Colpo di Grazia 10 – Michael Jordan

di - 22 Ottobre 2010

Michael Jordan CDG 10_ Tennis alla Boia d’un Giuda di Stefano Grazia Volli fortissimamente volli (Vittorio Alfieri) Ci vuole un fisico bestiale (Luca Carboni) Da cosa si misura un grande campione? Dal numero dei successi? O da come ha saputo reagire alle sconfitte? Potete immaginare come si deve essere sentito Ivanisevic ogni volta che ha perso a Wimbledon? E come deve essersi sentito poi quando l’ha finalmente vinto? A volte io mi trovo a pensare che potrebbe non essere del tutto insensato barattare la sua carriera con quella di Sampras o Federer perche’ nessuno dei due di sicuro e’ mai stato cosi’ felice come Goran quel lunedi’ di luglio del 2001. Tra l’altro in altre condizioni avrei sicuramente tifato per Rafter. Comunque questa digressione non c’entra nulla con quanto volevo andarvi a raccontare. Non so quando ma ad un certo punto una frase di Michael Jordan ha catturato la mia attenzione al punto da fare un copia e incolla su uno degli innumerevoli word o pages files titolati poi Appunti per Blog o BlogNotes numero x, et cetera et cetera.Rimasto dimenticato li’ per un po’ di tempo, e’ ritornato sotto i miei occhi di recente mentre scartabellavo vari documenti alla ricerca di ispirazione. Magari non c’entra nulla con quanto stiamo dicendo ma comunque merita una considerazione o due. Michael Jordan e’ sicuramente il miglior cestista di tutti i tempi: si dice basket e il primo che viene in mente e’ Michael Jordan. Se nel tennis si citano Federer, Laver, Sampras e Borg e nel calcio I nomi si riducono a due, Pele’ e Maradona, nell’NBA non ci sono storie: si scrive Basket e si legge Michael Jordan. Eppure incomincio’ venendo scartato dalla squadra della scuola, quando era alle superiori. “Nella mia carriera ho sbagliato piu’ di novemila tiri , racconta il campione, ho perso quasi trecento partite. Ventisei volte i miei compagni mi hanno affidato il tiro decisivo e l'ho sbagliato. Nella vita ho fallito molte volte. Ed e’ per questo che alla fine ho vinto tutto.” Dal che si deduce che un campione lo si riconosce anche dalla mancanza di paura, la paura di sbagliare. Dalla capacita’ di dimenticare in fretta. Soprattutto i fallimenti. E in effetti questo concetto ptrebbe essere applicato anche al tennis che a differenza del golf per esempio dove ogni colpo conta, e’ un gioco in cui l’errore, anche del grande campione, e’ quasi la norma. Ci sono stati campioni che hanno fatto della regolarita’ la loro forza e vincevano perché sono in grado di tagliare gli errori e ci sono stati campioni come Gonzalez o anche Soderling che tiravano tutto e alla fine andavano a contare le crocette dei winners e I cerchietti degli unforced errors. In campo femminile le Williams hanno cambiato il gioco cosi’ e non necessariamente in meglio: celebre la battuta di Sampras secondo il quale nemmeno le Williams sapevano dove la palla una volta colpita sarebbe andata a finire. La colpivano fortissimo e basta. Ma guardando l’altro giorno Federer contro Murray ho visto scambi in cui di colpi vincenti ne venivano tirati una decina a punto solo che non erano vincenti perche’ l’altro ci arrivava lo stesso e qualche volta invece di difendersi tirava a sua volta un altro vincente che non era tale solo perche’ quell’altro lo andava a prendere e cosi’ via…Ci sono stati almeno un paio di dritti vincenti in corsa di Murray che erano ridicoli perche’ uno a quel punto li’ non avrebbe nemmeno dovuto pensarci, contro ogni regola di tennis percentage …. E quindi, direte voi? Non e’ un gioco di perfezione ma uno di errori. Chi ne fa meno vince. No, che dici: e’ un gioco di ‘vincenti’. Basta farne due di piu’ dei tuoi errori a game. Ma soprattutto: ma a cosa serve imparare il tennis percentage se quello stronzo di avversario la tira sempre dove secondo ogni postulato del tennis non dovrebbe e per di piu’ mi fa punto? Il tennis percentage sucks, il tennis percentuale e’ per Tristonazzi, a un certo livello conta ormai l’unpercentage tennis altresi’ detto Tennis alla Boia di un Giuda.

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194 commenti

  1. Barbara

    Bellissimo articolo Stefano
    io non credo che sia la mancanza di paura che caratterizza il campione ma piuttosto l’accettazione del rischio.
    Il saper dare il giusto valore alla sconfitta ed alla vittoria, la natura umana è fallibile ed io posso solo concentrarmi e dare il meglio accettando anche l’eventualità che questo possa non bastare, solo questo mi consente di giocare sereno e superare il fallimento.

  2. Gus

    Un articolo interessante che apre le porte ad una domanda: esiste uno scout nel tennis?

    Ma nel tennis si fa lo scout (giuro che non lo so), cioè gli allenatori hanno dei software in cui memorizzare ed analizzare le direzioni dei colpi sia del proprio giocatore che di ogni singolo avversario, direzione degli attacchi, valutazione dei colpi, ecc.ecc. Oppure ci si affida all’occhio clinico dell’allenatore?

    In generale a orecchio mi pare di poter dire che vince chi fa più vincenti facendo meno errori gratuiti. 🙂

  3. Roberto Commentucci

    Molti allenatori fanno lo scout, anzi con vari metodi … stenografici, cercano di riassumere proprio l’andamento della partita, con l’andamento del punteggio, etc..

    Nel tennis infatti la statistica deve tenere conto delle situazoni di punteggio.

    Fare un errore non forzato sul 40 – 0 è diverso che farlo quando sei 15-30 e l’altro ti serve una seconda.

    Alcuni riescono ad inserire nello scout anche delle annotazioni sull’aatteggiamento del ragazzo (qui ha sbattuto la racchetta dopo il doppio fallo, qui ha fatto c’mon dopo un vincente, etc.).

  4. Alessandro Nizegorodcew

    @Stefano
    Tutti i miei allenatori (quelli bravi) mi hanno sempre detto che la cosa più difficile nel tennis è accettare di sbagliare.. perché appunto fa parte del gioco.. Se accetti i tuoi errori hai già fatto uno (forse due, se non tre) passo avanti..

    @Gus
    Ovviamente si fa quasi sempre (sempre se l’allenatore è bravo e ha voglia di lavorare) uno scout..

    Io posso farti l’esempio del maestro Enrico Sellan e dei suoi 2-3 collaboratori. Hanno scaricato e provato tutti i software di “scout” esistenti. Avendo tutti l’Iphone hanno poi scelto il migliore creato per quel telefono. Me lo sono scaricato anche io e devo dire che è ottimo, intuitivo e alla fine ti da delle statistiche molto molto complete e interessanti.. Se può servire a qualcuno poi vado a vedere come si chiama che non ricordo..

  5. Gus

    Interessante, mi sembra strano che lo stesso allenatore che guarda la partita riesca a fare anche lo scout in uno sport veloce come il tennis.

    Però se mi dite come si chiama il programma, così per curiosità, gli do un’occhiata.

    Grazie

  6. monet

    lo scout lo fanno i…smemorati.chiedete a un player dove ha sbagliato,vi dirà per filo e per segno il game e su quale punteggio doveva fare altre cose invece di quella…………..

  7. Alessandro Nizegorodcew

    @monet
    Io credo si stia parlando di junior… è ovvio che un giocatore sopra i 19-20 anni abbia una consapevolezza diversa.. Ma lo scout di un under14 a mio avviso è molto importante..

  8. monet

    non serve a niente…credimi,dopo la partita fare l’analisi su dove e come ,serve a poco a meno che non si abbia a che fare con persone molto mature e consapevoli degli errori fatti,un 14 enne a fine aprtita non si ricorda nemmeno come è stato il match point….è che in tanti se la tirano a fare questa cosa,ma nn serve a niente!!

  9. Alessandro Nizegorodcew

    Credo che lo scout serve più al maestro, per capire come e dove intervenire, piuttosto che al ragazzo stesso.. però insomma, è una opinione personale.. non sono un allenatore..

  10. Mario Polidori

    Ha ragione Monet, un ragazzo di 14 anni, nella partita vede quello che vuole e non presta interesse a queste cose.
    Ha ragione Alessandro che serve all’allenatore, per trarre informazioni importanti.

  11. Nikolik

    Tutto l’articolo poggia sull’assunto che “Michael Jordan e’ sicuramente il miglior cestista di tutti i tempi”.

    Non è vero per nulla.
    Non è assolutamente così.

    Oltretutto, questo è il peggior articolo di Stefano Grazia, in assoluto.
    Veloce, tirato via, stringato, zero spunti, un sacco di luoghi comuni.

    Ma, del resto, mi ero già accorto che qualcosa non andava.
    Mi ero già accorto che Stefano è un po’ triste, un po’ giù.

    Come va, Stefano?
    Tutto ok?
    Come te la passi?
    Hai fatto abbattere il cane che ti ha aggredito?
    Forza e coraggio!

  12. Pinot

    Per saper vincere bisogna essere disposti a perdere.
    Un libro di psicologia per il tennis, riportava l’esempio del samurai che per vincere la paura della morte deve essere disposto a morire.
    Penso,poi, che bisognerebbe fare una disamina lessicale per capire se il termine sconfitta per indicare il risultato di un gioco sia il più idoneo.
    Voglio che sconfitta porta con se un significato devastante per la limitata esperienza di un bambino.
    Viene utilizzato per indicare l’esito una guerra, di una battaglia, di un’uomo finito rispetto alla vita… Voglio dire un termine grosso che non mi sogno mai di usare con mio figlio per la paura che ne introietti il significato associandolo a cose ben piu’ gravi od importanti.
    @ Roberto Comm
    Centri periferici… se ho capito bene riguardano gli atleti fino al ’99?
    Al Nord sono partiti, ed al Sud?
    Calabria, Puglia, Basilicata?

  13. bogar67

    @Roberto Commentucci ancora sui centri periferici in Sardegna
    Avevi ragione, il tecnico federale viene da fuori per cui qui si sono organizzati, una settimana piena (5 giorni) al mese per un totale di 15 giorni pari pari alle altre regioni. Sono stato ingannato dalla lettera di convocazione trovata in bacheca, hanno scritto: frequenza settimanale con cadenza mensile nelle seguenti date 27-31 ottobre. Pensavo solo due giorni al mese ed invece avrebbero dovuto scrivere dal 27 al 31 ottobre e ho capito male. Scritto questo rimane il fatto che così facendo però si hanno difficoltà nel mettersi d’accordo economicamente con la sat di base, un conto è dire: visto che 2 giorni sono al centro periferico con te maestro sat faccio e pago solo un quattro giorni a settimana ed un conto è pago solo 3 settimane al mese, potrei trovarmi ad un interlecutore che mi dica, qui si paga al mese per cui paghi e se vai al centro periferico io cmq non ci devo perdere nulla.
    Qui in sardegna cmq non sono state convocate bimbe del 1999 ma solo bimbi.

  14. nunziovobis

    Vi porgo un semplice quesito perchè è una cosa che veramente mi rode vedere quando vado alla sat: praticamente mi accorgo che tutti i bimbi giocano con dei movimenti di dritto e rovescio completamente errati, mentre si continua a buttare palline come se niente fosse, ora vi chiedo ma in questi casi non si dovrebbe interrompere e mostrare ben il movimento e il modo di tirare corretto invece di continuare a buttare palline? Noto che si fa poco caso al movimento e si punta soprattutto a vedere se la palla viene colpita, ma è giusto cosi? vi parlo di bimbi max 7 anni

  15. Mario Polidori

    @Nunzio
    dipende dal lavoro che stanno facendo, se, in quel momento, si sta facendo ricerca della palla, è corretto.
    A quell’età troppe cose insieme minano la motivazione.

  16. Mario Polidori

    @Pinot
    è vero, ma il concetto di sconfitta per un bimbo è diverso.
    Assume contorni diversi man mano che cresciamo, più si diventa “vecchi” e più assume connotazioni traumatiche, al contempo aumentano le capacità di farci fronte.
    Si tratta di una cosa radicata nell’animo umano, come la vittoria, con la differenza che da piccoli si è fiduciosi nella vittoria successiva, cosa che da “vecchi” invece vacilla.

  17. bogar67

    La reazione di mia figlia nelle sconfitte è stata quasi sempre di rabbia, mai di frustazione o piagnisteo (parliamo sempre di bimba di 5 anni l’anno scorso), per ben tre volte al FRP è uscita dal campo come una belva ferita, lanciandomi la racchetta quasi sui piedi. Penso che sia l’atteggiamento giusto a patto che non esageri.

  18. Mario Polidori

    @Bogar
    per spiegarmi meglio.
    Un bimbo che si cimenta in qualcosa di così complicato come il tennis, ha chiarissima, di fronte a qualsiasi avversario, la misura dei margini che ha per recuperare una sconfitta.
    Il suo vantaggio sono proprio i margini, per cui incanala la sconfitta in una momentanea mancanza di strumenti.
    Da “vecchi” invece hanno ormai raggiunto i propri limiti e la sconfitta assume sempre di più contorni definitivi.
    Lì comincia a bruciare davvero.
    Forse è il motivo del comportamento sbagliato di tanti genitori, che non conoscendo i margini del proprio figlio, anche per mancanza di conoscenza di questo sport, la subiscono molto di più e finiscono per trasferire i loro limiti sul bimbo.

  19. Barbara

    Ci siamo dimenticati di Ayrton Senna quante volte è rimasto per la strada con la Lotus e pochi sanno che aveva paura ed odiava guidare sul bagnato eppure è proprio lì è stato il più forte di tutti.

  20. bogar67

    Da “vecchi” invece hanno ormai raggiunto i propri limiti e la sconfitta assume sempre di più contorni definitivi. Lì comincia a bruciare davvero.

    Mario, ho smesso di giocare a marzo, tra quattro partite a settimana di allenamento, facevo anche tornei, una pippa di 4/3, presa epicondelite, ogni tanto i soci mi chiedono quando posso tornare a giocare con loro, il dolore credo sia passato ma non ho più voglia di giocare, mi è passata la voglia, ma dove devo andare io, vedo 55 enni che scrivono sul sito federtennis lamentandosi di punti, classifiche etc. non li capisco. Oramai la mia gioia, la passione è vedere giocare mia figlia, penso che se non gioco io, tutte quelle ore che dovrei pagare per l’affitto del campo le passo su di lei, ho messo la vita e la gioia di mia figlia davanti alla mia.

