Davis e Fed Cup junior, un trionfo a stelle e strisce

di - 29 Settembre 2014

Fed Cup junior 2014

di Salvatore Greco

Di promesse juniores mai sbocciate è piena la storia del tennis, specie quello statunitense che piange –perlomeno al maschile- la mancanza di una generazione affermata ad altissimi livelli, per cui la scaramanzia sarà d’obbligo nelle stanze dell’USTA anche se portare a casa sia la Davis che la Fed Cup junior è un risultato di cui essere orgogliosi, soprattutto perché la struttura della competizione è tale da non poter far credere solo ai buoni sorteggi. Per lo stesso motivo il settimo posto dei ragazzi italiani in Davis è un risultato da non disdegnare.

Infatti la formula delle due coppe federali a livello juniores è piuttosto curiosa, lontana da quella di un classico tabellone e piuttosto un mix tra quella di un mondiale di calcio e quella di un torneo olimpico. Vengono infatti ammesse alla fase finale sedici nazioni che superano via via delle qualificazioni su base continentale e che vengono poi inserite in quattro gironi da quattro. Le prime classificate di ogni girone compongono il tabellone “principale” con due semifinali, la finale per il titolo e una “finalina” per assegnare il terzo posto. A loro volta le seconde classificate di ogni girone vanno a comporre il proprio tabellone per assegnare i posti dal quinto all’ottavo e così via. Tutte le sfide si giocano su tre incontri, due di singolare e uno di doppio, al meglio dei tre set. Fatta questa precisazione, andiamo al resoconto della settimana.

Coppa Davis

Per quanto riguarda la Davis, i pronostici della prima ora vengono quasi del tutto rispettati con le prime quattro teste di serie (in ordine: Francia, Stati Uniti, Giappone e Corea del Sud) che vincono i rispettivi gironi. La Francia arriva prima nel girone A perdendo un solo incontro, il secondo singolare contro la selezione di Hong Kong, e dando una grande dimostrazione di forza rifilando un secco 3-0 al Brasile del fresco vicecampione olimpico e n.2 del ranking juniores Orlando Luz. Nel girone B anche la Corea lascia per strada un singolare, contro il Messico, e vince tutti gli altri punti in balio compresi i tre contro l’Italia capitanata da Stefano Pescosolido. Il Giappone conquista il girone C perdendo un singolare contro la Svezia e uno contro l’Argentina mentre i ragazzi americani ottengono la vetta nel girone D vincendo tutti gli incontri e lasciando per strada in tutto due soli set contro la Germania. L’Italia, inserita nel girone della Corea, grazie soprattutto alla vittoria per 2 a 1 sull’Estonia ottenuta con i punti vinti da Riccardo Balzerani in singolo e poi in doppio assieme a Samuele Ramazzotti, strappa alla nazionale baltica (favorita in quanto testa di serie n.7) la seconda posizione nel girone e si qualifica per il tabellone 5°-8° posto.

Il tabellone delle prime quattro, quindi delle semifinaliste, vede gli Stati Uniti imporsi con forza sul Giappone con il risultato di 3 a 0 maturato soprattutto con due grandi singolari giocati da Michael Mmoh (classe 1998, n.15 junior) e William Blumberg (pari età, n. 144 junior). Nell’altra semifinale, a sorpresa, la Corea del Sud batte la Francia 2-1 grazie ai suoi due singolaristi Oh (1998, n.42) e Chung (1998, n.20) e si guadagna il diritto di sfidare gli Stati Uniti per il titolo. Nel tabellone per il 5° i nostri Enrico Dalla Valle e Samuele Ramazzotti strappano al Brasile il punto nel doppio, ma dopo aver perso i singolari, quindi conquistano solo la finalina per il settimo posto contro Taipei, sconfitto dall’Argentina. La finale per la quinta posizione, Brasile-Argentina, viene vinta dai primi senza appello per 3 a 0 e così fanno anche gli azzurri che liquidano i pari età di Taipei nei due singolari (Dalla Valle – Meng 6-2 6-2, Ramazzotti – Lo 7-5 6-3) e conquistano il doppio per il ritiro degli avversari sul tre pari nel primo set.

