Alcaraz: “Non so se sarò a Roma e Parigi. Sinner? Sono grato che sia nel circuito”

Francesco Bruni
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Carlos Alcaraz - Foto PSNEWZ/SIPA

Carlos Alcaraz sta vivendo una fase delicata della sua stagione a causa del problema al polso che mette in dubbio la sua presenza ai prossimi grandi appuntamenti sulla terra battuta. In un’intervista concessa a La Gazzetta dello Sport durante i Laureus Awards, il numero due del mondo ha raccontato la situazione fisica, le incertezze su Roma e Roland Garros e il suo rapporto con Jannik Sinner, oltre a riflessioni più ampie sulla carriera e sul suo futuro.

Lo spagnolo ha spiegato come il momento sia fatto soprattutto di attesa e controlli: “Sono giorni lunghi e stiamo cercando di fare tutto il possibile. Dobbiamo fare nuovi esami nei prossimi giorni e da lì capiremo come sta evolvendo la situazione e i passi da muovere. Sto cercando di essere positivo e motivato, ma sono giorni davvero lunghi”. Una situazione ancora aperta che non consente certezze nemmeno sui prossimi tornei: “Non so ancora se sarò a Roma o al Roland Garros. Dipenderà da come evolverà il recupero e dai prossimi esami. Vedremo i passi da fare”. Il punto centrale resta evitare ogni rischio: “Sto cercando di essere positivo e motivato, ma sono giorni lunghi. Bisogna fare tutto con calma”.

Nel corso dell’intervista, Alcaraz ha parlato anche del suo rapporto con Jannik Sinner, ormai rivale stabile ai vertici del tennis mondiale ma anche riferimento importante per la sua crescita: “Senza Sinner non sarei lo stesso giocatore. Il fatto di averlo lì, come obiettivo in ogni allenamento, mi spinge a migliorare ogni giorno. Sono molto grato che sia nel circuito”. Il rapporto tra i due, secondo lo spagnolo, va oltre la rivalità: “La verità è che non lo so. Però penso che il buon rapporto che abbiamo Jannik ed io sia d’aiuto. Alla fine stiamo lottando per le stesse cose, per i tornei più importanti, per il numero uno. Ma fuori dal campo abbiamo un buon rapporto e credo che la gente lo apprezzi. In Italia con me e in Spagna con lui c’è rispetto e ammirazione. Bisogna ammirare lo sforzo di ogni atleta”.

Guardando ai grandi obiettivi della carriera, Alcaraz ha parlato anche del confronto con i numeri storici di Novak Djokovic: “È un traguardo molto lontano. Spero che la mia carriera sia lunga. Non so se mi fermerò a 10, 15, 20 o 24 Slam. Non voglio pormi limiti. Seguo il mio percorso e vedremo fin dove arriverò”. Dietro il sorriso, però, c’è una mentalità estremamente competitiva: “Assolutamente sì. Ogni volta che gioco con il mio team, con i miei fratelli o con gli amici, non voglio perdere in niente. Mai”.

Alcaraz ha raccontato anche il suo rapporto con la vita fuori dal campo, tra eventi, incontri e momenti lontani dal tennis: “Mi piace stare a casa con i miei amici, ma mi piace anche partecipare a questi eventi. Incontrare leggende dello sport è bello. A volte torno bambino quando mi capita di essere a cena con grandi personaggi. Non mi sembra vero, ma è qualcosa di speciale”.
Grande spazio anche al calcio e al prossimo Mondiale: “Mi spiace per l’Italia, è un dolore per i tifosi. Io seguirò la Spagna. Credo che abbiamo una grande squadra e possiamo fare bene. Ho molta fiducia”.

Non mancano le passioni extra tennis, condivise anche con Sinner, come il golf e altre sfide fuori dal circuito: “Parliamo spesso di golf, dei campi, di dove giocare. Passiamo bei momenti. Ci ripromettiamo sempre di giocare insieme tra un torneo e l’altro. In questo momento non mi sto allenando molto, ma sul karting sì: attenzione Jannik, sto migliorando”.

Infine, uno sguardo al futuro e alla propria evoluzione come giocatore: “Penso di sì. Spero che la mia versione migliore non sia ancora uscita. Sono molto giovane e ho ancora tanto da imparare, tecnicamente, fisicamente e mentalmente”.
E chiude con una riflessione più ampia sulla sua vita da atleta: “La vita da sportivo ha lati positivi e negativi, ma il lato positivo è tutto quello che mi ha permesso di vivere: conoscere persone, viaggiare, incontrare i miei idoli. Sono cose che resteranno sempre dentro di me”.

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