  21. Mario Polidori

    🙂 io sono nella stessa situazione Bogar, anche se da fermo faccio ancora un figurone.
    Dicevo da vecchi non noi, ma i nostri atleti….era vecchi tra virgolette 🙂

  22. Freddo

    Io a memoria di un solo allenatore di quelli che ho conosciuto ricordo che segnava ogni punto del suo allievo, tutti gli altri non avevano bisogno dello scout per capire cosa succedeva in campo. Un allenatore esperto e bravo capisce cosa succede in campo senza bisogno di statistiche magari gli scout li utilizzano per segnarsi i punti deboli o forti di tutti i giocatori, sotto pressione e non. I giocatori invece dipende dal giocatore, alcuni si ricordano tutti i punti e come li hanno giocati, altri non si ricordano nulla. Chiaramente ha ragione Monet i giocatori più forti sanno esattamente come hano giocato i punti più importanti e dopo ti dicono anche se forse hanno sbagliato oppure no. Diciamo che quelli più bravi sono estremamente lucidi di solito ed è la loro forza.
    Poi vi dico che ho visto a Parigi uno che segnava assolutamente tutti i punti del giappanose Nikishori nel suo match, tutti, non so se era il suo allenatore oppure no, crdo fosse un collaboratore ma non so a che cosa realmente poteva servire una cosa del genere.
    Ricordo anche quel unico coach che segnava i punti e adesso allena lo stesso nei primi 50 del mondo (non vi dico il nome però) a fine partita in cui il suo allievo aveva perso malissimo tipo 6-0 il primo con un giocatore molto scarso, dire che aveva sbagliato tipo 50 dritti o 40 rovesci cioè cose che erano evidente per chiunque guardasse la partita visto che non l’aveva messa mai dentro. In sostanza mi era sembrato tutto abbastanza comico onestamente.

  23. Pinot

    @mario
    da tempo mi frullava per la testa questa idea ed ho preso qualche appunto, purtroppo non sono anglofono per formazione…

    Sconfitta (dal latino annientare)
    Disfatta totale di un esercito in battaglia; per estensione insuccesso in una competizione sportiva…

    Ecco si potrebbe dire insuccesso, non successo ed invece diciamo sconfitta, cioè disfatta…

    Si dice “subire una sconfitta”…
    Subire: essere costretto a sostenere, a sopportare contro la propria volontà qualcosa di gravoso, di sgradito

    in inglese

    Defeat : sconfitta, ma anche fallimento di un progetto; insuccesso di un’impresa…

    Loser: perdente

    Ma lucky loser = perdente fortunato
    In italiano sconfitto fortunato è una contraddizione in termini.

    In italiano Subire una sconfitta, in inglese Suffer (soffrire) a defeat

    Soffrire: provare dolore fisico o morale (sopportare).

    Si dice lost to… ha perso da…

    Sarebbe più giusto o meglio semanticamente più corretto usare termini oime successo/insuccesso, piuttosto che vittoria/sconfitta, perché mentre la prima relazione si riferisce ad una impresa, la seconda può riferirsi ad un’impresa ma può avere anche una connotazione personale.

    Più che sconfitto, sarebbe il caso di usare il termine perdente. Infatti in una partita c’è chi vince e chi perde, ma chi vince oggi può perdere domani e non per questo oggi è un eroe e domani una merdazza.
    Dunque vincente e perdente.

    Dunque dal punto di vista semantico mentre un inglese perde una partita, un italiano è sconfitto… e non è propriamente la stessa cosa.

  24. Roberto Commentucci

    Grandissimo Pinot, bellissimo saggio di semantica, che non è affatto una scienza banale, perché nella lingua è scritta la cultura di un popolo.

    E infatti da noi la cultura della sconfitta, per dirla alla Velasco, è tutta da costruire, nonostante il nostro movimento maschile venga da 30 anni di sconfitte. 😉

    I centri stanno gradualmente partendo in tutta Italia, abbi fede.

    Bogar, hai visto che avevo ragione, e che si cerca di non fare figli e figliastri?

    Ma piuttosto, la figlia di Mauro, che è del ’98, è stata convocata?

  25. Mauro g&f

    Si Roberto, è stata convocata. Sta venendo su molto bene con una tecnica eccellente in tutti i colpi, volee e back compresi, e anche i piedi cominciano a frullare a dovere. Lei vedi, sarebbe disposta anche oggi a partire per poter migliorare. Questa primavera penso ci faremo un giro in Spagna per vedere qualche accademia, ma anche in Italia non escludiamo nulla, dipenderà anche dai costi.

  26. Mario Polidori

    @Pinot
    come è vero 🙂
    La semantica servirebbe ad un po’ di gente per “apostrofare” meglio le imprese dei nostri ragazzi.
    Ma il nostro è un paese di uomini duri…..se riescono a resistere alle nostre demolizioni significa che sono davvero d’acciaio.
    Il tennis è la metafora della rupe Tarpea, che i Greci, se avessero inventato prima il gioco, l’avrebbero chiamata la metafora del tennis.
    Ed anche la pedagogia è da femminucce 🙂

  27. Roberto Commentucci

    Spero di rivederla al Lemon Bowl, allora, dove farebbe l’under 14…

    Che si gioca sul sintetico (Progetto Campi Veloci, ehm ehm…) 🙂 , dove Chiara potrebbe meglio far valere back e voleè…

  28. bogar67

    Roberto avevi ragione, sono un pò prevenuto, mi sto dannando l’anima perchè uno dei delegati tecnici regionali ha scritto sul sito fit sardegna che allo stato attuale se si considerano i risultati di tutti i campionati giovanili 2010 non ci sono le condizioni per ottenere i risultati e se al massimo si formano dei 3^ categoria è già un successo. Nel 2010 fatta qualche eccezione ogni volta che i giovani sardi sono andati fuori per i var tornei giovanili, eta e campionati giovanili individuali in particolare, hanno solo preso mazzate tennistiche, uscite al primo massimo al secondo turno ed anche con risultati negativi di rilievo. Roberto io voglio avere una bimba competitiva anche fuori dall’isola, è una cosa che ho sottolineato al mio maestro, vincere il torneo di Serramanna (il primo che mi viene in mente) è solo un tassello alla crescita e niente più. Andare fuori a fare un torneo per noi sardi costa denaro, tanto denaro, aereo, hotel, vitto etc anche se si tratta del topolino e se non sei un genitore facoltoso dopo due tre sconfitte di deprimi per forza di cose ed alla fine ti passa pure la voglia di toglierti qualche sfizio per dare la possibilità ai figli di giocare. Certo può capitare che al primo turno ti capita la numero 1 o 2 d’italia ma questo può succedere una volta, due volte, tiè tre volte, poi cominci a pensare che qualcosa non va. Per quanto sopra sto cercando di capire, di chi è la colpa? Maestri, Genitori, Fit, atleti? per trovare la cura prima mi tocca capire dove sta il male!!

  29. Mauro g&f

    Roberto, ti rinnovo il mio apprezzamento per il progetto campi veloci, ma non credo andremo al lemon bowl, perchè preferiamo spendere i soldi della trasferta, che sono tanti, in formazione.

  30. Mauro g&f

    Bogar, abbiamo speso fiumi di parole per il discorso vincenti da under, trovando persino una sintesi sul incominciare a vincere 14/15 femmine maschi 16/18, e tu continui a far paragoni sui risultati under 10,12,14. Ti riporto un passo di Fabio Colangelo da “L’opinione di Congy 30”:
    Ho avuto modo di assistere da vicino alla crescita di Filippo Volandri (siamo coetanei). Fino ai 14-15 anni vinceva molto poco, e non era certamente un giocatore appariscente e divertente da veder giocare, ma era abbastanza evidente che aveva “qualcosa in più”. La serietà, la dedizione nell’allenamento e determinate qualità fisiche che lo hanno portato ad essere il miglior giocatore italiano dello scorso decennio. Per non parlare di Francesca Schiavone che nella defunta coppa delle regioni Under 14 (ora coppa Belardinelli) non era neanche tra le singolariste della nostra Lombardia giunta solamente settima. Si potrebbero poi fare 1000 esempi di giocatori con immensi talenti tecnici che pensavano di potersela cavare con quello e che sono rimasti bruciati dal fatto di non aver allenato a dovere tutti gli altri aspetti.
    Lo stesso Marco Porcu ora alla corte di Aldo Russo fuori dalla Sardegna non ha ottenuto risultati apprezzabili che ora a livello internazionale sta vivendo.
    Comunque, che rimanga a livello battuta, mia figlia ha giocato con le straniere a sempre vinto, una tedesca, slovena, svizzera, croata, sono le italiane che la fregano.

  31. Mauro g&f

    Il problema dove sta quindi Bogar, l’ha detto Roberto, uno non devi aspettare che la federazione faccia tutto per te, due arrivati ad un certo punto ti devi spostare, e qui sta il problema sardo, quasi tutti i giovani tennisti e loro genitori non si vogliono muovere.

  32. bogar67

    Mauro, infatti, è una delle prime cose che ti ho scritto quando ci siamo conosciuti da Ubaldo, ok che non si può pensare che la Fit faccia tutto, alla fine devi cmq metterci del tuo come genitore. Punto 3) di Archipedro un crescente convincimento che quello che dovrebbero fare i figli non sia ciò che viene offerto loro ed infatti Mauro che ti scrivevo io? ti apprezzavo come ti sei rinboccato le maniche, ci hai messo del tuo, oggi da Caperchi, domani da Sartori e così via e sei una di quelle eccezioni di cui scrivevo sopra però per fare questo ci vogliono denari e non si può neanche dare la colpa agli altri genitori se non hanno questa pazienza e disponibilità per fare quello che hai fatto tu. Per il discorso di muovere, io per mia figlia andrei in capo al mondo, sta vedere se è disposta anche lei.

  33. bogar67

    Poi Mauro per il discorso di diventare degli under forti fin da piccoli io la penso come Nikolik e Monet tu invece mi sembra di no. Nel gruppetto dei primi 10 io ci voglio stare, la Vinci ci stava, anche al Pennetta e anche la Floris per rimanere in ambito isolano, il problema semmai è rimanerci!!!

  34. nunziovobis

    Io invece sono uno che difficilmente si da per vinto, secondo me bisogna puntare in alto, creare il campione vero, quello tipo sorelle Williams, Bogart si preoccupa di essere al livello delle regioni italiane, io mi preoccupo di essere a livello degli STATI UNITI, a livello dei PAESI DELL’EST, per primeggiare in Italia devi fare tabula rasa per poter dire di essere competitivo in ambito europeo, ma poi abbiamo sotto gli occhi di tutti la situazione di adesso, la Zerulo per ora vince su tutte (Max non te la prendere ma per ora è cosi) in Italia, vince quasi a modo di caterpiller, ma all’estero? direi che se la gioca, ma non è allo stesso modo una schiacciasassi, questo per dire che se il tuo obbiettivo è essere piu avanti del piemonte o della lombardia, per me non si va da nessuna parte alla fine

  35. bogar67

    a me per ora basta vedere oltre isola ma nei confini nazionali, poi chiaro che se vai a leggere il master eta under 14 girl per vedere che a parte una svizzera sono tutte dell’est europeo ti viene voglia di analizzare anche li del perchè ma Nunzio abbiamo delle lattanti eh eh eh abbiamo tempo.

  36. Tex

    x Nunziovobis post n.16:
    allora funziona cosi’:se fanno movimenti scorrettissimi e nessuno li corregge ti dicono che magari in quel momento stanno facendo ricerca della palla e che non ha importanza il movimento. Se colpiscono con un movimento corretto e molto bene la palla ti diranno che non ha importanza e che magari gli riesce bene perche’ sono in condizioni statiche (e magari è anche vero). Se vincono, magari anche con bambini piu’ grandi, non ha importanza il risultato ma il modo di giocare il modo di muoversi etc. (anche questo potrebbe essere vero). Se perdono, anche qui magari con bambini piu’ grandi, allora ti fanno capire (non lo dicono perche’ potrebbe non essere vantaggioso economicamente) che non andra’ da nessuna parte perche’ rispetto agli altri è troppo indietro. E via cosi’ in una serie di non sensi che hanno invece un senso chiarissimo. Il senso di garantire la sopravvivenza di un sistema tritacarne dove l’obiettivo non è mai il meglio per i nostri figli, ma solo il meglio per il sistema stesso. ciao nunziovobis e tanti auguri sinceri, per fortuna tua tua figlia è piccola e hai ancora tanto tempo e tante possibilità, piu’ avanti si va e piu’ la faccenda si complica!

  37. Tex

    P.S. Per me quest articolo su Michael Jordan di Stefano Grazia è uno dei piu’ belli e significativi che abbia mai scritto.

  38. andrew

    Tex non sono io…infatti preferivo di gran lunga Kit Carson…

    ma sono d’accordo con lui e aggiungo che non è neppure colpa dei maestri, bensì dei gestori (dirigenti è parola grossa) dei circoli dove operano come annessi…

  39. nunziovobis

    Sono gli interventi alla Tex che a me piacciono da morire, ora condividendo in pieno quello che tu dici, cosa proponi per cercare di spostare il vantaggio verso mia figlia invece che verso il sistema?

  40. Tex

    x Andrew 46
    siccome non e’ la prima volta che siamo d’accordo se vuoi essere Kit Carson per me va benissimo….
    x nunziovobis47:
    intanto ti ringrazio per gli apprezzamenti, in un periodo di forti dubbi qualunque solidarietà fa molto piacere; per quanto riguarda il “cosa proponi” la faccenda è complessa in quanto influenzata da una grande quantità di variabili, tra le quali in ordine si parte da dove tu vivi(non lo ricordo) e dalle offerte che hai a portata di mano. In alcune realtà, infatti, la maggiore offerta ti puo’ dare delle vie di scampo,in altre dove in sostanza hai poche alternative si rischia il “o ti mangi questa minestra o ti butti dalla finestra”. Ma ne riparleremo… saluti

  41. nicoxia

    Nunzio devi conoscere quello che tua figlia deve fare nel momento in cui lo deve fare,non si può anticipare il percorso si devono fare le cose giuste al momento giusto seguendo le fasi sensibili dell’età.

  42. Madmax

    @Nunzio..

    Ma non mi arrabbio proprio per niente, dico solo che tra qualche anno capirai anche tu… 🙂

    Qui l’unica che ha capito è Maria Prosperi..

    I tempi della Capriati che a nemmeno 14 anni faceva semi agli US Open e i tempi della Hingis, sono finiti, e basta guardare l’età delle prime 100..

