspetti:
Portare al gioco organizzato/sport quanti più bambini è possibile il prima possibile
Avere in tutti i settori giovanili di tutti gli sport dei formatori giovanili che sappiano cosa fare e conoscano le basi dell’allenamento ottimale. Perché di tutti: perché deve diventare “facile” per un ragazzo decidere di giocare a tennis anche a dieci/undici anni, ma non si devono essere persi gli anni precedenti, altrimenti ciao peppe.
Gus.
stefano grazia says:
Ok, Max, sono contento della spiegazione e pur rispettando le tue decisioni, decisioni che ho piu’ volte preso del resto anch’io, continuo a non capirle almeno in questo momento…Cioe’ ‘chi ha scritto cosa’ per farti cambiare idea in un momento invece in cui mi sembravi abbastanza felice di come stavano andando le cose e disponibile a trasmettere la tua esperienza agli altri… Confesso che il tuo silenzio mi dispiacerebbe soprattutto per due motici: uno, perche’ mi toglie circa 1/3 dei commenti e io sono stimolato a scrivere dai commenti altrui due, e piu’ importante del primo, e’ perche’ non ho mai nascosto di aver imparato molto anch’io attraverso di te e non perche’ tu mi abbia insegnato qualcosa di specifico ma perche’ mi hai stimolato, talora anche facendomi incazzare, ad approfondire certe cose…altre volte sono state semplici informazioni o il confronto di vissuti diversi ma anche simili…
Che poi ci siano modi diversi di pensare su determinate cose e che Catizzone non sia un entusiasta del giavellotto,come ci e’ sembrato di capire, non mi sembra poi cosi’ grave alla resa dei conti … Perche’ poi si da l’impressione che si parla solo quando le cose vanno bene e quando uno non parla piu’ e’ perche’ e’ successo qualcosa, il figlio/a ne ha combinata qualcuna oppure ha deluso al tal torneo oppure ha manifestato un calo di entusiasmo … E invece e’ nei momenti bui che uno dovrebbe scrivere di piu’, un po’ per ricevere aiuto e conforto,un po’ per dimostrare onesta’ intellettuale e un po’ soprattutto per far vedere che questo su e giu’ per la la Val Camonica fa parte del percorso… (Non sto dicendo che e’ il tuo caso, sto parlando in generale ora…)
Tornando a noi, secondo me Mauro coglie l’essenza: per Dialogare ed Interagire bisognerebbe non che ognuno rispettasse il proprio ruolo (come pretendono come punto di partenza i Coaches uccidendo di fatto sul nascere ogni sorta di collaborazione) ma che ognuno giudicasse LA PERSONA CHE HA DI FRONTE non in base alla Categoria a cui appartiene… Poi e’ chiaro che il Genitore Illuminato di fronte a un Coach Serio, Preparato e Disponibile al Dialogo si limitera’ , magari dopo la chiaccherata iniziale,prima di tutto ad ascoltarlo e a guardarlo… Se il Coach e’ anch’egli Illuminato di fronte a un Genitore cosi’ gli parlera’ prima e dopo e anzi potrebbe anche, a seconda delle esigenze o circostanze, chiedergli di entrare in campo e fargli vedere cosa deve fare o a cosa deve stare attento quando sara’ lui a scendere in campo col figlio (nelle vacanze, durante i tornei, o perche’ vivendo lontano non potra’ venire ad allenarsi tutti i giorni con lui)… Chissa’ che Utopia Irrealizzabile sarebbe poi questa!
Diranno i Coaches: Genitori cosi’ non ne abbiamo mai incontrati…
Diranno i Genitori: Nemmeno di Coaches…
Entrambi mentono.Ma secondo me sono i Coaches che devono fare il primo passo e rendersi davvero conto che il Genitore Non e’ il Nemico e che la storia del Genitore Invadente che non li lascia lavorare in pace e rovina il figlio/a e’ ormai diventata (non sempre ma troppo spesso) una scusa di comodo per riparare le proprie magagne. Non e’ un difetto solo italiano, intendiamoci, ma direi che in Italia e’ piu’ accentuato, divenuto quasi routine.
Atti says:
…Sottoscrivo quanto detto da mauro istr.coni @…
… in poche righe hai sintetizzato lo status quo attuale…bravo…
GiorgioGiorgio@… complimenti per gli interventi sempre ad hoc !… del resto come dirigenti…di occasioni mancate ve ne intendete… i fatti vi cosano… è inutile…la sapete piu’ lunga voi…. grazie dei consigli “positivi” che ci trasmetti…. e anche per gli stimoli a non mollare…
MadMax@… c’era da aspettarselo con la tua schiettezza … che prima o poi direttamente e/o indirettamente andassi a camminare su qualche “sentiero” riservato… ci sono cose che si possono dire e altre che bisogna solo sussurrare…piano piano…
Conoscendoti un po’… ti vedo molto male nella parte della pecorella impaurita…. Il leone deve fare il leone e l’agnello l’agnello… in bocca la lupo comunque….
Roberto@… ma è un segreto questo new deal della FIT…. ci dai le notizie con il contagocce… hai paura che ci ubriachiamo di gioia ???
Roberto Commentucci says:
Atti… Non voglio usare il contagocce. Ci sono alcune cose che bollono in pentola, ma si è ancora in una fase di discussione. Facendo outing ora rischierei di bruciare le possibilità di successo… Capitemi.
nicoxia says:
Giorgio,bisogna sapere anche interpretare il linguaggio del nostro interlocutore,nel blog ci sono più e meno permalosi,riflessivi,costruttivi e distruttivi,quello che spesso imputano a te,per me non è così proprio perchè riesco a interpretare il tuo linguaggio,ma se più persone non ci riescono forse qualcosa dovrai cambiare anche tu.Questo vale anche per Max ma lui si è fatto conoscere abbastanza e abbiamo capito che è così o pomì,anche se secondo me rispetto all’inizio è migliorato molto.Esempio,riguardo Catizzone dopo aver effettuato il corso in base alle domande che gli rivolgevano si è reso conto che erano molto indietro,però secondo me era normale perchè se fossero stati avanti,non avrebbero avuto bisogno del corso e magari alcuni di quelli che non hanno avuto bisogno di fare domande magari cosi indietro non erano,ma avevano solo voglia di migliorarsi e con Catizzone ci sono sicuramente riusciti.Quindi non esaminare asini fuori misura estrapolato da un contesto di una discussione di cui non conosciamo il linguaggio.
nicoxia says:
Max,tu dici che nessuno ha cambiato la sua linea generale e puoi avere ragione,ma confrontandosi di aggiustamenti ne sono stati fatti molti,sicuramente questa linea si è allargata anche se va nella stessa direzione,abbiamo potuto vedere le cose a 270 gradi, a 360 ci voglio arrivare ma si può solo con l’aiuto di tutti.
nicoxia says:
Secondo me per diventare numeri uno ci vuole un iperspecializzazione precoce,quella osteggiata da tutti.Questo non vuol dire non fare nient’altro,ma deve essere tutto finalizzato.Nella vita qualsiasi cosa si voglia fare da numero uno ci si deve specializzare precocemente,i tuttologhi non saranno mai numero uno.Naturalmente sto parlando di percentuali diverse non del totale.
augusto says:
Buongiorno a tutti,
anch’io sono dirigente fit e genitore.
Mi capita spesso di leggere questo blog che ritengo un’iniziativa interessante e fonte di spunti importanti sia per la mia attività di genitore coach che per quella di dirigente federale . In fondo se ci pensate l’obiettivo delle due figure è lo stesso e cioè una crescita tecnica del movimento che permetta ai miei figli, come ai vostri, di avere tutta l’assistenza da parte anche di fit di cui hanno bisogno.
La mia opinione al riguardo è che per ottenere risultati a medio e lungo termine nessuno possa fare a meno di nessuno e che solamente se tutto il movimento spingerà nella stessa direzione si otterrà qualcosa.
La federazione deve assolutamente porsi come obiettivo prioritario la formazione di giocatori di alto livello e , anche se si deve fare ancora tantissimo, credo che si stiano gettando le basi per un progetto che vada in questa direzione.
I genitori , da parte loro, dovrebbero secondo me cercare di trovare dei punti di intesa con la fit , sfruttando quanto di buono è già stato fatto e si sta facendo, con spirito collaborativo e una visione più generale che particolare dei problemi. Questo nell’interesse soprattutto dei loro figli.
Dal punto di vista pratico suggerirei di organizzarvi , moderando ed uniformando richieste e proposte, e di cercare un dialogo con i responsabili del settore tecnico (Furlan, Palumbo, Dell’Edera) . Come referente mi sembrerebbe perfetto Commentucci che ritengo abbia passione, tempo e competenza per svolgere in modo più che adeguato il ruolo.
Altrimenti gli ottimi spunti che leggo rischiano di rimanere lettera morta su spaziotennis o su qualche altro blog….
stefano baraldo says:
ho letto con piacere!
soprattutto perchè Salvatore è davvero speciale!!!! devo ringraziare G&F perchè mi ha permesso di ricontattare il Prof.Buzzelli dopo un bel po’…. il risultato è che ci siamo visti spesso ed ho avuto il privilegio di testare il suo Senso Touch versione “prototipo”!!! Ormai lo utilizzo costantemente!!! Sinceramente potrei fare a meno di tanti mezzi (come la pressa o il castello, addirittura gli ostacoli), ma del Senso Touch ne sentirei davvero la mancanza!
Lo uso con Starace, la Kleybanova, Tenconi, Miccini, ma in particolare con Flavia sono riuscito a spingere la macchina al limite!
Grazie SuperProf.
Roberto Commentucci says:
Un ringraziamento ad augusto per la stima.
Avevamo già fatto qualcosa del genere circa un anno fa, inviando un documento di proposta a Supertennis. Da lì nacque l’idea della conferenza che organizzai su Minitennis e salute dei bambini, tra l’altro.
Cercherò di condensare le ulteriori proposte nel frattempo emerse in un nuovo documento e poi faremo una “consultazione pubblica”. Datemi un pò di tempo.
Grandissimo Stefano Baraldo che torna a trovarci. Lancio pubblicamente una proposta: ma far usare il Sensotouch a Bolelli, per allenarlo sulla reattività in risposta?
Non si potrebbe mostrare ‘sto Sensotouch a Panichi e organizzare un meeting fra Marco e il prof. Buzzelli?
ted meekma for president says:
cari amici,
vorrei riportarvi un po’ sul tennis giocato. saprete che è in corso il torneo di Bolton, importante U-14 di preparazione a quello che io considero il campionato del mondo U-14 che è Les Petits As.
Ebbene a Bolton, un tiro di schioppo da Manchester, quanti italiani sono in gara tra maschile e femminile? 2, due ragazze. Sarebbe meglio dire: erano in gara, perchè sono state sbattute fuori quasi subito (la Chiesa al primo match, mentre la Pairone, dopo vinto in 3 al 1R, non è scesa in campo contro la Austin, dalla quale verosibilmente avrebbe preso due ciambelle).
Un dato molto ma molto interessante, che colpirà probabilmente il doc:
la finale maschile rischia di essere….
Stefan Kozlov vs Alex Sendegeya
siamo in Inghilterra ma sembra di essere da Bollettieri, ragazzi. Kozlov ha già vinto la Semi contro Janvier in 2, mentre Alex Sendegeya (che ricordiamolo a Bolton gioca in casa, essendo di Manchester) è in campo in questo momento contro l’altro francese Brechemier.
Tra le ragazze, anche qui c’e’ la possibilità di una finale All-Americans tra…
Andrews vs Austin (quest’ultima, se andate a rileggere i miei post è la mia favorita per Tarbes)
La Austin ha superato nei QF la Abanda (ricordate l’Obie?) e in questo momento è in campo contro Estelle Cascino (vincitrice EH u-12 nel 2008), mentre la Andrews ha già staccato il biglietto per la finale, passeggiando contro la croata Jana Fett, la stessa che ha concesso 5 game a Deborah Chiesa.
Per carità è un banalissimo torneo che però ci da qualche indicazione sullo stato dell’arte:
- se Kozlov vince anche Indoor contro avversari che hanno due anni in più di lui (ricordiamolo, Stefan è del ’98), vuol dire che è il più forte del mondo
- Sendegeya ha vinto due match al terzo, entrambi in rimonta. L’aria di casa forse gli fa bene;
- il tennis giovanile italiano se la passa maluccio, non tanto perchè non c’e’ nessuno qui a giocare ma perchè non c’e’ un sistema che rende competivi i ragazzi al punto da potersi confrontare in tornei come questo. Tennis Europe offrè ospitalità ma i nostri ragazzi non sono in condizione di potersi confrontare. Questa è la verità. Dell’Edera ha detto tante cose alla conferenza, ma non ha chiarito le ragioni di questo ritardo. Qui c’e’ un gap che va allargandosi e nessuno è chiamato a risponderne. Come mai?
ted meekma for president says:
è partito il colpo,
volevo solo aggiungere che sabato 23 partono le Quali di Les Petits As, lunedì 25 i primi match di main draw. Come vedete Quinzi, numero 1 del seeding?
Gus says:
@nicoxia:
Poiché mi pare di capire che siamo su due modelli abbastanza distanti mi piacerebbe sapere, a grandi linee, quale dovrebbe essere il processo che consiglieresti seguendo invece la tua idea e cioè di “iperspecializzazione precoce”.
Quando dici che i numero uno, rimanendo al tennis degli ultimi anni, che si devono “specializzare precocemente” a chi ti riferisci, magari conoscere i tuoi riferimenti potrebbe aiutarmi a capire meglio il tuo punto di vista.
@stefano grazia.:
Non sarebbe male avere un’opinione specifica e tecnica su questo argomento dal prof. non credi?
Iperspecializzazione precoce o multilateralità e progressione didattica?
E’ un punto di interesse, credo, comune a tutti i frequentatori.
@max: max, invece di stare zitto, perché non ci dici cosa pensi, cosa succederà secondo te da qui a 15 anni, cosa ne pensa Catizzone?
@stefano baraldo:
un saluto e ti ringrazio di nuovo per aggiunto al mio “piccolo” bagaglio culturale “l’allenamento ottimale”.
mauro istr.coni says:
…atti@
grazie del complimento…
in verità ,in verità Vi dico: verrà qualcuno dopo di me al quale non sono degno nemmeno di mostrar le impugnature…eh eh eh…scherzo.
….Stefan grazia@ Sono felice del mio umile contributo , vedo che saltano fuori dirigenti/genitori fit (Augusto il dirigente giusto?)e allora si ,la strada è tracciata…
Ci sarebbe bisogno allora anche di Qualcuno che ivi partecipa al blog (o si faccia portavoce), di un’altra rivoluzione oltre a quella di far incontrare i genitori dei superbravibravissimi con i supermegaqualificati maestri fit:non è che potrebbe fare qualcosa anche per noi mastri del circolino che proveniamo da altre realtà?perchè sapete, la fit si arroga il diritto di voler “far sparire” (ci ha già provato tramite politici compiacenti, c’era un ddl) altre associazioni riconosciute dal CONI che tanto hanno fatto e continuano a fare nell’ALTRO TENNIS , quello amatoriale, dei tristonazzi (certe volte mi offendo), dei bambini che tennisti prof non saranno mai.
Poi capita che qualcuno dei mastri Pierini abbia più risultati dei supermegaqualificati e …allora succede un casino.
Non è questione da poco credetemi perchè, a Pandora tutti lavorano per il bene supremo (il tennis) e non disperdono energie in lotte che non hanno senso, antiliberali, antievoluzioniste…in nome di un monopolio.
Lo dico questo, a Voi genitori perché una delle soluzioni per un tennis d’alto livello e meno costoso passa attraverso il confronto tra chi insegna che a tutt’oggi quasi non esiste ,se non tra pochi illuminati.
