Musetti riparte dal rosso: quattro tornei e una cambiale salatissima

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Lorenzo Musetti - Foto Susan Mullane-Imagn Images:Sipa

Australian Open, semifinale. Dall’altra parte della rete non uno qualunque, ma un certo Novak Djokovic. Sei avanti di due set, plani sulle ali dell’entusiasmo e vedi sempre più vicino un obiettivo di portata eroica. Il tuo avversario è in affanno, senza idee; probabilmente ha già accettato nella sua testa che non c’è via di scampo, che non c’è modo di sfuggire a quell’epilogo in parte già scritto. Poi tutto cambia: senti tirare, chiami il medical time-out. Stringi i denti, provi a lottare, ma il dolore è più forte della voglia di vincere. A testa alta, ti arrendi.

Il 2026 di Lorenzo Musetti è ancora fermo lì, a Melbourne Park: iniziato come meglio non si poteva e bloccato sul più bello da un destino crudele, che ha deciso di punire chi invece stava per scrivere una delle pagine più belle della sua carriera, e non solo. Poi il buio. Un Sunshine Double con tanta oscurità, poco sole e altri problemi fisici che si sono sovrapposti a quelli già esistenti: dalla lesione all’adduttore in Australia al risentimento al braccio destro a Miami.

Ora è tempo di ripartire. Ripartire perché il ranking non guarda in faccia a nessuno e i tanto straordinari risultati dello scorso anno sul rosso ora incombono, con un conto salatissimo da pagare: 2250 punti di cambiale. O ci sarà una rinascita, oppure il tonfo fragoroso sarà pesante come un macigno.

I punti da difendere sul lento

2250 punti da difendere, suddivisi in quattro appuntamenti (tre Masters 1000 uno Slam): Montecarlo, Madrid, Roma e Roland Garros. A poco meno di una settimana dal via nel Principato, Muso si presenta con il morale a terra e sensazioni in campo che mancano praticamente da fine gennaio. Perché il primo turno a Indian Wells contro Marton Fucsovics è somigliato più a un’esecuzione e, se non altro, è stato il presagio di uno scontato forfait a Miami.

Ora bisogna tornare a carburare, reinserire le marce alte e ritrovare, prima di tutto, la fiducia in sé stessi e nel proprio corpo. Che ormai da anni tradisce il carrarino sempre sul più bello. A Montecarlo, nel 2025, arrivò la finale, persa poi con Carlos Alcaraz: 650 punti. Oggi sembra quasi impossibile poter raggiungere nuovamente quel risultato, ma basterebbe la metà del giocatore visto nei primi due set contro Nole in Australia per poter agguantare tale impresa.

C’è un oceano di mezzo, è vero, ma il rosso, la passata stagione, ha rivitalizzato ‘Muso’, proiettandolo verso una chiusura di 2025 che gli ha regalato, all’ingresso del nuovo anno, la Top 5. Ai nastri di partenza si presenterà come quarta forza del tabellone, dato il forfait del serbo. Alla fine della settimana monegasca speriamo di trovarlo ancora lì.

Non solo Montecarlo

Ciò che spaventa, più che il singolo torneo — dove si può vivere di un “miracolo” o essere trascinati da forze maggiori — è la costanza. Perché la difesa del carrarino non può (e non deve) fermarsi al Principato. Ad attenderlo poi saranno gli altri due Masters sulla terra battuta. A Madrid e Roma, l’anno scorso, il numero 5 del mondo approdò alle semifinali, per un bottino di altri 800 punti prima dell’ultima tappa. Il Roland Garros, infatti, avrà un peso specifico uguale alla somma dei due 1000 precedenti, e lì si chiuderà la carissima cambiale dell’azzurro.

Continuità e stabilità saranno quindi gli ingredienti fondamentali che dovranno accompagnare il toscano durante tutta la primavera. Un solo passo falso — per quanto giustificato — avrà una portata massiccia e potrebbe essere fatale in termini di classifica. Le migliori risposte, in primis, dovranno quindi arrivare dal fisico, dal benessere del corpo e poi da quello mentale (sperando di aver definitivamente accantonato le due lesioni degli ultimi mesi).

Perché alla fine, contano le sensazioni. E Muso ha necessità di ritrovarle per tornare a divertirsi con la racchetta in mano. Solo così potrà scendere in campo più leggero, senza badare troppo ai numeri, ma continuando a incantare con la sua veracità e quel rovescio rubacuore.

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