Diario di Bordo dal Roland Garros – Cala la Notte su Parigi

di - 25 Maggio 2010

Claudio Pistolesi e Michael Berrer
(Claudio Pistolesi e Michael Berrer)

di Gianluca Dova alias Freddo

Lunedi 24 Maggio- Il lunedi e’ storicamente una giornata drammatica ma io mi sento abbastanza tranquillo. Come nella canzone dei Beatleas “With a little Help from my friend” conto di sfangarla e alla fine sara’ cosi’ ma gli inizi non sono dei piu’ facili. Molti si chiederanno come faccio a scrivere visto che internet non funziona in albergo, lotto e mi arrangio, quindi chiedo di scusarmi se la mia scrittura non e’ scevra di errori e di imprecisioni ma mi sto realmente arrampicando su gli specchi. Ho scoperto un supermarket vicino all’albergo con internet e linee telefoniche internazionali aperto fino all’una di notte, un supermarket per extracomunitari che devono chiamare a casa con Skype. Il compagno di cabina vicino a me e’ un tunisino butterato che sta comunicando in una lingua a me sconosciuta mentre io sto litigando con una tastiera francese e scrivendo con Notepad. Questi francesi sono veramente unici al mondo per scrivere i numeri bisogna premere contemporaneamente Shift, non vi dico le bestemmie ed il tempo perso per entrare nella mia casella postale e su facebook prima che ho capito questa particolarita’ del mondo telematico francese. Ringrazio i francesi per averci regalato Noah, Leconte e la democrazia moderna ma non li perdonero’ mai per lo shift su i numeri. Un difetto che considero ormai alla pari con quello di avere Domenech allenatore della nazionale di calcio.

La giornata comincia nell’attesa del mio compagno di avventure Florin e con la partenza di mia moglie. Mi attivo subito per conoscere la situazione biglietti e di che morte morire, alle 10 sono in mezzo ad una strada. Pistolesi mi manda un sms dicendomi che purtroppo Micheal ha molti amici della Germania che sono venuti a seguirlo e che quindi non riesce a trovarmi due biglietti. A questo punto scateno tutte le mie risorse, scrivo ad Hanescu, Fulvio Fognini e Seppi. L’ultimo e’ veramente un tentativo disperato Andreas lo vedo raramente, non ho mai avuto grandi contatti e non so se il numero che ho, e’ ancora buono. In effetti da lui non ho nessun feed-back ma ci sta. Alle 10 e 30 vado alla metro per incontrare Florin che si aspetta di vedere Federer e dopo e’ praticamente pronto a morire contento, non ho la piu’ vaga idea di cosa gli diro’ ma invece ecco il primo miracolo. Victor che conosco dai tempi di quando girava per i challenger ed ero l’unico che conoscendo il rumeno parlava con lui mi scrive che ha un biglietto disponibile. Bravo ragazzo, non si e’ montato la testa e si ricorda di chi sconosciuto lo ha incitato e sostenuto. La memoria per i tennisti e’ una colpa di cui non li si accusa troppo come la bonta’ per i carabinieri nelle canzoni di Andrè. Mi ha fatto quindi molto piaere questo suo messaggio quando pensavo che amicizia e riconoscenza non sono di questo mondo. Do la notizia al buon Florin che mi continua a parlare a ripetizione di Roger e ci lanciamo su la metro direzione Roland Garros.

All’acquisto dei biglietti di trasporto arriva il messaggio di San Claudio Pistolesi da Roma, trovato l’altro biglietto per il torneo. I miracoli esistono, nel frattempo mi chiama anche Fulvio che purtroppo a Fabio i biglietti per la giornata non gli li danno dal momento che non gioca, va bene lo stesso. Tutti gentili e bravi quindi, ringrazio tutti, e se ho dubitato chiedo scusa.

Arrivati al torneo, ci danno i biglietti all’ingresso. Florin vuole vedere Federer quindi chiede subito se vanno bene per il centrale, l’hostess tranquillamente gli dice che vanno benissimo. Leggiamo il biglietto in cui scrive “permet l’acces aux courts A L’ EXCLUSION des courts: PHILIPPE CHATRIER, SUZANNE LENGLEN, N.1”, la nostra traduzione e’ chiaramente di biglietti ESCLUSIVI (quasi VIP quindi) per quei campi. Ci sentiamo molto importanti. Florin va tranquillo sul centrale a vedere l’amico Roger ed io invece molto piu’ modestamente mi dirigo verso il campo di Lorenzi.

