Itf Pomezia (10.000$): Il Resoconto della vittoria di Martina Caregaro

di - 27 Marzo 2010

Martina Caregaro e Compostizio
(Le Finaliste Compostizio e Caregaro – Foto Nizegorodcew)

di Alessandro Nizegorodcew

Bellissima vittoria di Martina Caregaro in quel di Pomezia. La giovane valdostana, classe 1992, ha disputato una finale ai limiti della perfezione, superando la spagnola Compostizio De Andres (220 Wta) con il netto punteggio di 61 61. Una vittoria ancor più bella se si pensa che Martina era al primo torneo della stagione sulla terra (aveva giocato solamente un altro torneo sul veloce in Svizzera in tutto il 2010) a causa di un infortunio occorsole ad inizio anno.

Martina Caregaro b. Maria Eloisa Compostizio De Andres 61 61
Spettacolare prestazione di Martina Caregaro, che, senza perdere mai il servizio, domina la spagnola dal primo all’ultimo 15. Il primo game da subito fiducia all’azzurra, che sfruttando due doppi falli della sua avversaria, conquista immediatamente il break. Il terzo gioco è l’unico del parziale che la Compostizio riesce a vincere, tra l’altro recuperando da 0-40. Il primo set scorre via facilmente per Martina, che è stata molto brava a palleggiare con colpi molto lunghi, pronta ad accelerare alla prima occasione possibile. Nell’ultimo gioco della frazione iniziale, la Caregaro ha giocato due colpi pazzeschi: palla corta di diritto e passante lungolinea di rovescio e poi un passante incrociato stretto con il back di diritto da due metri fuori dal campo. Il secondo set è stato molto equilibrato nei primi 4 giochi. Nel terzo gioco, sul punteggio di 1-1, Martina ha annullato una pericolosissima palla break. Nel game successivo, interminabile, la Compostizio ha subito il break alla quarta possibilità per Martina. Da quel momento in poi è pura accademia per la valdostana, che al primo match point ha chiuso il match, conquistando il primo titolo della sua carriera.

Martina Caregaro
(Martina Caregaro – Foto Nizegorodcew)

L’analisi tattica. Martina, come si diceva in cronaca, è stata molto brava ad aspettare la palla giusta per spingere. L’azzurra ha chiuso moltissimi punti con i lungolinea, sia di rovescio (il colpo più bello della valdostana) che di diritto. Molto bene anche la smorzata, che Martina gioca praticamente sempre con il diritto. In un paio di circostanze la Compostizio, un vero e proprio motorino in campo, non è nemmeno partita nel tentativo di raggiungere la palla. Al servizio, Martina ha alternato prime piatte ad altre più lavorate, spesso e volentieri ad uscire. L’unico dettaglio leggermente negativo è stato alla risposta. Il servizio della spagnola è piuttosto debole e Martina, che con il rovescio ha un’apertura abbastanza corta, ha fatto fatica ad incontrare la palla, commettendo qualche errore di troppo. Nel complesso un match da 9 in pagella per Martina Caregaro!

Queste le parole di Martina Caregaro al termine dell’incontro: “Sono molto contenta per il mio primo titolo in carriera. Avevo giocato con la Compostizio a Maiorca nel 2009, sempre in finale, e avevo perso in tre set. Sono stato molto attenta alla tattica e ovviamente ringrazio tantissimo Francesco Elia, che mi ha spiegato come mettere in difficoltà la spagnola. Il match più duro del torneo è stato il primo turno, nel quale ho battuto la Pillot in tre set. Io e Carolina ci conosciamo molto bene, visto che siamo dello stesso anno (1992) ed è stato complicato batterla. Adesso prenderò parte al torneo di Civitavecchia.”

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Queste le parole di Francesco Elia, allenatore di Martina: “Martina ha giocato un ottimo match. Abbiamo studiato la tattica nei minimi dettagli fino a pochi istanti prima della partita e Martina ha messo in pratica molto bene quello che avevamo pensato. E’ cresciuta sicuramente dal punto di vista tecnico e tattico e oggi si è visto. Il problema principale, oggi, era quello di trovare il momento giusto per attaccare, senza commettere errori gratuiti cercando immediatamente il vincente. La Compostizio ha sbagliato qualcosa in più del solito, ma soprattutto per merito di Martina, che ha giocato colpi davvero molto profondi.”

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