Stefan Kozlov, benvenuto fra i grandi

di - 6 Ottobre 2014

Kozlov

(Stefan Kozlov esulta per la vittoria su Rhyne Williams nei quarti di finale del Challenger di Sacramento)

di Luca Fiorino

Un talento ancora tutto da scoprire ed ammirare. Stefan Kozlov ha compiuto la sua prima impresa “tra i grandi”, raggiungendo la finale del torneo challenger di Sacramento. Un acuto imprevisto, non tanto per le indiscutibili qualità dell’enfant prodige, quanto per l’età. Sulla carta d’identità infatti, sotto la voce “Date of Birth”, è riportata la scritta 1 Febbraio 1998. Avete letto bene, questo ragazzo ha solamente 16 anni. Un exploit sorprendente anche perché prima di questa settimana non aveva mai vinto una partita a livello challenger disputando prevalentemente tornei futures. Ma chi è realmente Stefan Kozlov?

Nazionale statunitense nasce però in Macedonia da genitori russi. Cresce idolatrando Roger Federer e non smettendo mai di credere che un giorno possa ripercorrere almeno in parte le sue stesse orme. Si avvicina al tennis per volontà del padre, proprietario di una tennis academy in Florida, e della madre. Dopo un inizio nell’academy di famiglia (nella quale continua tuttora a lavorare), a seguirlo maggiormente oggi negli allenamenti è Nicolas Todeiro, ex tennista argentino dalla carriera non esaltante ed attualmente coach della USTA. Le qualità sono sin da subito evidenti ed i risultati di quest’anno a livello juniores parlano chiaro: finale a Wimbledon,agli Australian Open e all’Orange Bowl e quarti di finale agli Us Open (ritiratosi a partita in corso) e al Roland Garros. Questi traguardi gli hanno permesso di spingersi sino alla posizione numero 2 mondiale, suo attuale best ranking junior. Questa però non è la prima volta che Stefan sale agli onori della cronaca.

Lo statunitense infatti detiene un record non indifferente: è il più giovane tennista di tutti i tempi ad aver conquistato punti Atp (quarti di finale in un future all’età di 14 anni). Nell’estate del 2013, forse non pago di quanto fatto l’anno prima, ha provato a stabilire un nuovo record, quello di giocatore più giovane nella storia a vincere un match di main draw nel circuito maggiore. Assegnatagli una wild card per il torneo di Newport, lo statunitense perse 6-3 6-7 6-4 da Michael Przysiezny giocando una grande partita ed annullando ben quattro match point nel tie-break del secondo set finendo poi per cedere il match per via dei crampi mentre conduceva 4-3 nel terzo e decisivo set. Il polacco a fine gara così si espresse sul talento di Skopje: “Solitamente con un quindicenne neanche ci palleggi, con questo ragazzo oggi stavo addirittura perdendo una partita”.

Pur avendolo seguito nei tornei juniores, questa settimana ho potuto apprezzarne meglio le sue qualità ed i miglioramenti apportati nel corso di questi mesi. La palla risulta ancora essere un po’ leggera per essere competitiva a grandi livelli anche se di certo, giocare contemporaneamente sia tornei futures che junior non lo aiuta. Il dritto rimane in assoluto il colpo su cui il tennista di origini russe si sente più sicuro, è difatti raro vederlo sbagliare con questo fondamentale. Il rovescio bimane è particolare, ricorda molto nell’esecuzione quello di Bernard Tomic, mentre il servizio, considerata l’età ed una struttura fisica ancora in fase di sviluppo, è apprezzabile ma decisamente migliorabile. Gioca inoltre molto bene il back di rovescio e si disimpegna abilmente in volèe di pregevole fattura, dimostrando un’ottima sensibilità ed uno spiccato acume tattico. Non sono pochi i casi in cui nei momenti di maggiore difficoltà, abbia fatto ricorso a qualche sortita a rete, dissestando dunque un tennis contemporaneo legato alla linea di fondo campo. Uno stile di gioco vario, che cambiava a seconda delle caratteristiche dell’avversario che aveva di fronte e dell’importanza dei punti che doveva giocare.

