Scofield’s Corner – L’Opinione di Congy (16)

di - 7 Dicembre 2009

Il “nostro” Fabio Colangelo ci spiega, in questa puntata del Corner, il rapporto tra tennis e guadagni. Chi si mantiene davvero col tennis? Come si fa a finanziare la propria attività? Quali le tante difficoltà dei giocatori che provano ad emergere in questo splendido ma durissimo sport? Tutto questo raccontato da chi ha vissuto questo mondo per anni..

Soldi

di Fabio Colangelo

Tantissime volte mi è capitato di parlare con degli ex compagni di classe o amici estranei al tennis e parlando delle nostre vite dopo la scuola li vedevo spesso invidiosi della mia, sempre in giro, sempre “in vacanza”. E puntualmente a un certo punto mi veniva chiesto quale era il mio guadagno. La cosa bella della chiaccherata era la loro faccia quando rispondevo che mi mantenevo grazie al tennis ma sicuramente non guadagnavo e che soprattutto ero, tra i giocatori del mio livello, tra i più fortunati. E a quel punto mi arrivavano sempre le stesse domande: “scusa ma non giochi in serie A1?” “ma scusa non sei il numero 25 d’italia?” …. Alcuni, sono sicuro, mi hanno anche preso per un racconta balle! Il problema è che per chi non conosce il tennis, il punto di riferimento è il Dio calcio, e quindi sentendo parlare di serie A1 o primi 25 d’Italia nel loro immaginario il loro vecchio amico aveva fatto fortuna correndo dietro a palline gialle. Invece purtroppo ogni volta mi trovavo a dover spiegare che per giocare quasi 3 mesi di campionato di serie A1 guadagavo quanto un terzino della Sampdoria (primo esempio che mi è venuto in mente,con tutto il rispetto) guadagna in una settimana. E soprattuto che le spese per le mie “vacanze” erano tutte a carico mio, e che in base al mio rendimento in campo spesso dipendesse la scelta del “villaggio” successivo. Alcuni rimanevano semplicemente stupiti, altri si appassionavano all’argomento e mi chiedevano spiegazioni dettagliate.

CHI GUADAGNA COL TENNIS?
I primissimi ovviamente sono fuori discorso. Grazie ai prize money e agli sponsor sono in grado di far campare felicemente i loro figli e anche i loro nipoti senza il minimo problema, a meno che non decidano di buttare via tutto a Las Vegas.
Poi ci sono quelli fino al 50 che grazie alla loro classifica possono giocare in tabellone tutti i tornei del circuito, ma soprattutto i ricchi master 1000. Qualche anno intorno a quelle posizioni e una splendida vita all’orizzonte.
Scendendo ancora un pò c’è la fatidica soglia dei primi 104. Perchè dei 104 e non dei 100? Perchè il numero 104 sarebbe l’ultimo giocatore a entrare direttamente nel tabellone in un torneo dello slam, nel caso si iscrivessero tutti. Poichè la sconfitta al primo turno di uno Slam porta in media intorno ai 12000 euro netti nelle tasche di un giocatore, ecco che si capisce perchè i giocatori lottino cosi tanto per raggiungere quella soglia. Considerando che i primi 104 nell’arco di una stagione giocano spesso in tabellone almeno nei tornei 250, si fa presto a capire che sono posizioni economicamente ben retribuite.
Come dicevo ai miei amici le spese sono tutte a carico dei giocatori. Ma in questi tornei l’unica spesa reale che va sostenuta è quella del viaggio, poichè per il resto (vitto e alloggio) è l’organizzazione a provvedere, per giocatore, coach…spesa ovviamente quasi irrisoria per giocatori di quel livello. Prima di chiudere la parestesi dei top 100 volevo anche dire che l’ATP riserva una sorta di pensione (che ovviamente varia da caso a caso) per diversi anni, a tutti quei giocatori che per almeno 5 stagioni (anche non consecutive) hanno preso parte a un determinato numero di eventi del tour. Direi una bella sicurezza anche per il futuro. Dopo questi ci sono i cosidetti giocatori “da challenger”. In questa categoria sono racchiusi tutti quelli appena fuori dai 100 fino al 300 circa, che oltre a qualche apparizione nei tornei maggiori, vivono di qualificazioni (slam e ATP) e soprattutto di Challenger. Questi giocatori riescono a mantenersi più che dignitosamente (grazie soprattutto ad altre entrate di cui parleremo in seguito), ma ovviamente non hanno alcuna certezza per il futuro. I tornei di questa categoria offrono praticamente sempre l’ospitalità (solo l’alloggio, raramente il vitto), ma grazie al loro prize money permettono a un giocatore di rientrare delle altre spese. Per fare un esempio, perdere al secondo turno in singolo e in doppio in un 30000EURO (montepremi più basso della categoria) ne porta 700 nelle tasche del giocatore (occhio alle tasse però). In definitiva in una settimana non proprio fortunata si riescono ad ammortizzare tutte le spese anche nel caso si sia seguiti dall’allenatore.

