Quando la Psicologia incontra il Tennis

di - 28 Giugno 2012

di Sergio Costa

Dopo una piccola presentazione su di me e sul ruolo dello psicologo all’interno del contesto sportivo, credo sia giunto il momento di parlarvi di un qualcosa per me fondamentale, che sto portando avanti su tutta Roma, ed anche in altre zone di Italia, quindi, buona lettura…

Numerose ricerche hanno evidenziato che le convinzioni di efficacia personale risultano essere elementi decisivi del successo in una varietà di contesti di vita e di sfere del funzionamento umano, influenzando fortemente le decisioni sui tipi di attività da intraprendere e sulla natura degli ambienti da frequentare.

Gli individui che più di altri riusciranno a trarre consapevolezza dall’esperienza, che sapranno regolarsi, dirigersi, motivarsi, e scegliere tra percorsi di azione alternativi, che riusciranno a interpretare, anticipare e generare eventi e situazioni, ed allo stesso tempo a controllare i propri processi di pensiero e i propri stati emotivi, potranno realizzare scenari futuri desiderati e prevenire il verificarsi di quelli indesiderati, saranno inoltre in grado di far fronte ad ostacoli e insuccessi quando gli si presenteranno davanti.

L’ambito sportivo è uno dei tanti contesti in cui appare significativo il contributo delle credenze di efficacia personale per la spiegazione, la previsione e il cambiamento del comportamento, rivestendo quindi un ruolo critico nella regolazione dello sviluppo e del miglioramento delle competenze atletiche e nel consolidamento della prestazione di eccellenza e non solo.

Il senso di efficacia personale, infatti, risulta determinante sia in fase di preparazione e di allenamento, dove promuove la costruzione e il perfezionamento della prestazione d’alto livello, sia in fase di gara, in quanto ottimizza la scelta delle strategie, l’erogazione degli sforzi, e l’esecuzione e l’orchestrazione nelle diverse attività (Militello, 2005).

Vari sono i meccanismi attraverso i quali le convinzioni di autoefficacia influenzano positivamente l’autoregolazione e il successo dell’atleta (Bandura, 1997; Feltz, Short, e Sullivan, 2007). Elevate convinzioni favoriscono la scelta di obiettivi stimolanti e sostengono l’impegno e lo sforzo anche quando i successi non si raggiungono facilmente o i fallimenti minacciano pericolosamente le aspettative di riuscita. Gli atleti più sicuri della propria efficacia mostrano una maggiore capacità di concentrazione, soprattutto attraverso il controllo di pensieri intrusivi e una gestione adeguata dei fattori di stress; tendono ad accettare maggiormente i rischi della competizione, mostrandosi pronti anche a fronteggiare gli inevitabili momenti di crisi. Elevate convinzioni di autoefficacia, inoltre, favoriscono la tolleranza alla fatica ed il controllo del dolore, così come un più rapido recupero dagli infortuni.

La valutazione delle convinzioni di efficacia personale innesca un processo di riflessione sulle proprie capacità in grado di stimolare il giocatore a prendere consapevolezza, ad elaborare o rivedere i giudizi relativi ad aspetti centrali della pratica del proprio sport, i quali possono non essere oggetto di riflessione e valutazione abituale e costante.

La capacità di monitorare le proprie prestazioni è decisiva per ottimizzare l’impiego delle risorse personali; la convinzione di essere in grado di fare quanto necessario per esprimere al meglio le proprie potenzialità rappresenta un importante elemento che accelera l’apprendimento e rende più tenaci i novizi e gli esperti nel perseguimento del successo.

La maggior parte degli atleti crede, però, che le abilità atletiche dipendano prevalentemente da doti innate; tuttavia, l’attitudine si trasforma in competenza attraverso un impegno assiduo piuttosto che per un programma innato. Ricerche dimostrano che considerare tale capacità come acquisibile ha promosso la crescita della convinzione della propria efficacia fisica e un progressivo miglioramento della capacità stessa. La convinzione che lo sviluppo della capacità fosse soggetto al controllo personale, inoltre, ha aumentato la soddisfazione per la propria prestazione e ha reso interessante l’attività. Viceversa, il fatto di considerare la prestazione fisica come indicativa di un’attitudine intrinseca non ha prodotto aumenti di autoefficacia, anzi ha addirittura lasciato i soggetti insoddisfatti delle loro prestazioni (Bandura, 2000).