L’aspetto che difatti stupisce più di tutti di questo ragazzo, oltre alle già citate qualità tecniche, è la mentalità. A parte la finale persa con Sam Querrey per 6-3 6-4, in cui il giovane tennista americano ha avuto ben poche chance (pesantezza di palla ed esperienza hanno fatto la differenza), tutte le altre partite sono state infatti vinte al terzo set. Ciò è certamente segno di una maturità non comune a ragazzi della sua età, e di una certa sicurezza nei propri mezzi. D’altronde non si vincono per caso quattro partite consecutive al terzo set di cui due in rimonta. Molto buona inoltre è anche la percentuale delle palle break annullate nel torneo pari al 66%. Ricordate quando vi ho descritto precedentemente il match perso da Stefan contro Przysiezny che lo avrebbe eletto tennista più giovane nella storia a vincere una partita nel main draw del World Tour? Bene, quel record oggi appartiene a Ryan Harrison che batté sulla terra di Houston, all’età di soli 15 anni, l’uruguayano Pablo Cuevas. Lo stesso Harrison che, al primo turno del torneo di Sacramento, è stato sconfitto proprio dal protagonista di questo racconto, Stefan Kozlov, col punteggio di 6-1 3-6 6-3. Inevitabile dunque non mettere a confronto i due e disquisire su alcuni parallelismi. Alla stessa età, il seguito e le aspettative sul tennista di Shreveport erano enormi, forse anche più di quelle riposte attualmente sul ragazzo di Skopje.

Questo per rammentare che ottenere ottimi risultati a livello juniores e compiere qualche impresa in giovane età, non è garanzia di una carriera di alto livello. L’esempio lampante è guarda caso Harrison, oggi sempre più nascosto dietro la sua stessa ombra ed incapace di misurarsi e rimettersi in discussione con tennisti meno talentuosi di lui. La finale centrata ieri a Sacramento permetterà al talento 16enne di conquistare ben 60 punti Atp e di raggiungere una posizione attorno alla 450esima, scalando la classifica di almeno 300 gradini in una sola settimana. Sarebbe da stolti in questo momento poter credere che Stefan continui la sua carriera senza intoppi e difficoltà e che arrivi al più presto ad occupare posizioni di classifica ben più alte. Il tennis americano confida ora più che mai in lui, scorgendo nelle sue qualità un ancora di salvezza sulla quale potersi aggrappare e fantasticare. E’ per questa ragione che il successo al primo turno di settimana scorsa su Harrison, voglio immaginarlo come una corsa a staffetta in cui, colui che riceve il testimone, Kozlov, porta perfettamente a termine la gara nella quale il suo predecessore aveva fallito, diventare una stella mondiale e riportare gli USA nell’Olimpo del tennis.

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19 commenti

  1. Katia Parelli

    Stanno emergendo molti giovani tra cui questo Kozlov che a vederlo pare un bambino.
    Secondo voi tra lui Rublev e Tiafoe che ho visto all’Orange Bowl chi sono quelli con più speranze di esplodere??

    GRAZIE

  2. Alessandro Nizegorodcew

    @Katia Parelli
    Ciao Katia, purtroppo non conosco molto bene Rublev quindi non vorrei sbilanciarmi su di lui. Tiafoe a tennis gioca bene, molto potente, esplosivo, fisico da formare ma potenzialmente devastante. Non sembra proprio saldissimo dal punto di vista mentale, questo a detto di chi lo conosce, ma spero di essere smentito. Kozlov non è aiutato dal fisico, ma a tennis è quello che gioca meglio di tutti, ha un tempo sulla palla al limite dell’impressionante e sa fare praticamente tutto

  3. Katia Parelli

    Per Alessandro Nizegorodcew

    Nella finale dell’Orange Bowl mi sono fatta l’idea che Tiafoe sia come hai detto tu esplosivo e più tennista in grado nel futuro di fare dei grandi risultati però in singoli tornei.

