Zverev vuole sfatare il tabù Indian Wells: servizio e aggressività le chiavi per ottenere la prima semifinale

Tommaso Giuliani
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Alexander Zverev - Foto Dubreuil Corinne/ABACA

C’è un Alexander Zverev diverso a Indian Wells. Più aggressivo, più deciso a prendersi il campo e. almeno nelle prime battute del torneo, perfettamente in linea con il proposito annunciato a inizio stagione: diventare un giocatore più offensivo.

Il tedesco ha inaugurato il suo cammino nel primo Masters 1000 dell’anno superando in due set Matteo Berrettini – 6-3 6-4 – guadagnandosi il terzo turno in poco più di un’ora. Un successo netto, che conferma la solidità di uno dei principali pretendenti al titolo in California, anche se storicamente questo è il torneo che gli ha dato meno soddisfazioni tra i Masters 1000: qui non ha infatti mai raggiunto la semifinale.

Contro Berrettini si è vista però una versione di Zverev decisamente più propositiva. Il numero quattro del mondo è sceso a rete ben 14 volte, vincendo 12 punti, una percentuale altissima che dà concretezza alla volontà di accorciare gli scambi e togliere tempo agli avversari. Un cambio di atteggiamento cercato e dichiarato: il tedesco ha spiegato di voler essere più aggressivo nel 2026, cercando più spesso la chiusura a rete invece di affidarsi esclusivamente alla solidità da fondo.

Anche al servizio Zverev ha mostrato segnali incoraggianti, con una prestazione molto solida che gli ha permesso di controllare l’incontro senza concedere troppo. Un dettaglio non secondario in un torneo come Indian Wells, dove le condizioni lente tendono spesso ad allungare gli scambi.

Il suo percorso nel tabellone potrebbe incrociare ancora l’Italia. Oltre a Berrettini già affrontato, il sorteggio ha messo sulla sua strada diversi azzurri come possibili avversari nelle fasi successive: Lorenzo Musetti è stato eliminato, ma c’è Flavio Cobolli negli ottavi e Jannik Sinner nell’eventuale semifinale. Un fattore che rende la parte bassa del draw particolarmente interessante anche dal punto di vista italiano.

Se la versione più offensiva di Zverev dovesse reggere nel corso del torneo, soprattutto con un rendimento al servizio di questo livello, il tedesco potrebbe finalmente provare a sfatare il tabù di Indian Wells, unico Masters 1000 in cui non è mai riuscito a spingersi fino alle semifinali. E le prime indicazioni, almeno per ora, sembrano andare nella direzione giusta.

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