LORENZI-BECK. Si gioca sul 10 che e’ uno dei campi in assoluto piu’ piccoli del torneo, mi agito nella folla per entrare e riesco alla fine a sedermi vicino al coah di Paolino, Galoppini. Gli dico subito che collaboro con Nuova Spazio Radio e che gli rubero’ qualche commento. E’ molto gentile seguiremo il match insieme soffrendo per il nostro eroe. Il primo set e’ vinto in maniera tranquilla da Lorenzi che serve bene e tiene lo scambio con diverse variazioni, Beck sbaglia abbastanza. Il secondo inzia su la falsa riga del primo con Paolo che annulla palle break con ottimi servizi ed attacchi e ne conquista un paio per andare avanti ma qui sbaglia un roverscio in back abbastanza comodo. Da quell’errore il match gira completamente, il tedesco praticamente non sbaglia piu’ tira molti vincenti da fondo soprattutto di dritto, serve piatto e forte su le righe con buone percentuali e sbaglia pochissimo. Lorenzi si fa prendere dallo sconforto e per due set viene seppellito e solo sotto di un break al quarto riprende fiducia ma ormai e’ tardi, il tedesco chiude senza tremare.

Il commento del suo coach e’ stato “All’inizio la partita c’era, Paolo era molto carico ed il tedesco un po’ incostante anche se sapevamo che era in ripresa dopo aver vinto un paio di partite alla World Team Cup. Il punto di svolta del match e’ stato l’inizio del secondo con quella palla break, purtroppo da li’ il tedesco ha giocato benissimo. Paolo pero’ e’ sceso troppo e’ andato giu’ di fiducia ed ha avuto un’atteggiamento sbagliato, doveva provare a fare piu’ gioco rischiando ed invece e’ stato preso da un certo sconforto anche se onestamente Beck ha giocato in maniera incredibile. Adesso giocheremo il challenger di Roma e poi andremo sull’erba a giocare il Queens per prepararci per Wimbledon. Paolo in generale sta giocando bene anche recentemente ha perso una partita molta buona giocata contro Bolelli in cui pur giocando bene, la partita e’ girata per degli episodi anche sfortunati.

Ximena da’ spettacolo. Mi dirigo allora verso il campo numero 8 dove Bolelli ha iniziato il suo match contro Andujar, e la prima cosa che colpisce un po’ tutti gli spettatori e’ la tenuta di Ximena. Il caldo e’ torrido ma l’uruguagia ha calzoncini bianchi altezza inguine e una sottile smanicata da cui l’ombellico fa spesso capolino fuori, tenuta da spiaggia tropicale. Siamo tutti un po’ distratti quindi, anche se lei succintamente tende a coprirsi spesso con un ombrellino bianco. Sul campo invece Simone e’ un po’ nervoso e non si capisce se e’ condizionato di piu’ dai topponi spagnoli o dal calzonciono della sudamericana. Si lamenta anche quando va avanti nel secondo ed infatti perde subito il vantaggio, poche prime, poche risposte, molti improperi anche se educati come il suo solito e poche volte riesce a prendere il controllo del gioco. Andujar sembra un marziano e Simone sembra svuotato. Prestazione non troppo commentabile malgrado Piatti abbia cercato in continuazione di dargli indicazioni. Voto alla tenuta di Ximena 9, l’ombrellino che faceva vedere e non vedere, il tocco di classe. Voto a Barazzuti che ha seguito un set 4, Lorenzi invece non l’ha visto per niente, se vuole per le convocazioni in Davis mi puo’ chiamare magari l’aiuto visto che io le partite l’ho viste. Voto a Simone 5, giocato male, ma vi voglio vedere a voi giocare con certe pressioni.

Saretta “de noi artri”! Ho un’amico il mitico Grigo che e’ un grande tifoso della Errani e quindi mi sento obbligato a sostenerla. Non prima pero’ di aver rincontrato Florin che ha appena litigato alle informazioni, con il biglietto “esclusivo” non l’hanno fatto entrare al Suzanne Lenglen. Capiamo quindi che il biglietto non era esclusivo ma solo per i campi secondari, il maestro rumeno ha appena visto tutto il match di Roger ed e’ uguamente soddisfatto. Il suo sogno si e’ realizzato, non si sa come ma l’hanno fatto entrare senza fargli domande, forse Federer l’ha raccomandato. In ogni caso e’ la conferma che nella vita bisogna sempre crederci se poi non si conosce per niente il francese, meglio ancora.