Tutti hanno eguali diritti, nessuno si inventa maestro, chi lo fa al giorno d’oggi verrebbe smascherato…non lavorerebbe…
Cari genitori c’é una guerra in corso e riguarda Voi e i Vs./Ns.figli che vogliono provarci veramente, ma sono solo danni collaterali del conflitto…
p.s. le impugnature i bimbi se le trovano da sole…altro che regole ferree.
ciaociao
stefano grazia says:
Nel ringraziare Augusto e nel salutare Stefano Baraldo che ci e’ tornato a trovare dopo lunga assenza (sapevo che non avrebbe resistito all’esca Buzzelli…), voglio farvi notare che la ‘vecchia’ Tatiana Garbin vince al terzo 6/0 contro, correggetemi se sbaglio, una ragazzina di tot anni piu’ giovane dimostrando perlomeno una staordinaria tenuta atletica, merito senz’altro del suo Preparatore che (eheheh) da Ottobre e’ di nuovo il Prof Buzzelli, almeno quando Tax e’ a Bologna… Prego il Prof di confermare (su, non fare il timidone …) … Bolelli, che e’ di Budrio, potrebbe davvero fare un salto a trovare il Prof e a provare il SensoTouch … credo pero’ che non basti una seduta… bisognerebbe impopstare almeno almeno tutta la sessione invernale… In effetti il SensoTouch una volta che si potessero contenere i prezzi dovrebbe essere implementato nelle academies e comprato dai Personal Coaches e perche’ no anche da qualche folle genitore … (Bisogna vedere se di questi tempi pero’ te lo fanno portare sull’aereo ….)
nicoxia says:
Gus,per diventare numero uno come pianista si deve studiare musica,ma non si può perdere tempo ad imparare a suonare la batteria.Le fasi sensibili vanno tutte sfruttate nei tempi giusti ma in contemporanea ,secondo me bisogna specializzare,con movimenti appropriati e funzionali allo sport in cui vogliamo eccellere.
federico di carlo says:
ciao Nicoxia,
io penso che sul tema dell’iperspecializzazione siano in pochi oramai che non condividano il tuo discorso. In passato è stata anche citata la teoria delle 10000 di Gladwell (anche se, ad onor del vero, non è stato lui ad idearla). I miei dubbi riguardano la tenera età ma a questo proposito cerco di spiegarmi meglio. Il bambino dai 4 ai 6 anni dovrebbe essere spinto al movimento ed alla polivalenza e tra queste attività anche il tennis, sempre in modo ludico. Solo dopo i sei anni dovrebbe iniziare il suo percorso nel tennis o un altro sport in modo specifico. Ho dei ragazzi al circolo che hanno fatto solamente tennis dalla tenera età e, quantunque bravi e performanti nel tennis, hanno dei seri problemi di coordinazione motoria generale. Non vedo per loro un futuro roseo. Ci sono nel gruppo giocatori tennisticamente meno performanti ma con caratteristiche atletiche più complete ed allenabili che in prospettiva mi fanno sperare molto di più. Se vogliamo portare le teorie di Gladwell all’estremo, potremmo dire che per arrivare a livelli professionistici occorrono un allenamento di 3 ore giornaliere per un po più di nove anni di attività nel settore. Se inizi a 6 anni, a 15 anni dovresti essere a buon punto…….. Nell’articolo che ho postato qualche tempo fa, si richiedeva la presenza di qualche genitore pazzo per creare il giusto clima di ossessività nei figli. Ammeso e concesso poi che i figli arrivino nel tennis che conta, si troveranno in un contesto in cui invidie, falsità, cattiveria e solitudine sono tra le esperienze più solitamente dichiarate di chi di quell’ambiente fa parte o lo ha vissuto. Sei sicuro che è questo che vuoi per i tuoi figli?
Kill Bill says:
Augusto,
spero che Lei faccia carriera perchè è la prima volta che sento dire :
” La federazione deve assolutamente porsi come obiettivo prioritario la formazione di giocatori di alto livello … ” siccome sono idee rivoluzionarie non lo dica tanto in giro, agisca … ma nell’ombra.
andrew says:
Due domande per Giorgio e Augusto, dirigenti FIT:
1) Il circolo presso il quale siete soci e/o dirigenti è completamente privato o in convenzione pubblica?
2) Quanto costa la quota di associazione al circolo?
Mi servono questi dati per capirvi.
nicoxia says:
Federico,io non ho detto che è giusto,infatti i miei sciano giocano a pallone,pallavolo e nuotano.Hanno iniziato a giocare a tennis anche più tardi il maschio 9 anni e la femmina 7,infatti rispetto ad altri siamo un po in ritardo,ma sono sicuro che riusciremo a raggiungerli,non per quanto ma per come stiamo lavorando.
Lucabigon says:
Ma nessuno ha notato la netta sconfitta (6-1 6-2) subita da Martina Trevisan in un G1 in Rep. Ceca da una pari età n° 191 ITF?
bogar67 says:
Ho visto la Trevisan su You Tube e in qualche torneo fatto questa estate in Italia, grande grinta e tecnica di spessore ma il fisico è davvero modesto.
francesco coach gemelli says:
io ho visto la Trevisan a Latina dal vivo ma non mi è fatto impazzire , dritto molto macchinoso con una eccessiva apertura , buon rovescio fisico minuto che ha già messo in luce problemi alla schiena , da profano penso che farà la fine del fratello ,
Gus says:
@federico:
mi pareva di essere stato abbastanza chiaro nel mio processo.
Continuo invece a non capire il discorso sulla ipespecializzazione precoce.
Siccome mi pare che tu e nicoxia siate d’accordo, potreste spiegarmelo meglio.
Tu dici 9 anni per arrivare al professionismo è perfetto. Infatti dai 9 anni ai 18 è perfetto, in cui si parla di multilateralità mirata e specializzata. Tu invece dici dai 6 anni per arrivare al professionismo a 15?
Mi potreste spiegare quali esercizi di iperspecializzazione precoce fareste fare al ragazzino di 6 anni?
Ora se qualcuno mi sa indicare modelli prestazionali attuali o futuri, oppure testi di allenamento oppure qualche guru mondiale della preparazione del tennis professionistico che parli di iperspecializzazione precoce, se me lo dite io, almeno per curiosità, me lo vado a leggere.
Altrimenti, onestamente e assolutamente per mia incapacità, non ci capisco più niente.
augusto says:
@kill bill: I vertici federali e del settore tecnico sono ben consci del fatto che si debba lavorare e molto per ottenere giocatori di alto livello soprattutto in campo maschile ed i progetti che si stanno mettendo in campo ( ad es. centri tecnici periferici) vanno in questa direzione. Non c’è quindi bisogno di lavorare nell’ombra ma al contrario, come ho già detto, dovremmo lavorare tutti assieme senza nessuna prevenzione reciproca per ottenere qualche risultato.
@andrew: 1) privato: 2) circa €.1.000
Alessandro Nizegorodcew says:
@francesco coach gemelli, bogar67
Ho visto giocare moltissime volte la Trevisan. Per prima cosa, se è vero che l’apertura sul diritto è piuttosto ampia, è pur vero che con quel colpo gioca ad una velocità che lascia ferme le avversarie anche a livello 25.000$/50.000$. Il rovescio è un colpo che ha cambiato (a causa di alcuni problemi alla schiena che ne hanno rallentato la crescita; stiamo parlando di un problema vertebrale congenito) dal punto di visto tecnico e degli appoggi. Ricordiamoci comunque che è intorno al numero 700 Wta avendo giocato solamente 9 tornei. Sul discorso del fisico è ovvio che se parliamo di altezza la questione non è irrilevante, anzi. Mentre sul potenziamento fisico, per il discorso dei problemi alla schiena suddetto, non ha ancora potuto forzare molto..
federico di carlo says:
Gus,
ti do un semplicissimo dato che dovrebbe spiegarti molte cose: dai 4 ai 7 anni le connessioni sinaptiche nel cervello di un bambino sono il 70% di più rispetto alle connessioni di una persona dagli 8 anni fino ai 20 anni. Le potenzialità e la qualità di apprendimento di un cervello giovane non hanno rivali in tutta la restante parte della vita di una persona. Le fasi sensibili corporee seguono parallelamente le fasi sensibili cerebrali. Nell’educazione di un tennista non è solo importante fare le cose giuste ma farle nel modo e nel tempo debito. Non è un caso che la maggior parte dei campioni abbia iniziato ad avere una racchetta in mano già dall’età di 4-5 anni.
Io non sono un sostenitore del precocismo e si può discutere quanto vogliamo se un’esperienza del genere sia educativa o meno per i figli in senso generale. I fatti acclarati, fuori da ogni commento, però, sono quelli che ho riportato.
stefano grazia says:
Gus, secondo me e’ un falso problema: bisogna avere il tempo per polivalenza e iperspecializzazione precoce: cioe’ per fare tutti gli altri sports (nuoto,sci, calcio, golf, soccer, basket, baseball, volleyball, asrti marziali, atletica, skateboard..be’, magari non tutti, ma 4-5 si, magari ruotandoli ogni trimestre, ogni sei mesi) E NELLO STESSO TEMPO anche una preparazione specifica mirata al tennis (il footwork, la preparazione atletica sul campo da tennis, anche con la racchetta).
Un aiuto lo danno le scuole inglesi,americane,internazionali ma anche francesi solo che poi i bambini escono alle 15 o alle 17…dai 3 agli 8 anni fanno tanti sports tutti non in maniera approfondita ma ti danno l’opportunita’…La scuola italiana non te la da ma esci prima e quindi sta a te iscriverlo a nuoto, a karate’, a calcio, a basket …
Certo a 8-9 anni comincia ad accentuarsi il peso di una preparazione atletica piu’ mirata al tennis ma tutti concordano sempre che giocare a calcio o a basket contemporaneamente male non faccia (solo, attenzione agli infortuni che nel calcio sono sempre in agguato…)… E’ sui 12-14 anni che uno poi fa scelte quasi definitive mollando gli altri sports anche se penso che a volte possanbo continuare ad essere implementati e sfruttati per migliorare la condizione fisica. E’ per questo poi che uno a 13-14 anni comincia ad andare a scuola on line, perche’ NON ha piu’ tempo a disposizione …Lo so, sembra ridicolo, e’ profondamente sbagliato, ma cosi e’, se vi pare…
nicoxia says:
Gus,prova ad immaginare quante ore Mozart ha dedicato al piano e quante alle altre attività.Stefano,secondo me ha indicato un percorso perfetto ma per essere più precisi bisognerebbe indicare la percentuali di tempo da dedicare e ti accorgeresti che partendo da quelle necessarie per diventare numero uno al tennis dovrai per forza sacrificare qualcosa,questo fermo restando il percorso attuale dei tennisti.Noi non avendo tutto questo tempo e volendo fare quello che è giusto per Stefano,stiamo lavorando sotto altri aspetti e non ti posso dare riferimenti di guru perchè non ne conosco,ma io sono un folle quindi è normale.
Pinot says:
@ stefano grazia
tempo fa ti posi un quesito riguardo alle palline mid negli under 10. Mi raccontasti che a Bradenton non esiste quel tipo di palline. In Italia è obbligatorio,nei tornei under 10, giocare con quelle mid e con le racchette junior. La ragione, mi hanno spiegato, stà nel peso della racchetta e nel rimbalzo della palla che nel caso della pallina dura è più alto, obbligando a movimenti ed impugnature non corretti.
Nel mio caso fa due lezioni con palline dure e due con palline mid (non ci facciamo mancare nulla…)
nicoxia says:
Pinot,o ci credi o non ci credi,o speri in un infortunio al 50%.Secondo me devi monitorare tu il fisico del tuo allievo.
Pinot says:
L’altra questione riguarda l’impatto della palla dura sulla racchetta e la forza opposta da un braccio in accrescimento e il prof. Buzzelli, mi pare, abbia elaborato con precisione i dati…e siccome di tratta di ore e ore di allenamento settimanale…come la mettiamo?
Pinot says:
@nicoxia
non si tratta di fisico ma di ossa in accrescimento e di impatto sopra la spalla
nicoxia says:
Pinot,ci sono ragazzi30 cm più altri di altri alla stessa età,loro avranno meno problemi ad impattare sopra la spalla.
nicoxia says:
Pinot,altri con più massa che sopportano meglio l’impatto con una palla dura,dipende tutto dipende.
stefano grazia says:
Piuttosto, domandina a Ted: mi dici che il tanto celebrato Le Petit as ha il nostro bravissimo Gianluigi Quinzi TdS numero uno…Non sta dunque a significare che il Torneo ha un campo partecipanti inferiore a quello dell’Eddie Herr e dell’Orange Bowl dove GQ non era nelle prime otto? Piu’ che vedere chi c’e', chi e’ che manca? (Dico tutto questo premettendo che ho gia’ capito da tanto tempo che le TdS in un Torneo Junior hanno una valenza relativa-cfr l’unseeded Shiskhina a EH e OB- e che perfino nel Torneo del Gigetto di Chattanooga Choo Choo ti puo’ capitare d’incontrare un paio di fenomeni che magari erano venuti ad allenarsi per due settimane nella vicvina Academy-questa cosa succede spesso a livello di U10 e U12 in estate in Florida dove i Tornei del Gigetto a volte sono meno del Gigetto del solito. Inoltre io ho sempre scritto di essere rimasto molto impressionato dalla profondita’ e spessorre del Tabellone di Qualificazione a Trieste, l’anno scorso…Quindi non c’e’ nessuna vena polemica…
Curiosamente mentre il blog langue con Mad Max sull’Aventino e anche Archie in malattia (della serie Dio e’ morto e anch’io non mi sento tanto bene…) sto ricevendo diverse email private…Per esempio con Federico ci stiamo impegnando in un vivace battibecco privato fra amici che avrebbe potuto magari attirare l’interesse di altri bloggers e che verte sul fatto che io sono un cinico scettico mentre Fede e’ un entusiasta pedagogo che vuole classificare ogni singolo comportamento e magari attribuirgli un punteggio un po’ come fa Longoni su Tennis Italiano… Che ne dici, Fede? Allargiamo il dibattito anche agli altri? Invece Gus mi chiede il titolo di qualche libro di footwork: abbiate pazienza,il prossimo articolo (che spero di scrivere nel week end) riguardera’ appunto I Testi Sacri …Purtroppo la maggior parte sono in inglese ma se avete intenzione di crescere dei campioni di tennis e’ meglio che cominciate comunque a studiarlo (e a farglielo studiare…)
Archipedro says:
Stefano, effettivamente sono in malattia. Io per primo avevo invitato Buzzelli a scrivere sul blog ritenendo la sua presenza un’opportunità per i neofiti della PA: se poi i genitori che ti leggono non sono stimolati dai contenuti dell’intervista, e si preoccupano solo dei “tornei” di “tennis” U8, perché questo considerano agonismo… Tennis italiano, appunto.
Mi evochi spesso, direi troppo in presenza d’una frase del tipo… “anche Archie, che pure e’ bravo, talvolta mi fa “tenerezza” quando scrive, come se fossero rivelazioni miracolose, di teorie e metodologie che si conoscono da cent’anni!”… Un’occasione di silenzio persa.
Ma ho promesso di non polemizzare, e non lo farò… La chiudiamo qui?
Gus says:
@federico:
Tutta la prima parte mi pareva fosse chiara, conosco qualcosa delle fasi sensibili, molto meno di te sicuramente e quindi concordo pienamente.
“Non è un caso che la maggior parte dei campioni abbia iniziato ad avere una racchetta in mano già dall’età di 4-5 anni.”
Non mi pareva di aver detto qualcosa di diverso.
“Io non sono un sostenitore del precocismo e si può discutere quanto vogliamo se un’esperienza del genere sia educativa o meno per i figli in senso generale. I fatti acclarati, fuori da ogni commento, però, sono quelli che ho riportato.”
Ne prendiamo tre a caso:
Federer:
“Iniziò a giocare a tennis all’età di sei anni. A 9 anni Nel 1990 (a 9 anni) partecipò per la prima volta a lezioni di tennis in gruppo mentre l’anno seguente cominciò a prendere lezioni private con cadenza settimanale. In quel periodo praticava anche il calcio e solo dall’età di 12 anni decise di concentrarsi unicamente al tennis.”
Direi assolutamente nessuna “iperspecializzazione precoce” a meno che, appunto, non ci si spieghi su cosa sia per voi “iperspecializzazione precoce”.
Nadal:
“Nadal avrebbe voluto giocare a calcio, ma quando vinse un torneo under 12 ad 8 anni mise da parte i propositi calcistici sebbene fosse ancora un promettente calciatore.”
Sebbene si potrebbe pensare ad una iperspecializzazione precoce, nel caso di Nadal si dovrebbe parlare di precocismo naturale (tipo anche Quinzi per intenderci). Infatti le fasi sensibili fanno riferimento ad un’età fisologica e non anagrafica. Anche Nadal, cmq, fino a 8 anni giocava a calcio. Ricordo, così a titolo di cronaca, che Nadal è un destro naturale e che una “iperspecializzazione precoce” lo avrebbe probabilmente costretto a giocare con la destra.
Sappiamo tutti che anche Murray giocava a calcio e ha fatto un provino a 13 anni con i Rangers e così via.