    Ora anche le più forti al mondo under 18 preferiscono fare il College perchè ancora non si riescono a capire se saranno forti abbastanza da essere certe di arrivare tra le primissime unico modo per cambiare la vita nel vero senso della parola.. A mio avviso questo accade appunto perchè si è messo tutto sul piano della forza e solo quindi giocatrici più varie e complete potranno invertire il trend, anche se cmq la forza fisica è e rimarrà ancora la base su cui lavorare.. (almeno finchè arriveranno quelli che hanno lavorato come si deve.. 🙂 )

    Come ti ho già detto poi il mio programma prevede (o meglio nei miei intenti prevede) un po’ di ritardo ora per cambiare marcia a dai 15 anni in poi’..

    In buona sostanza che accade ora? I ragazzi si allenano molto sui fondamentali e sulla solidità quando poi si crscono man mano inseriscono i dettagli (volè variazioni al gioco e via discorrendo)..

    In teoria è giusto nella realtà non troppo perchè come ho sempre detto il fatto di lavorare sin da piccoli sulle differenze è fondamentale non perchè uno poi debba per forza giocare a rete (che cmq il saperlo fare non guasta) ma perchè va a sviluppare le qualità fondamentali per il tennis in generale..

    Il concetto in soldoni è e semplificando al massimo: se riesco a giocare al volo che ho i tempi dimezzati per far tutto immagina poi stando da fondo dove per il mio standard avrò il doppio del tempo.. O ancora se io creo una memoria motoria per tutte queste variazioni (anche se non le uso perchè necessitano di ragionamenti comlessi che da piccoli non si possono fare), il giorno che andrò a riprenderle ci metterò un attimo… Risulta evidente (almeno a me) che quando a 15/16 anni ti presenti davanti agli avversari completo di tutto l’arsenale (tra l’altro potendolo usare nei tempi più rapidi possibile grazie alla preparazione atletica corretta) per loro che tra l’altro sono quasi tutti standardizzati diventa assai difficile

    Ovviamente poi ai posteri l’ardua sentenza… 🙂

  43. andrew

    …imparare a giocare in avanzamento per non averne quasi mai più bisogno in futuro….

    bravo, madmax, continua così!!!

  44. Mauro g&f

    Nicoxia, si è lei, la musica è un altra sua grande passione, e non si accontenta di ascoltare quella degli altri sigh….

  45. Madmax

    Dai Andrew e Archi non rompete i maroni, decidete un week end e venite a Bergamo… Se si vorrà aggregare qualcun altro benissimo altrimenti noi ci siamo..

  46. Mauro g&f

    Max il problema oggi è che avendo tante soluzioni si incasina un pò non sapendo a volte quale usare. Spero che un domani riesca a fare più ordine nel suo gioco.

  47. Come MAX docet il tennis , quando i nostri figli giocheranno, sarà differente da quello attuale , sarà come vedere Borg e Nadal velocità della palla e gioco totalmente differente
    La concorrenza sarà così forte che arrivare ai vertici sarà molto più difficile
    Bisognerà fare un bel minestrone di tutte queste qualità
    DOTI NATURALIA FISICHE
    MOTIVAZIONE
    FORTUNA
    PREVENZIONE INFORTUNI
    CATTIVERIA AGONISTICA
    INVESTIMENTI IN TEMPO E SOLDI
    QUALITA’ E INTENSITA’ DEGLI ALLENAMENTI
    Se in passato bastavano pochi di questi elementi per emergenre in futuro ci dovranno essere tuttti
    Non illudiamoci gli eletti saranno pochi

  48. Madmax

    Hai ragione Mauro ma a mio giudizio non è oggi che deve averlo..Oggi le priorità sono altre e lo saranno ancora per tutto quest’anno (come ho già detto lavorerà anche su altro cosa che tra l’altro ha fatto anche quest’anno ma in % differenti)

    Ecco proprio qui sta la differenza con il percorso standard.. La maggior parte dei professionisti del settore danno importanza fin da ora all’ordine tattico io aspetto un paio di anni in più, dove però nel frattempo faccio moolto altro…

    Perchè il problema dell’incasinarsi non è certo dovuto all’avere più soluzioni bensì al fatto che se poniamo il caso la soluzione correttà è l’andare a rete nel momento in cui viene passata si interroga circa la correttezza della scelta avendo perso il punto..

    Dal momento che l’attacco sarà più pesante, la posizione a rete e la copertura migliori, l’esecuzione più sicura (ed anche la testa sarà cresciuta) sarà tutto diverso..

    Voglio dire è un problema solo di adesso perchè l’avere più soluzioni non potrà essere mai un problema…

    Detto che cmq tra un po’ penseremo anche a questo devo dire che i maestri dell’ordine tattico sono gli spagnoli e con le femmine non è chje abbiano raggiunto grossi risultati, anzi.. Solo se avrò ragione e le ragazze tra dieci anno sapranno fare muoversi e colpire come oggi fanno i maschi (il problema non è sapere cosa si deve fare ma il saperlo mettere in pratica in modo efficace 🙂 e le ragazze oggi per una serie di motivi prevalentemente fisici non sono in grado di farlo) allora sarà diventato fondamentale anche quello… 🙂

  49. nunziovobis

    Quindi Max ritieni che gia da piccoli bisogna giocare in avanzamento colpendo al volo possibilmente e con volee finale?
    Vorrei tanto mandarti un video sul lavoro che sto svolgendo con mia figlia per avere un parere se sono sulla buona strada, dammi una email per contattarti.
    Naturalmente se facciamo schifo dimmelo pure che non mi offendo mica, anzi!!!
    Cosi inizio anche io a dire che è colpa di qualcuno

  50. Madmax

    Nunzio

    dreamtennischiocciolaalicepuntoit

    Mauro..

    Sono un po’ pirla ma lo so benissimo che Alessia perde solo per quello e che abbia un potenziale enorme è talmente evidente che persino un cieco lo vedrebbe, tant’è che nonostante i risultati buoni ma non eccezionale è sempre convocata da chi al contrario ha sempre e solo considerato i risultati..

  51. Nella scelta delle soluzioni da attuare è stato scientificamente provato che la scelta deve essere limitata a due , di più non riesce a gestirle in mdo ottimale quindi l’atleta dovrebbe fare una preselezioni su tuttw quelle disponibili e poi concentrarsi solo su due
    Ogni emisfero cerebrale gestisce autonomamente una selezione

  52. nicoxia

    Nunzio si deve fare tutto ma in certe età ci si deve concentrare di più su certi aspetti,se vai nel blog di Archi ci sono tutte le fasi per ogni età.

  53. nunziovobis

    scusate ma non conosco il blog di archi e se poi qualcuno puo spiegarmi cosa sono le fasi sensibili

  54. Una precisazione sulla mia tabella delle fasi sensibili (link sul mio nickname qui sopra, vd. art.1, capitolo 9), anche in rapporto alla preparazione atletica interdisciplinare che trovate nei tre articoli della mia stessa web-page (gli unici ancora consultabili)…

    Essa non ha un valore scientifico assoluto, come peraltro non l’hanno neppure le varie proposte di Israel 1976, Hirtz 1979, Martin 1982, Starosta 1987… nel senso che si tratta d’elaborazioni in cui s’è cercato di dare un valore generale ad osservazioni empiriche di carattere puntuale ovvero a studi su campioni limitati d’atleti in crescita… Siccome l’interpretazione delle sperimentazioni non è mai univoca, e neppure sistemica, raramente sono monolitiche le teorie che essa produce…

    Tuttavia, anche se si dimostrasse arbitrario l’attribuire ai giovani una massima allenabilità di specifici fattori secondo il rigido schema da me proposto, è comunque importante capire che gli esperti concordano nel collegare la massima allenabilità di tali fattori nelle fasi ontogenetiche delle crescita.

    Detta come mangio: le fasi sensibili esistono, ma quelle da me proposte potrebbero non individuare correttamente le capacità allenabili nella singola fase…

    Però è ormai evidente che es. la capacità articolare è massima nei bambini piccolissimi, che è un’attitudine geneticamente data, e che può essere persa nel tempo ma sviluppata molto poco. Quindi non far lavorare i bambini sulla mobilità articolare, non sfruttare la loro elasticità e la plasticità dei loro tendini e legamenti, è un errore tecnicamente grave che provoca danni irreversibili…

  55. nunziovobis

    Quindi Archi in parole povere cosa non bisogna far fare ai bambini piccoli?
    Fai esempi pratici di cosa bisogna far fare e cosa no, ad esempio saltare i birilli si puo fare? lanciare una palla da rugby mini si puo fare?

  56. Mario Polidori

    @Bogar post 34
    mi piacerebbe sapere il nome di quel delegato ed i motivi del suo giudizio.

  57. bogar67

    @ Mario i motivi stanno nel fatto che se si analizzano i risultati ci sta da piangere. Ci è stata schiaffata le realtà in faccia, bisogna anche ammirare il coraggio dell’interlocutore istituzionale ma tra le righe non ho trovato la soluzione, quella proposta come invece spesso Roberto Commentucci ci indica spesso nelle sue discussioni mi pare non ci sia!! La strada è in salita punto e basta.

    http://www.federtennis.it/sardegna/DocumentoDett.asp?IDDocumento=8243

    Nell’augurare a tutti una nuova stagione “migliore”, spero che tutti gli addetti ai lavori, capiscano che bisogna esser realisti ed esser felici lo stesso se i propri figli e i propri allievi un domani saranno i “Nadal o Federer” solo della propria squadra di serie C o B del proprio circolo. Perchè allo stato attuale è l’unica ambizione che possiamo cullare.

    @ Mario io allo stato attuale, non sono felice ma incazzato per tutti i soldi e i sacrifici che sto facendo per mia figlia sapendo di essere limitato!!!

  58. mauro maestro coni

    annotazione di servizio x i genitori: formazione e aggiornamento maestri/istruttori (di tutta l’allegra compagnia fit/uisp/ptr, etc etc)…segnalo il 13/14 novembre ,Milano, simposio APERTO A TUTTI.
    Tra gli altri interventi molto interessanti (credo).Locandina evento su vuvuvupuntogotennispuntoit
    p.s quet’anno in particolare mi sembra molto interessante.ovviamente trattasi solo di comunicazione di possibile interesse comune per questo blog e nient’altro e sicuramente ne siete già tutti a conoscenza.
    Se può essere utile…

  59. mauro maestro coni

    ps:preciso che nn ho alcun interesse con gotennis, nonchè con l’organizzazione dell’evento etc etc etc
    è una segnalazione del TUTTO DISINTERESSATA….
    grazie

  60. Come al solito Stefano Grazia ci da spunti interessanti e originali. Poi se l’articolo è bello o no…(io lo leggo sempre molto volentieri)
    Si chiede in ultimo “Da cosa si riconosce un campione?”

    “Quando non ho avuto più nulla da perdere
    ho ricevuto tutto”
    La frase è di Paolo Coelho da 11 minuti se non ricordo male.

    Alcuni anni fa l’ho stampata sulle t-shirt d’allenamento e ci è servita per riflettere sulle paure, sul significato delle sconfitte e delle vittorie.

    “Lo sciocco pensa alla medaglia, l’artista alla strada che da fare per raggiungerla”. Nietzsche.

    Avete mai chiesto ai ragazzi se sentono, durante il match, il profumo della vittoria, o se viceversa avvertono il fetido puzzo della sconfitta?
    Insomma giocano per vincere o per non perdere?
    Per guadagnare e risalire posizioni nella scala sociale o per la propria realizzazione?
    Sono cose ovvie, potreste obbiettarmi, ok. Ma allora perchè la maggior parte dei competitori ha più paura di perdere che voglia di vincere. Perchè quando ci si gioca qualcosa di importante la prestazione rischia di scadere ai livelli minimi.
    Perchè si ricorre agli alibi. Perchè ci si continua a dare del coglione, della pippa, dello sfigato, ben sapendo che queste parole probabilmente si trasformeranno nella profezia della propria vita? (il concetto è di San Francesco D’Assisi)

    E’ sufficiente secondo voi allenare il mental (ovvero insegnare la tecnica del Training autogeno, allenamento ideomotorio, Visualizzazione creativa, Meditazione) dedicandogli il giusto spazio all’interno delle ore di allenamento, o piuttosto una pratica quotidiana, uno stile di vita, una condivisione di valori che riguarda sia i tecnici che i genitori e che non si applica tout court nelle sedute canoniche?
    Tenendo presente che la costruzione di un campione è come quella di un amore:
    ” ………………………………
    spezza le vene delle mani
    mescola il sangue col sudore
    se te ne rimane

    La costruzione di un amore
    non ripaga del dolore
    è come un’altare di sabbia
    in riva al mare”

  61. @ Nunzio
    Complimenti è mancina , se allenata bene avra grandi vantaggi
    Vedi quei furbacchioni di Nadal e Qunizi , che fanno tutto con la destra , giocano con la sinistra
    Zio Tony ha obbligato il suo pupillo a giocare da rovecio bimane a dritto mancino e penso lo stesso abbia fatto il padre di Quinzi
    Vedi io ho fatto una priorità il giocare con la sinistra per almeno uno dei due , Marco ambidestro naturale , in caso contrario penso che i miei gemelli giocheranno solo per divertimento

  62. @NUNZIO
    I MANCINI NATI PER GIOCARE A TENNIS
    In genere si pensa che la mano dominante è quella che scrive, che disegna, che dà un pugno, che lancia la palla, oppure che tiene una racchetta e nella maggior parte dei casi è quella destra. Ma uno studio su giocatori di tennis mancini ha rilevato che la maggior parte di loro utilizza la mano destra per vari lavori di forza e anche di precisione, questo succede anche in altri sport tipo il ping pong, nel pugilato, nella scherma ecc. Questo porta a dire che i mancini sono meno laterizzati dei destri. Probabilmente per questo motivo essi avranno dei vantaggi negli sport ad opposizione tipo tennis, avendo più facilitä nel sorprendere l’avversario sempre che esso sia un destro.

    Questa teoria diventa meno convincente quando il livello degli antagonisti arriva al top dove i mancini sono numerosi come i destri. Qui secondo studiosi si pensa che un mancino è avvantaggiato perché subentrano problematiche a livello di emisfero cerebrale del tipo che l’informazione per l’innesco del movimento voluto, pur partendo dalla stessa zona per i destri si evolve verso l’alto mentre che per i mancini va verso il basso impiegando meno tempo per l’esecuzione.

