Lemon Bowl: I Miglior Under 10


(Abedallah Shelbayh – Foto Andrea Ranalli/Mosquitos)

di Alessandro Nizegorodcew

In questi 10 giorni di Lemon Bowl 2013 ho potuto assistere ad un buonissimo numero di incontri delle categorie under 8, 10, 12 e 16. L’under 14 lo seguirò nella giornata di domani ed è per questo motivo che all’interno di questo articolo non troverete i vari Liucci, De Cola, Giovanardi, Rizza, ecc… Per analizzare i migliori ragazzi del Lemon Bowl partiamo dalla categoria under 10.

Daniele Minighini. In ordine sparso partirei dal piccolo 2004 figlio del maestro Cristiano Minighini dell’Eur Sporting Club. Talento cristallino. Tecnicamente impostato in maniera sublime, anche nel servizio (fondamentale troppo spesso trascurato dai maestri). Ha perso all’ultimo turno di qualificazioni nel tabellone under 10 contro Nicolò Tresoldi; è stato però ripescato e ha battuto uno dei favoritissimi (il compagno di allenamenti Bonaiuti) prima di perdere da Castellano, di un anno più grande. Grande sensibilità nei recuperi e ottimo lavoro di polso. Prospetto davvero molto interessante

Nicolò Tresoldi. (Nella foto a sinistra) Come detto, vincitore su Minighini in un match epico conclusosi 76 76 con continui capovolgimenti di fronte. Figlio dell’ex calciatore Emanuele Tresoldi si allena a Gubbio ed è impostato in maniera ottima. “Vede” benissimo il campo e sbaglia raramente scelta tattica. Anche lui classe 2004 in campo ha un atteggiamento da professionista, mai una parola fuori posta, pugnetto che si materializza nei momenti importanti ma sempre in maniera educata e poco appariscente. Sa fare tutto ed è un piacere vederlo giocare.

Peter Buldorini. Un altro classe 2004, un altro marchigiano (sono ovunque!), un altro prospetto molto interessante. Vincitore lo scorso anno del torneo under 8, nel 2003 ha superato le qualificazioni del tabellone under 10 spingendosi sino ai quarti di finale (ed infrangendosi anch’egli contro lo scoglio Castellano). Molto talentuoso, fondamentali più che buoni, ha ottimi margini di crescita.

Abedallah Shelbayh. Classe 2003 (nato però a dicembre) che arriva da Amman (Giordania). Giunto a Roma con il padre (persona squisita, umile ma deciso, silente durante gli incontri ma sempre attento ed estremamente corretto), Abedallah è un mancino di grande talento, bravissimo a costruirsi il punto in maniera adeguata alla terra battuta anche se… non ci aveva mai giocato. Allenato dal coach di Ons Jabeur (vincitrice del Roland Garros Junior), ha la faccia del giocatore vero. In Giordania non vi sono molte strutture (qualche campo in cemento e stop) e soprattutto pochi ragazzi di livelli per giocare (diciamo anche nessuno!). E’ in Europa per fare esperienza e giocare contro ragazzi di pari livello. Talento puro.


(Mateja Janicijevic – Foto Andrea Ranalli/Mosquitos)

Mateja Janicijevic. Serbo, classe 2003, adotta meno rotazioni rispetto a Shelbayh (contro cui ha vinto al tie-break del terzo set in quarti di finale). Molto bravo a giocare i punti importanti, accelerando al momento giusto. Quest’oggi, dopo aver perso 6-4 il secondo set si è presentato al tie-break decisivo con i primi 4 punti perfetti: due in attacco e due difendendo qualsiasi accelerazione di Shelbayh. Caratterialmente un marcia in più, senza alcun dubbio.

Francesco Castellano. Classe 2003 del TC Parioli, ha un tennis molto particolare: poco appariscente ma molto concreto. Leggendo questa descrizione potrebbe sembrare un “pallettaro” mentre non lo è assolutamente. Spinge bene con il diritto e ha una buona mano, anche se i suoi colpi sono poco “puliti”. Difficile descriverlo, venitelo a vedere!

Jacopo Bilardo. (Nella foto a sinistra) Bravissimo a passare le qualificazioni, Bilardo è un 2004 molto vispo, tecnicamente decisamente preparato, ha un atteggiamento in campo davvero esemplare e sempre positivo. Mi sentirei di dire che tutti dovrebbero comportarsi come Jacopo. Figlio di un allenatore delle giovanili del Forlì Basket (e quindi qui ci siamo sia sul discorso cultura sportiva che sul rapport genitore-figlio) andrà seguito attentamente perché ha i numeri per divenire negli anni un buonissimo giocatore.

Paolo Emilio Cossu. Classe 2003 del TC Cagliari, ha palesato buoni colpi e una discreta mano. Ha le leve lunghe e non si muove ancora benissimo. Da rivedere ma comunque interessante.

Luca Nardi. Proseguiamo con la sfila dei marchigiani (divenuti ormai “la Florida d’Italia”). Classe 2003, ha un tennis potente e preciso e una buona tenuta mentale. E’ giunto in semifinale dopo un primo turno fratricida con Riccardo Rotilio (altro marchigiano!). Prospetto da tenere d’occhio.

Riccardo Rotilio. Classe 2003 e figlio del maestro Mauro Rotilio del CT Civitanova, ha espresso al Lemon Bowl un bellissimo tennis. Riesce ad imprimere un importante potenza alla palla nonostante l’età e ha una buona visione del campo. Il talento c’è, lo attendiamo nei prossimi mesi (e anni) ad ulteriori conferme.

Mi hanno parlato molto bene anche di altri giocatori come Brancatelli, Rossi e altri under 10 di sicuro interesse, ma non ho avuto modo di visionarli attentamente…

 

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