@stefano grazia:
“Gus, secondo me e’ un falso problema: bisogna avere il tempo per polivalenza e iperspecializzazione precoce”
E con questo la stroncatura è definitiva
,:-),:-)
“cioe’ per fare tutti gli altri sports (nuoto,sci, calcio, golf, soccer, basket, baseball, volleyball, arti marziali, atletica, skateboard..be’, magari non tutti, ma 4-5 si, magari ruotandoli ogni trimestre, ogni sei mesi) E NELLO STESSO TEMPO anche una preparazione specifica mirata al tennis (il footwork, la preparazione atletica sul campo da tennis, anche con la racchetta).”
Io ho scritto:
“Multilateralità estensiva dai 5 per 3-4 anni
Multilateralità orientata dagli 8/9 anni per 2
Multilateralità mirata dai 9 anni per 2-3
Multilateralità specializzata dai 14”
Tu scrivi:
“Un aiuto lo danno le scuole inglesi,americane,internazionali ma anche francesi solo che poi i bambini escono alle 15 o alle 17…dai 3 agli 8 anni fanno tanti sports tutti non in maniera approfondita ma ti danno l’opportunita’…La scuola italiana non te la da ma esci prima e quindi sta a te iscriverlo a nuoto, a karate’, a calcio, a basket …
Certo a 8-9 anni comincia ad accentuarsi il peso di una preparazione atletica piu’ mirata al tennis ma tutti concordano sempre che giocare a calcio o a basket contemporaneamente male non faccia (solo, attenzione agli infortuni che nel calcio sono sempre in agguato…)… E’ sui 12-14 anni che uno poi fa scelte quasi definitive mollando gli altri sports anche se penso che a volte possano continuare ad essere implementati e sfruttati per migliorare la condizione fisica. E’ per questo poi che uno a 13-14 anni comincia ad andare a scuola on line, perche’ NON ha piu’ tempo a disposizione”
Mi sembrano le stesse cose che ho detto io, ma è probabile che sia in confusione
@nicoxia:
“Gus,prova ad immaginare quante ore Mozart ha dedicato al piano”
Anche Mozart era sicuramente un caso di precocismo naturale. Tu hai parlato di iperspecializzazione precoce, quindi di forzare una iperspecializzazione nelle fasi sensibili a “tutti” non a quelli che hanno un precocismo naturale, per cui si riallineano le fasi sensibili all’età fisiologica. Ripeto, a me non interessa né avere ragione, né polemizzare, ma capire personalmente se sono sulla buona strada o meno. Se mi fate capire, con semplice esempi, cosa intendete per iperspecializzazione precoce, io mi ritiro in buon ordine felice e contento.
Ad esempio, facciamo fare esercizi di forza massima a ragazzini di 6/9 anni per sviluppare precocemente la muscolatura necessaria per la iperspecializzazione?. Ma se fisiologicamente/biologicamente quel ragazzino ha 6/9 anni, a cosa servirebbe se la fase sensibile ideale per allenare la forza massima è dai 13-14 anni x circa 10-12 anni (tabella allenabilità di Tschiene, 1995)?
Ho fatto un esempio perché voi possiate capire cosa mi aspetto quando si propone qualcosa di diverso. Che tabella di allenabilità, ad esempio, prevede la iperspecializzazione precoce?
“e quante alle altre attività.Stefano,secondo me ha indicato un percorso perfetto ma per essere più precisi bisognerebbe indicare la percentuali di tempo da dedicare e ti accorgeresti che partendo da quelle necessarie per diventare numero uno al tennis dovrai per forza sacrificare qualcosa, questo fermo restando il percorso attuale dei tennisti.”
Non mi pare che il percorso descritto da Stefano sia di iperspecializzazione precoce, ma ho sicuramente capito male io.
“Noi non avendo tutto questo tempo e volendo fare quello che è giusto per Stefano,stiamo lavorando sotto altri aspetti e non ti posso dare riferimenti di guru perchè non ne conosco,ma io sono un folle quindi è normale.”
Era una battutaccia, intendevo dire riferimenti consultabili a cui poter dare un’occhiata.
stefano grazia says:
Scusa Archie ma non l’ho mica scritto io: l’ha scritta Buzzelli,io facevo le domande e lui rispondeva via email…Anzi, qualche domanda l’ho fatta sulle sue email… io ho solo riportato…Dovevo correggerlo,censurarlo?
Archipedro says:
Beh, sarà pleonastico dirlo, ma nel mondo della scienza il tempo non scorre al contrario… quello che si credeva vero trent’anni fa magari oggi non lo é più. Quello che é vero oggi, per chi se lo vuole e se lo sa studiare, é, appunto, la realtà dei fatti… Ed i vari Cometti, Starosta, Bisciotti… non hanno certo smesso di fare pubblicazioni…
federico di carlo says:
Ciao Stefano,
possiamo allargare il dibattito anche agli altri e secondo me tra gli spunti più interessanti del nostro carteggio sono i seguenti:
se e come cambia il repporto genitori figli quando il genitore deve necessariamente essere il manager di un figlio e qualche volta anche l’allenatore? Sono i due ruoli (genitore -allenatore) compatibili? E’ possibile espletare le due mansioni senza creare danni nel rapporto con i figli e raggiungere il loro potenziale tennistico?
stefano grazia says:
E poi, Archie, Il Prof scrive che sei pure bravo…Io aggiungo ‘e permaloso’. Maddai, mettiti nei panni di Buzzelli ‘che le palle ancor gli girano’ … Poi e’ vero che come disse John Wayne in un Dollaro d’Onore chi e’ bravo non sente il dovere di dimostrarlo, ma questo succede solo nei film … io mi sarei invece aspettato soprattutto da te e anche da Max un bel contributo al dibattito …Per cui rimango perplesso ma se devo essere sincero fino in fondo non troppo sorpreso.
Archipedro says:
Ed io sono rimasto sorpreso, illo tempore, dei contenuti dell’Apologia del Comandante, firmata da tua moglie… provochi (ad arte?) frizioni inutili… e poi lei va a cercare la malizia altrove… hai bisogno di questo per passare alla storia? Perchè semplicemente non accetti la biodiversità?
p.s. La chiudiamo qui?
stefano grazia says:
Indirizzato da qualcuno sul tuo blog ho letto che hai scritto di noi dandoci come al solito del monocorde e censodopati …Io credo invece che la differenza fondamentale fra me e te, fra noi e voi, sia questa: che se io o mio figlio non riusciamo sara’ solo perche’ non siamo stati abbastanza bravi e non perche’ e’ colpa del sistema o guarda, alla fine non abbiamo nemmeno voluto perche’ se avessimo voluto …
Tu hai tutte le ragioni del mondo nello stigmatizzare lo spreco e l’arroganza dei ricchi ma dire che sfuggono alla competizione mi sembra fuorviante…ma come, ti abbiamo sempre invitato a far giocare tuo figlio coi suoi coetanei e a farlo partecipare a tornei …Pero’ se uno vuole giocare a tennis mica per forza deve sfidare tuo figlio nei 400 metri…Comunque confesso che ho letto di fretta e quindi potrei avere frainteso…il problema qui e’ che se ognuno ha il suo blog e scrive solo sul suo (ed e’,ci mancherebbe, un suo diritto si finisce per frammentarsi ed isolarsi ed e’ un peccato…nessun uomo e’ un isola diceva John Donne all’inizio di Per chi suona la campana ed e’ per questo che ho sempre resistito alla tentazione di crearmi il mio blog …Come ho gia’ spiegato piu’ volte per riuscire a scrivere devo avere l’impressione che almeno qualcuno mi legga …
Sul fatto che ‘nel mondo della scienza il tempo non scorre al contrario… quello che si credeva vero trent’anni fa magari oggi non lo é più’ magari ti rispondera’ il Prof ma io credo che lui volesse sottolineare che le cose che si dicono adesso lui le diceva gia’ prima…Che siano vere o no, quelle lo lascio decidere agli altri…Il dibattito magari avrebbe dovuto/potuto vertere proprio su questo…Mi sembra che Baraldo sia stato molto significativo al riguardo.
nicoxia says:
Gus,secondo me la shisinska da Bollettieri ha avuto una iperspecializzazione nonostante abbia sviluppato tutte le fasi sensibili nella maniera corretta in Italia non ne conosco una.
federico di carlo says:
Gus,
io al contrario potrei citarti Agassi, Hingis, Graff, Capriati…….
Cerchiamo di intenderci sulla parola iperspecializzazione e sulle fasi sensibili.
Prendiamo 4 abilità: abilità di coordinazione; velocità di reazione; velocità di frequenza; tecnica motoria di base. Sono 4 abilità che vengono sviluppate tra i 6 ed i 10 anni (tabella Grosser/Schonborn 2002). Se il bambino non applica queste abilità al tennis nella fase sensibile, ammesso che riesca a farsi una base in altri sport, non è sempre detto che riesca ad applicarla al tennis. Dunque è necessaria una preparazione specifica.
stefano grazia says:
Rimango sempre indietro di un passo…Sorpreso di che scusa? Non mi ricordo neanche, sicuro fosse indirizzata a te o piu’ in generale a chi si e’ fatto un’idea di me che nel bene ve nel male non corrisponde alla verita’? Provoco ad arte frizioni inutili? Ma non e’ che sei un po’ monomaniaco e pensi che tutto giri intorno a te? Cioe’, tutto l’articolo su Buzzelli sarebbe stato ideato come una gigantesca trappola in cui attirare te e magari anche Mad Max? Anche a me ogni tanto piace pensare di essere il protagonista di un film ma non ho la pretesa di convincere anche gli altri … Comunque il bello di tutto questobe’ che vengo criticato anche quando ti do ragione o non ti do torto, e’ il massimo … Nemo propheta in patria (intesa come blog)
Archipedro says:
“Censodopati” nel vostro tennis, ovviamente. Perché se il piccolo non diventerà olimpionico della pallavolo (o dell’atletica) sarà solo ed esclusivamente colpa mia. A ben pensarci… sarà colpa mia in tutti i casi… lo è sempre stata…
E questo blog, dai, mi pare abbastanza…. “tuo”…
Io la chiuderei qui…
Gus says:
@federico:
ah, ok grazie, ora mi è un pò più chiaro. Ti chiedo scusa, ma almeno nel mio lavoro si parte dal glossario (e non scherzo) perchè spesso tutti pensano di usare la stessa parola con lo stesso significato e poi si scopre solo quando è troppo tardi che non è così.
federico di carlo says:
X Gus e gli altri bloggers,
ho appena ricevuto la telefonata del prof. Buzzelli. Era molto allarmato. Testualmente mi ha detto di aver letto alcuni interventi nel blog e di essere rimasto sconcertato per come alcune sue frasi siano state interpretate. Mi ha chiesto la cortesia di raccomandare a tutti massima prudenza e di non portare a termine programmi di atletica “fai da te” basati sulla lettura di alcuni testi, sull’esperienza altrui o sulla raccomandazione di tali altri. Prima di poter intervenire sul condizionamento atletico di un bambino è fondamentale conoscere la sua fisiologia e la fisiologia in generale. Lavorare male a questa età non solo può provocare effetti contrari ma addirittura provocare danni all’atleta. Il professore mi ha anche anticipato che cercherà lui stesso di intervenire direttamente.
francesco coach gemelli says:
Secondo me le parole di Catizzone sono quelle giuste ” i bambini possono giocare anche delle ore se si divertono e non hanno nessun problema fisico ” ci si deve solo adeguare ai loro ritmi e porre tutto sotto forma gioco per motivarli e tenere presente che per automatizzare dei movimenti bastano 10 minuti al giorno che bisogna continuare nel tempo
Solo che ci vuole una grande pazienza e tempo disponibile , cosa che nessun coach è disponibile a fare a questa età
Per cui io penso che il compito di allenarli fino a 9/11 anni compete a noi genitori che dobbiamo aggiornarci
Io penso che tennis è uno sport semplice , a differenza da quanto leggo l’importante è lavorare sulla mielinizzazione corretta e sul metal da subito
La teoria delle 10000 ore prevede che ad aumentare del livello di preparazione dell’allievo deve anche aumentare la specializzazione del maestro per cui dopo questa età il nostro compito è finito e dobbiamo veramente cercare i migliori che purtoppo non lavorano gratis
bogar67 says:
@Nicoxia post 75 mia moglie ha cominciato a suonare pianoforte da quando aveva 5 anni, con il passare del tempo le ore davanti al leggio, le mani sulal tastiera ed i piedi sul pedale sono aumentate, partecipava a concorsi musicali, teneva concerti, una vita per la musica MA………non era la sua PASSIONE bensì quella del padre insegnante di musica (similitudine al maestro papà pierino) ed arrivata ad una certa età ha mollato tutto. Dovresti vedere come si diverte e la PASSIONE che ha per il tennis mia figlia, cmq sarà lei a decidere cosa fare da grande.
nicoxia says:
Bogar,perfetto,ma come fai a sapere che tua figlia non abbia una passione ancora più grande per il curling.
ted meekma for president says:
@ stefano
calma calma doc, non perveniamo a conclusioni affrettate. quinzi è il n.1 del seeding, ma forse non lo sara’ perche’ geens nel frattempo lo ha scavalcato…
perchè gli inglesi (Bambridge & Co.) e gli americani (Madregallejo & co.), del ’95 sono passati di categoria e Usta ha preferito dare spazio ai più giovani come Kozlov, piuttosto che a un DiGiulio che Tarbes lo ha gia’ fatto lo scorso anno (dignitosissimo QF al quale ho assistito contro Milojevic ingiocabile per Joe eppure gli ha strappato un set con i frulloni e i cambi di ritmo). In Italia non c’e’ ricambio per cui Quinzi – e vedremo Baldi – è l’unico competitivo. Ergo tocca giocare.
Speaking of Kozlov, forse non tutti sanno che è nato lo stesso giorno di Quinzi, il primo febbraio, due anni dopo…due anni secchi (96 vs 98)
For the record…Kozlov ha vinto il torneo di Bolton…Sendegeya ha perso la Semi in 3, se avesse vinto avrebbe giocato contro Kozlov…Stiteler ha fatto finale in doppio…
pibla says:
Mijolevic, visto l’anno scorso a Livorno, come giovane giocatore tanta roba, ma ragazzi, la noia al potere….
bogar67 says:
@Nicoxia, non dico il curling ma sto cercando di farle fare più sport possibili, ovviamente per ragioni logistiche vivendo in Sardegna non posso metterle ad esempio un paio di sci ai piedi. Ho provato con il nuoto, le piace ma non entusiasma, in bici ci va ma non mi chiede di andarla a prendere in cantina con la stessa frequenza di quando vuole essere portata ai campi da tennis. A settembre inizieremo danza e poi passaremo al basket, mia figlia ha 5 anni per altri tre oltre al tennis gli faccio fare 2/3 discipline diverse all’anno poi “specializzazione” che non significa per forza tennis.
bogar67 says:
Mi volevo aggiungere ai criticoni della FIT: Sul sito http://www.fitrp.org/Index.aspx ci sta il nuovo metodo di valutazione racchetta azzurra, gialla,verde e rossa. Quest’anno la Fit si è inventata o promosso fate voi, il circuito all’Interno dei circoli aderenti al PIA dove la valutazione dei progressi dei giovanissimi tennisti è demandata a degli incontri a girone ed eliminazione diretta con master finale. Stavo pensando visto che dovrò andare in altra regione di far fare li a mia figlia una delle tappe previste Ebbene sul sito che dovrebbe promuovere la varie tappe, classifiche etc etc non vi è traccia di nulla se non delle nuove regole, eppure per la prima tappa prevista ad esempio in Sardegna mancano pochissimi giorni.