Due sono le caratteristiche principali delle convinzioni di efficacia:

– l’elevata specificità, le convinzioni di efficacia, infatti, si riferiscono sempre ad ambiti ed attività altamente specifici, riflettono particolari abilità e sono ancorate a specifiche sfere di esperienza. Non sempre le convinzioni relative ad un ambito di attività, inoltre, concordano con quelle relative ad altri ambiti; ci si può, ad esempio, sentire molto capaci come giocatori di singolo e, allo stesso tempo, molto poco capaci come giocatori di doppio;

– la possibilità di cambiamento, le convinzioni di efficacia, tanto preziose per  il successo e il benessere dell’atleta, non corrispondono a convinzioni stabili e immutabili, ma possono cambiare ed essere sviluppate con opportune metodologie e tecniche di potenziamento. Per essere sviluppate, le convinzioni di efficacia devono naturalmente essere conosciute, ovvero adeguatamente misurate; è, infatti, indispensabile sapere in che misura il singolo atleta si ritiene capace (o incapace) di gestire con successo situazioni e attività caratterizzanti lo specifico sport praticato.

Valutare le convinzioni di efficacia consente di elaborare profili individuali costituiti dai “punti di forza” e dai “punti di debolezza” soggettivamente definiti, che riflettono le aree in cui i giocatori si ritengono e ritengono la propria squadra capace o incapace di agire efficacemente.

I profili possono fornire numerosi spunti e materiali di confronto tra i giocatori e i tecnici, sul cui giudizio viene spesso esclusivamente fondato il piano dell’allenamento, consentendo una programmazione che sia il frutto di opinioni condivise e consapevoli da parte di entrambi. I profili di autoefficacia percepita possono costituire degli adeguati punti di partenza per pianificare e implementare programmi di allenamento altamente personalizzati e finalizzati a potenziare soprattutto le aree in cui i giocatori o gli atleti sperimentano maggiori difficoltà e si sentono particolarmente inadeguati e inefficaci.

Quindi, il poter disporre di strumenti specifici per la valutazione di ciò che gli atleti e i giocatori ritengono di saper fare, come singoli e come squadra, costituisce un notevole vantaggio nell’ottica della preparazione sportiva, in quanto in grado di fornire informazioni utili per impiantare una pratica di allenamento fondata sull’individuazione di “aree forti” e “aree deboli”, che promuova esperienze di reale padronanza, attraverso la pianificazione obiettivi specifici e personali, e che sostenga l’aspirazione individuale e collettiva a raggiungere risultati ottimali e sempre più ambiziosi.

 

Proprio per questo motivo ho deciso di approfondire il concetto di efficacia personale all’interno del tennis, costruendo un questionario che andasse a valutare le convinzioni di autoefficacia, e che potesse essere di facile ed immediata applicazione anche per tutti quegli atleti privi di un maestro. Sto promuovendo questa mia ricerca in oltre 20 circoli romani, e su altri sparsi per l’Italia, così da avere un campione rappresentativo ed un adeguato numero di dati da analizzare, infatti, il test è per ogni categoria o fascia d’età. Questo strumento è stato creato avvalendosi della consulenza e della collaborazione di atleti e allenatori, oltre che di uno psicologo dello sport molto affermato, Diego Polani, e consente di elaborare profili individuali di punti di forza e di debolezza soggettivamente definiti dal singolo atleta.

Quindi, e sei interessato a comprendere alcuni aspetti psicologici legati al tuo tennis, a confrontarti con te stesso, e a valutare i tuoi limiti e punti di forza, collabora al progetto, visita la seguente pagina:

https://docs.google.com/spreadsheet/viewform?formkey=dGs0aG50QjlxZlE4MGgzc1ByZWNMQ1E6MQ

e compila il questionario in tutte le sue voci. Se hai difficoltà nella compilazione via web, puoi tranquillamente richiedermi il test in formato word, provvederò ad inviartelo il prima possibile, e non dovrai far altro che evidenziare le tue risposte e poi inviarlo alla mia mail.

Il test ti fornirà informazioni utili su alcuni aspetti da migliorare del tuo tennis, non soltanto dal punto di vista tecnico-tattico ma anche e soprattutto da quello mentale, infatti, a fine ricerca, ognuno verrà contattato personalmente da me, con i propri e rispettivi risultati, il tutto ovviamente nel pieno rispetto della privacy, tenendo pur sempre in considerazione che si tratta di una ricerca, con i suoi pregi e difetti.

QUINDI, COSA ASPETTI ?!

Per qualunque tipo di informazione, dubbio o perplessità, contattatemi.

Grazie per la collaborazione.

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