    La lateralità incrociata oculare, in un giocatore di tennis, permette a chi ne è in possesso di avere un vantaggio nel fatto di fissare la palla con l’occhio sinistro o destro a seconda del braccio utilizzato nell’esecuzione del diritto. Infatti fissando la palla con l’occhio sinistro (ad es. per giocatore destro) si dovrà eseguire uno spostamento laterale delle spalle superiore, che nel caso di utilizzo primario dell’occhio destro, questo comporta un guadagno di ampiezza gestuale, per la parte alta del corpo che aumenterà la potenza sul colpo eseguito di diritto, che come tutti sanno è uno dei colpi nel tennis più importanti.

    Un’altra lateralità che si sta studiando è quella della rotazione delle spalle che può determinare se per un giocatore di tennis sarà più facile usare una tecnica per un rovescio a due mani o a una. Questo lo si può provare con un test: il test di Solin: appoggiati con le due mani al muro con il tronco inclinato ci si gira bruscamente senza saltare. Se ci giriamo in senso antiorario allora siamo destri di spalla, mentre se ci giriamo in senso orario saremo sinistri di spalla. Quindi secondo questi studi se saremmo destri di mano e destri di spalla saremmo più predisposti a giocare un rovescio a 2 mani, mentre nel caso di sinistri di spalla e destri di mano saremo più predisposti a giocare a 1 mano.

    Esistono altri tipi di studi sulla lateralità a partire da quella del bacino fino a finire a quella delle gambe ecc., quindi un campo ampio e veramente interessante che però non deve farci cadere nel banale errore di credere che esista una tipologia ideale o viceversa una non compatibile con una pratica a livello alto di qualsiasi sport. Ne è prova il fatto che l’essere umano alla fine è dotato di una capacità di adattamento stupefacente, ad esempio nel nostro sport ci si potrebbe chiedere come possa allora essere diventato un campione John McEnroe che effettuava il servizio rivolgendo la schiena all’Avversario e giocando un tennis completamente atipico e fuori da schemi normali.

  63. bogar67

    Benvenuta a delusa, il link buono è quello mio, al tuo mancano due cifre finali.
    A prescindere da questo, mi scuso con il linguaggio tipico da caserma che è poi l’ambiente in cui lavoro. Avevo scritto ad Alessandro per cambiare la parola incazzato con rammaricato, una sorta di autocensura, non vorrei che tra due anni poi se mia figlia merita non viene convocata eh eh eh
    Io cmq ho individuato qualche male che impedisce a chi sta nell’isola di emergere e non si tratta solo di volontà di spostamenti come scrive Mauro.
    1) esiguo numero di tecnici nazionali (in sardegna sono solo 3)
    2) offerta delle scuole agonistiche limitata nelle quantità di ore anche a genitori disposti ad investire. Leggo che nelle altre regioni un agonista under 12/13 si allena anche 20 ore a settimana e qui solo 11/12. nel circolo dove sono tesserato io ad esempio la sat ha solo due campi per tre giorni e 51 allievi, ditemi voi come posso competere facendo 5 ore a settimana di tennis.
    3) non distinzione attraverso certificazioni delle Sat che offrono supporto a chi vuole fare sul serio a chi vuole che il figlio faccia solo 4 tiri.
    4) mancanza di agevolazioni per chi vuole fare attività fuori isola oltre a quanto dato dalla Fit.

    Se delusa o qualche altro Sardo genitore vuole aggiungere i mali che abbiamo qui in regione che impediscono ai nostri junior di emergere al fine di rapportarli alla Fit regionale, può anche elencarli, non abbiamo come interlocutori muri di gomma ma gente disposta ad ascoltare.

  64. Preg.mo Silvano Papi,
    ai ragazzi oltre a training autogeno, allenamento ideomotorio, visualizzazione creativa, meditazione ed altri, si insegna anche la corretta gestione del dialogo interiore e la postura del corpo che sono il feedback dell’autostima e fiducia in se che prescindono dal vincere e dal perdere. L’idea del vincere o perdere spostano la concentrazione degli atleti al risultato, al futuro. Meglio focalizzarli alla gestione della partita punto per punto.

  65. C.C. ControCorrente

    Passavo per caso -Per 68 nunziovobis: sembra piu grande di 4 anni comunque confrontata con altri bimbi che ho direi
    a) medio-alto coordinazione gambe
    b) numero di palline colpite molto alto
    c)lisciato alcune palle sul diritto perche troppo ampio lo renderei per ora piu semplice
    d) proverei a passare con un palleggio i bimbi si gasano se palleggiano col genitore
    e)movimenti piu controllati e lenti per proporre una spinta piu in avanti che un finale gia cosi abbracciato
    f)chi se ne frega dei punti a,b,c,d,e basta che gli piace
    g)opinione personale non metterei mai un video di una bimba su youtube,non ti capisco

  66. bogar67

    francescocoachgemelli ti ringrazio di avermi edotto sulla lateralità, un noto giornalista ed addetto ai lavori, nonchè persona che reputo molto competente tennisticamente vedendo un filmato con pochi minuti di mia figlia mi ha detto dell’occhio dominante e quale sarebbe stato il colpo che viene più efficace. Al momento non sono riuscito a capire e mi sono chiesto per settimane intere cosa significasse “occhio dominante”, ogni tanto a casa, in giro stavo ad osservare il viso di mia figlia e mi chiedevo ma che cavolo voleva dire quello li, adesso sono più istruito. Grazie!!!

  67. x Francescocoachgemelli,
    Gli studi sulla lateralizzazione sono interessantissimi. Ti consiglio vivamente riguardare gli studi effettuati da Sperry e dai suoi collaboratori che per le loro ricerche sugli emisferi cerebrali hanno vinto un Nobel.
    Nel tuo discorso, per certi versi ineccepibili ti invito però a non trascurare le funzioni del corpo calloso ed a considerare che l’uso del rovescio bimane per una stragrande maggioranza dei giocatori, con la spinta del braccio non dominante (sempre nella maggioranza dei casi), ha determinato che moltissimi dei giocatori di vertice possa essere oggigiorno definita ambidestra o ambisinistra.

  68. bogar67

    Silnao Papi scrive E’ sufficiente secondo voi allenare il mental (ovvero insegnare la tecnica del Training autogeno, allenamento ideomotorio, Visualizzazione creativa, Meditazione) dedicandogli il giusto spazio all’interno delle ore di allenamento, o piuttosto una pratica quotidiana, uno stile di vita, una condivisione di valori che riguarda sia i tecnici che i genitori e che non si applica tout court nelle sedute canoniche?

    Silvano per me le risposte sono entrambe, la pratica quotidiana, lo stile di vita, la condivisione di valori è quella che io genitore posso dare a mia figlia fin quando vivrà con me ma poi dopo i famosi 14/15 anni dove (non so se sarà il mio caso) sarà affidata ad un coach di livello o ad un’accademia, dove le aspettative saranno per forza di cose maggiori, dove tua figlia la vedi una o due ore al giorno e se è lontana neanche a quel punto ci deve pensare qualche altro, la persona o la struttura che stai pagando per cui all’interno degli spazi di allenamento.

  69. Mauro g&f

    Silvano, concordo con Bogar, entrambe le cose, nel senso che per poter portare certe cose nel quotidiano occorre esercitarsi e seguire una progressione didattica. Faccio un esempio, si dice spesso di vivere nel momento con consapevolezza, ma come fare? Ecco allora venirci incontro le tecniche di visualizzazione, meditazione, consapevolezza corporea etc.

  70. nunziovobis

    Sono molto contento dei giudizi che state lasciando sul video che vi ho postato, ritenete che il livello raggiunto sia uguale anche per le altre sat italiane, oppure la vedete come un caso isolato, come una che abbia imparato qualcosa in piu.
    Certo ha solo 4 anni, ma secondo voi merita di attenzione o no?

  71. Mauro g&f

    Bogar, riguardo la Sardegna, tu dimentichi una cosa, ovvero la proporzione con il numero di abitanti, mal contati siamo 1.600.000, eppure la Carboni 3 anni fa fece la finale mondiale del trofeo topolino l’hanno scorso Cannavera ha vinto il titolo italiano under 13, Piludu è stato uno degli “eletti” di Tirrenia ora a Chicago con una borsa di studio, Porcu sta ottenendo ottimi risultati internazionali, la stessa Floris è n.5 d’Italia, insomma niente di eccezionale, però rispetto al numero dei praticanti la situazione non è male.Certo si può far meglio però rimane il problema del resto d’Italia, ovvero brillare da pro e non da under.

  72. Mauro g&f

    Nunzio, la bambina sembra divertirsi, ed è quello che più conta. E ‘sicuramente molto coordinata, però è troppo presto, a quell’età contano il numero di palline tirate, l’età biologica rispetto a quella anagrafica etc. E’ certamente predisposta, io comunque assolutamente gli farei fare attività motoria con un preparatore qualificato, per quell’età molto buoni sono quelli della ginnastica artistica.

  73. Barbara

    Silvano
    non vorrei risultare noiosa facendo sempre il parallelo con la scherma che magari non è il più adatto come similitudine, ma credo che il problema stia nel concetto di risultato importante.
    E’ importante vincere le Olimpiadi chi se ne frega di chi ha vinto il GPG (Gran Premio Giovanissimi) chi mai si è ricordato di chi ha vinto il mondiale under 20.
    Negli altri sport è pacifico incominciare a fare i conti dal momento dell’ingresso nel mondo degli adulti, a prescindere che siano riconosciuti come sport professionistici o meno poco cambia è una questione semantica e monetaria ma non sostanziale, la parte prima è pacificamente ritenuta un periodo di formazione e di preparazione.
    Nel tennis questo non avviene ed anche la parte dell’apprendimento non viene vissuta con la giusta libertà, questo è il motivo per cui è essenziale introdurre il mental fin da piccoli.
    Se si riuscisse ad avere una visione di insieme puntando ad un progetto accollandosene i rischi con serenità tutto sarebbe molto più semplice, che non vuol dire svincolarsi dalle gare o dalle vittorie ma dare al tutto un valore diverso.
    Il risultato finale dovrebbe sempre essere quello di arrivare a competere con i professionisti per cui anche ogni successo od ogni insuccesso assumerebbero un altro valore se guardati nella prospettiva di un valore assoluto piuttosto che relativo.
    Spero di essermi spiegata.

  74. Barbara

    Francesco
    nella scherma i mancini sono avvantaggiati perchè ce ne sono pochi ed utilizzano degli schemi opposti ai tuoi, le azioni che normalmente costruisci sui destri con loro sono un suicidio.
    Fin da piccoli facevamo lezione per abituarci a tirare contro di loro, era un fase dello studio, anche se poi trovandone pochi la teoria era un conto e la pratica un altro.
    La stessa attenzione non viene riservata nel tennis, non ho mai assistito ad una lezione di schemi utilizzabili con i mancini, è chiaro che ciò avvenga poi per i professionisti, ma non fa parte del normale apprendimento e di conseguenza non ti viene automatico e questo senza dubbio è un vantaggio.

  75. Mario Polidori

    @Bogar post 66, e credo anche Delusa anche se non leggo niente all’indirizzo da lei indicatomi.

    L’analisi della situazione fatta dal Tecnico Nazionale non è molto comprensibile, proprio perché non contiene né criteri di giudizio accettabili, nè vere assunzioni di responsabilità, né rilievi precisi riguardanti il materiale che c’è in regione a prescindere dei risultati.
    Si tratta di un sardo, e ci vedo anche una malcelata tristezza per ciò che accade nella sua terra.
    Se il problema va dall’under 12 al 18, non si tratta di rivedere i programmi per l’anno prossimo, ma quelli “perpetrati” negli ultimi sei anni, sempre che la matematica non sia un’opinione.
    I criteri oggettivi che cita, di risultati e classifiche, sono poi quella mostruosità che si cerca di combattere, perché non dovrebbe essere un metro di giudizio, soprattutto per intraprendere una strada in salita.
    Ed in conclusione dobbiamo accontentarci di non essere all’altezza di nessun tennis di livello.
    Non conosco la Sardegna direttamente, ma il leit-motive l’ho ampiamente sentito in Calabria, per esempio.
    Non è accettabile neanche il livello di interlocuzione che viene dimostrato in questi casi.
    Bisogna prendere atto che non è questo il percorso da considerare, ma si deve ricercare dove c’è qualità, come maestri e scuole e circoli, disposti a concedere lo spazio per fare qualcosa di costruttivo.
    Io, personalmente, non credo proprio che non c’è talento in Sardegna, come in nessuna parte del mondo, credo al contrario che i Tecnici Nazionali dovrebbero dare soluzioni piuttosto che raccomandare la rassegnazione.

    A questo punto, però, oltre ad invitarvi a prendere le dichiarazioni del succitato, come le solite, sbrigative ed incomprensibili liquidazioni, e pertanto di nessun valore specifico, vi invito a non fare riferimento a queste cose per stabilire il livello della vostra soddisfazione.
    Se si tratta di ragazzi di 12 anni ci sono ancora mille modi per capire come stanno le cose e se si tratta di ragazzi di 6 anni, possiamo serenamente occupare il nostro tempo ad imparare a giocare con un maestro coscienzioso e rimandare ad altro momento il riconoscimento delle proprie qualità.
    Non fatevi prendere dalla fretta o dall’ansia, perché non serve e non ce n’é bisogno, tutto si può rimediare.
    Dico questo perché ho la sensazione che ci si faccia troppo prendere dalla corsa all’oro, che come ho già detto, secondo me, è la cosa più sbagliata che si possa fare da parte di un genitore, anche se in perfetta buona fede.
    Non fatevi distruggere il sogno da queste cose, esistono strutture in giro per l’Italia che sono in grado di mettervi nelle condizioni di far bene, pur restando di base a casa vostra.
    Il resto sono solo chiacchiere, che, sono d’accordo con voi, sarebbe meglio non sentire.