stefano grazia says:
Avevo postato prima di uscire ma essendo sempre costretto ad usare atunnel.com per aggirare lo spam mi è saltato il commento in cui chiedevo scusa ad Archie se inavvertitamente lo avevo indispettito e lo pregavo comunque di commentare l’articolo del Prof visto che di PA si trattava…Onestamente ogni tanto non capisco neanche il Prof: e se invece di telefonare a Di Carlo per chiedergli di dire a Gus e agli altri questo e quello non lo dicesse lui direttamente che farebbe anche prima? Ok, capisco che ‘magari’ non ha telefonato appositamente a Di Carlo, magari si sono sentiti per altre cose ma detta così da Fede sembrava che…(eh eh eh). Questo per dire le solite cose e cioè che io capisco perfettamente se uno certe cose non le racconta perchè verrebbe identificato facilmente e poi a rimetterci sarebbero, in questo mondo infido e meschino, i figli (e c’è già qualcuno che preoccupato mi scrive che sono riusciti a mettere la museruola anche a Max…Ma e se fosse semplicemente come che magari quando nevica è semplicemente non colpa del buco dell’ozono ma perchè è inverno e di solito in inverno …nevica?) ma altrimenti le altre cose diciamole qui sul Blog che così coinvolgiamo tutti e allarghiamo il discorso…
Sull’allarme della interpretazione sul Fai da Te … Il Fai da Te lo stanno facendo tutti da che mondo e mondo in tutti campi, incluso anche quello della Medicina, figuriamoci se a un certo punto uno non pensa di poter allenare il proprio figlio a tennis o a qualunque altro sport … Non ci vedo nulla di male se si ha bene presente il postulato Primum: Non Nuocere e quindi si tengono a mente i propri limiti e si usa soprattutto il Common Sense. Ma non venitemi a dire che uno deve pagare per tutto l’anno 50 o 100 Euro all’ora per avere il proprio figlio allenato dal Personal Trainer … Allora per forza che uno li allena da solo, i propri figli…Ed è lo stesso discorso con i Coach: a botte di 100$ all’ora è chiaro che quello che puoi fare tu lo fai tu così come non si va più dal medico se si ha un raffreddore…Sapete come ci si curava nell’antica Cina? Si andava dal Medico 4 volte all’anno e si pagavano quelle 4 volte…Poi se ci si ammalava si tornava da quel medico ed era GRATIS…Quindi laddove c’era una gran fila di pazienti voleva dire che il Medico tanto bravo non era perchè i pazienti si ammalavano, non li aveva curati bene prima…Come tanti miei altri paragoni in precedenza anche questo è un po’ stiracchiato, ma forse son riuscito a rendere l’idea Io vedo il PA come un Personal Coach da pagare a programma e non a seduta o comunque da cui andare per farsi dare un programma e fare dei controlli… Anche il Tennis Coach potrebbe essere così ma lì subentra un fatto che magari fino a 10-11 anni si è ancora in grado di palleggiare dal vivo con loro (magari non con due o tre allo stesso tempo: io notavo che la differenza eraquesta: un Maestro poteva fare il feeding a 4 ragazzini contemporaneamente mentre io riuscivo a farlo solo a Nicholas), poi per un brevissimo periodo si riesce tutt’al più a fare partita ma per fare certi drills hai bisogno di un palleggiatore perchè loro fra i 10 e i 12-13 magari non sono in grado di allenarsi bene con un pari età dello stesso livello: o è difficile trovarlo o subentrano paranoie psicologiche per cui a volte è impossibile farli palleggiare decentemente …E quindi hai bisogno del palleggiatore…Poi a 13-15 si possono mettere a due a due e fargli fare dei drills con palle vive senza più bisogno del palleggiatore… Insomma, per dire che rispetto all’allenamento atletico, uuna volta che hai il programma giusto, ci sono delle differenze di esecuzione…Se Buzzelli, Catizzone o Baraldo mi danno il programma io posso farlo eseguire a mio figlio…Se Piatti, Sartori, Caperchi mi danno un programma tennistico magari potrei non essere in grado di farlo eseguire anche se magari, alla Bollettieri, potrei essere in grado di vedere cose che voi umani non potete nemmeno immaginare… Il famoso Dr Fischer che è considerato il Creatore del Gioco di Sampras non era nemmeno lui un Coach o un Maestro, era un Pediatra amico del padre di Pistol Pete e faceva da supervisor, da assemblatore che secondo me è esattamente quel che il Genitore Illuminato può aspirare a fare (e poi ci saranno quelli bravi e quelli meno, quelli che studiano e quelli che no, quelli che schizzano e quelli che dialogano e ascoltano…)…Fischer mandava Pete un giorno da Lansdorp a fare i grounstokes e un giorno da DeLittle a fare le volley e gli altri giorni lo seguiva lui e gli faceva fare dei matches al Club…Dopo la condanna per pedofilia è ritornato ad allenare e per esempio ha allenato anche Vince Spadea che ne parla abbastanza bene…Come parla benissimo di Jim Pierce e anche di Yuri Sharapov, oltre che di suo padre. Curiosità: uno dei tanti Coach di Vince spadea è stato (per oltre un anno credo) Greg Hill che è l’attuale Head coach del Gruppo di Nicholas alla Bollettieri. Non vuol dire nulla ma certamente si tratta di coaches (ce ne sono tanti altri alla Bollettieri) che un po’ di cose le hanno viste, un po’ di cose le hanno vissute, forse capite e forse anche riusciranno a trasmetterle … Ma anche con loro: massimo rispetto ma non svendo il background culturale mio e di mia moglie al chiuso, a scatola vuota, senza saper leggere nè scrivere … Ci deve essere un feedback e si deve partire dal presupposto che accà nisciuno è fesso … Quindi, certo Prof Buzzelli, attenzione al Fai da Te, ma cisonoGenitori e Genitori, Coaches e Coaches e Preparatori e Preparatori…Ognuno con la sua storia, il suo bagaglio culturale,la sua intelligenza e capacità di interagire… I Genitori non devono vedere la Federazione come Il Nemico ma lo stesso deve fare la Federazione e non vedere i Genitori come Nemici o nemmeno come Persone Essenziali ma da aggirare, ingannare, blandire, bypassare per poter ottenere il massimo risultato… Secondo me è sbagliato partire da un presupposto così: ci sono Genitori che meritano di essere cacciati a pedate e ci sono Genitori che magari possono entrare in campo col Coach (e no, io non sono tra quelli…ma posso dialogare prima e dopo e magari svolgere qualche compitino quando siamo a casa, assemblando vari pezzi…)
Prima conoscere poi giudicare.
stefano grazia says:
PRECISAZIONE:Se Buzzelli, Catizzone o Baraldo mi danno il programma io posso farlo eseguire a mio figlio…Se Piatti, Sartori, Caperchi mi danno un programma tennistico magari potrei non essere in grado di farlo eseguire anche se magari, alla Bollettieri, potrei essere in grado di vedere cose che voi umani non potete nemmeno immaginare…
Alla Bollettieri qui è inteso ‘come se fossi un Bollettieri’ e non alla Bollettieri intesa come Academy…(Solito Inciso: Bollettieri non saprà giocare ma forse qualcosa in questi anni l’ha imparata anche lui, se l’ho imparata anch’io attraverso mio figlio figuriamoci lui attraverso Krickstein, arias, agassi,Courier, sampras, seles, Kournikova, williams Sis, Jankovic, e anche Rios e Becker e la Pierce che non erano prodotti suoi ma insomma un po’ di ore con loro sul campo le ha passate… Quindi alla fine quello che dice lui non sarà diverso da quello che dicono e vedono altri coaches meno rinomati ma non si può nemmeno dargli del cioccolataio come continuano a fare in Italia …Certo, se uno ragiona sempre col principio che il coach è il Maestro bravo che sa palleggiare e ti mette la palla lì dove ne hai bisogno…Quello è il palleggiatore, è il feeder…Si dice che Lansdorp fosse ANCHE un eccellente feeder, benissimo … Ma non si può catalogare il termine Tennis Coach riducendolo ad una singoladefinizione…Per questo continuo a ritenere che in determinati casi il tuo miglior Coach possa davvero essere il tuo genitore …Dipende da cosa si inende per Coach)
stefano baraldo says:
NO PROBLEM: SIAMO SOLO 100MILA ANNI DIETRO LA FRANCIA!
ci manca la tradizione! quindi la formazione! quindi l’educazione! quindi la base! quindi la selezione! quindi i risultati! quindi la fiducia ai tecnici!
in pratica: se per ogni Coach che si rispetti c’è un giocatore vero: la proporzione tra Italia e Francia è …… 1:6.
Chiedo conferma/smentita/correzione
Archipedro says:
Ok Stefano, tanto il tempo non mi manca. Però il commento lo faccio a modo mio. E quindi indiretto: non sulle persone, o sulle macchine che non conosco, ma sul mio modo di concepire la PA.
Naturalmente sono per la competenza. E mi viene ottimo l’esempio di Paolo Casarsa, ex olimpionico e secondo decatleta nazionale di sempre, di cui ho scritto sul mio blogghino… un ragazzone del ’75, sempre allenato (vedi un po’) dal padre…
Se voi foste appassionati d’atletica (o di PA) come lo siete di tennis non sareste forse interessati a far allenare vostro figlio da un agonista che lanciava il famoso giavellotto a m.70, o correva i 110 hs in 14”, o saltava m.4.90 nell’asta senza neppure essere uno specialista? O preferireste un giovanetto laureato in scienze motorie? Partireste dalle certezze empiriche o dai massimi sistemi accademici?
Beh, formalmente Paolo non potrebbe esservi d’aiuto, salvo scorciatoie federali… perché non credo sia in possesso del famoso corso base della FIDAL… quello per passare il quale devi sapere quant’è lungo il giro di pista… ed ovviamente pagare.
Altro esempio. Si dice che un allenatore – giocatore d’alto livello sia raro: Milan Slambor, per due anni a Udine, giocava alzatore ed allenava la mia squadra. Ed ha notevolmente rivoluzionato, anni 1983-1984, la nostra preparazione atletica applicata alla pallavolo. Ma, inutile dirlo, non era (che io sappia) laureato ISEF.
Ci faceva fare molta pliometria, in discesa ed anche in salita, ed è stato il primo a farmi provare la famosa pedana (di Bosco?) per il test di Sargent… siccome sulle gradonate non si potevano (allora) misurare i millisecondi di ogni appoggio, stimo che lui non sapesse se la stiffness del riflesso miotatico avvenisse sopra o sotto i 150-160 msec… immagino che gli bastasse verificare che i rimbalzi fossero, ad occhio, sufficientemente impulsivi e rapidi…
Il risultato empirico di questi metodi “grezzi” (di circa 30 anni fa) fu, per me diciassettenne, altrettanto concreto: poter staccare dalla lunetta del tiro libero e schiacciare a canestro… vincere i campionati studenteschi di salto in alto allievi senza allenamento specifico e rincorsa, con cm.25 di differenziale… diventare un giocatore nel giro della serie A2… un agonista, ma solo in potenza, ovviamente…
Ecco quindi il commento: benissimo la scienza, necessari gli approfondimenti teorici, indispensabili a volte le consulenze più onerose… ma non dimentichiamoci mai che lo sport non si progetta solo a tavolino… Lo sport è sperimentazione soggettiva. E responsabilità individuale, con reali margini di rischio e fallimenti laceranti.
Da chi vi fate calcolare il rischio… per vostro figlio? Da uno che non ha mai calcato un campo in vita sua? Solo perché vi intorta con paroloni? Da un cognome famoso? Dalle certificazioni federali? Dalle lobbies? Dai procacciatori di sponsor?
Il prof. Buzzelli rende un servizio ai genitori di questo blog, e va rispettato nella sua competenza. Un rispetto che si deve a tutte le persone di buona volontà.
stefano grazia says:
Archie, poi semmai mi spieghi anche perchè tu dovresti pensare che io sia contrario a quanto tu hai scritto nel tuo ultimo post visto che tutto quello che ho scritto fin dal primo post sul Blog di Scanagatta fino alla attuale lotta contro l’IPI Dept dell’IMG riflette il pensiero da te esposto…Che vale anche in senso opposto, ovviamente. Cioè non è detto che chi si sia laureato ISEF sia per forza inferiore a chi ha vinto la medaglia d’oro alle Olimpiadi (Del resto a volte i migliori ‘student of the game’ sono dei “relativi” tristonazzi perchè al campione tutto riesce naturale senza sapersi spiegare perchè… E’ semplice per loro!) …
Comunque esistono diversi livelli di insegnamento e di Coach e anche nel Tennis all’inizio si parla di Maestro e solo dopo di Coach vero e proprio. Ad un certo punto il Coach si trasforma in un Manager Programmatore e in un Virgilio che prende per mano Allievo e Famiglia per condurlo nei gironi danteschi del Circuito… Secondo me è lì che l’esperienza di un Coach di questo tipo (o di un’organizzazione) diventa importante e può fare la differenza fra un ingresso nei Top 100 e una vita fra i 200 e 400.
Il grido d’allarme disperato di Stefano Baraldo è elementare:”ci manca la tradizione! quindi la formazione! quindi l’educazione! quindi la base! quindi la selezione! quindi i risultati! quindi la fiducia ai tecnici!”
E’ tutto conseguente,e cosa si fa in questi casi? Si serrano le file e si escludono i non iscritti al sindacato … Ognuno difende il proprio orto, il proprio giardino … E certo, ci sono ottime ragioni per farlo: per un vecchio campione senza laurea che ne capisce o un genitore illuminato ci saranno decine di vecchi scorreggioni o giovani arroganti che immersi nella loro ignoranza combinano più guai che altro e per proteggersi da questi si rinuncia all’eccellenza a cui potrebbe portare la collaborazione coi primi. Si preferisce la mediocritas, aurea ma semper mediocritas. Comunque io questo posso anche capirlo: il quadro dirigenziale ritiene di dover riparare a quelli che legittimamente giudica i danni del passato e quindi appronta un piano ventennale per poter rimettere le cose in carreggiata e in più non ha i soldi della Francia (l’Inghilterra poi ha solo Andy Murray che non è nemmeno un prodotto UK ma semmai della Mamma e della Spagna, l’Australia è rimasta con Hewitt, gli US hanno problemi…Insomma se Atene piange, Sparta non ride)…il problema è che qui nessuno può aspettare non dico 10 anni ma neanche 5 e quindi per il momento ci arrangiamo… Io trovo da un lato giusto chi avverte contro i pericoli del Fai da Te e infatti ogni tanto non mi trovo d’accordo con Archie in versione Autarchipedro ma allo stesso tempo immagino che qualcuno avrà storto la bocca o si sarà sentito a disagio nel leggere cosa facevamo io e Mad Max (che ci poniamo a mezza strada visto che abbiamo sempre utilizzato coaches e preparatori ma mantenendo un ruolo di assemblatori dei vari pezzi, un po’ per necessità -io trovandomi tra l’altro anche in Africa-un po’ per credo. Io semmai credo che ci debba essere un continuo feedback fra allenatori e genitori e non un Isolamento per quanto splendido all’Archipedro, soprattutto poi in uno sport come il Tennis. MA ATTENZIONE: Mati ha poi solo 8 anni e quindi è tutto relativo …Sono più perplesso semmai dalle obiezioni dei Maestri dei figli di Nicoxia e Bogar che se ho capito bene sembrano un po’ insofferenti alle intromissioni o implementazioni dei genitori .. Io continuo a credere che almeno dai 3 ai 12-14 queste siano invece ASSOLUTAMENTE necessarie se non indispensabili. Non sto dicendo che il Genitore li deve allenare DA SOLO, sto dicendo che i migliori risultati arrivano se oltre al Coach/Maestro alle spalle del bimbo/a c’è anche un Genitore possibilmente Illuminato (e non solo Appassionato). Quel che ho sempre sostenuto è che un Genitore Appassionato (e nemmeno Illumuinato) può ottenere migliori risultati di un Maestro Scoglionato. Ovviamente un Maestro Coach Illuminato Esperto Ex Campione Tre Lauree di cui una in Psicologia e un’altra in Comunicazione (la terza a scelta) Colto Bello Con Gli Occhi azzurri Dritto sopra La Nave(ha più ferite che battaglie e lui ce l’ha la chiave…) farà sempre meglio di un Genitore solo Appassionato e molto meglio di un Genitore Orco Ubriacone Abusivo SemiAnalfabeta Obeso e Psicopatico… Possiamo passare oltre adesso?
nicoxia says:
Quando,guardo Lombardi e i due tecnici su supertennis le loro spiegazioni mi sembrano molto competenti e complete,sotto gli aspetti tecnici e biomeccanici dei colpi,però rimango perplesso quando guardo gli atleti Italiani,se il cosa fare lo conoscono bene come mai i risultati non sono quelli desiderati.Secondo me mi ripeto non è il cosa ma il come.
nicoxia says:
Quindi Stefano,noi genitori possiamo aver imparato cosa ma l’esperienza del come solo i bravi (O GENITORI ILLUMINATI)coach hanno.
