Ci sono alcuni personaggi cruciali nella storia dello sport che raramente hanno i riflettori puntati addosso quanto dovrebbero: questa settimana è il caso di Gianluca Melegati, 68 anni, storico medico e fisiatra sportivo scelto da Jannik Sinner per valutare le condizioni del suo ginocchio in vista del Masters 1000 di Cincinnati e degli US Open 2026. Scelta non casuale: al dottor Melegati, esperto di riabilitazione, recupero e prevenzione degli infortuni, si sono rivolti alcuni dei maggiori campioni dello sport mondiale degli ultimi decenni, di tutte le discipline.
Calci e calcio
Melegati si è fatto le ossa tra il football americano e il rugby nel milanese, prima di completare la propria formazione insieme a un’altro mito della medicina sportiva, ovvero il compianto dottor Freddy Fu, ai tempi alla Pittsburgh University, noto anche per aver allungato la carriera di Zlatan Ibrahimovic con un intervento al ginocchio nel 2017. È il rugby a regalargli le prime emozioni, dal lavoro con la nazionale italiana con tanto di partita nel tempio di Twickenham, alle esperienze con il pilone Franchino Properzi, dalla forza fuori scala per i macchinari di allora.
Nel 2010 arriva il calcio: la fama guadagnata grazie al lavoro con la nazionale di rugby gli vale anche la chiamata a dirigere lo staff medico del Milan, decisione presa personalmente da Adriano Galliani. Melegati, che con Sinner condivide anche la fede calcistica rossonera, ha vissuto il sogno di una vita professionale stando a contatto con campioni come Clarence Seedorf e Antonio Cassano tra gli altri, che gli hanno permesso di apprezzare l’intero spettro di come un campione dello sport vede la vita da atleta.
I numeri uno
Oltre a Sinner, si sono rivolti a Melegati altri primatisti della propria disciplina come il ballerino Roberto Bolle, da lui definito ‘un atleta praticamente perfetto’, il campione del mondo di MotoGp Jorge Lorenzo e Ronaldo (il Fenomeno) tra gli altri. Eppure, nel suo studio, la ‘star’ della medicina sportiva continua a ricevere persone di tutti i tipi e di tutte le età, da cui continua a imparare tanto quanto fa dai campioni. Come affermato al Corriere della Sera, gli sportivi professionisti, soprattutto quelli che si sentono in cima al mondo, sono i più difficili da gestire, specialmente quando bisogna convincerli a riposare, aspetto non facile da gestire per persone giovani che hanno pochi anni a disposizione per tirare fuori il massimo dal proprio corpo.