Il tennis spagnolo oltre Alcaraz: la Nuova “Armada” pronta all’assalto

Marco della Calce
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Rafael Jodar - Foto FITP

Quando si pensa al binomio tennis-Spagna sono due i nomi che vengono subito in mente: Rafael Nadal, 22 volte campione Slam e dominatore assoluto della terra rossa, e Carlos Alcaraz, 7 titoli Slam in bacheca e giocatore più giovane di sempre a completare il Career Grand Slam. Se pensate che il tennis iberico odierno sia solo il murciano, il 2026 vi sta smentendo categoricamente. Il numero 2 del mondo, fermo ai box per un infortunio al polso che gli impedirà di partecipare al Roland Garros, è sicuramente il portabandiera di una nazione che è sempre stata al centro del panorama tennistico, ma alle sue spalle sta ruggendo una nidiata di talenti che non ha intenzione di aspettare in silenzio il proprio turno. I nomi sulla bocca di tutti? Rafael Jodar e Martin Landaluce.

Rafael Jodar: il nuovo “Rafa” che vola nei Top 30

Il madrileno classe 2006, nei primi 5 mesi nel circuito maggiore, ha già superato l’etichetta di promessa del tennis, diventando una vera e propria certezza grazie ai fantastici risultati ottenuti con pochissime partite giocate nel circuito maggiore. Dopo un inizio di stagione sul cemento in cui ha raggiunto il secondo turno all’Australian Open e il terzo round al Masters 1000 di Miami, sulla terra rossa è iniziata la vera cavalcata dello spagnolo nel tennis che conta.

Ad aprile, al suo primo torneo ATP sul rosso, lo spagnolo ha trionfato nel 250 di Marrakech, lasciando solamente un set per strada, agli ottavi contro Machac. In patria, Jodar ha alzato ancora di più il livello di gioco: semifinale all’ATP 500 di Barcellona, sconfitto dal francese Arthur Fils, e, soprattutto, i quarti di finale raggiunti nel torneo di casa, il Masters 1000 di Madrid, battendo giocatori del calibro di de Minaur (n.8 ATP) e il prodigio brasiliano Fonseca, arrendendosi solo al numero 1 del mondo e dominatore del circuito Jannik Sinner.

Agli Internazionali d’Italia, il madrileno ha replicato l’impresa. Superando Learner Tien agli ottavi, Jodar è diventato il primo teenager da Novak Djokovic nel 2007 ad accedere ai quarti di finale del torneo capitolino. Contro Luciano Darderi, il classe 2006 non vuole fermarsi per regalarsi la prima semifinale 1000 della carriera e l’ingresso tra i primi 30 giocatori del mondo.

Martin Landaluce: il gigante (non tanto) buono

Percorso diverso, meno dirompente, per l’altro madrileno classe 2006, Martin Landaluce. Dopo un 2025 di transizione, tra i Challenger e la prima partecipazione al main draw di uno Slam (Australian Open), nel 2026 lo spagnolo, ex numero 1 del circuito junior, ha fatto il tanto atteso salto di qualità. Nel Masters 1000 di Miami, infatti, è diventato il primo 2006 a raggiungere i quarti di finale di un torneo 1000, in cui è uscito sconfitto con il finalista Jiri Lehecka.

Nella sua Spagna, ha partecipato, come Jodar, all’ATP 500 di Barcellona e al Mutua Madrid Open, dove sono arrivate due sconfitte al primo turno, rispettivamente con Lorenzo Musetti e Adam Walton, che, però, gli hanno garantito l’ingresso nella Top 100 mondiale per la prima volta in carriera.

Al Foro Italico, Martin sta vivendo un torneo incredibile, cominciato nel peggiore dei modi con la sconfitta al turno decisivo delle qualificazioni contro il padrone di casa Andrea Pellegrino. Entrato nel tabellone principale da lucky loser, il classe 2006 ha schiantato Marin Cilic, Mattia Bellucci e Hamad Medjedovic senza perdere nemmeno un set, giocando un tennis ai limiti della perfezione che gli ha permesso di giungere fino ai quarti di finale. Per un posto in semifinale, sfiderà il russo Daniil Medvedev, settima testa di serie del tabellone.

Questa Spagna fa paura

Il messaggio inviato da Roma è chiaro: il “dopo Nadal” non è solo Carlos Alcaraz, già leggenda di questo sport. La Spagna ha costruito un sistema capace di produrre un numero altissimo di talenti, capaci di competere fin da subito nel circuito maggiore. Ai già citati Jodar e Landaluce, future stelle della nazionale spagnola di Coppa Davis, capitanata dall’ex numero 3 David Ferrer, il tennis iberico può contare anche su un altro madrileno come Daniel Merida Aguilar, classe 2004 che in questa stagione ha giocato la sua prima finale a livello ATP della carriera, nel 250 di Bucharest, persa contro l’argentino Mariano Navone.

In ottica Coppa Davis, l’Italia, detentrice di ben 3 titoli consecutivi, è avvisata: la Nuova “Armada” è pronta ad assaltare il trono tricolore.

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