  76. Mario Polidori

    @Nunziovobis
    tua figlia è di una simpatia contagiosa 🙂

    Non è il caso di dare un giudizio tecnico perché, data l’età, non avrebbe senso.
    Ha delle buone linee che denotano una chiara predisposizione per il tennis, per prima cosa, e poi una concentrazione fuori dal comune nell’eseguire gli esercizi di preparazione, oltre ad un gioia infinita di essere la protagonista di ciò che fa.
    Io sono un sostenitore della motivazione, dopo la predisposizione, e dell’intelligenza, e queste mi sembra che ci siano tutte, vale la pena di continuare.
    Tieni presente, comunque, che le variabili in gioco sono tante e quanto più sono giovani tanto più aumentano.
    Ma ripeto, vale la pena, a 4 anni è davvero notevole, le faccio i migliori auguri e conservale quel sorriso 🙂

  77. bogar67

    @Mauro post 84 questa della proporzione di abitanti era qualla variabile che tendeva a giustificare la pochezza di risultati fin quando Commentucci non se ne è uscito con quella tabella sul rapporto tra il numero di agonisti ed il numero di quartofinalisti ai campionati giovanili individuali di ogni singola regione, li mi sono accorto che altre regioni tipo provincia di Trento, le Marche che sicuramente hanno meno tesserati rispetto a noi sono avanti. Mi hai fatto il nome di Matteo Cannavera campione italiano under 13, di Porcu, io aggiungerei anche i fratelli De Fraia e qualche altro e sono d’accordo con te ma il merito è di quel circolo e del suo maestro, l’unico nella zona che riesce a dare degli standard qualitativi simili a quelli che vengono offerti nella penisola ed infatti al Memorial Angelini (campionati sardi) riesce da qualche anno a far man bassa di trofei.

  78. bogar67

    @Mario post 66, non mi fraintendere per certi versi, l’analisi del delegato regionale partiva da “se guardiamo i risultati” per cui erano riferiti soprattutto a quelli, io ne apprezzo la sincerità e l’onestà analitica, ha messo sullo stesso piano il figlio del presidente federale che può permettersi il coach privato a quello dell’operaio che si toglie il pezzo di pane dalla bocca per permettere una lezione individuale in più al figlio. Che ci fossero problemi nel cercare di creare degli Junior forti qui sull’isola per me era cosa risaputa fin dai primi interventi nel blog tre anni fa e quando ancora il responsabile regionale era un altro, poi più leggevo le vostre discussioni e più mi convincevo che qui sull’isola le condizioni non ci sono o se ci sono sono limitate ad uno o due circoli. Anche vedendo super tennis e la rubrica circolando mi accorgo che altrove si lavora in maniera diversa. Quello che manca nell’analisi è la proposta, il forse come settore tecnico cambieremo le strategie non mi soddisfa, siccome ho avuto la fortuna di conoscere l’estensore di quell’articolo e ho visto che è persona affabile e disponibile al confronto, appena mi capita di riincontralo chiederò cosa vuole fare per migliorare il tennis isolano!

  79. Delusa

    Io ne ho viste cose che vuoi umani non potreste immaginarvi.
    Navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione…
    e ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhauser…
    e tutti quei momenti andranno perduti nel tempo
    come lacrime nella pioggia.
    E’ tempo di morire.

    Rutger Hauer dal film “Blade Runner”

  80. bogar67

    @ Delusa, su questo blog i delusi ovvero quelli contro la Fit sono visibilmente diminuiti, (andrew è rimasto quasi come l’ultimo dei moicani) sarà per i centri periferici, sarà perchè le proposte fatte stanno cominciando ad avere risposte concrete o sarà perchè semplicemente la gente si è stancata ed i sogni sono stati rimessi nei cassetti, sarà per qualcosa d’altro ma per favore non ti ci mettere adesso anche tu, fai proposte costruttive anzichè lasciarci così in sospeso.

  81. Mario Polidori

    @Bogar
    ho letto quello che ha scritto il signore in questione e la confusione nel suo pensiero purtroppo c’è.
    Poi qualcosa doveva pur dirla ed ha finito per arrotolarsi su una disamina asettica, culminando in una non proposta.
    E’ una storia vecchia come il mondo, ma non è mia intenzione buttare addosso a lui la croce del vuoto sardo, di certo però non sono queste le parole ed i fatti che si devono produrre, in una situazione del genere.
    Io vivo a Novara da quasi 25 anni, sono cresciuto in Calabria, dove ho vissuto la mia avventura tennistica.
    Ultimamente sto parlando con quella regione, ed anche lì usano la stessa lingua.
    Diamo a Cesare quello che è di Cesare e non solo a Roberto quello che è di Roberto 🙂

  82. andrew

    bogar e nunziovobis…

    io posso solo consigliarvi di rimanere appassionati verso il tennis (nel caso italiano, il vaffantennis) e di proporlo alle vostre figlie in tutte le sue espressioni e con entusiasmo sportivo (quindi, a prescindere dal luogo ove vi troverete a praticarlo), seguendo il loro interesse e le fasi sensibili di Archi.

    Sopratutto, dovete essere consapevoli che PRIMA dei 10 anni, se intendete seguire il percorso della federazione, dovrete già avere individuato la struttura che vi ispira fiducia e che voglia collaborare con voi per il bene di vostra figlia e non per il bene del prestigio del circolo.

    Non è una cosa semplice. Dopo i 10 anni vostra figlia non sarà più vostra figlia tennisticamente parlando. Una volta tesserata per un circolo, vostra figlia sarà del circolo, rappresenterà il circolo e, se gliela portate già brava e capace e tennisticamente evoluta, il merito sarà del circolo e non vi verrà riconosciuto niente. Sarà vincolata al circolo e quindi dovrete fare attenzione a dove la portate, valutando bene se si tratta di una struttura che voglia farla crescere o voglia sfruttarne le già acquisite capacità.

    Generalmente, se la dirigenza del circolo si imbarca in campionati a squadre schizoidi e costosi come la serie A1 o in operazioni di facciata (sia pseudo-sportiva che con sfumature sociali e solidaristiche), avete una buon indicatore del fatto che il circolo è molto più interessato al prestigio proprio che alla crescita di vostra figlia.

    In bocca al lupo…

    ps. Nunzio… non fare giocare tua figlia da fondocampo…

  83. nunziovobis

    Andrew il tuo post ne vale mille, ti ringrazio di cuore per i consigli, ora se per pietà vuoi spiegarmi cosa sono queste fasi sensibili e perchè non devo farla giocare da fondocampo te ne sarei immensamente grato, io prima cosa voglio capire il perchè delle cose visto che nessuno me le spiega

  84. andrew

    NunzioVobis…

    per le fasi sensibili, se ne è parlato parecchio qua ma se visiti il sito di Archipedro (cerca Blog Archipedro) trovi una tabella esplicativa…

    Per il fondocampo, intendo dire che a 4 anni è meglio che giochi a metà campo, non solo perché è più che sufficiente, ma perché in questa fase non è assolutamente importante tirare forte (e prova a segarti le gambe e scendere al livello di tua figlia e metterti a fondo campo e vedrai che cercherai solo di tirare forte, con evidenti ripercussioni su tutta la fase di preparazione del colpo e sul gesto tecnico.)

    Se sei capace di giocare da metà campo, fatevi delle belle partite a metà campo, falle da specchio senza restare fermo a buttargli le palline. Falla colpire e poi avanzare a fare delle volee…Sopratutto, falla giocare e divertiti tu per primo.

  85. Puffo Onanista

    Nuntiovobis: e’ gia’ stato tutto scritto, piu’ volte molto piu’ di una volta: su questo blog e sul blog di Archipedro … Fai ricerca su google: fasi sensibili, tennis, archipedro e vedrai che ti salta fuori qualcosa… aiutati che dio ti aiuta …

  86. Mario Polidori

    @nunziovobis
    la tua bimba ha 4 anni e qualità che le permettono di investire nel tennis, detto con tutte le cautele che di devono ad una bimba di 4 anni.
    La fretta è cattiva consigliera e l’unico percorso possibile a quell’età è quello di Quinzi.
    Ma lo spiegamento di forze di quest’ultimo fa il paio con la “nostra normalità”, di cui parla Andrew, che è l’unica realtà a cui si riferiscono i mortali.
    Se chi segue tua figlia in questo momento è capace di darle i primi strumenti, credo che tu sia in una situazione favorevole.
    Non farti prendere dalla fantascienza in cui si cerca di proiettare tutti.
    Tra due o tre anni, a seconda della crescita fisica della bimba, se non li hai già, dovrai rivolgerti ad esperti, ed in Italia, in strutture private, ce ne sono.
    Quello che verrà dopo ti consiglio di deciderlo in quel momento.

    Tieni presente che il vero vantaggio di iniziare così presto non è la qualità che potrà esprimere in questo sport, solo perché ha fatto prima e di più, ma quello di avere più tempo a disposizione per fare le scelte giuste, e magari per commettere qualche errore senza che diventi irreparabile.

    Parere personale, ma se in questo blog passiamo il concetto che si debba rincorrere Quinzi, perché quello è il modo per diventare campioni, facciamo un buco nell’acqua.
    Quinzi al di là se possiede o no il talento, al di là se possiede le motivazioni per superare l’età critica, al di là di tutto, possiede un’organizzazione assolutamente non ripetibile che non è detto che lo renda un campione, anche se glielo auguro di cuore.
    Perciò usiamo cuore e buon senso secondo le nostre possibilità e lasciamo alcuni modelli a chi crede che esistano solo loro.

  87. bogar67

    @ andrew ti ringrazio dei consigli, tu però sei arrabbiato contro il sistema intero ed io non condivido, secondo me esistono genitori e genitori, maestri e maestri, dirigenti fit e dirigenti fit, giornalisti e giornalisti, circoli e circoli, ci vuole solo la botta di fortuna affinchè nella strada incontri quelli giusti, che pensano più al tuo bene che a farsi gli affari loro.

  88. nunziovobis

    Quindi riassumiamo e ditemi se sbaglio: all’eta di mia figlia bisogna puntare al 100% sulla coordinazione, quindi l’importante che colpisca la palla, poi se supera la rete e finisce in campo non mi deve importare piu di tanto, nel senso che l’errore ci puo stare; bisogna giocare al max da metà campo, oltre non serve perchè ci vuole forza e a 4 anni non si deve sviluppare la forza, ma solo la coordinazione; io faccio fare parecchi giochi con le diverse palle, basket, rugby, calcio, tra lanci, prese, movimenti calci, quelli vanno bene? poi fare piccoli circuiti con corsetta e saltelli va bene? piccole corsette a tutta birra di 20 metri va bene?
    Grazie di cuore a chi vuole rispondermi

  89. Vedo che siete sulle “mie” fasi sensibili per i bambini ed allora, a scopo esemplificativo, vi parlo d’un fattore su cui ho lavorato ieri con i miei (attuali) cinque mini-atleti… cerco di farvi capire perché sia EVIDENTE che la rapidità è massimamente allenabile da piccoli, anche declinata nella velocità ciclica breve (quindi scatti cronometrati, con partenza da fermo, di m.20… e poi tutta una serie di protocolli di scatti e prese aeree di vortex sull’erba, anche con azioni tipo football… ed anche corse con 5 ostacolini sull’erba… ed anche rincorse e salti in lungo…).

    Allora, ho cronometrato settimanalmente (2 vv x settimana) un costante miglioramento di tutti i bambini, ed i due di dieci anni, sia maschio che femmina, corrono i m.20 attorno ai 3”80-85… Mati é sui 4” netti.

    La faccio semplice… se vi dicessero di fare un allenamento di 2 ore in cui vi chiederanno di produrre 100-200 scatti (o rincorse con salti) praticamente al massimo della velocità… voi come la prendereste? Trovereste la cosa divertente? Ed i vostri figli adolescenti? Bene, per i bambini piccoli è il massimo della vita, e non vi sono controindicazioni se non il rispetto dei tempi di recupero. Li faccio correre in condizioni diverse ma sempre in massima accelerazione… cambio lo stimolo, il contesto… gara, scontro a coppie, attacco-difesa… Di tanto in tanto correggo gli angoli biomeccanici, mostro il lavoro dei piedi, parlo di frequenze, appoggi, linea delle spalle… ma poi via di nuovo…

    Ovviamente la banale considerazione “mentale” di cui sopra sposa perfettamente le teorie neuro-muscolari che ho trattato sul mio blog ed anche qui… per loro “vincere le resistenze”, gli attriti, la forza di gravità… implica processi metabolici altamente gratificanti… sfogarsi significa portare in temperatura il corpo, godere nel sentirsi elastici, nello scalmanarsi INVINCIBILI… perché tutti questi comportamenti liberatori allenano il corpo e la mente… ed infatti si ritrovano per terra senza battere ciglio, con eventuali scontri aerei e gestione dell’imprevisto nella massima concentrazione di gioco…

    Ecco perché tenere un bambino di 6-12 anni fermo in mezzo ad un campo di tennis significa uccidere l’atleta, l’agonista ed il cacciatore… 🙁

  90. Pinot

    @ archipedro
    Come alleni la partenza? L’esplosivita?
    Il mio, 10 anni ed 1,99 sui 10 m, parte un po’ lento. Se facesse atletica sarebbe un 400/800metrista, ma gioca a tennis. Cosa faresti?
    E come alleni l’anticipazione ideomotoria?

  91. Mauro g&f

    Pinot, per l’anticipazione ideomotoria, ho modificato un esercizio che fanno fare ai portieri di calcio. In pratica dividi il campo dove gioca tuo figlio, in 4 zone, puoi nominare queste zone 1-2-3-4- oppure con i colori, puoi anche mettere dei cartellini per riconoscere le varie zone del campo. A questo punto dal cesto o al palleggio, appena il ragazzo capisce in qualle zona arriva la palla, deve dichiararlo a voce alta. Io lo faccio fare anche dichiarando dove vuole mandare la palla.

  92. Pinot,
    se tuo figlio a 10 anni fa 2″ netti con un tempo preso bene è sia molto, molto esplosivo che veloce in partenza. Ma attenzione, su una distanza così corta è facile sbagliare, e di parecchio…
    Qualcuno qui stigmatizzava l’idea della rubrica “l’esperto risponde”, e faceva bene… perché in assenza d’una precisa diretta conoscenza dei ragazzi veramente non si può dire nulla… la partenza: sicuramente non dai blocchi… primi appoggi in frequenza, non si devono tirare su subito, poi si apre la falcata, corsa sulle punte… ma non è questo il punto: facciamo passare il concetto allenante fondamentale: il RITMO di tutto allenamento… l’intensità, la possibilità di stimolarli perché si allenino professionalmente nel gioco dell’atletica leggera…

    L’anticipazione ideomotoria per bambini piccoli? Dalla risposta di Mauro intuisco che dobbiamo metterci d’accordo sul concetto… per me essa non è tanto una facoltà percettiva ma una complicatissima miscela di componenti (…) che permette es. al pallavolista d’effettuare una difesa a terra su una palla da 130 km/h e poi, sul successivo contr’attacco di schiacciare una palla in banda avendo tutto il tempo di guardare come è piazzato il muro… quanti singoli fattori intervengono in quella concatenazione d’abilità?!