Fabio Colangelo
(Fabio Colangelo)

CHI INVESTE SUL TENNIS?
Ed eccoci arrivati a quelli che invece investono nel tennis, nel tentativo di arrivare un giorno ad appartenere alle “categorie” sopracitate. Sono coloro i quali giocano i FUTURES….la spiegazione la da il nome stesso dei tornei. Il montepremi di questi tornei è per la maggior parte di 10 o 15000 $ (non EURO), e l’unica possibilità per terminare la settimana in pareggio con le spese è quella di vincere il torneo. Una vittoria infatti frutta tra gli 800 e 1000 euro in base alle tasse da pagare, ai quali vanno tolte tutte le spese. Facciamo un altro esempio. 7 giorni di torneo nei quali si spendono più o meno 100 euro al giorno (40 euro per una camera d’hotel, 40-50 euro per i due pasti, 10 euro per un incordatura giornaliera) ed ecco che aggiungendo le spese di viaggio si arriva a spendere anche più di quello che si è guadagnato a vincere il torneo! Ovviamente il mio è stato un esempio molto generale di un torneo disputato in Italia, visto che in alcuni paesi la vita è meno costosa, e ogni caso di torneo e giocatore è differente, ma è palese che guadagnare nei futures è impossibile!
Ovviamente dal mio esempio ho escluso categoricamete la presenza di un coach. Poichè in questo caso le spese andrebbero quasi raddoppiate!!

LA BENZINA DEI CAMPIONATI A SQUADRE
Cerchiamo ora di capire come questi giocatori riescano a permettersi l’attività e come i giocatori “da challenger” possano permettersi qualche guadagno.
La famosa serie A1 (ma anche tutte le serie minori) di cui parlavo all’inizio è il motivo per il quale la maggioranza dei giocatori riescono a permettersi anni di attività “mal retribuita”. Escludendo infatti coloro i quali hanno sponsor personali o un ottima situazione familiare, tutti gli altri finanziano i propri allenamenti (non l’ho mai detto, ma ovviamente praticamente tutti i giocatori devono sostenere anche le spese per allenarsi) e i loro viaggi grazie agli introiti del campionato a squadre. Chiaramente il guadagno varia in base a diversi criteri (valore del gicatore, circolo, serie giocata…) ma almeno in questo caso il giocatore gioca e guadagna senza spese. Questi campionati esistono anche in diversi paesi europei (Francia, Germania, Austria…) e per alcuni c’è la possbilità di partecipare anche a questi per trovare ulteriori fondi per finanziarsi o per potersi togliere qualche sfizio per i più bravi.
Altro modo per raccogliere qualche guadagno extra sono i tornei open che, grazie ai loro ricchi montepremi, accompagnati spesso anche dall’ospitalità, non danno ovviamente punti per la classifica ma permettono di incamerare qualcosa con poche spese. E’ per questo che mi fa molto male quando leggo e sento criticare da presunti appassionati i giocatori (e successe anche a me in più di una occasione) che qualche volta sacrificano l’attività individuale per quella a squadre o per quella “open”. Quello che non capiscono è che, senza quella, non ci sarebbero neanche i giocatori da criticare.

CONCLUSIONE
In conclusione tanti amici si addormentavano a metà del racconto mentre i pochi che arrivavano fino a questo punto spesso mi chiedevano chi me l’avesse fatto fare, dopo avergli anche raccontato di alcune trasferte non proprio da villaggio valtour (prossimamente parleremo anche di questo). Io rispondevo che invece era stupendo, che ero un privilegiato, ma che in effetti sfondare in questo sport è molto difficile, poichè tanti giocatori devono affrontare questo tipo di problematiche e tanti li ho visti smettere a causa delle troppe spese

CHI E’ FABIO COLANGELO
Fabio Colangelo nasce a Milano il 25/08/1981. Tennista professionista. Ha raggiunto la migliore classifica Atp di singolo nel 2006 (n. 415) e di doppio nel 2008 (n. 154). Ha raggiunto la migliore classifica a livello nazionale (2.1) in quattro stagioni differenti. Attualmente è classificato 2.3. Per Spazio Tennis (il sito) cura la rubrica Scofield’s Corner, oltre a pubblicare interviste esclusive ai protagonisti del circuito. Protagonista in radio, nella trasmissione Spazio Tennis, della rubrica Scofield’s Corner, durante la quale tratta i temi di attualità del tennis italiano ed internazionale.

Fabio Colangelo
(Fabio Colangelo)

© riproduzione riservata

36 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *