Australian Open 2026, Djokovic: “Musetti miglior giocatore in campo, devo cambiare marcia”

4 Min Read
Novak Djokovic - Foto Dubreuil Corinne/ABACA

Non ho giocato vicino al mio massimo livello. Devo cambiare marcia. Spero di riuscire a esprimere il mio miglior tennis nella prossima partita”. Novak Djokovic esordisce duro con sé stesso in conferenza stampa. Dopo aver passato il turno sfruttando il ritiro di Lorenzo Musetti (che era avanti 6-4 6-3 1-3 nel punteggio) nei quarti di finale dell’Australian Open 2026, il ventiquattro volte campione Slam non ha nascosto tutta l’insoddisfazione per la sua prestazione.

Non voglio togliere nulla all’ottima qualità di Musetti – afferma il serbo –. Però credo di aver reso sotto il mio livello rispetto a quanto avevo mostrato nel torneo finora. Devo giocare meglio, senza dubbio. Sono semifinali Slam, quindi motivazione e fiducia ci sono. So che ora sarà ancora più difficile, ma devo essere pronto”.

L’INFORTUNIO DI MUSETTI E I SUOI PROBLEMI FISICI

Passato il quarto turno senza neanche scendere in campo a causa del ritiro di Jakub Mensik, Nole ha trovato fortuna anche nei quarti di finale con l’azzurro fermato da un infortunio alla gamba destra: La prima volta che l’ho visto in difficoltà è stato nel terzo game del terzo set, quando gli ho strappato il servizio. Però ho parlato con alcuni membri del suo team, tra cui il mio ex agente Edoardo, e mi ha detto che Lorenzo si lamentava già all’inizio del secondo set. L’esempio odierno mostra quanto sia duro il tennis: lui era il giocatore migliore in campo, stava per vincere ed era in controllo, poi è successo qualcosa”.

Problemi fisici, o meglio fastidi, che continuano a non dare tregua anche al nativo di Belgrado, costretto a chiamare poco prima di Musetti il medical time-out: “Sì, avevo una vescica che doveva essere controllata e bendata di nuovo. È quello che avevo già fatto nell’ultimo match. È la mia principale preoccupazione, non ho altri problemi seri”.

E l’inizio della stagione, che viene dopo un lungo periodo tra preparazione e recupero, può essere una velenosa arma a doppio taglio: “Se guardi da un lato, essendo inizio stagione, diresti che i giocatori sono riposati. Ma l’off-season è l’unico periodo in cui puoi spingere davvero fisicamente e mentalmente per migliorare. Questo richiede molta energia e crea stress extra. Il corpo reagisce in modo diverso tra allenamento e gara, ed è sotto shock dal carico di lavoro”.

L’ESSERE ANCORA COMPETITIVO

Prima con Federer e Nadal, ora con Sinner e Alcaraz, Nole è riuscito, grazie alla sua longevità, a essere competitivo a cavallo tra due epoche tennistiche: quella che si è appena conclusa e quella che è appena iniziata. E nonostante l’età, la fame di vincere per il numero 4 del mondo continua a essere il principale motivo di spinta: Roger e Rafa resteranno sempre i miei grandi rivali. Ho enorme rispetto per Jannik e Carlos: saranno protagonisti per 10-15 anni. È il ciclo naturale dello sport. Io sto scrivendo la mia storia. Il mio obiettivo è arrivare in finale in ogni torneo, soprattutto negli Slam: sono la ragione principale per cui continuo a giocare. Sono loro migliori adesso? Sì. Ma questo non significa che io alzi bandiera bianca. Lotterò fino all’ultimo punto per sfidarli”.

Share This Article