    Kozlov invece penso possa diventare un tennista continuo proprio perché più completo e più quadrato mentalmente.

    Rublev l’ho visto al Bonfiglio, ha un fisico che è evidentemente in fase di trasformazione! può diventare altissimo e bravo a servizio.

    Bel sito!!

  4. Andrea Gabrielli

    Bell’articolo. Sone ormai 3 anni che parlo di Kozlov (dal primo turno perso al Bonfiglio contro Quinzi facendo cmq una figura stratosferica).
    Conosco mooolto bene sia lui che il padre Boris (nonché il fratello minore, decisamente meno dotato). Stefan è un ragazzo incredibile. Tanto serio, metodico e taciturno (molto russo in questo) quanto estroso nel modo di giocare.
    Già in quella partita con Quinzi si vedeva la stoffa. Ha fatto 3 o 4 numeri da circo, irridendo a tratti a Quinzi e surclassandolo a tratti (pur perdendo).
    A livello tennistico sa fare tutto. Gioca sia in top che in backspin sia di rovescio che di dritto, “sente” la palla come nessuno, ha un timing ed un senso dell’anticipo che ricordano Agassi, è capace di giocare traiettorie incredibili con una naturalezza strabiliante.
    Purtroppo temo che non diventerà tanto più alto di quanto sia adesso (è cmq circa 180 cm). Il papà è davvero “short” e non mi risulta che la mamma sia una spilungona.

    L’unico “punto debole” è che nei momenti importanti manca un po’ di combattività. Diciamo che soffre un po’ di “braccino”. Le finali perse a ripetizione non sono un caso (ha perso 2 finali slam + l’Orange BOwl…la partita con Querrey non fa ovviamente testo)

  5. Andrea Gabrielli

    Visto e considerato tutto per me farà meglio di Tiafoè (moto simpatico con alcune “lacune mentali” di cui abbiamo più volte parlato) e decisamente meglio di Rublev a cui pronostico un futuro buono ma non ottimo.

    E’ presto per parlare anche se ritengo che sia Tiafoe che soprattutto Kozlov sapranno fare bene (forse Kozlov addirittura meglio) di Coric e Zverev nei prossimi 2 anni.

  6. Andrea Gabrielli

    p.s. Kozlov & Tiafoe hanno già di fatto rinunciato alla carriere NCAA (non andranno al college avendo infranto tutte le regole possibili sulla “elegibiltà”).
    Korlov è mato in Macedonia ma si è trasferito in USA quando aveva 1 anno. I suoi genitori si erano “rifugiati” a Skopje a seguito dello sfaldamento della URSS (vengono da un posto vicino a Sochi) e da li sono scappati per sfuggire allo sfaldamento della Yugoslavia. Stefan è cmq al 100% americano per cultura, formazione tennistica e modo di vivere. Si sente SOLO americano

  7. Luca Fiorino

    @Andrea Gabrielli

    Grazie Andrea.
    Vero, Kozlov ha raggiunto due finali di uno Slam Junior senza mai vincerle e certamente non è un caso (i punti importanti però sa come giocarli, si perde sul più bello).

    Il suo tennis è concreto, bello da vedere ma soprattutto vario. Mi aspetto una ottima carriera.

  8. Luca Fiorino

    @Andrea Gabrielli

    Da quel che ho letto è nato in Macedonia solo perché ci lavoravano i genitori che poi si sono trasferiti.
    Lui si sente come hai detto tu americano a tutti gli effetti.
    E’ il classico esempio di figlio della globalizzazione 🙂

  9. Andrea Gabrielli

    é nato in Macedonia perchè la famiglia è emigrata li dalla ex URSS durante la secessione. Da li sono volati in USA durante la guerra di secessione della ex Yugoslavia.
    A livello linguistico usa solo l’inglese anche quando comunica con il suo amico e spesso partner di doppio Rublev: Almeno io li ho sentiti parlare sempre in Inglese) anche se per esempio il padre, quando è in campo e non vuole farsi capire da arbitri e giudici gli parla in Russo.
    Il russo lo capisce ma non lo usa mai, neanche per imprecare o per esultare.
    Sul sentirsi Americano ti dico che a Wimbledon, prima della partita di calcio mi ha regalato una bandierina degli USA dicendo di guardare e tifare per loro.

