Archiviato lo swing sul cemento, iniziato per alcuni con l’Australian Open e per altri già nelle settimane precedenti, il circuito ATP si sposta finalmente in Europa per l’inizio della stagione su terra rossa.
La settimana del 30 marzo segna il primo vero passaggio: da una parte l’ATP 250 di Houston, con la sua terra atipica americana, dall’altra gli ATP 250 di Bucharest e Marrakech. È solo l’inizio di un percorso che porterà ai grandi appuntamenti: Montecarlo, Madrid, Roma e, infine, il culmine rappresentato dal Roland Garros.
In attesa di capire quando Jannik Sinner farà il suo esordio sul rosso, probabilmente a Montecarlo, l’attenzione si sposta su Bucharest, dove saranno due gli azzurri nel main draw: Matteo Arnaldi e Francesco Maestrelli e a Marrakech dove Luciano Darderi, Federico Cinà, Mattia Bellucci e Matteo Berrettini saranno impegnati. Un torneo che nel 2025 aveva visto il trionfo di Flavio Cobolli, protagonista di una cavalcata sorprendente arrivata in un momento complicato della sua stagione.
ARNALDI: LA TERRA COME RIPARTENZA
Matteo Arnaldi arriva a Bucarest con tante incognite, ma anche con un obiettivo chiaro: ritrovare ritmo e continuità. Il tennista ligure è reduce da un problema al piede che ha condizionato il finale di 2025 e parte del suo avvio di 2026. Lo stesso Arnaldi ha raccontato come i primi tornei dell’anno siano stati più un banco di prova fisico che una reale ricerca di risultati.
Dopo il cambio di guida tecnica, da Alessandro Petrone a Marcel Du Coudray, la sensazione è che il vero target fosse proprio la stagione su terra. Il debutto a Bucarest sarà contro un qualificato, con un possibile secondo turno contro Gabriel Diallo, avversario già più impegnativo ma comunque alla portata se la condizione dovesse crescere.
Più del risultato, però, conteranno le sensazioni: la risposta del piede, la tenuta fisica e la capacità di accumulare partite. Arnaldi si presenta con un ranking n.101 ATP, una posizione che non rispecchia il suo reale valore ma che è figlia della poca continuità. La terra rappresenta quindi il contesto ideale per rimettere ordine e tornare rapidamente dove è già stato.
MAESTRELLI: L’ENTUSIASMO DELLE PRIME VOLTE
Discorso diverso per Francesco Maestrelli, protagonista di un inizio di stagione ricco di novità e crescita. Il 2026 del giovane azzurro è stato fin qui un susseguirsi di “prime volte”: dal percorso a Melbourne fino alla sfida sulla Rod Laver Arena contro Novak Djokovic, passando per i primi Challenger da testa di serie n.1 e la qualificazione a Indian Wells, suo primo Masters 1000 fuori dall’Italia.
Un anno fa, di questi tempi, Maestrelli era n.281 del mondo. Oggi si presenta a Bucarest da n.112 ATP, con una consapevolezza completamente diversa. Per lui sarà il secondo main draw ATP 250 in carriera e il primo fuori dall’Italia su terra. Il sorteggio non è stato dei più morbidi: all’esordio ci sarà Botic van de Zandschulp, giocatore più esperto e sulla carta favorito.
Un test immediato, ma è proprio questo il valore di tornei come Bucarest: confrontarsi con un livello più alto per capire a che punto si è e iniziare a costruire abitudine alla competizione ATP.
I primi tornei sulla terra sono sempre particolari: ritmi diversi, adattamenti tecnici, condizioni che cambiano e margine per sorprese. C’è chi li usa per ritrovare forma, chi per sperimentare, chi per costruire fiducia. Per Arnaldi è una ripartenza. Per Maestrelli, un altro passo in avanti.