Campionati italiani under 14: Cocciaretto pigliatutto

di - 8 Settembre 2014

Cocciaretto

di Alessandro Mastroluca

Sul trono d’Italia. Elisabetta Cocciaretto è la prima baby tennista capace di aggiudicarsi nello stesso anno il titolo italiano Under 13 (a Maglie) e Under 14 (a Roma). Cresciuta fino a 11 anni nel Circolo Tennis Porto San Giorgio sotto la guida del Maestro Antonio di Paolo, lo stesso che ha formato Quinzi, adesso si allena al Centro Tecnico Federale delle Marche sotto la guida del tecnico Luca Sbrascini, di Sebastian Vazquez, coach anche di Stefano Travaglia, e del preparatore atletico Rodrigo Zalynas.

Cocciaretto ha già vinto il campionato italiano Under 11 e Under 12 e la prestigiosa Coppa Lambertenghi. A Roma ha sconfitto nei quarti la parmense Tcherkens e in semifinale ha piegato la testa di serie numero 2, la mancina toscana Giulia Peoni, 64 75. Cocciaretto si è dimostrata una grandissima combattente, oltre a sfoderare una serie di rovesci spettacolari. Peoni, che a tratti a sfoderato un ottimo tennis condito da numerosi vincenti, ha dovuto arrendersi alla fine alle due risposte vincenti con cui Cocciaretto ha portato a casa gli ultimi due punti e la vittoria.

In finale ha battuto 64 61 la solidissima Costanza Traversi, testa di serie numero 1, come lei più veloce che tecnica, che si muove davvero bene e spinge appena può. Traversi, che ha una classifica di 2.5, non è riuscita a sfruttare al meglio la sua arma migliore, la frustata di dritto inside-out da sinistra, che andava a sbattere sul colpo migliore della Cocciaretto. Traversi si è trovata anche in vantaggio 4-3 ma ha subito un netto parziale di 9 giochi a uno.

“Una nota di merito in tutti questi successi di Elisabetta Cocciaretto va anche ai genitori della ragazza che sono parte integrante del sistema di un giocatore” ha commentato il presidente del comitato regionale Fit Emiliano Guzzo, “perché contribuiscono a dare sicurezza e tranquillità nei momenti positivi e soprattutto negativi di un giocatore permettendogli poi in campo di esprimere nel migliore dei modi il proprio talento e capacità”.

Il titolo di doppio è andato per la terza volta a Giulia La Rocca e Lisa Piccinetti, che dopo essersi imposte nelle categorie Under 12 e Under 13, hanno completato la tripletta nella categoria Under 14. “Questa vittoria è stata la ciliegina sulla torta, dopo un buonissimo anno per Giulia”, commenta Francesco Aldi, il coach di Giulia La Rocca al Tennis Club Palermo 2. In finale, La Rocca e Piccinetti hanno sconfitto Cristina Elena Tiglea e Federica Rossi 62 76 10-6. “Hanno lottato durante tutto il torneo, hanno sempre vinto al terzo set in tie-break, tranne nel primo turno, e sono sempre rimaste concentrate”, ha aggiunto Aldi. Ma qual è il fattore X che fa la differenza, nella coppia La Rocca-Piccinetti? “Meritavano questa vittoria, questo connubio è superiore agli altri: Lisa è solida da fondo e serve bene e Giulia, essendo molto brava a rete, può intervenire spesso. Si completano e sono molto affiatate. Giocano insieme da tre anni e hanno vinto, oltre ai titoli italiani, tanti tornei internazionali”.

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11 commenti

  1. terence82

    Sento molte persone che pensano che il tennis italiano e privo di talenti io guardando a giocare sia elisabetta che feferica mi viene spontaneo fs rispondere ….i talenti nel tennis italiano ci sono basta solo avere pazienza

  2. ramirez

    terence82
    Cosa significa talento ? saper giocare diritto e rovescio ed il resto ? ti informo che di ragazzi così ce ne sono almeno 100.000 nel mondo. Di questi solo 100 diventano… top 100. E forse sono stato generoso.
    Sono a PAvia per l’ETA. Prendiamo Tabacco (l fratello maggiore) per tre anni ha nascosto la pallina a tutti
    Qui ha perso. Ovviamente può darsi che avesse mal di pancia. Io guardo il tabellone e vedo e capisco che NON HA PIU’ QUELLA SUPERIORITA’ CHE AVEVA SOLO TRE ANNI FA. Giocano tutti tutti tutti tutti bene però solo pochissimi riescono andare oltre. Non è il talento del braccio o delle gambe ma è quello cerebrale. E QUELLO NON LO VEDE NESSUNOOOOOOOOOOOOOOOO !!!!

  3. cataflic

    ramirez
    io tabacco l’ho visto l’anno scorso ed era un turacciolo, oggi quanto è alto? Ricordo che Tra una settimana compie 14 anni.
    Quanto influisce la fisicità a questi livelli?
    E’ vero che a prescindere dalla fisicità a tutti i livelli i campioni trovano sempre il modo di vincere?

  4. ramirez

    cataflic
    rimane il fatto che Tabacco è stato numero UNO D’ITALIA DAI 10 AI 13 anni. Ma di gran lunga nel senso che ha sempre piallato tutti (vado a memoria ma ne ha fatti fare pochi a tutti vincendo in genere in due set)
    Pagine e titoloni su Tennis Italiano…vuoi vedere che la favola è finita ?
    Mi riferivo al talento della Cocciaretto che non conosco VOGLIO SoLO CONSIGLIARE A TUTTI DI VOLARE BASSO !!!
    Terence82 dice che i talenti ci sono e basta avere pazienza, si ma quanta ? Lo sa quel signore
    che per i prossimi dieci anni non avremo nessuno (certo se poi San Gennaro ci fa una grazia..)

  5. cataflic

    ramirez
    non so se ti ricordi Jorquera….dava 60 60 in modo perentorio ed impressionante a tutti fino ai 13 anni, poi è rimasto un soldo di cacio e il suo tennis non si è potuto evolvere.
    Fino ai 13 anni (o finchè non hanno messo su la crescita) puoi vedere la predisposizione al tennis ed al lavoro, ma se il fisico non ti segue, c’è poco da appellarsi a coach, santoni e mentaloni….sei solo troppo leggero per tirare catenate insieme alla combriccola dei 100.
    Nelle donne è un po’ più sfumata la cosa, ma il principio vale anche lì.
    Al massimo (ma riapriamo la supercazzola solita) potresti consigliare ai 2 genitori alti 1,60 con figlio già palesemente brevilineo che sia meglio diradare gli impegni tennistici e concentrarsi sulla formazione.

    p.s. sìsìsìsìsì 1 tapperugolo su 1000 arriverà nei primi 30 perchè è la reincarnazione del Dio tennistico.

  6. Giorgio il mitico

    Mahhhh, la finale di Madrid è fra Cibulkova e Halep, non sembrano due valchirie.

    Mi sembrano allenate come Dio comanda, poi ovviamente anche loro hanno il diritto di avere i loro momenti di pausa, ma questo è normale.

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