Il match di Saretta invece e’ in salita, l’altra tira solo lavandini, la nostra corre ma non la prende mai, Davide contro Golia. Provo di tutto, nei match femminili non mi conosce nessuno e quindi mi posso sfogare. Faccio il contro tifo ai parenti della sua avversaria, strillo e gli chiamo il pugno ad ogni punto vinto, cerco di tirare su Saretta dicendogli che l’altra ha solo fortuna (il termine e’ un’altro pero’…). Ne parlo anche con i parenti della sua avversaria, gli spiego che cosi’ non e’ corretto. Io gli parlo in romano stretto e loro credo in ceco. In ogni caso mi capiscono e mi rispondono sorridendo in inglese “It’s the game”, io sempre sorridendo “No, no e’ proprio c…..!!!”. Alla fine con un po’ di bagarre Saretta si riprende e va anche avanti, sembra ce l’ha possa fare ma invece riperde il servizio, in un game lunghissimo poi l’altra prende righe, nastri, tutto il possibile, con la nostra eroina che impazzisce!!. Saretta “de noi artri” perde ed io molto sportivamente stringo la mano ai parenti della Shvedova e gli dico “Good Luck” sempre molto sportivamente aggiungo “certo non ne avete bisogno!!”. Ci stava direi, sportivi si ma la verita’ non va nascosta!

La dura vita degli scrocconi di tennis. Mi rendo conto di avere un grosso problema mi hanno messo in contemporanea il match tra Hanescu-Hernandez e Berrer-Fish, come fare a seguire entrambi i miei amici che gentilmente mi avevano procurato i biglietti? Situazione difficile, mi dirigo pero’ prima a vedere Berrer anche per rispetto del mitico Claudio che era stato eroico e magari aveva fatto piangere qualche tedesco per farmi entrare.

Claudio e’ come al solito uno spettacolo nello spettacolo, gia’ prima del match distrugge il povero Fish, il primo commento tecnico e’ piu’ o meno “certo che l’americano e’ molto dimagrito, Fish e’ divenato un’alice anzi un anchoes (si scrive cosi’ in inglese???)”. Poi continuiamo a farci del male con le battute ittiche di seguito una dopo l’altra “oggi non puo’ vincere mica e’ venerdi e quindi venerdi pesce!”, “aooo meno male che quello li’ e’ un piccione se era un falco pellegrino se lo portava via”, “su le palle alte l’americano e’ un pesce fuor d’acqua”, “su sta palla non ha abboccato stavolta”. Praticamente durante il match ogni tanto sbottavamo a ridere ed il povero Berrer non capiva perche’, io stavo quasi sotto la seggiola. Il primo set e’ appannaggio di Michael che recupera da un break sotto dopo averci messo da solo due doppi falli. Gran tennis di Berrer e Fish che gioca bene ma sembra non avere tanta anima, “bello ma non balla”. Claudio poi nei momenti cruciali del set utilizza la tattica Pietrangeli e cerca di conivolgermi, corrompendomi , mi dice “se fa doppio fallo adesso ti pago la cena”, io chiaramente ci spero pero’ l’americano sembra avercela con me magari perde il punto ma su la seconda magari a caso becca sempre la riga. Vinto il set cerco di impietosire Pistolesi dicendogli che comunque “io la pizza la meritavo visto che Micheal il set l’ha vinto”, con un po’ di trattative ci accordiamo su una pizza.

Victor Hanescu

Mi dirigo quindi a vedere Victor Hanescu che e’ un set pari con Hernandez, saluto tutto il suo staff incluso il suo alleatore Tomai Firicel con cui avevo spesso parlato in alcuni momenti difficili della carriera di Victor. Momenti come quando Victor non vinceva una partita, veniva da un grosso problema alla schiena ed eravamo 3 di numero a vedere la sua partita contro Montanes in quali a Roma e Firicel si sfogava con me di tutti i suoi problemi. Come detto la memoria non e’ una colpa che si fa’ a giocatori e coach, quindi ci rimango un po’ male quando il grande coach rumeno, alla mia molto impegnativa domanda “come stai?” ad un cambio di campo mi risponde piu’ o meno “lasciami stare sto lavorando”. Mi viene voglia di dirgli due cosettine su come si coacha e magari dirgli che anche se vuole che Victor vinca con Hernandez, un coach normale gli direbbe di rispondere piu’ lungo e non scrivere i poemi per poi dire semplicemente al proprio giocatore “stai calmo” ma mi freno. Alla fine Victor e’ un amico ed e’ una persona gentile se ci sono altri problemi tra di loro non so, certo non e’ colpa sua se il suo coach e’ stranito. La partita e’ piu’ o meno quella tra un gioatore di tennis abbastanza classico come Hanescu con colpi abbastanza piatti ed un’arrotino ugualmente classico. Il rumeno e’ nervoso, il suo clan e’ numeroso ma il tifo scarseggia. Io faccio il mio lavoro da tifoso e lo spingo ad ogni punto, alla fine azzecca le due fatidiche risposte, fa il break e vince il set. Me ne posso andare in pace con me stesso a seguire Berrer anche se nel trasferimento da un campo all’altro qualche insulto a Firicel lo lancio, giusto cosi’ perche’ non sono un tipo permaloso.

