Jannik Sinner: tre cose che sa fare (quasi) solo lui

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Jannik Sinner - Corinne Dubreuil/ABACA/IPA

Jannik Sinner ha vinto Wimbledon. Di nuovo. La finale contro Alexander Zverev è stata tutto fuorché banale ma, nelle difficoltà, ha messo in mostra le qualità del campione azzurro. Sia tecniche che, soprattutto, mentali. Sinner ha palesato la capacità di saper fare, durante una partita di tennis, tre cose che (quasi) nessun altro è in grado di fare: 1) guardarsi dentro 2) metacognizione 3) osservare l’avversario.

GUARDARSI DENTRO

La capacità di auto-analisi di Sinner è fuori dal comune. Non solo perché, a soli 24 anni, sa vivere le proprie emozioni senza evitarle. Le vive, non le rifugge. Attraversare la sofferenza è il primo step della crescita, umana e sportiva. Il Roland Garros 2025 ha spinto Jannik a costruire un tennis più solido sulla terra battuta; Parigi 2026 ha permesso a Sinner di comprendere le difficoltà dello stress fisico ed emotivo. Ogni aspetto negativo della carriera di Jannik, così, diventa un’arma per le future sfide. L’azzurro sa analizzare se stesso dopo le vittorie e le sconfitte, ma è ormai in grado di farlo anche durante i match.

METACOGNIZIONE

La metacognizione è l’insieme delle conoscenze e dei processi attraverso cui una persona osserva, valuta e regola il proprio funzionamento cognitivo. In poche parole: guardarsi dall’esterno. Sinner è padrone della materia. Sa osservare se stesso, comprendere e accettare le difficoltà. È consapevole di sé. Non si giudica in negativo, ma sfrutta la propria conoscenza per pianificare, monitorare e correggere il proprio modo di pensare o semplicemente per risolvere un problema.

OSSERVARE L’AVVERSARIO

Sembra una banalità, ma solo i grandi campioni sanno mantenere il focus sull’avversario. Come Brad Gilbert insegnò ad Andre Agassi, per vincere un determinato match non bisogna essere perfetti, ma semplicemente migliori di chi si trova dall’altra parte della rete. Jannik nota le carenze, anche momentanee, di chi affronta; sa sfruttarle, entrando nella mente dell’avversario cancellandogli una ad una le certezze acquisite. E mentre vede dall’altra parte della rete riesce anche ad allargare lo sguardo verso lo stadio, accorgendosi delle due volte in cui la mamma è uscita dal campo. Aneddoto divertente, simpatico, ma che in realtà certifica l’attenzione totale di Sinner su qualsiasi cosa accada durante un match.

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