Archipedro says:
Ci sono gli ex-allenatori, gli ex-presidenti, gli ex-manager, gli ex compagni di squadra. Ed anche le ex… I genitori rimangono tali per sempre…
stefano grazia says:
Nicoxia, non ho ancora capito se diciamo la stessa cosa o no, ma è colpa mia, non riesco bene a capire la tua posizione in questa discussione (non è una critica, eh!)… Se il ‘come’ è ancora una critica al comportamento di Nicholas che sarebbe conseguenza del nostro sbagliato metodo, posso non essere d’accordo (anche perchè io continuo a ritenere il comportamento di Nicholas un necessario effetto collaterale che verrà assorbiito con lamaturazione) ma vabbè, è un’opinione…Se invece è riferito a qualità over quantità, bisogna fare dei distinguo: tu prendi un bambino e fallo allenare dai 3 ai 12 anni 2 volte solo a settimana col miglior Coach del Mondo SENZA ALTRE INTROMISSIONI O ALLENAMENTI, sceglilo tu, e poi prendi un altro bambino e fallo allenare con me o con Mad Max o con Archie tutta la settimana e poi li consegniamo tutti e due a Piatti e vediamo chi prende…Si fa un gran parlare di qualità ma ci vuole anche la QUANTITA’ e la quantità COSTA…. Io ho cercato di unire l’uno e l’altra portando mio figlio a fare dei PIT STOP nei migliori centri tennistici del mondo (calcolate anche che io in Africa ho spesso avuto accesso illimitato ai campi e quindi non spendevo…quello che ho risparmiato lì l’ho poi speso da Bollettieri & Co) ma bisogna secondo me smetterla con questa grande ipocrisia dell’Allenamento di Qualità che sta diventando una sorta di scusa: certo, l’ideale è fare SEMPRE la cosa giusta ma non scordiamoci anche di ripeterla tante volte….
Gus says:
@federico:
quindi il prof. buzzelli ha telefonato a te per chiederti allarmatissimo di fermarmi e non farmi fare allenamento ai ragazzini su cose che non conosco.
Il Prof. se è così allarmato che io possa far danni ha la mia mail (visto che ci siamo scritti qualche tempo fa) che qui ripeto così evitiamo incomprensioni: gustavo.gallotti@alice.it.
Per il resto sono a disposizione per imparare qualsiasi cosa mi venga insegnato, nonj sono permaloso e posso garantire a tutti che prima di fare danno piuttosto non faccio nulla. Mi sembra strano che su alcune cose che mi sembrano di assoluto buon senso, visto che non sono io che ho parlato di iperspecializzazione precoce che mi sembra un pò più difficile da allenare. Io ho scritto qualcosa che è praticamente la stessa di Stefano per cui mi immagino che anche Stefano sia sotto osservazione.
Cmq sono pronto a qualsiasi critica e osservazione, ci mancherebbe. Al Prof. dico di stare tranquillo che di danni non ne faccio.
francesco coach gemelli says:
@ Grazia
Penso che dopo tutto questo discutere la tua affermazione è ovvia ormai abbiamo assimilato la lezione mr Grazia coach
Ieri vedevo l’intervista a Fortuna , una delle poche speranze azzure del 90 , sul canale della FIT , e ilsuo coach nel descrivere l’allievo diceva che era già forte sui fondamentali ma doveva LAVORARE MOLTO SUL FISICO , un tennista di 20 anni che deve ancora lavorare sulla preparazione fisica e dove lo trova più il tempo , tra tornei , campionato di A2 , ecco perchè non avremo mai un campione
I ragazzi che come Fortuna sono cresciuti nelle SAT dove la preparazione fisica consiste al massimo in una corsettina , per recuperare il ritardo rispetto ai migliori dovrebbero solo fare un miracolo
Nikolik says:
Ingeneroso per noi italiani è, però, il paragone con la Francia tennistica.
E’ vero, infatti, che il tennis in Francia ha proprio una tradizione che costituisce la sua ricchezza.
Ogni volta che sono andato in Francia, ho visto persone che escono di casa con la racchetta in mano, Da noi si esce per andare a giocare a calcetto, a pallavolo, per andare in palestra.
temo, quindi, che ciò che dobbiamo chiedere alla Federazione è di tentare di inserire il tennis nella nostra società civile, non di far nascere un campione.
Il campione lo ha abbiamo già avuto, negli anni ’70.
Lì abbiamo perso il treno di inserire il tennis nella nostra società, che occasione abbiamo avuto.
Ritentiamo, con calma e con un programma che non può che essere molto lungo.
Chiediamo questo alla Federazione, non altro.
Che ce ne facciamo di un campione se, poi, finisce tutto quando lui si ritira?
nicoxia says:
Stefano,diciamo la stessa cosa,secondo me tu non avresti potuto fare meglio di quello che hai fatto.Se fossi stato logisticamente messo meglio sicuramente gli avresti fatto fare qualche esperienza di campo in piu e sarebbe stato un percorso perfetto.Sul carattere ne abbiamo già parlato.
nicoxia says:
La mia idea è tanto e bene,ma la misura del tanto dipende dalle caratteristiche dell’allievo il bene dovrebbe essere universale.
Archipedro says:
Oh, ecco Nikolik, un’altra celebre voce fuori dal coro… adesso si ragiona!
Io da piccolo lo guardavo alla tv, e lo chiamavo, intuitivamente, “pagnotta”. E dopo di lui circa nessuno… nemmeno sotto il profilo d’un convincente “vissuto” tennistico… lasciamo perdere gli Slams…
Giusto oggi pensavo alla sua grande rivoluzione (posso dire proletaria?) del tennis nelle scuole… Beh, mi piaceva molto quel filone di… irragionevolezza.
Il campione di cui parlasi ha fatto l’altra sera lo show a “Parla con me”… un gran salottiero, e poi ha scritto un libro. Sa scrivere! Dev’essere che era di sinistra…
Se sono cose note, ovvie, che si dicono da trent’anni… com’è che nessuno, concretamente, è stato in grado di fare qualcosa di diverso?
Gus says:
Ah, volevo solo dire che io ho iniziato con la ginnastica artistica a 6 anni, sono passato dal basket, poi da calcio e pallavolo, canoa per un anno, calcio a 5 e da 9 anni a tennis, con 6 anni di ginnastica propriocettiva in un centro per tentare di fare sport evitando interventi al legamento che nel frattempo aveva deciso di abbandonarmi. Pur essendo un vecchietto, gioco a livello agonistico in uno scarsissimo tennis di quarta, mi alleno con il maestro di ljubo da giovane da cui imparo qualcosina ogni tanto e faccio 4 allenamenti settimanali di pallavolo più partita con mia figlia. Così magari parliamo di qualcosa di concreto
Diego says:
Panatta forse e’ stato un pessimo esempio per il movimento nel senso che per molti anche tra gli addetti ai lavori si pensava che bastavano ottime qualita’ tecniche per arrivare nel tennis di alto livello.
Per molti anni si e’ andati avanti con questo modo di pensare facendo dei danni enormi.
Ora finalmente anche grazie a questo blog di livello veramente alto si e’ capito dell’ importanza della preparazione atletica ovviamente specifica fin dalla tenera eta’ cioe’ dai 4 o 5 anni in su.Fare le cose giuste al momento giusto.
Quello che sicuramente anche molti ottimi agonisti non hanno fatto .
Per formare dei campioni io aggiungerei anche alle “persone giuste” perche’ quello che si definisce con un brutto termine “materiale umano” e’ a mio parere altrettanto importante.
Non credo che un mediocre agonista allenato dal Piatti o dal Sartori o dal Cat o dal Buzzelli di turno possa diventare un campione.
La stragrande maggioranza dei ragazzi/e che arrivano alle scuole tennis non hanno grandi capacita’ motorie e tecniche, bisogna quindi “pescare” anche da altre parti altrimenti fra dieci anni avremo fatto fare le cose giuste ai ragazzi/e sbagliati.
Condivido il fatto che dei genitori istruiti (dal punto di vista tecnico) possano far fare degli allenamenti (sempre sotto la supervisione dei tecnici) ai propri figli ammesso che questi ultimi accettino,soprattutto per ridurre i costi.
francesco coach gemelli says:
@Archi
Io nella mia scuola ho creato um struttura per il tennis , due campi coperti e uno all’aperto . I ragazzi partecipano con entusiasmo il pomeriggio a costo zero , però essendo un istituto tecnico industriale i più piccoli sono già del 95 e i progressi che potranno avere saranno limitati , se questo progetto fosse stato fatto in una scuola elementare allora i risultati dal punto di vista tenico sarebbero stati diversi .
Il bello che vengo anche pagato per un’attività che mi diverte , un maestro fit non avrebbe nessun interesse a fare un’attività in questo modo perchè i ragazzi non pagano e nel circolo guadagnerebbe molto di più
stefano grazia says:
Io sono invece appena rientrato da 45′ di jogging coi cani seguiti da una ventina di vasche (poi faro’ un po’ di cyclette guardando gli Aussie open) mentre stamattina avevo fatto un’ora col coach palleggiatore (mi son trovato 54 e poi ho fatto solo un game incluso anche il secondo set) seguiti da 20 vasche…Ora sono qui che mi sembra di essere un vecchio di 50 anni con le ossa tutte rotte ma Archipedro mi diceva che forse mi sto allenando male…Io dico invece che la vecchiaia e’ carogna e mi prendo un brufen… In videoconferenza Nicky mi diceva di aver vinto il primo turno del torneo USTA che si gioca questa settimana dentro la Bollettieri, 75 75 con un quasi 15enne australiano …Mancano probabilmente tutti i migliori 14enni impegnati in Europa (penso a Quinzi e Sendegeya e agli altri, ma probabilmente loro avrebbero giocato l’U16)… Sto preparando 3,anzi4 nuovi articoli: I Testi Sacri, Bradenton Chronicles, I Dialoghi con Fede (…rico) e, su suggerimento di Atti, un Come Eravamo … Magari uno riesco anche a finirlo prima di lunredi’,ma prima lasciatemi salutare DemosteNikolic col quale ormai sono d’accordissimo su questo fatto, che la federazione (ogni Federazione) piu’ che creare Campioni deve propagandare lo sport e renderlo piu’ approcciabile (leggi: MENO COSTOSO) alle masse…(Campi pubblici, campi gratis per gli U14,Tornei nei week end…aggiungiamoci anche la Rivoluzione dell’Educazione Fisica a Scuola…)
Archipedro says:
Sono malato, e quindi straparlo.
Ed allora penso che quando ti rompi il tendine d’Achille (7/2008) dici… “Eh no, non può essere, quasi cammino normalmente…”. Ed invece lo è. Perché il polpaccio non serve per camminare, ma per sollevare il tallone da terra. Poi, in convalescenza, vai su youtube e ci trovi il prof.Vittori che fa lezione a degli specializzandi in scienze motorie, credo, e spiega loro, a modo suo, che “tallone-punta” non serve a niente… serve “punta (quasi tallone) punta”… insomma, per i velocisti ci vuole la stiffness… e poi pensi ai ballerini, che saltano parecchio e non sanno cos’é la pliometria… chi ha inventato il balletto? Quando?
p.s. Non a caso le scarpe da velocità hanno i chiodi davanti e nulla per il tallone… Non a caso. Nessuno ha mai corso i m.100 sui talloni… Però Vittori era veramente un grande, anche con studentelli inesperti, non foss’altro per l’accento diretto. E per la sua capacità di mettere tutto in discussione…
Questo è l’ultimo paragrafo d’un suo scritto che ho inserito nel mio blogghino esattamente un anno fa… in onore d’un vero grande tecnico.
“L’intenzione è quella di stimolare un confronto senza pregiudizi ma che partorisca idee ed esperienze comuni per andare oltre, a disegnare un futuro più partecipato, dopo un ventennio di silenzioso oscurantismo culturale, favorito dalla incapacità di una buona parte dei responsabili che hanno gestito la nostra Atletica”.
Scrivi Atletica ed intendi anche Tennis…?
—
Per il tuo progetto Francesco CG, no le elementari… ti serve l’asilo.
E poi degli ostacolini, un vortex, delle corde elastiche, racchettine, palloncini, un saccone, un prato in erba rasata… fantasia, intelligenza, buon senso, fuona fede. Soprattutto buona fede.
giorgio-giorgio says:
@ Francesco …..
Se non ho capito male tu sei un docente (di Educazione fisica?) di un Istituto Superiore che nel pomeriggio usufruisce della struttura per avviare alcuni alunni alla pratica del tennis (forse uno di quei progetti che delibera il Collegio docenti?). Se così fosse la tua situazione è un pò diversa rispetto ad una persona che quel tipo di lavoro lo fa’ per professione, perchè al contrario di te che già percepisci uno stipendio fisso dalla Pubblica Istruzione questo signore deve vedere come portare a casa i soldi per mandare avanti la famiglia. Siamo tutti d’accordo sull’entusiasmo e su tutte le altre qualità che bisognerebbe mettere sempre nello svolgimento del proprio lavoro (questo in ogni campo!), ma il più delle volte quando certe cose si fanno per hobby e, volendo, in futuro si ha anche la possibilità di decidere dall’oggi al domani di non farle più, perchè economicamente non ci sarebbero problemi, tali cose vengono svolte con più “trasporto” (nel caso tuo ancor di più perchè ci sono i gemellini!). Anche se non bisogna generalizzare perchè, come abbiamo detto più volte, ci sono Maestri e Maestri, Genitori e …..
Archipedro says:
Lo sapete perchè si dice “amico del giaguaro”? Ve lo spiego lo stesso…:-)
Tutto nasce da una barzelletta in cui un tipo invita a caccia un amico… che (timoroso dei pericoli) comincia a tirare fuori le scuse più improbabili…
Battuta: “Ma tu sei amico mio o del giaguaro?!”
(Fatto ridere?)
E’ vero che mia nonna diceva “Nel dubbio, astieniti…”. Ma non l’ho mai sentita dire: “Parcheggia i figli e vai a farti le lampade…”
Quindi… vediamo chi vincerà il premio “Amico del Giaguaro” di G&F…
francesco coach gemelli says:
@giorgio-giorgio
e ho un piccolo progetto per l’anno prossimo di usare le strutture scolastiche per avviare allo sport un piccolo gruppo di 5-6 ragazzini di max 4 anni così potrei allenare meglio i miei gemellini
Siamo colleghi
Vorrei iniziare nel modo migliore e stò studiando su alcuni test sacri le varie metodologie per questa fascia di età
Tutti i consigli sono ben accetti
Gus says:
@francesco: magari partiamo dall’elenco dei testi sacri, così li condividiamo tutti
Che ne dici?
stefano grazia says:
Gus, Francesco…state calmi se potete e hold your breath!: il prossimo mio articolo è prioprio sui Testi Sacri. A questo poi potrete sbizzarrirvi aggiungendo i vostri e commentando anche negativamente le mie proposte…Datemi il tempo di buttarlo giù…E nel frattempo. Allez Ju Ju!!!
Allez anche Nicholas,nel suo piccolo:dopo il doppio 75 è veleggiato nei quarti con un 60 10 Ritiro Avversario nel Bollettieri championship U14, il primo di 4 tornei USTA (uno per mese) che si giocano all’interno dell’Academy (da non confondere con i Gran Prix Interni)…
andrew says:
Finale torneo “The Little Ass” (Carpet – Indoor):
Nicola (’99 – 4.4) b. Alessandro (’98 – NC) 64 22 (fine ora e arrivo altri giocatori)
Temperatura esterna: -2°C
Temperatura interna: non rilevata
Federico Di Carlo says:
In questi due giorni di mia assenza dal blog noto con piacere che è stata messa carne al fuoco. Sono emersi temi importanti come:
A quali criteri affidarsi nella scelta del coach per mio figlio?
E’ possibile essere genitore ed allenatore contemporaneamente?
Tra i criteri che di solito vengono messi sul piatto della bilancia nella scelta di un allenatore mensionerei: suo curriculum, suoi risultati come allenatore, carriera sportiva, capacità di relazionarsi con figlio e genitore, capacità comunicative. Uno dei preconcetti e dei tabù più importanti secondo me da sfatare è quello che un buon atleta sia anche necessariamente un buon insegnante. Conoscere praticamente non vuol dire necessariamente essere in grado di insegnare.
Per ciò che invece riguarda il doppio ruolo genitore-allenatore vorrei far rilevare un aspetto molto rilrvante. Affinchè il rapporto studente-coach sia efficace, si deve creare un rapporto di rispetto delle parti. Quando si è in campo non bisogna essere influenzati dal rapporto fuori dal campo. In altre parole bisogna saper distinguere i ruoli. L’allenatore può essere amico dell’atleta fuori dal campo ma quando si è a lavoro il rapporto è di stretto rispetto delle parti insegnante-alunno. Questa condizione è più facilmente rispettata quando il coach è esterno alla famiglia, non fosse anche per il fatto che è spesso il genitore che capisce bene questo aspetto ma che invece risulta difficile per i figli e che spesso confondono. Purtroppo da queste incomprensioni di ruolo nascono spesso problemi nel rapporto genitore-figlio. Il figlio non capisce più se sta o deve comunicare con il suo genitore come farebbe con il coach e viceversa.
