Italiani a picco (di nuovo).. tranne uno.. anzi tranne due…

di - 19 Gennaio 2010

Nave a Picco

di Alessandro Nizegorodcew

La notte appena trascorsa è stata una delle peggiori degli ultimi anni per i tennisti italiani nei tornei dello Slam. 5 sconfitte su 5 incontri e solamente 2 set conquistati (entrambi da Andreas Seppi). Comincia ad essere un problema serio e da analizzare. E’ infatti la seconda volta consecutiva (Us Open 2009) che i nostri escono tutti al primo turno (in quell’occasione vincemmo un solo set con Cipolla, sconfitto in 4 da Benneteau).

Analizzando nello specifico. Delude Fabio Fognini, non tanto per la sconfitta, che contro un giocatore come Taylor Dent poteva anche starci, quanto per il modo. Ho potuto vedere solamente il terzo set, ma l’andamento dei precedenti, molto simili, mi fanno credere che siano andato bene o male nello stesso modo. Bene alla risposta, ma “impresentabile” nei turni di battuta. Che non fosse semplice affrontare l’ennesimo giocare che non da ritmo (Karlovic e Melzer in precedenza) era risaputo, ma non è piaciuta l’attenzione riservata ad ogni 15 dal ligure, che non ha mai giocato due giochi consecutivi a buon livello.

Andreas Seppi è il giocatore che più è andato vicino alla vittoria, contro un avversario ostico come John Isner, fresco vincitore del torneo Atp di Auckland. Dopo la solita partenza Seppi (durata circa un set e mezzo), l’azzurro aveva rimesso in piedi le sorti dell’incontro, vincendo terzo e quarto set e iniziando il quinto parziale con i favori del pronostico. Niente di più sbagliato. Break in apertura dell’americano e fine dei giochi. Ancora una volta una partita da vincere. Un’altra sconfitta.

La migliore figura l’ha fatta sicuramente Paolo Lorenzi, migliore azzurro del 2009. Il senese ha affrontato a testa alta il cipriota Baghdatis (già finalista in questo torneo), vincitore a Sydney ed in grandissima forma. Paolo ha lottato alla pari soprattutto nel secondo e terzo set, meritandosi gli applausi nostri e del pubblico australiano. Encomiabile come sempre.

Simone Bolelli non ha conquistato nemmeno un set contro il temibile francese Gicquel. Il transalpino si sapeva fosse in ottima forma, mentale e fisica, ma da Bolelli ci aspettavamo più lotta e almeno un set vinto. Raggiunti due tie-break, giocati però in malomodo, è calato nel terzo lasciando strada libera a Gicquel. Altra delusione. Bisognerà lavorare tanto fisicamente e soprattutto mentalmente. Sembra la testa, ora come ora, il problema principale di Simone.

Delusione arrivata anche da Potito Starace, anche se contro un giocatore troppo sottovalutato nei commenti pre-partita dei cosiddetti esperti. Robert ha un grande talento ed è un tennista molto offensivo. Potito però è stato avanti di un break sia nel secondo che nel terzo set e, se avesse portato il match in lotta, a mio avviso lo avrebbe portato a casa. La sconfitta, anche qui, ci può anche stare, ma la maniera in cui i nostri non riescano a mettere in difficoltà gli avversari è disarmante.

Da sottolineare due dati eufemisticamente preoccupanti. Il primo, ma a mio avviso meno importante, sono i tie-break: persi 4 su 4. Secondo punto, come sottolineava anche Bolelli intervistato da Ubaldo Scangatta, sono le percentuali di realizzazione sulle palle break. Abbiamo fatto un’analisi totale dei match degli azzurri. I nostri, in 5 incontri, hanno concretizzato 11 palle break su 40 (siamo sotto il 30%!!!), mentre gli avversari hanno conquistato 22 break su 43 occasioni. Siamo sopra il 50%!!! Notare come il numero delle palle break ottenuto sia pressoché lo stesso. Risultato: 5 sconfitte. Ho come l’impressione che il fattore mentale sia determinante…

Michael Berrer
(Michael Berrer – Foto Nizegorodcew – Bergamo 2009)

Avrete notato nel titolo che abbiamo citato due italiani che non sono andati a picco, durante questo primo turno dello slam australiano. Parliamo di Claudio Pistolesi, che ha portato al secondo turno Michael Berrer e anche Louk Sorensen (che il coach romano sta seguendo esclusivamente a Melbourne); e parliamo anche di Andrei Golubev, italiano d’azione (vive e si allena nel nostro paese dal 2002), che ha vinto un match bellissimo contro Mardy Fish, cliente più che ostico sul veloce.

Per quanto riguarda Claudio Pistolesi, queste alcune sue dichiarazioni rilasciate a Spazio Tennis al termine della giornata: “Michael ha giocato molto bene, dominando Vliegen. In questo momento tra i due c’è una grandissima differenza e ne abbiamo approfittato. Adesso giocherà con Istomin, un secondo turno che potrebbe permettere a Berrer di arrivare ai trentaduesimini. Ma attenzione, perché qui gli avversari sono tutti molto pericolosi. Sono contento anche per Sorensen, che sto seguendo qui a Melbourne, perché è un grande amico di Michael. Gli sto dando una mano ovviamente in amicizia.

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