Wimbledon 2026, Vagnozzi e Cahill sul trionfo di Sinner: “Non pensa più solo al tennis. La sua resilienza ci rende orgogliosi”

5 Min Read
Simone Vagnozzi e Darren Cahill - Foto Foto Felice Calabro'

“Cosa fa Sinner dopo una vittoria Slam? Ora vuole riposarsi e festeggiare. Noi allenatori dobbiamo essere bravi a capire che i ragazzi cambiano. Jannik non è più il ventiduenne che pensava solamente al tennis: quando finisce un torneo vuole avere del tempo per sé, per la fidanzata, la famiglia e gli amici”. È un Simone Vagnozzi pervaso da felicità ed euforia quello che si presenta in conferenza stampa dopo il trionfo di Jannik Sinner a Wimbledon 2026. “Prima parlavamo al 99% di tennis, mentre ora le cose stanno iniziando a cambiare. Dobbiamo essere bravi a non stressarlo troppo, perché dovrà avere una carriera lunga”, ha aggiunto il coach dell’azzurro nella maniera più lucida possibile.

La chiave della finale contro Zverev

“Sapevamo che Sascha fosse uno dei migliori battitori del circuito — racconta Vagnozzi —. In risposta abbiamo provato a cambiare spesso posizione. Sull’erba è impossibile brekkare troppe volte, ma la chiave è riuscirci nei momenti importanti”. Subito dopo, il tecnico ha espresso il parere dell’intero team sulla mancata partecipazione di Carlos Alcaraz: “L’assenza di Alcaraz? Quando giochi uno Slam devi affrontare prima sei partite. Eventualmente lo trovi in finale, ma prima non ci pensiamo. Nel team ci diciamo che ogni incontro è una finale e che quello che hai davanti è il tuo avversario più importante. Proviamo a gestire tutto giorno dopo giorno”.

Ora ci sarà tempo per capire se volare o meno in direzione Montreal: “Non abbiamo ancora pensato a Montreal e Cincinnati, che sono due Masters 1000 molto importanti. Parleremo domani di cosa fare. Al momento non abbiamo risposte a queste domande”.

Cahill: “Orgoglioso della sua capacità di reagire”

Dopo l’intervento di Vagnozzi ha parlato anche Darren Cahill, che fin da subito ha rimarcato l’orgoglio che prova nell’allenare un ragazzo come Jannik: “La carriera di Sinner, per un ragazzo di 24 anni, è già fantastica. È al vertice del gioco e continua a concedersi la possibilità di vincere. Nel suo percorso ci sono state sconfitte dure, come quella arrivata dopo i match point avuti al Roland Garros. Ciò che mi rende più orgoglioso è il modo in cui riesce a reagire. Non rimugina troppo a lungo. Il giorno dopo una sconfitta ci telefona, ci chiede quando possiamo tornare in campo e quale sia il programma. Abbiamo parlato molto della sua resilienza. In finali come queste ne hai bisogno: senza attraversare determinati momenti non riesci ad arrivare a queste vittorie”.

La gestione del caldo

Un percorso ricco di pericoli quello del numero 1 del mondo, bravo a mantenere la lucidità in tutte le diverse fasi del torneo. Il caldo, dall’inizio dell’estate, rimane il suo principale nemico anche se ai Championships sembrano essere state prese le giuste precauzioni: “Non vi mostreremo la cartella medica di Sinner, ma abbiamo fatto alcune cose in maniera diversa. Durante le partite potete vedere che si prende delle pause, va in bagno e utilizza il ghiaccio. Sta imparando a gestire meglio il proprio livello fisico. È un ragazzo con i capelli rossi che vive in montagna, lo vedete anche voi. Ha gestito uno dei Wimbledon più caldi di sempre”.

Gli elogi a Zverev

Da sottolineare, poi, la prova di Alexander Zverev: “A Miami aveva avuto delle occasioni e stava giocando in maniera molto offensiva. Sapevamo cosa potesse fare, semplicemente non pensavamo che riuscisse a farlo così a lungo. Se continua a giocare in questo modo, diventa molto pericoloso. Adesso che ha vinto a Parigi crede maggiormente nelle proprie possibilità. Sa di potercela fare e anche il suo modo di camminare in campo è diverso”.

Sul suo futuro, Cahill rimane criptico: “Nessuna scommessa per il 2026. Starò qui fino alla fine, poi vedremo”.

Share This Article