Archipedro says:
Federico, non so (ancora) bene se la teoria dei “neuroni specchio” debba essere validata o meno… ma so per certo che nessuno t’insegnerà mai il decatlon senza essere in grado di mimarti le singole azioni delle singole discipline… in alternativa ti può mostrare le slow motion dei filmati dei campioni. Sicuramente non t’insegna il salto con l’asta mediante un flow chart.
L’allenamento della biomeccanica è un copia-incolla continuo d’immagini e sensazioni… E di “sensazioni” ti parleranno sempre gli atleti di vertice. Non di teorie, o Leggi, o concetti astratti.
Solo l’ex atleta comprende gli stati fisico-mentali degli allievi, le condizioni di stress, le soglie d’affaticamento… poi magari alcuni di essi non hanno la vocazione per insegnare, né la voglia di studiare. Ma questo è un altro discorso.
Con tutti i canali recettivi di cui dispone un padre ex atleta è insostituibile come allenatore, e va solo affiancato… Mai escluso. Mai. Tutte le altre questioni… dinamiche interpersonali… figura genitoriale… sono solo stupidaggini, o fattori marginali. L’imprinting sportivo, questo è un fattore potente…
ted meekma for president says:
@ stefano, alessandro, roberto e a tutti i romani:
avete mai sentito parlare di un certo Perseo Negri? 34enne, romano, approdato negli Stati Uniti nel lontano 1989, quando – sembrerebbe – gli fu concessa una borsa di studio IMG.
stefano baraldo says:
campi pubblici nei parchi pubblici attrezzati!
le aree verdi in Italia servono solo a portare i cani afare i bisogni!
al Meridione c’é un clima pazzesco!!
I circoli ai soci! Il Tennis a tutti!
andrew says:
StefanoBaraldo…
ti aspetto nei campi pubblici di Marchesane, a Bassano (VI), per promuovere fattivamente questa tua idea…
Porta anche Starace (non Storace), che una racchetta in più serve sempre…
Il pranzo lo offro io…
Gus says:
@Baraldo: concordo su tutta la linea, però dobbiamo evitare che diventino dei luoghi autogestiti. In Italia, salvo rarissime eccezioni, li distruggiamo i luoghi pubblici.
Ma questo è ancora un altro discorso.
Gus says:
@archi:
ciao archi, io credo non ci siano regole predeterminate. Anche secondo me un ex-atleta ha le carte in regola per essere un buon allenatore se studia e si impegna. Mi sembra giusto osservare però che la componente dimostrativa ha un senso fino ad un certo punto (se c’è benissimo, ovviamente) anche perchè è possibile che l’età avanzi e certe cose non si riesca più a farle.
Ad esempio, credo, che alcuni allenatori di 60/65 farebbero fatica a saltare con l’asta ma potrebbero avere conoscenze tecniche ed esperienza da vendere.
Io credo che l’allenamento si possa organizzare, se alcune cose non riesco più a farle io, posso fare diversamente, magari chiedendo ad atleti più evoluti i gesti più difficili e complessi.
Comunque, in generale, siamo sulla stessa linea.
Archipedro says:
Gus, che in quasi tutti gli sport i migliori allenatori al mondo siano ex agonisti è una regola, non un’eccezione, che ha molte ovvie spiegazioni. Mimare significa mimare: non mi risulta che Giorgio Cagnotto si tuffi ancora, ma penso che se sua figlia comunica lui una propria sensazione, la possa comprendere ancora bene…
In generale, i giovani connazionali non arrivano in alto perché, mediamente, non hanno alcuna voglia di sacrificarsi: e quelli che sono stati educati ad averne, direi d’estrazione medio-bassa, non appartengono al censo del tennis. Negli altri sport, in tutti gli altri, qualche talento alla fine emerge comunque. Siamo noi genitori, quarantenni-sessantenni, ad essere il punto debole del sistema… poche idee, poca passione: tanta, troppa voglia di fare ancora i ragazzini, ed abitudine consolidata a vivere all’italiana, d’espedienti. Per un tennista promettente il suo babbo danaroso diventa spesso una zavorra ingombrante, nonostante i capitali che può investire… perché gli deforma la realtà delle cose. Non è un modello sportivo, e neppure di sportività: veicola aspettative incoerenti con il fine ultimo dell’agonista, quello di vincere con merito. Non ad ogni costo. Non per abbandono degli avversari…
Questo, a mio parere e senza riferimenti ai genitori di questo blog, che non conosco.
Cambiare le cose è semplice, perché qualsiasi vaff-archipedro è migliorativo rispetto alla realtà: paradossalmente abbiamo gli spazi per prendere qualsivoglia bambino piccolo e progettare per lui una grande carriera sportiva: basta voler fare ciò che “tutti sanno da cent’anni…”, ma poi farlo. Quotidianamente. Dalla A alla Z. E ad ognuno di questi miniatleti dovrà corrispondere un’esistenza agonistica, nella logica concatenazione delle scelte concrete, in modo tale che non si possa mai parlare, alla fine, di giovani bruciati dalle società o da allenatori senza scrupoli.
Qui tutti continuano ad accusare qualcun altro dei mali del mondo, chiamandosi fuori: la cosa mi lascia perplesso.
Viceversa io ammetto di non aver avuto, in gioventù, le “palle” d’una Sara Errani… ed a mio figlio dico che deve perdonare la mediocrità del padre “radical-chic”, nell’aver spesso cercato soluzioni semplicistiche a problemi che meritavano più serietà. Ma ora sto veramente dando il massimo per il suo bene, senza risparmiarmi, e conseguentemente sono piuttosto orgoglioso d’aver ritrovato coerenza e coraggio.
federico di carlo says:
X Archipedro,
dalle tue parole capisco che il tuo stile di apprendimento è visivo. Per te è importante “vedere” il gesto atletico. Per altri è importante “sperimentare, sentire sensorialmente” il movimento. Altri invece hanno bisogno di udire il movimento nei suoi aspetti ritmici. Il maestro deve avere la consapevolezza che esistono stili di apprendimento diversi e deve saper rapportare il suo stile di insegnamento. mettiamo che tu sei destrimane e che hai un alunno mancino. Insegni allo stesso modo?……….. E’ per questo motivo che essere stato un buon atleta non vuol dire necessariamente essere anche un buon coach. Ci sono esempi, fortunatamente che contraddicono questa teoria. Gilbert, per esempio , è stato Nr 4 del mondo ed è anche un bravissimo allenatore.
federico di carlo says:
X Stefano,
se nel mio post è passata l’impressione che la tel del prof Buzzelli sia stata fatta appositamente per ribadire alcune sue posizioni mi scuso con tutti i partecipanti del blog. Il prof. mi ha fatto una telefonata di cortesia all’interno della quale, tra i tanti discorsi abbiamo anche parlato di…….. Ho ovviamente omesso di parlare delle nostre cose sul blog per cui può essere apparso che il prof mi avesse telefonato soltanto per esprimere le sue preoccupazioni. Purtroppo comunicare per iscritto non è mai facile. Spesso anche le buone intenzioni vengono fraintese…….
Gus says:
@federico
visto che il nome che hai fatto in primis è il mio mi permetto di intervenire. Io non ho interpretato nulla che non fosse più che positivo. Aspetto con assoluto interesse che il prof. si manifesti e integri, aggiunga, corregga nello specifico, magari entrando nel merito tra “iperspecializzazione precoce” e/o “multilateralità e fasi sensibili”, leggasi bene e/o
.
Credo sia veramente un elemento centrale per tutti capire quale dovrebbe essere un processo ideale di apprendimento.
Come ho già detto, in altri sport, come la pallavolo il CQN (cioè i massimi esperti di questo sport a livello nazionale e visti i risultati direi che sia anche difficilmente confutabile) hanno dato indicazione a tutti i tecnici italiani di evitare la specializzazione anticipata. Ora qui bisognerebbe aprire un discorso che è sicuramente OFF, sui ruoli della pallavolo ecc.ecc., ma è per capirsi.
Anche nel tennis, se si anticipa la specializzazione, credo sia necessario capire, ad esempio, capire anticipatamente le caratteristiche naturali del ragazzino per “impostarlo” anticipatamente verso una tipologia di gioco.
Sono sempre ipotesi, spero si capisca, perchè come dice bene Federico, è difficile farsi capire scrivendo, senza la comunicazione non verbale.
Archipedro says:
Federico, il mio stile d’apprendimento, come pure quello d’insegnamento, é completo: si utilizzano TUTTI i canali percettivi e propriocettivi… perché non si potrebbe fare diversamente… Non c’é corsa ad ostacoli senza “sperimentazione” ed allenamento “uditivo” al ritmo… e dal banale rumore dei saltelli del piccolo capisco come sta usando i piedi… ma non sono certo l’unico a comprendere questi aspetti. Gli ex-atleti di qualità, evidentemente, hanno massimamente attivato, fin da bambini, tutti i principali recettori; e conseguentemente colgono le sfumature che per un mero teorico sono imperscrutabili.
La velocità biomeccanica la capisce solo chi l’ha interiorizzata, la capacità di decontrazione solo chi sa impostare ogni gesto con equilibrio e fluidità… ed in natura le specie s’evolvono attraverso modelli ed esempi diretti. Quindi un teorico, senza l’ausilio di esempi concreti, non insegna nulla a nessuno. Viceversa da un atleta muto ed analfabeta tu impari a giocare…
nicoxia says:
Gus,per iperspecializzazione,io intendo quello che dici tu,archi,federico insieme.Primo capire quale sport è gia una specializzazione,poi capire quale sia la comunicazione da adottare, poi la metodologia più appropriata,poi i carichi,sia sotto l’aspetto fisico,che mentale tutto questo coordinato per ogni singolo allievo è iperspecializzazione.Questo in generale,poi ognuno di questi aspetti ha un suo sviluppo ancora più specifico.Esiste un accademia che fa tutto questo?Ecco perchè secondo me i genitori si sbattono così tanto,perchè sono gli unici che maniacalmente vogliono il meglio per i propri figli.
nicoxia says:
Quando tempo fa ho parlato di iteriorizzazione,di autoanalisi comparata virtuale,immesedimarsi nell’allievo per comunicare con il suo linguaggio,per capire quale potrebbe essere il suo sviluppo ottimale,intendevo questo.
stefano grazia says:
I Genitori si sbattono cosi’ tanto perche’ semplicemente ne hanno uno solo, massimo due…mentre un Coach ne ha tanti e per lui e’ indifferente che riesca Pinco piuttosto che Pallino, Bingo piuttosto di Bongo…Invece per me se non riesce Nicholas la situazione e’ un po’ diversa…che mi frega alla fine di tutti gli Altri? (si, datemi del cinico ma preferisco dire la verita’ invece che essere politically correct ma falso)
Archipedro, ma in pratica tu dici la stessa cosa che diciamo noi: sarai stato un atleta agonista ma non sei mai stato campione mondiale in una qualche disciplina e nemmeno un giocatore di serie A nel tuo sport… Non e’ necessario dunque essere stato Pele’ o Rivera per essere un grande allenatore di calcio come del resto Sacchi e Mourinho insegnano…Mi pare che anche Verdasco non sia stato un fenomeno nella pallavolo ne’ Vittori una medaglia d’oro…
Archipedro says:
Stefano, complimenti per l’onestà intellettuale ma… non condivido. Se hai assolutamente bisogno che tuo figlio diventi un fenomeno, tieniti almeno aperte altre strade… magari potrà emergere nella scherma (ed in Italia troverebbe grandi maestri), o nel baseball (per rimanere negli States)… Per quanto mi riguarda ho già allenato, e provato le stesse sensazioni di oggi. Ne proverò ancora di edificanti, anche se Mati non ce la farà, magari semplicemente perché non avrà… “the passion”…
Forse non occorre aver militato nel campionato di serie A1 per comprendere la pallavolo, ma devi esserti allenato con giocatori di quel livello per capire cosa significhi difendere una palla da 130 km./h in zona 1… o ricevere una battuta in salto d’un martello di 2 mt d’altezza… altrimenti non saprai mai di cosa si parla. E difficilmente saprai insegnarlo…
Gus says:
@stefano:
beh dipende se tu hai la passione per l’allenamento oppure no. Infatti essere un allenatore è diverso che essere un genitore-allenatore.
Tra i tanti problemi qui citati, io ritengo che questa estrema visione individualistica del tennis sia anche uno dei suoi limiti, almeno in Italia.
Il genitore-allenatore potrebbe diventare, in casi eccezionali, un vantaggio, ma è solo per uno ed invece un limite di sistema se quel genitore non diventerà a sua volta una allenatore e basta.
nicoxia says:
Scusa Archi,io condivido quello che tu dici riguardo l’esperienza,ma questa esperienza l’allenatore dovrà poi trasmetterla all’allievo e come può interiorizzarla l’allievo così secondo me può interiorizzarla il genitore capace,l’abilità secondo me è riuscire a carpire tutte le esperienze del tuo mentore,quello che cerco di fare io è di insegnargli a fare questo da soli,però finche loro non saranno in grado di farlo l’unico tramite posso essere solo io.Certo che se ci fosse una struttura idonea sarebbe tutto molto più facile.
federico di carlo says:
Ciao Archipedro,
il fatto che il grande campione abbia sperimentato e conosca la situazione, non diventa automaticamente indice che sia in grado di trasferire la sua competenza. Le sue esperienze potrebbero essere non funzionali ai canali ricettivi dello studente. L’insegnante prima si rende conto quale è il canale dello studente e poi modella la sua lezione sul canale di apprendimento dell’alunno. Insegnare presuppone conoscere la materia ma soprattutto conoscere la comunicazione. Se ci sono i presupposti non importa che gli insegnanti siano atleti, genitori o maestri. Ma i presupposti ci devono essere necessariamente: conoscenza e capacità di comunicazione.
nicoxia says:
Fede,sono daccordo,ma è difficile trovare le due cose insieme.Io sto lavorando per fare il percorso inverso so che è assurdo visto che paghiamo noi,però secondo me gli servirà nella vita in generale qualsiasi cosa decideranno di fare.
nicoxia says:
Inizialmente ho incontrato difficoltà,ma i primi risultati stanno già arrivando.
stefano baraldo says:
anche il Comune di Grosseto ha dei campi “pubblici”.
hahahah
a dire il vero anche qui ad Arezzo uno ce ne sarebbeuno …. peccato che tra la linea di fondo e la rete di recinzione ci siano si e no 20cm……
beh almeno chi ci va impara a giocare coi piedi dentro
ok e’ vero che in Italia distruggiamo i parchi con una certa facilità ( e che tristezza doverlo ammettere) pero’ anche a Londra, che non mi sembra proprio una cittadella di proivincia senza pericoli apparenti, ci sono dei campi recintati nei parchi…. chiaro che ci sono dei miniappalti di gestione, ma con dei limiti di tempo. poi i parchi sono viglilati e con orari di chiusura.
ok se non riusciamo con i campi, almeno dei MURI dove poter tirare qualche colpo a tuttobraccio potremmo permetterceli no?! ne sarebbero sicuramente contenti anche i grafittari!! hahah
io un pochino ho girato e giro tuttora: a Londra campi in quantità, in Croazia e Slovenia Muri fantastici, a Valencia e Buenos Aires parchi attrezzati a non finire…. ok non voglio fare il criticone o esser fuorviante rispetto al dibattito, ma per me il Tennis non deve passare solo ed esclusivamente dai maestri, preparatori e circoli…. io se fossi genitore non sarei a mio agio nel portare il ragazzo e o la bimba solo ed esclusivamente in luoghi “targati”. ogni comune dovrebbe offrire una possibilità di divertirsi col Tennis!
poi, Se voglio insegnare a giocare a tennis perchè ho la presunzione di poterlo fare vorrei anche essere libero di poter provare anche senza avere un campo privato in giardino…
io sono dell’idea che l’importante ora sia incentivare la libertà di avviamento all’attività agonistica di un certo livello! Starà poi a noi tecnici guadagnarci sul campo il rispetto e l autorevolezza dei nostri personali metodi e per chi vuole esercitare la professione che sia un libero professionista in regola e con i titoli adeguati in modo tale da potersi far trattare come tale sotto tutti gli aspetti!
