ESCLUSIVA – BJK Cup 2026, Grant: “Una giornata difficile, ma ci sono tante cose positive da portare a casa”

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Tyra Grant - Foto Martegani

SHENZEN – Forse non era l’esordio che desiderava, ma Tyra Grant riesce a guardare anche il lato positivo. La classe 2008 è scesa in campo per la prima volta in carriera con la maglia della nazionale azzurra, scelta da Tathiana Garbin per aprire la sfida con l’Ucraina nella semifinale di Billie Jean King Cup. Tyra si è arresa a Anhelina Kalinina con il punteggio di 6-3 6-4 prima che il successo di Elina Svitolina su Jasmine Paolini per 6-2 6-2 mettesse fine alla difesa del titolo conquistato nel 2024 e nel 2025 dalle italiane.

“Non è stata una partita facile – racconta Grant -. Lei comunque mi ha concesso veramente poco, pochi regali. Dovevo fare sempre qualcosa io. Penso di aver avuto un’idea di gioco giusta, comunque aggressiva, cercando di andarmi a prendere il punto. Sul servizio stiamo lavorando molto, però comunque son contenta di come per ora sta andando. La risposta oggi non c’era proprio, però vabbè, capitano anche queste giornate. Però comunque penso di aver fatto la mia partita e per quanto sia difficile vederli ora, sono sicura ci siano tanti lati positivi da portare a casa“.

La scelta di Garbin

Dopo la sconfitta di Elisabetta Cocciaretto nel primo singolare del quarto contro la Cina, la scelta della capitana Garbin è ricaduta su Grant. Frutto delle buone sensazioni in allenamento. “Dallo US Open ho fatto delle ottime settimane di allenamento – spiega Tyra -. Ho scelto di allenarmi un pochino di più piuttosto che andare a fare altri tornei, e penso che questa sia stata un’ottima scelta. E anche questa settimana comunque mi sono allenata molto bene, anche a prescindere diciamo dal fatto di giocare o meno. Soprattutto in vista dei lunghi tornei dove non avrò così tanto tempo per allenarmi. Abbiamo fatto tanti punti, mi sono sentita molto bene. Le condizioni del campo comunque sono un po’ particolari, cioè indoor alla fine non ci si gioca neanche così tanto. Quindi sono contenta delle ultime settimane di allenamento, per le ore e per l’intensità che ci sto mettendo“.

Sul fiocco tricolore

Protagonista dell’esordio dell’azzurra, il fiocco tricolore utilizzato per legare i capelli. “È una cosa che io facevo tanto nella Billie Jean King Cup Junior con l’America – ha spiegato Grant -. Mi è sempre piaciuta, l’ho sempre fatta tutti gli anni, ed è un accessorio carino che mi piace aggiungere, a me piacciono molto gli accessori in generale. E quindi stamattina si sono adoperati Michelangelo, Elisabetta e tutti per cercare di trovare una soluzione. E sono contenta che siamo riusciti perché mi piace molto, è una cosa che non fanno tanti, quindi è molto carina secondo me. Per realizzare il fiocco diciamo che hanno un po’ giocato con una bandiera. C’era l’idea di un nastro blu, però poi alla fine abbiamo optato per la bandiera“.

Salto di qualità

La prima volta in nazionale è un ulteriore passo nella crescita di Grant, che pian piano si sta avvicinando al livello delle migliori: “Penso che l’aspetto che devo ancora migliore tanto sia la continuità, perché sono abituata a giocare ormai a livello 100-125, però comunque partite di questo livello ne ho fatte poche quest’anno. Comunque ho giocato a Madrid, a Roma, a Wimbledon con giocatrici Top 100, cosa che prima non succedeva spesso. Quindi penso mi manchi un po’ quello, la continuità che ovviamente arriva col ranking, con le partite vinte, con la fiducia. Man mano che riuscirò ad abituarmi a giocare un certo tipo di tornei e con certe giocatrici, si vedranno anche più i risultati“.

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