Cala la notte su Parigi. Torno da Claudio a cui avevo promesso di tornare presto, la cosa mi fa piacere, disprezzato dai coah rumeni (o quello che e’ Firicel….), sone ben voluto dal nostro coach romano. Purtroppo la situazione e’ un po cambiata, sono un set pari ed il match e’ molto equilibrato. Claudio pero’ e’ soddisfatto Micheal gioca bene e segue tutti i suoi consigli. Gli fa cenno di alzare la testa prima di servire e di avere un linguaggio del corpo molto positivo, di alzare quando puo’ qualche palla e di servire ogni tanto al corpo. La cosa sembra funzionare benissimo ed il tedesco va’ avanti due set ad uno. Il match sembra andare dalla parte giusta ed anche se si fa scuro gia’ cominciamo a pensare alla nostra pizza. All’inizio del quarto pero’ Micheal si inceppa, cala al sevizio e la partita si complica, proprio il servizio che deve essere la sua arma migliore lo incasina contro un giocatore come l’americano che risponde sempre bene e ti lascia pochi punti facili, si perde quindi il quarto in maniera abbastanza comoda con qualche responsabilita’ anche del sole che stava scendendo. Sono gia’ le 9 di sera ed io e Claudio ci domandiamo quando interromperanno il match, tra l’altro Claudio cerca di capire se Micheal vede bene o pure no visto che con cosi’ poca luce il piu’ danneggiato sembra essere lui con i suoi movimenti molto piu’ articolati. Niente il match non si ferma, Claudio cerca di avvisare il tedesco di chiamare il fisio per tirarle per le lunghe visto che non si vede piu’, niente Micheal non capisce ed e’ troppo educato. Senza vedere troppo Berrer prende il break steccando tre dritti che fino ad allora aveva sbagliato molto poco, continua a lottare, il match e’ bello ma Fish risponde sempre alla grande e serve sempre meglio. Molti aces per lui negli ulimi due set quasi 20 a fine match, solo 6 e 7 per Micheal e questo fara’ la differenza alla fine. Si finsce tra gli applausi degli spettatori presenti quasi alle 10 di sera e con il rammarico della non interruzione del match, decido quindi che la pizza sara’ per un’altra volta. Questi invece i commenti di Claudio sul match: “Micheal ha giocato bene, alla fine e’ stata la sua migliore prestazione a Parigi da sempre. Peccato per il calo al servizio che ogni tanto lo condiziona, paradossalmente, se fosse piu’ continuo anche su la terra con questo fondamentale potrebbe crescere ancora di piu’. Bisogna pero’ essere onesti nel dire Micheal e’ cresciuto molto velocemente in classifica adesso e’ numero 42 al mondo e forse questa crescita cosi’ veloce puo’ non essere facile da gestire, sente molta piu’ pressione. Sono pero’ contento di come gioca, e’ migliorato in tutto e soprattutto ha un’atteggiamento molto migliore, non piu’ a testa bassa ma sempre con la testa alta. C’e’ magari qualche difetto preso nel tempo piu’ difficile da correggere pero’ gli posso solo fare i complimenti. Sull’erba speriamo adesso di fare quei punti che dopo Montecarlo per un motivo o per un’altro non siamo riusciti a fare malgrado match molto positivi. Sul match di oggi devo dire e dopo la partita l’ha capito anche lui Berrer e’ stato troppo educato, non vedeva e doveva chiedere l’interruzione dela partita. Lo dovrei forse mandare a fare un corso di sopravvivenza a Mergellina o in qualche periferia di Bucarest, invece e’ troppo buono ed educato. Speriamo che serva per le prossime occasioni questa partita.”

Ringrazio ancora tutti quelli che mi hanno aiutato ad entrare, martedi non ce la faccio a schierarmi visto che non ho grandi appoggi ne amici che giocano. I biglietti per i campi secondari costano sui 100 euro, scusate ma anche Freddo certe rapine non le puo’ sopportare. Mercoledi mi schierero’ per Fabio Fognini contro Monfils sperando di potervi raccontare qualche altra bella avventura.

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