Questo per me… !
Archipedro says:
Nicoxia, a mio parere il genitore deve farsi garante del progetto, dalla A alla Z. Negli anni, e man mano che il livello diventa alto, potrebbe tuttavia non poter più fare da solo, nonostante sia pronto a mettersi in gioco. Nel nostro caso, e con il tennis, mi sto sforzando di ricreare, per me, condizioni di gioco spinte, quasi dovessi io arrivare ad uno standard 3.x, perché voglio tentare di seguire Mati il più possibile: cerco d’imparare a tirare i colpi veramente forti, se serve, ma anche a gestire con lui un palleggio prolungato e controllato. Tuttavia… mi manca un’esperienza agonistica d’alto livello. Quindi, ad un certo punto, dovrò trovare un ex molto forte, magari una ex (…), con cui lui possa portarsi al livello dei futures. Da soli non potremo bastarci. Il che non significa che non continuerò ad allenarlo io, a seguire la preparazione atletica, ed ovviamente a sponsorizzarlo, se servisse, facendo le marchette in viale.
Il mio ragionamento sta in piedi, dal mio punto di vista, perché considero l’allenamento allo sport, precoce e polivalente, fondamentale tra i 4 e i tredici anni. E parimenti ritengo che bastino pochi anni, circa tre o quattro (anche nel tennis), per prendere un tredicenne atleta che non è mai stato iscritto in un torneo e portarlo a livello di semi-pro. Come avviene che un pallavolista, che a 13-14 quasi non riesce a schiacciare nella rete regolamentare, a 15 possa giocare titolare in serie C e a 17 militare in serie A/B. Oppure che un fenomeno del mini-volley non diventi alto, e venga buttato a mare da tutti quei bravi signori federati…
Perché trattasi di sport in cui la base genetica e le capacità coordinative e condizionali sono assolutamente fondamentali: per cui o uno è in grado di tirare un servizio a 200 km/h, anche solo in allenamento, oppure top-qualcosa non lo diventerà mai. Se far subito tanti tornei significa non imparare a tirarlo, quel servizio, migliaia di volte e senza infortuni, allora il metodo vigente è miope, e destinato a produrre solo tanti mestieranti del circuito…
Insomma, Nicoxia, la “struttura idonea” sei TU… non t’aspettare molto, dal tuo prossimo interessato.
Federico, non siamo d’accordo, amen. Le cose che a te sembrano fondamentali per me sono marginali. E presumo viceversa…
nicoxia says:
Archi,come fai a dire che non sei daccordo con Fede,lui ha solo detto che non tutti i giocatori di tennis professionisti sono predisposti a fare gli allenatori,a me sembra una cosa ovvia è chiaro che un allenatore se ha avuto esperienza da professionista è meglio.
nicoxia says:
Archi,il servizio ora è essenziale ,ma prima non lo era.Dopo lo sarà?Perchè precludersi a priori una possibilità e se il tuo piccolo sarà in grado di inventarsi una risposta turbo o un dritto a rimbalzo non valutabile.Mai crearsi dei limiti.
federico di carlo says:
Ciao Archipedro,
probabilmente hai ragione nel dire che abbiamo punti di vista diversi. per me infatti non esistono concetti fondamentali o marginali perchè entrambi possono essere funzionali all’insegnamento. Per me, nell’insegnamento viene prima la necessità dell’allievo. Sono io che mi devo adattare all’atleta. Per te, da quanto ho potuto capire, viene prima la conoscenza pratica dell’educatore e la teorizzazione del suo metodo. Se sono adattivi o meno all’atleta non è rilevante. E’ l’atleta che si deve adattare al maestro ed ai suoi metodi. Ho capito bene?
federico di carlo says:
Nico,
l’unica ragione secondo me perchè un genitore dovrebbe iniziare il proprio figlio al tennis è proprio quella che hai mensionato. Può darsi che non diventerà un campione nel tennis ma sicuramente è un tipo di educazione che gli servirà per la vita
Archipedro says:
Riciao Federico.
In estrema sintesi, hai capito bene. E’ inutile dire che “devono essere i bambini a scegliere…”: per me non significa nulla. I cuccioli seguono pedessiquamente la natura dei genitori, ne mutuano gli istinti primordiali e gli esempi. Nel bene e nel male i figli ripercorrono gli schemi esistenziali di cui si nutrono… e quindi non sono liberi di fare che ciò che gli adulti si aspettano da loro
.
Il genitore-allenatore illuminato offre stimoli eterogenei e poi osserva speranzoso. Ma comunque, alla fine, plagia. Il genitore ignorante vede Nadal e dice… tennis! E plagia anche lui… Il genitore italiano va al bar e si legge la gazzetta; ed il figlio viene plagiato da altri…
stefano grazia says:
Stavo per ribattere al concetto di Archie : “Forse non occorre aver militato nel campionato di serie A1 per comprendere la pallavolo, ma devi esserti allenato con giocatori di quel livello per capire cosa significhi difendere una palla da 130 km./h in zona 1… o ricevere una battuta in salto d’un martello di 2 mt d’altezza… altrimenti non saprai mai di cosa si parla. E difficilmente saprai insegnarlo…” con la battuta: e allora cosa lo stai allenando a fare a tennis?, ma Archipedro con il commento successivo ha pratricamente sposato la mia linea (e forse quella di Mad Max e di tanti altri qua dentro che appunto non si capisce poi perchè sia così in polemica con noi…visto che dice le stesse cose: GENITORE FONDAMENTALE dai 3 ai 12-14 anni, poi If you love somebody set him free…devi trovargli coach, palleggiatore, etc e tu, genitore, ti ritagli la figura dell’Assemblatore…
In mezzo alla piega che ha preso il dibattito Stefano Baraldo è passato un po’ inosservato (non so se tutti hanno capito che è il preparatore atletico di starace) ma a me piace molto quello che ha scritto…Del resto mi pare uno dei pochi Addetti ai Lavori che si mette in discussione (e questo l’ha subito notato anche Andrew) sottolineando che la fiducia e il rispetto l’Addetto ai Lavori se li deve guadagnare …
andrew says:
già, io offro la possibilità a StefanoBaraldo di mettere in pratica le sue affermazioni alquanto per me interessanti…
…del resto, la “purificazione” degli addetti ai lavori deve necessariamente passare attraverso un bel bagno di umiltà, prima che diventi bagno di sangue (metaforico).
Quindi, mi attendo che in molti vengano ad offrire gratuitamente delle ore di tennis o vaffantennis nei campi di rieducazione pubblici…
stefano baraldo says:
haha @ Andrew,
non travisiamo per favore…. ovviamente ti ringrazio dell’invito, ma forse non mi sono spiegato come si deve. Abbi pazienza…
io metto già in pratica quanto ho scritto dal momento in cui: sono un libero professionista con tanto di titoli universitari ecc,,,poi se vogliamo parlare di risultati… bah questi li dovrebbero ricordare gli altri e non io!
quindi nei campi comunali ci vengo se nel rispetto di un accordo professionale…
non è ho lavorato solo con Potito sia chiaro…cmq se ti capita una volta ogni tanto di passare dei giorni di vacanza a vedere da spettatore il grande tennis ricordati che ci sono spesso anche io… ok non pago il biglietto diciamo così…ma magari ci potremmo incontrare con piu’ probabilità in tali contesti!
Vorrei ribadire che avrei piacere di vedere piu’ ragazzi giocare a tennis e meglio! poi che siano allenati da genitori o da coach professionisti non mi interessa proprio! e’ ovvio che in linea di massima se esistono i professionisti devono per forza di cose esistere anche i dilettanti… che si tratti di giocatori come di allenatori!
Andrew, ti ringrazio ma non ho sinceramente bisogno che mi offri possibilità di vetrina gratuitamente se è questo che intendi.
Cerca di essere piu chiaro perchè i toni allusori con me non attaccano.
ma quali purificazioni e bagni di umiltà e metafore. ma soprattutto: ma campi di rieducazione????? vabè, ho già sprecato troppo tempo.
Il canarino says:
Si inizia con l’intervista a un preparatore atletico che sostiene che facendo lavorare la metà si può ottenere il doppio dei risultati (da domani provo a andare meno in ufficio così mi pagheranno il doppio, ma a parte questo io fossi nel Prof. mi sarei domandato con chi aveva lavorato in precedenza l’atleta) e si chiude con il post scritto da un altro preparatore atletico il quale si commenta da solo soprattutto quando parla di risultati e di accordi professionali. Dall’altra parte invece si parla di professionisti che devono pagare per fare il loro lavoro..
Praticamente il mondo alla rovescia.
Ecco quindi che se qualcuno si domandava ancora perchè i risultati in Italia non arrivano, ha ricevuto più di una esaudiente risposta.
In poche parole, non ci resta che piangere..
Saluti
Archipedro says:
Andrew, conosco indirettamente papà Luciano Baraldo, perché gareggia per la mia stessa società d’atletica a livello master (grande discobolo): è genuino uomo di sport, tecnico dell’atletica, politico… insomma volto noto in Friuli. Tra l’altro ogni anno organizza il Meeting Internazionale Atletica Leggera “Senza Confini” di Tarvisio, ed è quindi persona concreta, del fare.
Poi è vero, da quando sono entrato nella Fidal Provinciale mi sono meglio reso conto delle rigidità del sistema, autoreferenziale e conservativo… ma se i tecnici hanno una colpa é, al limite, quella di non saper creare ambienti accattivanti con metodologie “giovani”… nonostante si tratti, in generale, di persone esperte, che conoscono i settori disciplinari, e che lontano dalla “piccola patria” ottengono ottimi risultati…
Evitiamo contrapposizioni che non favoriscono la circolazione delle buone idee… dai…
p.s. Oggi rivedrò il “mio” ex cadetto (15 anni ai C.I.di Viareggio 2000) da quasi m.7 nel lungo. E mi farò ripetere quant’ero bravo, e quanto allora si poteva fare senza titoli formali…
andrew says:
StefanoBaraldo & Archipedro…
Riformulo il mio pensiero in termini spero chiari:
StefanoBaraldo è intervenuto un paio di volte sostenendo l’importanza di portare il tennis nei campi pubblici, di perseguire una politica del “tennis per tutti!”.
Io sono d’accordissimo e sono felice che anche tra chi vive il tennis di livello da vicino sia sentita questa esigenza.
Proprio per questo, lo invito a “perdere” una domenica per promuovere direttamente queste sue/mie idee su due campi da tennis pubblici. Io desidero “usarlo” per le mie iniziative ed essere “usato” da lui.
Scusa StefanoBaraldo se ho usato parole poco chiare.
stefano baraldo says:
nono voi siete veramente messi male nella testa!
CURATEVI.
ADIOS
andrew says:
ostia!
melbourne says:
@ andrew
stai sempre li a rompere le palle a tutti, mai un post propositivo
Salvatore Buzzelli says:
@ il canarino
… e infatti mi ero chiesto come aveva lavorato prima il mio allievo e soprattutto con chi!
Risposta dell’allievo: Con il mio ex PA ho passato lunghi periodi a fare ripetute e ripetute di tutti i tipi, sui 1000, 3000, ecc….ho fatto delle fatiche immani ” e soprattutto perso caratteristiche motorie impostantissime per il tennis, aggiungo io che avevo avuto quest’allievo all’età di 10 anni e già evidenziava all’ergojump 33cm di elevazione (in contromovimento) il che vuol dire forza esposiva ad ottimi livelli con tutto quello che ne consegue.
Lo riprendo a 24 anni di età e nel test di elevazione ottiene meno di 40 cm!!!!!!!!! Un valore scarso e comunque non in linea con quello che ci si sarebbe aspettato. Com’era possibile un’involuzione così marcata, con valori eccellenti riscontrati a 10 anni?
In pratica tutta la quantità di lavoro principalmente aerobico aveva fenotipizzato le caratteristiche muscolari esplosive in caratteristiche resistenti, con conseguente perdita di potenza|||||
Ecco quindi che in 6 mesi di lavoro personalizzato sulle caratteristiche dell’allievo e funzionali al tennis, si è riportato sui valori ottimi di forza esplosiva (oltre i 50 cm di elevazione). Inoltre nonostante non percorresse più di 20m lineari o “spezzati” di corsa (sempre alla massima velocità, però) in serie e ripetizioni che non totalizzavano mai più di 700-800m, e senza aver mai fatto lavoro aerobico puro (quindi lunghi tempi di apllicazione) con sedute che non duravano mai più di 80-90 minuti , quando vinceva al terzo set, mi riferiva di ottime condizioni e sensazioni fisiche. Insomma come aveva detto lui, lavorava la metà rispetto a prima e otteneva il doppio in termini di risultati. In pratica si allenava in maniera metodologicamente opposta ma più redditizia. …. Questo per ribadire che non basta allenare tanto per…, ma il PA deve saper discriminare tra le varie metodiche e sceglire quella più adatta alla persona in relazione allo sport che fa.
Vorrei anche ricordare che tempi lunghi di allenamento anche duro, logorano l’organismo, facilitano gli infortuni e riducono la longevità agonistica.
andrew says:
@ melbourne
il tuo primo contributo propositivo non è male…
Tonino says:
@ Andrew
Prova a non rompere solo e sempre le palle a tutti (come dice Melbourne), e vedrai quanto risulterà propositivo il suo primo intervento!!!!!!!!!!!!!!!!
andrew says:
@ Tonino
adesso manca che scrivano Sora Lella e Bombolo e poi ‘namo a magnà da Gigi Er Pataccaro…’Tacci tua…
Il canarino says:
@Prof. Buzzelli
E scusi un preparatore atletico che fa ripetere più volte i 3.000 metri ad un tennista lei lo considera un P.A.? Quell’atleta sarebbe migliorato anche se si fose allenato da solo sotto casa o al parco!
bogar67 says:
Ueeeeeeeeeeeeeeeeeeee anzichè litigare fatemi gli auguri, è nato Gabriele, il mio secondo figlio, a vederlo è uguale a Irene quando è nata, ovviamente con un particolare in più eh eh eh. Stavolta niente tennis, meglio una vita da mediano che una da tennista nostrano. Buona giornata a tutti.
Salvatore Buzzelli says:
@ il canarino
…. è quello che ho pensato anch’io, poi però nel frattempo il mio allievo che in quei 6 mesi è arrivao da 988 a 420 ATP, nell’anno successivo è approdato a 265 ATP….
Voglio dire, quanto tempo prima avrebbe potuto arrivarci se seguito meglio, quanti infortuni avrebbe evitato, dove sarebbe potuto arrivare in realtà?
Madmax says:
Vi voglio rendere partecipi di come mestamente si è concluso l’affare Tirrenia/Alessia/papà coach..
Per andare incontro alla federazione ho scritto una mail ai responsabili dicendo che questa volta l’avrei mandata con il maestro di Zanchi ma che sarebbe anche stata l’ultima volta che l’avrei mandata senza che io potessi seguirla. Ho scritto anche che se questo fosse stato un problema che pensavano in seguito di non poter risolvere sarebbe stato meglio convocare un’altra bambina che ne aveva più bisogno e che riteneva la convocazione fondamentale e che magari avesse anche un genitore meno rompiscatole..
Infatti Giovanni si era forse liberato (ha gli scrutini e l’avrebbe saputo stamattina) e ci sarebbe andato ma dopo aver parlato con i responsabili mi ha anche detto che per la crescita della bambina non era certo fondamentale…Mandare lui a fargli perder tempo due giorni ovviamente aveva un costo (per via che i raduni sono gratuiti)..
A questo punto mentre prima mi contattavano direttamente stamattina ho ricevuto una telefonata del maestro di Zanchi che mi invitava a mandare il fax a Tirrenia con la mia rinuncia..
Insomma, finale degno di persone meschine e senza alcuno spessore, dove alla fine l’unica che doveva essere messa al centro dell’attenzione e che ci ha rimesso (nel senso che lei ci teneva ad andare) è stata una bambina di 11 anni..
Chapeu
N.B. Ovviamente vi rimando tutti a Striscia la Notizia tra qualche anno, allora si che ne sentirete delle belle!!
Come vede Prof. Buzzelli io sono molto coerente..
Gus says:
@andrew
“Non sono poi d’accordo con Roberto sull’Individualismo, che è ben altra cosa rispetto all’egoismo e alla chiusura in sè stessi.”
Io non mi metterei a sottilizzare, anche se dovremmo usare meglio anche le parole. Non in questo caso, però.