    Come si allena? Beh, un esempio è proprio quello del mio protocollo con il vortex in cui io sono il QB tipo football ed un bambino attaccante fa uno scatto a quindici metri da me perpendeicolare alla mia linea di lancio e marcato da uno o due difensori… lui scatta ed io devo lanciargli l’attrezzo sul movimento… se lo tocca un punto e se lo afferra due…
    Quindi abbiamo: la sua corsa, l’oggetto in movimento, difensori in movimento, il mio lancio imperfetto ed il timing da calcolarsi per la presa…
    Questo è forse l’esercizio (scalzi sull’erba è favoloso) che li prende di più, comprese le bambine… 🙂

  93. Madmax

    Beh insomma..

    L’esercizio più semplice e banale per l’anticipazione motoria è il gioco comunemente chiamato bandiera..

    Se vogliamo andare sull’evoluto invece consideramo come campo di gara uno spazio totale di 24 metri di lunghezza (12 metri per parte divisi in altrettanti spazi di sei)..

    La pallina da tennis va posizionata esattamente nel mezzo e due atleti cominciano insieme a correre nei 12 metri (6 del proprio campo e 6 del campo “avversario”) uno di fronte all’altro passando al fianco della pallina e ogni volta che la superano devono tenerla d’occhio guradandola da dietro..
    Dopo cinque volte che si sono percorsi i 12 metri senza poter toccare la pallina il primo che riesce a prenderla mentre sta tornando indietro senza farsi toccare dall’avversario prende un punto.. Dal momento che si ha la pallina in mano si deve correre verso la propria parte fino in fondo e perciò per tutti i 12 metri e perciò l’inseguitore può toccare il fuggitivo fino al termione del percorso…..

  94. ragazzo di Calabria

    @ Mario Polidori
    A proposito di queste tue due frasi:
    “Io vivo a Novara da quasi 25 anni, sono cresciuto in Calabria, dove ho vissuto la mia avventura tennistica.
    Ultimamente sto parlando con quella regione, ed anche lì usano la stessa lingua.”,
    visto che anch’io ho giochicchiato in Calabria quando ero giovane, sarei curioso di sapere se sei calabrese di origine, a che livello, in quali anni e dove hai “vissuto l’avventura tennistica”. Inoltre, che cosa intendi con “usano la stessa lingua” parlando con quella regione (con chi di quella regione?).
    Grazie anticipatamente

  95. bogar67

    Ragazzo di calabria, ti presenti con un nick che è tutto e niente e poi vuoi fuori nomi e cognomi da uno che ha già messo la sua faccia scrivendo chi è e dove lavora. Non è che adesso dobbiamo iniziare un’altra discussione tra l’operosità del nord e l’inefficienza del sud? La fit è come la sanità, la vita reale, ci sta poco da fare, in alcune regioni si lavora bene ed in altre si lavora meno bene e se guardiamo solo i risultati che ha elencato Commentucci dopo i campionati giovanili individuali la Calabria come la Sardegna (zeru tituli) è indietro rispetto alle altre. Fattene una ragione a pensa invece a creare qualcosa di buono anche lì se ne hai l’opportunità.

  96. nicoxia

    Archi i tempi sui 10 metri di alcuni tra i più bravi tennisti del 1999 sono tra i 1,86 e 1,89 per i maschi e per le femmine tra 1,91 e 1,94 anche se secondo me bisognerebbe parametrarlo con la struttura fisica perchè solo con i tempi si rischia di non valutare solo la rapidità.Se ti interessa ti posso dare dei riferimenti anche su 2000 2001 e 2002.

  97. ragazzo di Calabria

    @ Bogart
    Ma siete proprio strani voi dei blog! Trovate un secondo fine anche ad una domanda che era solo per puro spirito di curiosità! Mario ha giocato come me in Calabria ed ho chiesto dove e quando per vedere se abbiamo conoscenze in comune! Poi avendo anch’io contatti tennistici in quella regione ho chiesto chi erano i suoi riferimenti non sapendo neppure di che stava parlando quando ha detto quella frase! Eppure di pippe mentali, come le chiamate voi in alcuni commenti, non si finisce mai di farne! E per essere polemico, come lo sei stato tu, basta vederne quante te ne fai giornalmente sull’attività tennistica presente e futura di una bambina di appena …… (non mi ricordo neppure di quanti anni!). Stai un attimino calmo, e non trovare ombre dappertutto!

  98. Preparatore Incredulo

    Mi sembrano poco veritieri I tempi di Nicoxia per dei ’99 … Tempi presi manualmente? O fotocellule? I tempi presi manualmente da persone diverse sono poco significativi e comunque anche fossero stati presi dalla stessa persona soggetti ad errori anche piuttosto importanti… Attenzione!

  99. Nicox,
    vi invito solo a riflettere su come rilevate quei tempi, perché sui m.10 ci possono essere scarti di 3-4 decimi solo in funzione delle modalità con cui vengono cronometrate le prestazioni…
    Non ho dubbio che abbiate per le mani dei fenomeni, ma dubito che i miei due decenni, maschio e femmina, possano fare quei tempi sui m.10 (che io appunto non considero perché non ho strumenti elettronici). Ed i miei decenni si allenano con me non da tennisti ma da atleti puri… Credo che dovresti chiedere a Salvatore Buzzelli, che considerava eccezionali, per un tredicenne veramente fortissimo, tempi attorno all’1″70… immagino che lui usasse le fotocellule…

  100. Vi cito un vecchio post di Buzzelli…

    “Per puro indice di confronto, un mio allievo di cui posso tranquillamente fare il nome perché per le sue qualità di esplosività è molto conosciuto, Manuel Righi (’94) a 13 anni otteneva 39,5 cm di contromovimento (Ergojump) e 1”75 sui 10 metri (fotocellule) . a 14 anni 50cm di CMJ e 1”66 nei 10 m”…

  101. nicoxia

    Archi non sono dati assoluti,semplici riferimenti come quelli che hai dato tu,non so come li abbiano rilevati ma sono uguali per tutti gli allievi presenti più di cento.Poi anche secondo me i margini di errori possono essere elevati .

  102. nicoxia

    Con gli stessi cronometri per i 13 e 14 anni a parte un 1,67 ,i migliori si aggirano ,tra 1,77 e 1,83.

  103. Mario Polidori

    @ragazzo di Calabria
    sono nato a Nicastro, ora Lamezia Terme, da madre calabrese e padre romano.
    Ho iniziato a giocare a tennis lì a fine 1973 🙂
    La scuola con cui sono in contatto è la mia, di quando ero ragazzino, adesso si chiama Lamezia Boys.
    Stiamo cercando di generare delle possibilità per evitare che la nostra regione sia sempre troppo lontana da tutto.

    @Bogar
    i codici di comunicazione dei calabresi spesso vengono interpretati male 🙂 , ragazzo di Calabria voleva soltanto alcune notizie.

  104. ragazzo di Calabria

    @ Mario Polidori
    La famiglia Viola docet! Riccardo il capostite e Massimo il suo “successore”!

  105. Pinot

    @ Archipedro
    I tempi sono presi con le fotocellule e, penso, a partenza libera ma rimane, secondo me, una difficoltà in “partenza”. Diciamo che tendo ad allenare l’appoggio sull’avanpiede. Fa il “portiere” mentre calcio la palla da una distanza di 3/4 metri…
    Posso aggiungere che il C.M. S. Jump è 21,6 per 143 cm di altezza.

    Anticipazione ideomotoria, intendo quella cosa che ti fa vedere (intuire) l’azione prima che si verifichi.
    Molto utili i suggerimenti (grazie), facile da utilizzare il gioco della bandiera (noi diciamo del fazzoletto) proposto da madmax. Per il mio, quast’anno, ho introdotto due ore di basket la settimana che penso possa essere utile per questo ma anche per i passi.

    @ nicoxia
    sarebbero interessanti i riferimenti dei 2000-1-2

  106. nicoxia

    Pinot,il migliore gennaio 2002 2,03 poi i migliori variano da 2,10 a 2,20 ma il mese di nascita incide.

  107. nicoxia

    Sono solo una fascia,sono solo dati da prendere come riferimento generale non specifici per una valutazione oggettiva.

  108. atti

    Un piccolo feedback sul CP Veneto, tanto per cambiare un po’ minestra…

    Sono ovviamente considerazioni personali, ma mi sembra un salto di qualità netto rispetto ai raduni regionali. Nel ns. caso il CP diventa un proseguimento del lavoro settimanale.
    Il CP Veneto con sede a Vicenza è attualmente composto di campi in terra rossa, ma l’obbiettivo, entro i primi mesi del 2011 è riconvertirne almeno 2 (su 8) in veloce .
    Sarà perché, come prima volta che ho assistito, ho trovato subito presente il resp.le nazionale Palumbo che direttamente dettava i tempi, ma l’impressione è stata molto buona…poche chiacchere e tanto tennis….forse anche piu’ intenso di quello visto nelle varie volte che sono stato a Sestola nel periodo estivo.
    Insistono molto sulla tattica e sul ritmo, anche se piccole ma evidenti correzzioni tecniche, legate ai movimenti dei piedi e/o della rotazione della racchetta, vengono comunque fatte presenti a ragazzi, a volte ripetendo 2-3 volte quel tipo di colpo.
    Credo sia motivante anche per i ragazzi trovarsi in gruppi omogenei come livello, intensità e obbiettivi. Oltre a fare gruppo al di fuori dei tornei.

    Unico neo, ma credo legate alle difficoltà dello strat-up iniziale, la parte atletica mi è sembrata abbastanza sui generis. Piu’ un lungo riscaldamento che altro.
    Torno a dire quanto già detto in tempi non sospetti, e cioè che Carnovale da solo non puo’ certo gestire e dare supporto a 360 gradi (ne è utile prendere il primo tecnico Isef senza specifiche competenze ed esperienza)… in futuro sarà importente rriuscire ad affiancargli almeno altri 3-4 preparatori di provenienza tennistica, che possano visionare, impostare e verificare periodicamente il lavoro svolto.
    Rob. sono di parte pero’ la butto là… un attrezzo come il sensotraining potrebbe essere un ottimo trait d’union per semplificare le metodologie da svolgere ?

    Ah…dimenticavo…maestri presente, a parte quelli che hanno i figli convocati, praticamente nessuno…d’altronde non si chiede loro questo…l’importante è che comunichino regolarmente con i tecnici del CP… e viceversa…

  109. Scusatemi amici, mi ritrovo nuovamente ad imperversare qui 🙂 ma datemi atto che sono stato “chiamato”… interrogato sulle fasi sensibili… ed ho cercato di rispondere come meglio potevo…

    Parliamo di cose diverse… voi nell’allenamento di tipo tradizionale inserite dei test periodici, che vi danno (relative) informazioni sullo stato psico-fisico dei ragazzi… io viceversa strutturo due/tre allenamenti che hanno come base protocolli affini a quelli dell’atletica leggera in cui ad ogni singolo allenamento corrispondono gli stessi tipi di rilevamenti (ovviamente non tutti).
    La differenza è macroscopica: il mio metodo mi consente di capire costantemente quale sia il livello motivazionale dei bambini, quanti margini di miglioramento abbiano, quanto siano stanchi, come l’interazione tra di loro incida sull’intensità delle routine…

    Per cui, ve lo dico con leale spirito amicale, non vi basterà mai sentirvi dire… il “gioco della bandierina” è OK… se fa m.10 in 2 secondi vuol dire che è OK… credo che dobbiate necessariamente andare oltre… dovete pensare molto bene COSA e COME proporre loro… dovete STRUTTURARE le scelte e spiegare loro PERCHE’ es. è importante che sappiano lanciare il vortex con entrambe le mani… e dovete far si che questo processo sia continuamente MESSO IN DISCUSSIONE attraverso l’evidenza di risultati oggettivi… non tramite un parere benevolo, o, peggio, pagato, dell’ennesimo consulente…

    Faticoso, antieconomico, dispersivo, noioso, incompatibile con l’offerta dei circoli…? Può darsi…
    Probabilmente ho torto io e ragione voi… Ma prendiamo atto che stiamo seguendo sentieri quasi antitetici. Ed io non finalizzerò mai tutto al tennis, o alla pallavolo, perché dei bambini hanno diritto, da adolescenti, di cambiare idea… e lo faranno quasi sicuramente, se dall’altra parte si troveranno gente non tennisticamente ma atleticamente superiore… sarà quello il gap che non potranno mai colmare… 🙁

  110. bogar67

    sempre @ragazzo di calabria cmq sulle pippe mentali, mi sa che hai un pò ragione, mi dovrei dare una calmata, mi sa che mi ci sto appassionando troppo al tennis giovanile ed al blog però sappi che non sfogo le delusioni su mia figlia, pressante si ma verso maetri ed istituzioni se non mi danno il meglio ma mai verso di lei che deve solo divertirsi.

  111. Roberto Commentucci

    Atti, si, il sensotraining può essere uno strumento utile in quel contesto.

    So che in FIT stanno esaminando la cosa, ma non posso dirvi di più.

    Però la macchinetta da sola non basta, bisogna avere gente qualificata, e su quello si sta lavorando, per migliorare l’interazione tra Centro (Tirrenia) e periferia.

  112. nunziovobis

    Cari amici del forum, vi ho fatto un bello scherzetto, ebbene si il link di yuotube che vi ho postato non riguarda mia figlia, anche perchè si vede bene dalla struttura con un bel campo veloce che in Italia aimè manca. Invece si tratta di piccole giocatrici americane, che nei loro paesi vengono considerate delle piccole star, quindi tenute sotto osservazione gia a 4 anni. Come avete notato si applicano sia nella preparazione atletica che nei colpi base, ho visto che avete commentato che non deve giocare da fondo campo, che qualche palla la sbaglia, ma nel complesso l’avete giudicata brava e competitiva, oltre al sorriso a 32 denti che piace tanto a Bogart essendo indice di felicità nel colpire le palline. Ora voi che girate nelle varie sat, su 10 che giocano quanti sono a quel livello a 4 anni?