    A proposito dei match che contano a Wimbledon ha perso anche la finale del doppio (con Rublev). Stessa cosa all’Orange Bowl.

  10. Luca Fiorino

    Ok allora l’articolo che ho letto ha fatto un po’ di confusione sulla sua storia.
    La cosa assurda è che qualcuno viste le finali perse potrebbe definirlo un perdente, in realtà ha la mentalità da vincente e come dici tu nel momento topico (come una finale) gli viene un po’ il braccino.
    Migliorerà anche in questo, ne sono sicuro.

    Tiafoe a mio avviso è molto spettacolare da vedere, è però capace di farti grandi partite alternate a match quasi anonimi. Però mi ripeto, sono giovani e hanno tempo per maturare.

    Forse questa è la volta buona per gli USA.

  11. cataflic

    Andrea Gabrielli
    Dici quindi ce la varietà di Kozlov premierà sul “modern tennis” in stile playstation di Coric e Zverev?
    Mah? staremo a vedere….a me piacerebbe molto che arrivasse presto Tiafoe, perchè ci sarebbe da divertirsi!
    E il nostro povero GQ?…non dimentichiamoci di lui e?!

  12. Andrea Gabrielli

    Kozlov sarà una mosca bianca….è troppo più forte di tutti gli altri.
    Se sistema quei 2 o 3 dettagli diventa fortissimo
    Ha un margine tecnico, tattico e di velocità che gli altri difficilmente colmeranno col tennis stile playstation.

  13. stefano grazia

    visto Kozlov vincere l’Eddie Herr under 12 nel 2009 irridendo in finale un Koreano gridandogli C’mon in koreano ad ogni punto … vero che ci perse poi in finale all’OB ma non mi parve affatto un ‘loser’…. e comunque anche agassi e murray lo sono stati…La domanda semmai, a mio modesto avviso, e’ se Kozlov ha nel suo futuro solo la possibilita’ di una carriera alla Santoro o ha qualcosa di piu’ …
    piuttosto, come mai a livello di Under 12-14 la nazione piu’ forte al mondo e’ forse la Korea del Sud? Questi giocatori poi non emergono solo per motivi di stazza fisica o per altri motivi ( vanno tutti al college, scelgono il golf, mancanza di vil denaro,etc)?

  14. stefano grazia

    si, ma…nessuno nessuno che diventi almeno 185? Possibile? Arrivano a EH e OB e sono in 10-14, ne piazzano sempre 3-4 ai quarti…qualcuno crescera’ pure …secondo me hanno anche come mentalita’ la scelta programmata del college in us …

  15. cataflic

    stefano….e fanno anche bene visto le % di riuscita, però penso che l’altezza faccia il 90% delle scelte “conservative”
    Adesso ad esempio c’è Nishioka che gioca bene ma è un turacciolo…vediamo fino a che livello riuscirà a rendere efficace il suo gioco.
    Penso che fino al livello futures riescano a giocare tra di loro nel sudest asiatico, ma poi saliti a livello challenger e confrontandosi con gente più pesante, spariscano.

  16. stefano grazia

    in effetti ci sono anche realta’ a noi sconosciute: quando ero in Florida una volta sentii dire da qualcuno che i messicani non producono piu’ giocatori perche’ nessuno cerca nemmeno di entrare nel circuito…hanno dei ricchissimi campionati interni e per loro e’ molto piu’ vantaggioso dal punto di vista economico giocare a quel livello piuttosto che fare debiti per un sogno quasi impossibile… e certo magari qualcuno forte potrebbe perdersi solo per non averci mai provato… cioe’, della serie che se Federer si fosse chiamato Pancho, magari non ne avremmo mai sentito parlare …

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