Un po’ di cultura
L’individualismo: “l’individuo egoista e isolazionista, che vive e si sviluppa grazie alle sue capacità e la sua forza di “prendersi ciò che gli è dovuto”, come sosteneva Stirner. L’Egoista di Stirner è molto simile al Superuomo di Nietzsche, che infatti lo definirà uno dei pensatori più fertili dell’epoca. C’è anche l’individualismo non egoistico (ma è una corrente molto meno conosciuta) e credo che sia Roberto che io facevamo riferimento a quel tipo di individualismo e non all’altro.
Tu dici che è ben altra cosa, ma insomma capiamoci
Sul resto sai che sono ormai anni che siamo sostanzialmente d’accordo.
Il canarino says:
Guardi Salvatore l’unica cosa che mi viene da pensare è dove sarebbe arrivato il ragazzo se solo avesse lavorato tanto e bene, perchè se lavora poco è ovvio che più in là della duecentesima posizione del ranking non può arrivare e con questa classifica può ambire al massimo a fare il maestro..
Gus says:
@Andrew:
“io invece lo farei e magari anche altri genitori lo farebbero”
Mitico superciuk
Lo so, figurati.
Però c’è questa componente per cui condividere il proprio sapere è visto come un problema, ma è anche comprensibile. E’ un po’ come quello che campa sulla raccolta dei funghi. Se raccontasse a tutti come fare e dove andare, alla fine di funghi per lui quanti ne rimarrebbero?
Io invece che potrei farlo addirittura gratuitamente, lavorando almeno sulla base, quindi motivato solo dalla mia voglia e passione a quel punto sono visto come un pericolo, laddove alla fine come dicono gli altri, sono tanti i “professionisti” che si devono spartire la torta.
Nessuno ha ancora capito che oggi la torta è piccola, molto piccola, proprio perché ci sono altri sport che si vanno a prendere i vari talenti offrendo ai genitori e alle famiglie un percorso educativo e formativo a costi irrisori rispetto al tennis. Ma sono cose che andiamo ripetendo da anni.
nicoxia says:
Siamo costretti a lavorare tanto,perchè adoperiamo il nostro cervello a livello basso.
andrew says:
@ Gus…
non conosco gli autori da te citati, se non di “vista”…conosco invece Pannella-Bonino….
L’individualismo, come lo concepisco, è un fattore innato nell’uomo e quanto di più alto si possa raggiungere nel proprio percorso umano.
Io vorrei vivere in una società di Individui, di individui pieni però. Perché un individuo pieno e completo è un bene per tutti gli altri individui, al quale può essere utile e ricevere utilità solo quando l’individuo è veramente tale.
nicoxia says:
Quello che fa la differenza,secondo me,è l’esperienza micro non macro.Se noi rilevassimo la metodologia di Baraldo comparata e parametrata al compiuter per ogni diverso allievo,potremmo avere una preparazione specifica di facile attuazione per ogni atleta,qualsiasi genitore potrebbe attuarla.La differenza è data dalla rilevazione del micro movimento sbagliato e teoricamente subito corretto dal bravo preparatore con la sua esperienza e solo sua perchè non codificabile,per il momento,quindi il loro bagaglio è per ora inattaccabile.Mi ripeto,Lombardi e i suoi validi maestri espongono con chiarezza tutto ma è macro,se non hai un coach con esperienza micro è più difficile.Quì,Stefano nasce il mio dubbio su noi genitori,che conosciamo il macro.Poi ogni persona ha la sua esperienza micro,da quì nasce la mia esigenza ad essere aperto a qualsiasi osservazione.
Mauro g&f says:
Auguroni Bogar (a proposito bell’anagramma!), a te ed a tutta la tua famiglia ed un caro benvenuto a Gabriele.
federico di carlo says:
Ciao Bogar,
auguri per la nascita del piccolo Gabriele!!!!!
Mauro g&f says:
Max non è che mi sai dire anche privatamente i nomi delle fortunate convocate? perchè vorrei sapere il livello che bisogna raggiungere per aspirare a tale convocazione.
Roberto Commentucci says:
Tanti auguri a bogar67!
Max… che devo dire… Mi spiace per Alessia.
Peccato.
stefano grazia says:
Alcune considerazioni:
1)@Baraldo,Andrew: Se avevo capito prima il perche’ Stefano Baraldo si fosse un attimino piccato, non ho capito il perche’ dopo la puntuale precisazione di andrew abbia insistito (a meno che non fosse un altro Stefano Baraldo): dopotutto anche Piatti e Catizzone hanno speso un week end gratis con dei poveri genitori sfigati (io non c’ero,eheheh…). Bastava dire che non aveva tempo…Andrew a volte e’ sarcastico ma mi sembrava si fosse scusato e avesse definito meglio quanto intendeva dire: propagandiamo il tennis e propagandiamo il tennis nei campi pubblici. Anch’io poi che sono un po’ stronzo-egoista rispetto ad andrew ed archie magari non avrei trovato lo stimolo giusto per andarci e mi sarei rifugiato pigramente dietro delle ottime scuse (per esempio che vivo in africa) ma perlomeno avrei apprezzato l’offerta di pace. Spero si sia tratrtato di un misunderstanding
2)@il canarino: ok, ma mi spieghi che c%$#*! di colpa abbia il Prof Buzzelli se eventualmente un altro Prep Atl non era stato prima di lui all’altezza?
3)@mad max:solidarieta’ e sulla coerenza mai avuto dubbi anche in questi casi avrebbe avuto la mia comprensione perche’ si puo’ o si deve essere coerenti se ad andarci di mezzo si e’ noi stessi, lo si puo’ essere di meno se ad andarci di mezzo sono gli altri…Non e’ chiara pero’ una cosa: e’ stato il Maestro di Zanchi a non poter andare o hanno avvisato lui che era meglio che ti dicesse di rinunciare? Indipendentemente da cio’, la cosa bella nel tennis e’ che it’s you and me, baby, just you and me… E una convocazione mancata per ragioni opinabili a questa eta’ non fa differenza, anzi: puo’ fare da motivazione.
4)@bogar: congrats e non fargli vedere mai una racchetta da tennis, mi raccomando…
nicoxia says:
Auguri a Bogar e un saluto a tutti ci risentiremo tra 7 anni.
Salvatore Buzzelli says:
@ il canarino
… di certo in un anno e mezzo è approdato ad una posizione che prima se la sognava! Sicuramente ci poteva arrivare prima se lo avessero fatto lavorare nella giusta direzione.
Poi se con quella posizione ci può fare solo il maestro, questa è un’altra storia.
tornando a noi, io non ho mai detto che si deve lavorare poco.
“Poco” è un parametro aleatorio, come anche “molto”.
Per quanto mi riguarda io dico che bisogna lavorare il “giusto”.
A volte “il giusto” è molto di più di quello che sembra “molto”e lo si può individuare con scienza, conoscenza ed esperienza.
Il giusto è soggettivo (relativamente a chi hai di fronte) per di più, misurabile.
E alla fine ci sarà pure un limite individuale oltre il quale non si riesce ad andare?
E aggiungo che il “giusto” vale per tutte le età.
stefano grazia says:
@Nicoxia: Quì,Stefano nasce il mio dubbio su noi genitori,che conosciamo il macro.Poi ogni persona ha la sua esperienza micro,da quì nasce la mia esigenza ad essere aperto a qualsiasi osservazione.
E’ la mia posizione.
(Sul ci rivediamo fra 7 anni, non ho capito: hai deciso di seguire il tuo Master & Commander,Mad Max, sull’Aventino? Damn, continuiamo a perdere pezzi per strada …Addirittura adesso si litiga perfino di piu’ in altre aree del Blog…)
Archipedro says:
Più che nella testa, io sono messo male nelle vie respiratorie…
Andrew, forse ho fatto male a dirti d’essere gentile, ma le risse verbali poco m’ispirano. Al limite sfiderei questi luminari della PA in una qualche forma di competizione… giusto per capire, nel concreto, se sono in grado d’affrontare una partita di calcio, di pallavolo, di pallacanestro, di pallamano, di tennis… una gara d’atletica, di nuoto, d’arrampicata, di cicilismo… ma decidano pure loro…
Dai che ci divertiamo: genitori contro PA professionisti…!
melbourne says:
@madmax: ma lasciala andare da sola con le altre bambine, ma che ti costa? Cosa hai ottenuto? Si sarebbe divertita, avrebbe giocato a tennis, conosciuto altre persone ect ect.
A volte voi/noi genitori proprio non vi capisco, forse siete/siamo un po troppo egoisti!
Madmax says:
Forse non mi sono spiegato…
Da sola non la facevano andare, nemmeno con il maestro di Zanchi che porta appunto Matteo e che volentieriavrebbe accompagnato Alessia.. Io credo che avendo detto che sarebbe stata l’ultima volta che la mandavo senza di me loro abbiano preferito puntare su un’altra bambina meno “problematica” (e si perchè il padre può solo pagare, se va oltre comincia ad essere un po’ troppo)…
Detto questo credo che l’aver tagliato definitivamente i ponti sia la miglior cosa che potesse capitare a Alessia ma anche a me che sinceramente non ho tempo da perdere dietro a dei mestieranti della politica e dei mediocri.. Come sempre detto fin dall’inizio per mia figlia voglio il meglio e molto semplicemente loro non lo sono ne a livello tecnico ma soprattutto a livello umano…
napalmdeath says:
aurguti a bogar….però se me lo consentite devo dire una cosa che sento e che non c’entra niente…
ho 30 anni, sono laureato in sceinze motorie..attualmente sono 2.8…ho un campo da tennis a casa in resina gommosa della casali nuovissimo con palestra da 30 metri quadrati……uno spettacolo…sono maestro nazionale fit e ho anche il titolo di preparatore fisico di primo grado (non vuol dire che sono un bravo preparatore fisico)…master in personal trainer….stanotte mi alzo alle 5 per federer vs Davydenko…quindi il tennis nelle vene…insomma, malato di tennis!!!
però lo giuro, il sogno più bello, quello che mi fa mettere a piangere non è quello di avere un giorno un figlio che vince uno slam…
il sogno più bello è essere il padre di John Arne Riise…si vedere mio figlio che purga la juve al 92esimo, va sotto la curva dei tifosi e chiama a se i suoi compagni per festeggiare…..troppo bello!!! ecco…sempre nel mio cuore, forse un giorno si avvererà….
scusate il delirio….
ole ole ole, Riise Riise……
stefano grazia says:
Ok, Max, adesso è chiaro.
Quindi da sola no. Col Genitore neppure.Col Maestro di un altro neanche. A questo punto cosa l’hanno convocata a fare? Del resto se il Tal Coach quel week end non può, che si fa? Vabbè, può darsi che la lettera di Max abbia dato la svolta, ma fatemi capire: per esempio mio figlio non potrebbe mai essere convocato (non che ci sia questo pericolo) perchè o prendiamo il primo Coach che passa per la strada e gli paghiamo un week end in quella magnifica località di villeggiatura che è Tirrenia d’inverno oppure proprio non potrebbe andarci visto che in italia non ha un Coach, non l’ha in pratica mai avuto… E in questi casi come ci si comporta?
Dispiace per Alessia ma a dire il vero credo che questi siano problemi di tutte le Federazioni: il tennis non è una gara di tuffi o di ginnastica artistica con i giudici e le palette ma a queste età quando conta il giudizio sul potenziale più che i risultati gli abbagli sono all’ordine del giorno e non solo a livello di Federazioni… Per esempio Safin racconta di essere stato scartato due volte da Bollettieri e Paul Forsythe raccontava a mia moglie che è tutto vero, di essere stato lui ad accompagnarlo piangente all’aereoporto……Scartato nel senso che non gli han dato la scholarship, se voleva stare lì doveva pagare (se uno paga,prendono tutti, anche mio figlio!) Pare che fosse stato considerato troppo piccolo … Anche la Federazione Francese ha avuto le sue grane (ricordo le litigate furiose del papà della Rezai … ) …Però capirei più uno che dice francamente “secondo me tuo figlio è tristo e non ce la farà mai” e poi magari si sbaglia che uno che mi dice ” tuo figlio merita la convocazione ma…”. O la merita o non la merita, punto.Se la merita, deve essere convocato.
Comunque gli aiuti da sponsors e federazioni sono sempre ben accetti ma per fortuna a un certo punto contano solo i “quindici”….
stefano grazia says:
E chi sarebbe John arne riise? Mai coperto…
Come vedi Napalm fuori dalla provincia magari ci si eccita di più per la Henin o Murray che per una ennesima insignificante partita di calcio che per esempio negli Stati Uniti passa completamente inosservata…
Se però mi dici che a volte uno sport di squadra può offrire emozioni che uno sport individuale non può (il senso di cameratidsmo, di condivisione della gioia del trionfo…bè, si, anch’io ogni tanto ci ho pensato, commuovendomi per la gioia sfrenata del goleador di turno o per l’haka degli All Blacks (più per la seconda, devo dire) … Certo, se per esempio sei George Best, E’too, Laudrup e non puoi ambire a vincere il mondiale perchè sei gallese,camerunense o danese…bè, magari ogni tanto preferiresti fare uno sport individuale…Perchè lì davvero, ricco o povero, bello o brutto, buono o cattivo, it’s you and me baby, just you and me…
Però ho capito, forse, quello che volevi dire. Spero.
Gus says:
@andrew:
sei un anarchico che ha i riferimenti sbagliati però
spero si capisca l’ironia, pare che in questo periodo su questi blog giri uno strano virus che rende tutti più permalosi del solito
Un abbraccio
stefano baraldo says:
@archi… secondo me sul campo lei non mi batte nemmeno a rastrellare la buca…..
poi si fa per ridere ovviamente… ma lei non puo’ essere serio!! pero’l'immagine che mi faccio mi ricorda una fantozziana scapoli contro ammogliati e poi una bbella merenda tutti insieme…. (patetico)
Alessandro Nizegorodcew says:
@napalmdeath
se hai sentito la trasmissione di lunedi 25 gennaio, avrai notato che come te il mio collega Nicola Corrente credo abbia lo stesso sogno!! Io non sono romanista, ma Riise è un grandissimo!!
@bogar67
auguri da me e da tutta la redazione di Spazio Tennis (cioè sempre da me! no dai qualcuno c’è.. te li faccio almeno dal collega Nicola Corrente e da Fabio Colangelo che anche se non scrivono vi leggono sempre)
bogar67 says:
Grazie a tutti per gli auguri, visto che siamo andati off topic con i miei auguri e con il terzino dai capelli rossi chiamato Riise vi dico che io sono un tifosissimo del Palermo. Ero tifoso della Juve fino al 30 maggio del 1985, quel giorno mi sono alzato dopo una notte a festeggiare con i miei amici una coppa chiamata dei campioni e mi sono accorto leggendo i giornali e guardando la Tv che il calcio faceva proprio schifo ed io ancor di più. Ho cominciato a vedere lo sport in generale con molta obbiettività, sono diventato arbitro di calcio e mi son detto se devo proprio tifare per una squadra tiferò per quella della mia città o meglio provincia. Ho visto la C2, la radiazione, la retrocessione ma ogni domenica dopo aver finito di dirigere la mia gara di prima cat, promozione o eccellenza in giro per la sicilia chiedevo che cosa avesse fatto il Palemo? avversari Castel Di Sangro, Juve Stabia, Casertana etc etc ma oggi………………………..con quattro ragazzini ben dotati e qualche giocatore navigato penso che arriveremo in alto.!! Intanto sogno come per mia figlia che non smette mai di voler giucare a tennis ma vorrei dirlo piano magari il prossimo mese si è già stufata. Buona giornata a tutti.
mauro istr.coni says:
@napalmdeath…come ti capisco anche dal profondo nord ancora si gode quando la magica vince a Torino.Ho perso la voce per 2 giorni al gol del roscio!
@bogar : auguri per il tuo campione ,mi hai stupito circa la tua conversione (mai tardiva) per la squadra della tua terra…bravo 6 un esempio!
@stefano grazia: scusa ma bisogna tifare as Roma per capire.
@tutti: scusate la divagazione calcistica ,torno in campo (da tennis) e quando posso ,buono buonino, a leggerVi.
p.s. @max : vai avanti per la tua strada ,evidentemente niente customer care alla fit…
napalmdeath says:
per (dis)grazia…(to)
fermati, lascia perdere….io non parlo di calcio…parlo della roma….
io il 17 giugno 2001 stavo in curva sud….anno 200-2001 14 partite su 17 in cruva sud…
il 24 giugno 1 milione di romanisti al circo massimo…
io non parlo di calcio…..parlo della roma….
Riise Riise Riise……….