Australian Open 2026, Zverev: “Tien incredibile da fondo. Sono felice perché gioco senza dolori”

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Alexander Zverev - Foto Phamai Techaphan/Shutterstock

Alexander Zverev è intervenuto in conferenza stampa dopo la vittoria ai danni di Learner Tien che gli ha regalato l’accesso in semifinale all’Australian Open 2026. Le prime parole sono state per l’avversario: “È un ottimo giocatore, molto diverso rispetto all’anno scorso. Giocava in maniera incredibile da fondocampo, ma per fortuna in molte situazioni ho potuto contare sul mio servizio, il che è stato molto importante“.

Gli elogi non erano però finiti: “Mi sentivo come se non avessi un punto in campo dove poter colpire la palla ed essere fuori pericolo. Se colpivo con forza, lui si appoggiava sulla mia velocità, mentre se colpivo un po’ più lentamente, lui anticipava la palla, diventando aggressivo. Penso che si debba dare credito a Michael Chang: quello che sta facendo con lui è fenomenale“.

La svolta decisiva

Il tedesco ha poi fatto chiarezza sulle sue condizioni fisiche: “Negli ultimi dieci giorni mi sono sentito in salute e senza dolori: probabilmente da 12 mesi non provavo questa sensazione. Per me è un buon punto di partenza. Mi sento felice in campo perché gioco senza dolore e a un buon livello. E poi vincere aiuta sempre“.

Per poi ribadire: “Credo che sia stato il cambiamento più grande nell’ultimo anno non credo sia dovuto all’assenza di dolore. Quando hai a che fare con infortuni e fastidi particolari o quando senti di non riuscire a eseguire ogni singolo movimento liberamente, è stancante anche mentalmente. Detto questo, ho anche lavorato sul mio gioco, cercando di essere più aggressivo, soprattutto sui primi colpi dopo il servizio, e provare ogni tanto il serve&volley. Se queste cose funzionano per me, allora penso che arriverà anche il successo“.

Caldo e programmazione

In seguito Zverev ha affrontato l’interessante tema della programmazione: “Penso che dovrò adattarmi, specialmente dopo il mio folle calendario dell’anno scorso. Adoro il Sud America, ma probabilmente non è stata una decisione intelligente andare a Buenos Aires. Magari avrei dovuto saltarla e andare a Rio. Poi sono andato direttamente ad Acapulco e poi ancora a Indian Wells: è stato un susseguirsi di eventi e lì sono iniziati i miei problemi perché mentalmente ero stanco. Devo, sì, migliorare in questo senso. Devo programmarmi meglio, ma è un processo di apprendimento“.

Non poteva mancare un commento sul caldo e sulla decisione di chiudere il tetto della Rod Laver Arena: “È fantastico giocare indoor perché le condizioni sono perfette. Ci sono ben 24 gradi con l’aria condizionata accesa. Prima della partita comunque mi ero allenato all’aperto. Com’era? Caldo“.

Pressione? Nì

Infine, sulla pressione a questo punto del torneo: “In realtà ho la sensazione che i giocatori migliori sentano la pressione maggiormente all’inizio. Adesso chiunque affronterò, che sia Carlos o Alex (Alcaraz o de Minaur, ndr), sarà un grande giocatore. Nel mio caso ovviamente sto ancora inseguendo un titolo Slam, ma voglio anche godermi il mio tennis. In questo momento lo sto facendo ed è la cosa più importante per me“.

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