Nella giornata finale del torneo la finalina per il terzo posto se la aggiudica la Francia con il singolare vinto da Hugo Humbert (16 anni, 203 j.) sul giapponese Chikami (16 anni, 217 j.) per 6-2 6-3 e quello vinto da Moutet (93) su Tokuda (192) in tre set, 6-7 6-1 6-3. La finale per il titolo tra Stati Uniti e Corea, infine, si decide con i due singolari vinti nettamente sempre da Blumberg e Mmoh su Oh e Chung entrambi per 6-2 6-2. Stati Uniti che dunque si aggiudicano la coppa Davis juniores succedendo nell’albo d’oro alla Spagna grazie a due giovani prospetti solidi e di talento che hanno iniziato da questa stagione a muovere i primi passi nei Futures, quindi sono ancora tutti da verificare nel mondo pro.

Fed Cup

Se le gerarchie erano chiare in Davis, ancora di più sembrava già scritto il finale di questa Fed Cup junior con gli Stati Uniti che si sono presentati in Messico con un dream team composto dalla quindicenne CiCi Bellis, campionessa del Bonfiglio ma famosa soprattutto per aver eliminato al primo turno degli ultimi US Open Dominika Cibulkova, e la promettente grintosissima –nomen omen- Tornado Alicia Black. Con gli U.S.A. prima testa di serie le altre favorite per il tabellone principale sono: Ungheria (2), Francia (3) e Russia (4).

Le ragazze statunitensi liquidano il girone vincendo nove punti su nove e lasciando indietro un solo set nel doppio contro la Cina. A punteggio pieno arrivano anche la Russia e l’Ungheria (che vince tutte e tre le sfide, ma non tutti i punti), mentre a sorpresa la Francia arriva addirittura terza nel girone che presidiava, venendo estromessa dalla sorprendente Slovacchia e dal Giappone.

Si profila dunque un tabellone di semifinali con la sfida dall’antico sapore di guerra fredda tra Stati Uniti e Russia e quella tra Ungheria e Slovacchia. La prima viene vinta dalle americane con una nettezza quasi imbarazzante: Tornado Black liquida la numero 54 juniores Anna Blinkova con un netto 6-3 6-0, CiCi Bellis fatica un po’ di più ma si libera della numero 16 del ranking giovanile Anna Kalinskaja in tre set con il punteggio di 6-1 5-7 6-3 e di nuovo la Black in doppio con la terza americana, la quindicenne Sofia Kenin, regola la coppia russa con un 6-2 6-3 senza appello. Nella seconda semifinale le sorprendenti slovacche superano le avversarie ungheresi nei singolari cedendo solo l’onore delle armi in doppio.

Nell’ultimo giorno di gare la finalina si risolve con la vittoria dell’Ungheria sulla Russia grazie alla buona prestazione di Dalma Galfi (n.57) uscita vincitrice in rimonta contro Anna Pospelova per 2-6 7-6 6-3 e al doppio giocato sempre dalla Galfi in coppia con Fanni Stollar contro la coppia russa Kalinskaja-Pospelova, battuta per 7-5 6-1. La finale per il titolo invece è anche la fine della marcia da sogno delle ragazze slovacche che perdono nettamente dalle statunitensi alle quali bastano i due singolari a chiudere i giochi: nel primo Tornado Black fatica un po’ nel primo set contro la Mihalikova, ma lo vince per 7-6 e poi dilaga nel secondo rifilando all’avversaria un secco 6-0; nel secondo singolare CiCi Bellis fa praticamente l’opposto contro Viktoria Kuzmova (n. 37 del ranking junior) vincendo il primo set per 6-0 salvo poi giocare un secondo set blando e pieno di gratuiti, ceduto per 2-6, e trionfare nel terzo per 6-3. Il doppio, giocato pro-forma, è stato nuovamente vinto dalle ragazze americane con l’inedita coppia Bellis/Kenin che ha superato in tre set le slovacche Mihalikova/Kuzmova chiudendo con il punteggio di 3-6 6-4 6-1.

A breve conclusione di questo resoconto, segnaliamo come il movimento tennistico americano raccoglie i frutti di un grande lavoro a livello giovanile che in campo maschile non dà i risultati di vertice sperati (il solo Sock tra i sei americani nei primi cento ATP ha meno di 25 anni), ma che invece in campo femminile sta mostrando risultati più che buoni viste le tredici tenniste statunitensi tra le prime 100 del ranking WTA, di cui nove nate dopo il 1990, una vera e propria truppa USTA, verosimilmente pronta ad accogliere presto tra i suoi alti ranghi CiCi Bellis e Tornado Black.

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