  113. Se può essere d’aiuto, vi posto un mio piccolo contributo.
    10m, partenza da fermi (un piede avanti, l’altro dietro) da una linea distante 80cm dal fascio di luce delle fotocellule. Cronometraggio elettronico al /1000 di sec. (i tempi manuali, sempre da prendere con le molle, sono solitamente migliori di 20-25 centesimi rispetto ai tempi rilevati elettricamente)
    I tempi riportati sono in centesimi di sec, derivano da uno studio trasversale e longitudinale che è partito nel 1985 e va avanti tutt’ora aggiornando i percentili ogni inserimento di 30 nuovi dati omogenei (sesso ed età espressa in mesi perchè nell’età evolutiva anche un solo mese fa la differenza) .
    (spero che i dati vengano riportati in colonna così come li ho postati)
    Maschi 9 anni (108 mesi) (percentili da 5° al 95° di 5 in 5)
    5° 227
    223
    223
    221
    218
    215
    213
    210,5
    210
    208,5
    208
    206
    205
    203
    200
    199
    196
    195,5
    95° 195

    Maschi 10 anni (percentili da 5° al 95°)
    226
    223
    221
    219
    218,5
    218
    216
    213
    211
    209
    206
    205
    204
    203
    200
    199
    198
    197
    195

    Femmine 9 anni (percentili da 5° al 95°)
    229
    225
    224
    223,8
    223,5
    223,2
    222
    221,5
    221
    220
    219,5
    219
    217
    215
    214
    211
    210
    208
    204

    Femmine 10 anni (percentili da 5° al 95°)
    227
    224
    221
    220
    218,5
    218
    216
    214,5
    214
    213
    212,5
    212
    211
    209
    208
    207
    204
    202
    200

    Questa non è che una piccolissima parte del mio lavoro di ricerca sui test motori (una bateria di 19 test che spaziano nel campo delle qualità motorie di base dai 9 ai 17 anni) che conduco anche in collaborazione col dipartimento di Antropologia e con la facoltà di Statistica dell’Univ. di Bologna)
    Per chi fosse interessato all’argomento un piccolo stralcio di questo lavoro datato 1985 (su un migliaio di soggetti) può trovarlo sul mio sito: salvatorebuzzelli.it nella rubrica RICERCA (Studio delle capacità….) e nella rubrica Pubblicazioni: Caratteristiche antropometriche di giovani tennisti del 1994)
    Evito di mettere i link per i motivi che sappiamo.

  114. Gio

    Ma Stefano dove è finito ?!

    Faccio una richiesta che credo possa essere utile a molti. In questi anni si è dibattuto su “di tutto di più” e francamente non so chi sia stato così bravo e ligio da salvarsi tutti i vari post con commenti.

    Sarebbe bello fare una sorta di riassunto a schede dove sinteticamente per ogni argomento trattato si ritrovassero le riflessioni più utili ed interessanti.
    Questo aiuterebbe non solo i vecchi frequentatori ma tantissimo anche quelli nuovi che si avvicinano.
    Faccio un esempio, si era discusso di racchette , sarebbe bello avere una sintesi con le indicazioni che erano emerse su pesi , tipo di corde , tensione corde, multifilamento o mono e così via….

    Stessa cosa su quanti tornei fare in un anno. Giovanili o 4a e 3a , quante partite, è meglio fare tanti tornei o allenarsi di più. Questo fascia di età per fascia di età.
    Insomma creare una sorta di Wikipedia del tennis giovanile.
    Cosa ne pensate ? Chi potrebbe dare una mano a Stefano ? Possiamo anche ripartire da zero , magari le idee sono anche cambiate nel frattempo…

  115. @ Nunzio
    Sei un furbacchione comunque potevi essere ritenuto fortunato perchè la ragazzina era mancina e sai che vantaggi avrebbe avuto da grande.
    I mancini sono il 10% della popolazione ma quelli che sono ai vertici del tennis sono molti di più in percentuale

  116. bogar67

    @ Nunzio post 128 certo che però………………stiamo diventando un pò rincon con le nostre bimbe, la mia cmq era autentica e ci stava anche il campo veloce. Statti buono uagliò

  117. Interessanti le tabelle del prof. Buzzelli…

    Per esempio nei m.20 che io cronometro stando sull’arrivo… al mio pronti via, con fischietto, bisognerebbe togliere il tempo del segnale acustico, perché lo sparo non sta vicino a loro… e forse perdono 0,05 sec di reazione solo per quello. Poi io tendo a prendere il tempo sul passaggio del piede d’appoggio e forse tolgo loro qualcosina anche lì… ovviamente l’importante è che io mi comporti sempre nello stesso modo (valore relativo del dato)…

    Comunque nel parlare della fase sensibile relativa alla rapidità – velocità ciclica nel breve desideravo solo segnalare che esistono moltissime componenti sulle quali lavorare per limare i tempi settimanalmente… un processo che si giustifica appunto nella teoria delle fasi sensibili medesime. Lo stesso vale per la reattività balistica… sui lanci ci sono costanti miglioramenti settimanali… é come se avessero a disposizione un fondo d’allenabilità illimitato, ben più ampio della velocità soggettiva di crescita… quand’é che questa progressione rallenta? Beh, appunto quando il picco funzionale di quel periodo ontogenetico si consuma… (mia umile opinione, suffragata da un’ampia raccolta di bibliografia molto recente…)

  118. Mauro g&f

    Attenzione la terribile profezia di Stefano si sta per avverare, Alessia userà il sensotraining almeno nei centri periferici.
    (il tono è scherzoso…..spero si sia capito)

  119. nunziovobis

    Per Francescogemelli: mia figlia non è mancina, ma stiamo provando a farla giocare con entrambe le mani alternando, ogni tanto si incasina, ma almeno usa entrambe le braccia, comunque io continuo a ripetere che possiamo fare il miglior atleta del mondo, ma il segreto sta nella testa.

    Per Bogart: hai ragione, almeno io ho gia superato la fase del rinco, ma dai che almeno ci stiamo divertendo, pensa a quelli che hanno i bimbi buttati sui divani a poltrire, io ne conosco una marea. Anche se non vinciamo Wimbledon almeno possiamo dire di averci provato e non è poco credimi

  120. nunziovobis

    Grazie Mauro, si vede che lo scherzetto ti è piaciuto, comunque dalle tue parole:

    Nunzio, la bambina sembra divertirsi, ed è quello che più conta. E ’sicuramente molto coordinata, però è troppo presto, a quell’età contano il numero di palline tirate, l’età biologica rispetto a quella anagrafica etc. E’ certamente predisposta, io comunque assolutamente gli farei fare attività motoria con un preparatore qualificato, per quell’età molto buoni sono quelli della ginnastica artistica.

    Rigurado le palline tirate, sono daccordo con te, ma ormai credo che le becchi tutte, percio sto dando importanza anche alla direzione, cioe ho inizato esercizi in cui indico lungo linea e incrociato e devo dire che per il 70 % manda nella direzione giusta, ma ci sto lavorando da poco; invece non capisco che intendi per eta biologica rispetto che anagrafica, lei per 4 anni rientra nella media e lo vedo dai bimbi dell’asilo e dalle tabelle direi che è perfettamente nella media 1 metro e 7 centimetri; riguardo la ginnastica artistica sono daccordissimo con te, ma purtroppo qui da me non esiste nessuno che faccia tale disciplina

  121. bogar67

    124. atti Says:
    ottobre 25th, 2010 at 13:28

    Un piccolo feedback sul CP Veneto, tanto per cambiare un po’ minestra…

    Sono ovviamente considerazioni personali, ma mi sembra un salto di qualità netto rispetto ai raduni regionali. Nel ns. caso il CP diventa un proseguimento del lavoro settimanale.

    Ecco è proprio li il punto delle mie considerazioni sulla diversità di opportunità, sono convinto che invece, in alcune regioni, la mia tra quelle, il CP sarà qualititivamente qualcosa di positivo mai visto!!

  122. Mario Polidori

    @ragazzo di Calabria
    per conoscere così bene il Maestro Riccardo Viola e suo figlio Massimo, anche se hai dimenticato il maggiore, Salvatore, vuol dire che probabilmente conosci anche me. 🙂
    Per il mio livello, a questo punto chiedi a Riccardo 🙂
    Sono curioso di sapere io, adesso, quanto ti occupi tu del tennis calabrese ed a che livello te ne occupi, perché ho appena iniziato un discorso con i miei amici e se c’è qualcuno che vuole aggregarsi ben venga.

  123. Mario Polidori

    @Barbara
    Fabrizio è l’ultimo fiore del giardino, che solo da poco ha iniziato ad occuparsi della scuola, perché le gare e la gnocca l’hanno trattenuto, data l’età.
    Altra grande risorsa però, giustissimo.

  124. Mario Polidori

    @Bogar
    qualcosa di positivo mai visto, io ci andrei piano 🙂 .
    Anche i ricchi piangono.

  125. bogar67

    Mario ne sono sicuro, realtà come quella di Atti che guarda caso ha la figlia una delle migliori under nazionali in alcune regioni non esistono o sono solo limitate ad uno o due circoli, se consideri che qualcuno per talento cmq al CP ci finisce pur non essendo tra quelli che fanno quel tipo di lavoro e che garantiscono già da loro grande qualità si accorgerà della differenza formativa che gli viene offerta. Guarda Mario che trovare un circolo che ad una agonista 98 da la possibilità di allenarsi 3,5 ore al giorno, tutti i giorni fino al sabato, con le dovute attenzioni io nel mio circondario che comprende un capoluogo di regione ed un paio di grossi centri si e no ne conosco due.

  126. bogar67

    aggiungo che al momento tra quei due non ci sta il circolo dove per ora ha iniziato i primi passi mia figlia per cui prima o poi mi toccherà traslocare, sempre che mi accettino.

  127. Mario Polidori

    @Bogar
    l’esperienza dei CP ha ancora un po’ di strada da fare per essere convincente.
    Non voglio fare il disfattista e non conosco la realtà della tua regione, dico soltanto che a me è capitato di vedere cose bellissime senza costrutto.
    Magari ho esagerato con la mia battuta, ma volevo solo essere cauto.

  128. bogar67

    Mario un motivo per cui fino a 14 anni vincono al 90% i figli e le figlie dei maestri ci sarà, hanno un'offerta formativa qualitativa e quantitativa superiore agli altri.  Atti ha scritto che per sua figlia rappresenta il CP un proseguimento del lavoro settimanale, non è in tutte le parti così, sarà forse per te che vai alla Vavassori e che anzi potrei trovarti davanti ad un'offerta inferiore alla tua ma in altre parti il proseguimento non ci sta, si tratterà come di entrare in un mondo nuovo e se qualche genitore  gli sarà data la possibilità di assistere agli allenamenti si dirà "che mi sono perso in questi anni". Tieni presente che i convocati vengono non tutti dallo stesso circolo ed una diversità nel modo di lavorare cmq ci sta sempre. Io rimango convinto che a parità di talento, di età e di prestanza fisica è l'offerta istruttiva che fa la differenza altrimenti non si spiega come persone decidono di scegliere per i propri figli questo o quell'altro  circolo, questa o quell'altra accademia. Il Centro Periferico serve a portare sul piano delle opportunità i convocati sullo stesso piano.

  129. ragazzo di Calabria

    @Barbara
    Avevo parlato solo di Massimo, come successore di Riccardo, perchè è l'altro maestro in casa Viola. Gli altri, se pur bravi, sono ambedue ancora Istruttori!
    @ Mario Polidori
    In passato ho fatto qualcosina nel tennis per la mia regione di origine, ma adesso non mi interesso più attivamente di questo meraviglioso sport!

     

  130. nicoxia

    I centri periferici nascono per monitorare meglio in maniera allargata tutto il territorio,mantenendo una base dei convocati a turno verranno inseriti man mano altri allievi da selezionare per arrivare a selezionare in maniera più approfondita le scelte a livello nazionale,quindi nessuno si deve sentire escluso e come ha confermato max non guardano solo il risultato ma il livello potenziale.Danno anche la possibilità di interscambiare allievi con centri periferici diversi per aver un maggior confronto l'organizzazione non è semplice ma lo sforzo va apprezzato.

  131. Marta Polidori

    @Bogar e Nicoxia
    io apprezzo molto alcuni sforzi della Federazione, perché voglio pensare che siano in buona fede.
    I CP sono uno di quelli, che viene lasciato in mano a gente che non sempre dà continuità alla buona fede della Federazione.
    L'esperienza di Max è del tutto personale,  nel senso che lui raccontava non i CP in tutta Italia, ma ciò che aveva avuto modo di apprezzare a casa sua.
    Poi, per quanto gli sforzi siano in buona fede, continuo a pensare che un tetto senza le basi, almeno lo scheletro della casa, le colonne portanti, non serve, crolla.
    Se fosse per me rivolgerei l'attenzione ad altre cose.
    Anche perché poi si parla di Quinzi e non di altri, che probabilmente sono anche meglio 🙂

  132. Mario Polidori

    scusate gli ultimi due post sono miei….adesso anche mia figlia con sto computer…. 🙂

  133. prince

    Nicoxia@: Danno anche la possibilità di interscambiare allievi con centri periferici diversi.
    Si ma credo che si possa solo all'interno della macroarea di riferimento.

  134. Roberto Commentucci

    Stasera alle 22.30 al talk show su Supertennis, parleremo, oltre che della Schiavone, anche dei centri Periferici. Ci dovrebbero essere Palumbo e Dell'Edera, oltre al sottoscritto.

  135. atti

    Rob…ma stai sempre in TV!.
    Scherzi a parte…se riesci, prova a chiedere a Palumbo, che dovrebbe averne già visti diversi CP oltre al nostro, come vede la situazione di partenza anche a riguardo della PA… e/o come pensano di lavorare/collaborare con i vari PA.
    Sarebbe interessante capire se lui interagisce nel modo migliore con i vari maestri…cioè se come tecnici nazionali e/o di macroarea ricevono un apertura diciamo propositiva… e/o se invece tendenzialmente gli orticelli faticano ancora ad interagire…fino in fondo.

  136. bogar67

    Roberto visto che ci sei, vedi di chiedere a Palumbo se è previsto in futuro la possibilità tramite accordi preventivi tra i vari centri periferici di scambiarsi o ospitare anche semplicemente per una o due sedute i loro allievi. Esempio. atleta x che frequenta il centro lombardo chiede  di essere aggregato a proprie spese, per tastare anche il livello, in quello Veneto in data x e y. Una sorta di erasmus tennistico. Una volta ricevuta la richiesta tramite le fit di appartenenza  il centro ospitante indica una risposta positiva o negativa a secondo del lavoro che si sta svolgendo in quel momento, della disponibilità di campi, etc.  In questa maniera  potremmo avere ad esempio la figlia di atti che si allena con quella di madmax etc etc.

  137. Mario Polidori

    Spero non si stia facendo confusione, anche se la sensazione, ultimamente è questa.
    Nessuno escluso, s'intende, e niente di personale.

