Berrettini si racconta: “In passato non capivo più chi ero, ora sono sulla strada giusta”

Luca Innocenti
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Matteo Berrettini - Foto Dubreuil Corinne/ABACA

“È importante rimanere vicino a chi ti vuole bene veramente e si prende cura di te. Sono loro che ti ricordano con che valori sei cresciuto”. Matteo Berrettini ha raccontato al Corriere dello Sport gli anni più difficili della propria carriera. Il tennista classe ’96 ha descritto un duro periodo di smarrimento, durante il quale ha faticato a ritrovare sé stesso come persona, prima ancora che come tennista. Berrettini ne ha parlato così: “C’è stato un momento in cui un pochino ho sbarellato e non capivo bene se ero ancora Matteo o se ero Berrettini. Ma credo sia una cosa normale”. 

Anni difficili e nuova prospettiva

A proposito di normalità, il finalista di Wimbledon 2021 ha aggiunto: “Come accade a tutti nella vita, anche i tennisti hanno dei dubbi sul lavoro, sulle difficoltà che affrontano e sui propri obiettivi”. Dopo anni travagliati, caratterizzati da infortuni, ritorni, nuovi stop e l’uscita dalla Top 100, Berrettini sembra aver ritrovato un equilibrio. Lo stesso giocatore ha sottolineato gli aspetti positivi del suo 2026: “Se continuo a fare le cose giuste, a prendermi cura del corpo e della mente, le cose belle poi succedono come al Roland Garros. Credo di essere sulla strada giusta“. 

Tra l’ATP 500 di Tokyo e il Masters 1000 di Shanghai, Berrettini non è riuscito a tradurre le proprie sensazioni positive in risultati. Tuttavia, non ne ha fatto un dramma: “Brucia un po’, ma questo è un bel segnale. Il tennis ti premia quando meno te lo aspetti”. Chissà che il premio non possa arrivare proprio nel finale di stagione: “Mi dispiace per Tokyo e Shanghai, ma adesso sono iscritto praticamente a tutto, dovrei giocare Lione, Vienna, Parigi e Stoccolma”.

Obiettivi

Con la stagione che si avvia verso i titoli di coda, l’ex numero 6 del mondo ha fissato degli obiettivi chiari:  “Parto dallo stare bene fisicamente, una cosa che non do mai per scontata. Poi voglio mantenere questo tipo di voglia, quando mi alleno e in torneo”. Per quanto riguarda la classifica, il vincitore di 10 titoli ATP ha dichiarato: “Vorrei provare a chiudere il 2026 in Top 30 per poter essere testa di serie in Australia, anche se avrebbe un valore soprattutto a livello personale. Ma se dovessi finire numero 35 non mi frusterei, anche perché se no perderei tutto il lavoro fatto su me stesso”. 

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