L’ITIA annuncia: confermata la squalifica di 4 anni a Vondrousova

Marco della Calce
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Marketa Vondrousova - Foto Mike Frey / IPA

Brutte notizie in casa Marketa Vondrousova. L’ITIA (International Tennis Integrity Agency) ha confermato la squalifica di 4 anni per la tennista ceca per aver rifiutato di sottoporsi a un test antidoping il 3 dicembre 2025. Attraverso un lungo documento pubblicato sul proprio sito ufficiale, l’ITIA ha spiegato nel dettaglio la vicenda e le ragioni che hanno portato a questa drastica decisione.

La sanzione

La squalifica, cominciata ufficialmente il 22 giugno 2026, durerà fino al 21 giugno 2030. Il tribunale, però, ha deciso che i risultati guadagnati sul campo da Vondrousova, campionessa a Wimbledon 2023 ed ex numero 6 del mondo, nel periodo che va dal 3 dicembre 2025 al 22 giugno 2026 non saranno revocati. Come successe per il caso di Jannik Sinner, Marketa non potrà giocare o allenarsi in nessun evento organizzato e gestito da ITF, ATP, WTA, Slam o da qualsiasi federazione nazionale.

La nativa di Sokolov ha ancora qualche speranza. Come da regolamento, potrà, infatti, fare ricorso al Tribunale Arbitrale dello Sport (TAS) entro la scadenza fissata all’11 agosto (21 giorni dalla pubblicazione della sentenza dell’ITIA) . L’0biettivo è quello di ottenere una squalifica meno severa, visto che l’ITIA ha deciso di sanzionarla con la pena massima per casi di questo genere.

La ricostruzione

Il 3 dicembre 2025, la ceca si sarebbe rifiutata di sottoporsi a un test antidoping presso la sua abitazione. A febbraio 2026, l’ITIA presenta l’accusa, accolta da un tribunale indipendente che a giugno stabilisce l’insufficienza delle prove fornite dai legali di Vondrousova e di squalificare la classe 1999 per 4 anni.

La difesa dell’ex numero 6 del mondo si basa sul fatto che la commissaria incaricata di effettuare il controllo, una volta arrivata a casa di Vondrousova a Praga, avrebbe cercato in tutti i modi di entrare nell’abitazione senza mostrare alcun documento d’identificazione. Questo, unito ai disturbi d’ansia di cui soffre la ceca, avrebbe causato una forte reazione da stress e la conseguente compromissione delle facoltà cognitive, giustificando il rifiuto del test.

Nella sentenza pubblicata, l’ITIA sostiene che, a seguito dei controlli effettuati dai dottori Mladkova e Zukov, la condizione di Vondrousova non sarebbe stata tale da impedirle di pensare liberamente. “L’ITIA accetta che la giocatrice potrebbe aver sofferto del Disturbo d’Ansia Generalizzato ma rifiuta che la stessa soffrisse di una Reazione da Stress Acuta al momento dell’incidente” si legge nel comunicato. Il tribunale ha dato ragione all’ITIA e ha dichiarato: “Si tratta di una decisione davvero deplorevole, presa dal giocatore in un momento di forte stress e ansia, di rifiutare il controllo antidoping, con conseguenze significative”.

 

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