  138. Gio

    Grazie dell'info roberto ! Cambierò la mia programmazione tv, quindi al posto di "Selen nell'isola del tesoro" su Sky Sex mi vedrò Commentucci e Palumbo su Supertennis.
    Oh, mi raccomando, che ne valga la pena !
    😉
    Scherzi a parte , concordo con l'idea di Bogar67  "vedi di chiedere a Palumbo se è previsto in futuro la possibilità tramite accordi preventivi tra i vari centri periferici di scambiarsi o ospitare anche semplicemente per una o due sedute i loro allievi. Esempio. atleta x che frequenta il centro lombardo chiede  di essere aggregato a proprie spese, per tastare anche il livello, in quello Veneto in data x e y. Una sorta di erasmus tennistico"
    Mi sembra una buona idea per aumentare l'interscambio di lavoro e sicuramente anche i ragazzi ne sarebbero felici.

  139. nunziovobis

    beh Roberto tanto che ci siamo ti faccio una richiesta anche io, hai visto mia figlia, potresti chiedere se anche in Italia si possa buttare un occhio per quelli che gia da mini minor dimostrano un po di doti particolari, magari se una volta al mese si possa passare dal centro regionale per una revisione come fanno NEGLI ALTRI PAESI!!!!

  140. atti

    Mario@.. cosa intendi per confusione ? mi sembra, semplicemente, e dopo anni in cui scriviamo che la federazione fa poco , che questa iniziativa, parlo dei CP, possa interagire positivamente… così come quella prox del circuito di tornei giovanili nazionali  organizzato da mamma FIT..
    Chiaro che è ancora tutto da verificare nel medio termine, ma ci sono segnali incorraggianti… tutto quà.
    Cosa dobbiamo dire di diverso ? se ci avessi seguito fin da 3-4 anni fa, abbiamo sempre espresso pareri critici….  altre che confusione… e questa iniziativa ha molte cose in comune prprio con quello che abbiamo proposto in tempi non sospetti riguarda all'importanza di confrontarsi con altri coetanei per migliorare ….
    E molto altro c'è da fare in termini di comunicazione fra le parti …e per esempio dopo i 13 anni che si fà ? ma penso e mi auguro che questa fase sia sperimentale per altre cose che verranno eventualmente dopo…  una volta a regime con questa.
    Bogar@ la tua ultima ipotesi è irrealizzabile …..  puo' capitare l'eccezzione…ma non puo' diventare una regola…. troppo complicato !

  141. Roberto Commentucci

    Nuntio,  te lo dico sinceramente: non ho il coraggio di chiedere ai tecnici federali se ritengono utile visionare (o revisionare…)… una bambina di 5 anni… 🙂
    Atti. Si cercherò di portare il discorso sulla PA.
    andrew: cambia canale… 🙂
     

  142. nunziovobis

    Roberto la bimba non ne ha 5 , ma 4 , ehehheheheh, comunque la domanda non riguarda tutti i nanerottoli di 5 anni, ma alcuni con doti particolari, non so una Stajanovic se la cicogna l'avesse portata in Italia invece che in UK, avrebbe avuto la considerazione da parte dei centri periferici, oppure avrebbe dovuto aspettare i 10 anni?

  143. Nikolik

    Ma che dici, Roberto?!
    A 4 anni è già anche troppo tardi!
    La Federazione si disinteressa dei giovani talenti e nessuno dice nulla!
    E' uno scandalo!

  144. simplypete

    Dai nunzio siamo seri……4 anni falla divertire altrimenti a 12 anni è già bollita.
    Mia figlia ha cominciato a giocare a 8 e mezzo, adesso a 11 inizia a fare sul serio con 8/10 ore a settimana,e va bene così, non dico che il mio esempio sia da seguire ma ricorda che la fretta è una cattiva consigliera….Archipedro su questo ha stra-ragione poi secondo me è un po' troppo polivalente per costruire un tennista, ma coerentemente non ha  mai affermato di volerlo fare.
    Nella mia regione Valle d'Aosta, niente centri periferici, direi che mia figlia ormai si  può scordare un futuro da pro….

  145. nunziovobis

    Simply mia figlia si bollisce se sta davanti alla televisione, non in un campo da tennis.
    Roby io spero di avare dalla mia federzione le stesse attenzioni che la Stajanovic ha dalla federazione UK, non credo che il livello sia inferiore, anzi!!
    Ti basta come motivazione?

  146. simplypete

    ……………sinceramente  e senza polemica direi di no, anche se tua figlia fosse un fenomeno più unico che raro continuerei a dirti la stessa cosa, e cmq solo per farti scendere dal pero ho visto con i miei occhi ad un torneo internazionale una bambina di tre anni giocare con palla mid a pittino diritto e rovescio in top spin con una fluidità tale, che in confronto una buona bimba a livello nazionale di 8/9 anni se lo sogna…..

  147. @Nunzio
    Il tennista è come un tartufo che cresce , ha bisogno ti tanta pazienza e tanto tempo , e poi non credere che la federazione possa darti questi grandi aiuti prima dei 14 anni

  148. Mario Polidori

    @atti
    la confusione che ho la sensazione di vedere è ben segnalata nei post di Simply, Roberto, Nikolik e Francescocoachgemelli.
    Apprezziamo tutti gli sforzi della Federazione, ma per un po' è sembrato, a me per carità, che si fosse trovata la soluzione.
    E che la via del professionismo continui ad essere un'eccessiva attenzione verso piccolissimi atleti, quando quella della pazienza e della documentazione giorno per giorno resta la strada, sempre per me, da seguire.
    Altrimenti responsabilizziamo troppo la Federazione, che non deve e non può fare una serie di cose e finiamo con lo stabilire che se quest'ultima non ti guarda non hai nessuna possibilità.
    Continuiamo ad aiutarci che il cielo, sembra, che ci aiuti. 🙂
    Atti, in non sono un disfattista, sia chiaro, sono solo cauto.

  149. Mario Polidori

    @nunzio
    quella di bollire è una problematica seria che, giustamente, ha messo in risalto Simply.
    Gli esempi di giovani atleti arrivati sfiniti dal battage al momento importante del salto in carriera ce ne sono un'infinità, anche troppi, per non essere considerati come regola, ma come eccezione.
    Non dobbiamo incorrere nell'errore classico "che a noi non succede" perché è esattamente il primo campanello d'allarme.

  150. Mario Polidori

    @atti
    scusami, mi sono dimenticato…c'ero anch'io tempo fa, sotto mentite spoglie…. 🙂

  151. bogar67

    @atti 
    scusami ma tu da quanto tempo per tua figlia hai quel tipo di attività che adesso trovi anche al CP?,  da quando tempo tua figlia si allena 3 ore al giorno?, il mio maestro avendo un'allieva convocata è stato invitato ad assistere ai suoi allenamenti, vorrei dirgli che quello che vedrà è il lavoro a quello che si fa nelle altre regioni.

  152. nunziovobis

    Per Symplipete: la bimba che giocava nel torneo di quale nazionalita era? Comunque io non sto su nessun pero e l'attenzione che chiedo vale per me che per altri in tutta Italia, poi non ho mica chiesto la luna, ho solo avanzato l'ipotesi che questi piccolini che dimostrano certe doti una volta al mese vengano visionati per vedere se il lavoro fatto è giusto o c'è qualcosa che non va, amici miei se vogliamo creare qualcosa dobbiamo almeno comportarci come fanno negli altri paesi.

  153. bogar67

    nunziovobis stai esagerando, 4 anni ma ti rendi conto? io due anni fa non ero così pressante sugli altri del blog per mia figlia, l'unico a cui rompevo era Federico di Carlo che mi ha illuminato sull'aspetto mentale che a questa età è la cosa più importante, se si diverte o meno, tu invece parli di tecnica, di bravura etc bah non capisco!

  154. simplypete

    Nunzio..veramente l'ho dico con affetto falla divertire, falle fare un po' di altri sport, io ti consiglierei la ginnastica artistica o fai tu, poi più avanti tra tre o quattro anni fai il punto della situazione e decidi di conseguenza.
    La bambina, di cui ti parlavo era la sorellina di una partecipante spagnola, intanto che la sorella giocava il torneo palleggiava due o tre ore al giorno con penso la mamma o la maestra, ti giuro ho chiesto l'età e sono rimasto sbalordito, a me sembravano tutti fuori di melone, non sembrava una bimba sembrava un automa…cmq parere mio poi fai come credi.

  155. simplypete

    Ti sbagli Mario avremmo mediamente bimbi più atleti più predisposti e più motivati…..

  156. Mario Polidori

    @simply
    io sono davvero dalla tua parte.
    Ho avuto modo, però, di appurare, che se un maestro non asseconda le ansie di un genitore, ed al contrario lo invita ad entrare nel modo giusto in un percorso lungo e difficile, viene scartato.
     
    E' uno dei motivi che riempiono le scuole di chi so io, che con la pirotecnia ha rimpiazzato il buon senso. 🙂

  157. Mario Polidori

    dovresti leggere quello che scrivo anche di là da me e non avresti dubbi sul fatto che sto dalla tua parte…..

  158. nunziovobis

    Symplypeter sono loro fuori di melone che cercano di crescere un campione o siamo noi fuori di melone che crediamo di creare un campione facendo 3 ore a settimana a 10 anni? comunque mettete sempre davanti sto benedetto fatto del divertimento, anche Bogart, ma è una fissa la vostra, io dico che se un bimbo gioca, si vede che ci va volentieri, se no non gioca proprio, a mia figlia se una cosa non le piace, non la fa neanche con le cannonate, a tennis ci va, quindi è ultimo dei miei problemi, quando non ci vorrà andare più, si cambia strada, ma sarà sempre una strada da fare bene, non alla carlona, si va per vincere, non per partecipare, bisogna impegnarsi con tutte le proprie forze per raggiungere il massimo delle proprie possibilità. Ormai la mentalità del fare le cose a metà o del nascondersi dietro le scuse del divertimento, non porta da nessuna parte, guardate la faccia di quelli che si allenano 5 ore al giorno, pensate che si divertano? lo fanno per la mentalità vincente che li spinge a migliorarsi, il divertimento lo provano quando vincono le partite e vedono i risultati del loro lavoro. Lo sport è competizione, quelli che non vincono lo fanno per passatempo e divertimento, io la penso così.
    Riguardo la ginnastica artistica, purtroppo coincide con giorni del tennis e anche li ho letto una cosa che mi ha fatto cadere le braccia: i genitori non sono ammessi in campo durante le ore di lezione, invece consiglio a tutti quelli che si affacciano al tennis per i bimbi di affiancare il nuoto, è la vera accoppiata vincente, io ho trovato una fantastica maestra, gia a 4 anni è riuscita a toglierle i braccioli e a farle fare tuffi, le ho spiegato del tennis  e mi aiuta con esercizi di coordinazione soprattutto del lato sinistro, ora come vedete tutto sta nel trovare le persone adatte, ecco perchè chiedo che una volta al mese i piccoli tennisti vengano  visionati, per valutarne la crescita.

  159. simplypete

     "Ormai la mentalità del fare le cose a metà o del nascondersi dietro le scuse del divertimento, non porta da nessuna parte, guardate la faccia di quelli che si allenano 5 ore al giorno, pensate che si divertano? lo fanno per la mentalità vincente che li spinge a migliorarsi, il divertimento lo provano quando vincono le partite e vedono i risultati del loro lavoro. Lo sport è competizione, quelli che non vincono lo fanno per passatempo e divertimento, io la penso così"
    Conosco  una ex professionista che cmq 103 al mondo è arrivata è mi ha detto " ho visto gente ammazzarsi in campo non migliorare di un cm" e che a un certo punto si arrende…..non penso che massacrare una bimba di lavoro tra i quattro e gli otto anni possa dare chissà quale chance in più, di sicuro non è salutare, e non raccontiamoci palle una bimba normale non può voler giocare 4/5 ore a tennis più atletica tutti i giorni senza in qualche modo esserne costretta…
     

  160. Mario Polidori

    @nunzio
    quando si dice che il divertimento è alla base, non si fanno le cose a metà, anzi se si riesce in quello si è fatto il 120%.
    Il tennis è uno sport logorante in ogni senso, per cui la ricetta vincente sta nel saper dosare le proprie risorse con equilibrio ed armonia.
    Fino ai 14, o 12 in caso di precocità fisica particolare, si tratta di imparare a giocare e fare una buona ginnastica, e per far questo non occorre lavorare 5 ore al giorno e neanche 3 e neanche 2.
    E' un risultato ottenibile con molto molto meno, e la qualità la dà proprio il divertimento che più cresce e più la fa diventare una "malattia", in senso buono, che andrà a rendere d'acciaio la motivazione.
    Quando arriva l'ora del professionismo allora tutto cambia, ma solo allora.
    Sia chiaro che le mie non sono sentenze, ma punti di vista, che spero possano essere utili.
    Facendo diversamente ho visto tanti atleti, che sono passati da predisposti ad indisposti.

  161. simplypete

    …….Facendo diversamente ho visto tanti atleti, che sono passati da predisposti ad indisposti……….bellissima

  162. nunziovobis

    Symplypete, guarda che stavo parlando di 10 anni non di mia figlia che naturalemente si fa la sua oretta giornaliera di multidisciplina (tennis, nuoto, atletica ,ecc), sperare di vincere o di essere competitivi a 10 anni facendo 3 ore la settimana con il sorriso in bocca credo che non porti da nessuna parte, se gia quelli che si ammazzano in campo non arrivano, figurati quelli che si fanno le 3 orette settimanali, poi sei convinto che un bimbo non riesca a fare 3 ore al giorno di movimento? certo non di fila, ma in diverse parti del giorno riesce senza stancarsi piu di tanto.
    Che il sacrificio trasformi il predisposto in  indisposto non lo metto in dubbio, ma può anche trasformare il predisposto in campione

  163. Mario Polidori

    Può succedere, ma dal momento che sono più i primi che i secondi, perché rischiare?
    Tra i due litiganti, anche in questo caso, il terzo gode. Perché se è buono è buono.
    E non rischia.
    Costa solo di più, forse, in tempo e purtroppo denaro.

  164. bogar67

    Nunzio devi trovare il giusto equilibrio, è quello il punto, deve crescere divertendosi, mia figlia va tre volte in sat, delle tre sedute in una si diverte meno, in un'altra di più ed in un'altra tantissimo.  Tecnicamente quella che mi serve di più è quella dove si diverte meno  perchè  gli esercizi si avvicinano di più a quello che fanno gli adulti ed anche più impegnativa fisicamente mentre in quella dove dal lato tecnico vi è poca cosa bimba esce dal campo felice come una Pasqua. Come ti ho già scritto chi è predisposto ha già una cotta per il tennis, bisogna cercare che come le cotte queste  non diventani passeggere ma si passi allo stato dell'innamoramento. Se diventi troppo pressante potrai anche avere un piccolo robottino che ti farà man bassa di trofei giovanili ma poi………