Il Tennis in Nigeria

di - 6 Dicembre 2011


(Nduka Odizor)

di Enrico Maria Riva

C’è un paese in Africa con una popolazione di quasi 170 milioni di persone, con il terzo Pil del continente e con una delle aspettative di vita più basse al mondo. Ha una federazione (NTF) affiliata all’Itf, organizza tornei internazionali, ma di giocatori, anche solo discreti, non ne vede l’ombra. In Nigeria ci sono 6 uomini e 7 donne che quest’anno hanno conquistato punti a livello Atp o Wta ma solo i maschi possono vantare una classifica poiché le femmine non hanno raggiunto i tre tornei minimi. Lawal Shehu ha 26 anni e con i suoi 2 punti è il miglior giocatore del paese; il risultato lo ha ottenuto battendo due connazionali, di cui uno per ritiro, in due futures locali. Alla 14enne Sarah Adegoke è bastata una sola vittoria contro una connazionale in un 25k locale per portarsi a casa ben 9 punti. Non importa che le altre due partite del 2011 le abbia perdute 60 60.

Onta e disonore per un paese abituato a ben altro e con una storia sportiva che ricorda con orgoglio. Erano gli anni ’60 quando una Nigeria da poco indipendente decise di non cancellare del tutto il passato coloniale britannico e sotto la guida di Lord Rumens, con la collaborazione di Ibrahim Sangari (scomparso proprio quest’anno) e Raheem Adejumo, introdusse il tennis nelle scuole secondarie. Un’operazione che portò i suoi frutti negli anni ’80 quando il paese arrivò ad avere un giocatore tra i primi 60 del mondo. Se la storia dei padri fondatori è legata ormai a ricordi mitici (di Edward Agori si dice che avesse il più forte rovescio africano della storia e che se fosse diventato professionista avrebbe potuto ambire ad uno Slam), quella delle generazioni del boom del petrolio è scritta negli annali. Il più forte tennista nigeriano di tutti i tempi fu senza dubbio Nduka Odizor, numero 52 del mondo nel giugno del 1984, un titolo Atp a Taipei e sconfitto agli ottavi di Wimbledon ’83 dopo aver battuto il numero 5 del mondo Vilas all’esordio; grazie ai suoi risultati Lagos ospitò tornei con i più forti del periodo, tra tutti Thomas Muster.

Poi il lento declino fino al disastro dei giorni nostri. Nel 2008 la NTF ha investito parecchio per formare allenatori e giocatori nuovi, creare una squadra di Davis competitiva e attrarre gli sponsor ma i risultati non l’hanno ancora premiata. Le critiche alla dirigenza di Lagos arrivano indistintamente da giornalisti e addetti ai lavori e una delle pecche su cui tutti concordano è la soffocante burocratizzazione della struttura. Jonathan Igbinova non vanta gli stessi successi di “The Duke” ma è stato tra i primi 500 del mondo nel lustro passato. Interrogato sulla federazione l’ha definita come un “impero cieco” governato dalla corruzione e dall’incompetenza ma una volta spostata l’attenzione sui suoi colleghi non ha modificato il tiro definendoli “una generazione persa di giocatori pigri”.

Shehu (ve lo ricordate? quello dei 2 punti) non l’ha presa bene e ha detto la sua sulle cause dell’attuale crisi del tennis nigeriano. A sentire il miglior giocatore del paese la federazione non attrae abbastanza sponsor che possano finanziare coach e viaggi; i principali atleti nigeriani si allenano da soli e non hanno soldi per andare a competere negli Itf all’estero. Gli da manforte Alfred Otu, ex coach ITF: “la ragione per cui i nostri giocatori non riescono ad emergere neanche nei tornei di casa sta nel fatto che la maggior parte di loro non sa neanche cosa sia un torneo futures”.

La rinascita avrebbe potuto passare per coloro che il paese l’avevano abbandonato per trasferirsi negli Stati Uniti. Nel 2005 Odizor, Imonitie, Abdullahi, Mmoh, Olagbigi-Kassim e altri ex giocatori si riunirono in Texas per discutere dello stato del tennis in Nigeria e indicarono una road map per uscire dalla crisi. Nel 2008 in Florida nacque la NTF-USA che si attivò rapidamente per collaborare con la controparte africana nella creazione di un’accademia internazionale. L’iniziale entusiasmo ha però faticato a mantenere il suo slancio e quest’anno la NTF-USA ha deciso di aggiustare il tiro. I 100 soggetti più rappresentativi del tennis nigeriano sono stati coinvolti nella stesura delle modifiche che presto verranno pubblicate sul sito della federazione d’oltreoceano (http://www.nigeriantennisfoundation.com). Si tratta di un piano decennale che ha come obiettivo riportare la Nigeria nel tennis che conta. Per farlo si punta soprattutto sulla diffusione dello sport nelle scuole e sulla creazione di nuove accademie che permettano ai giovani di studiare e nello stesso tempo di viaggiare e fare esperienza.

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11 commenti

  1. pulsatilla

    Io questo articolo lo avrei sintetizzato così:

    per fare questo sport ci vogliono i soldi.

  2. Stefano Grazia

    non ho nulla da obiettare al quadro dipinto da Enrico Maria Riva ma avendo vissuto 15 anni dei miei ultimi 22 ( uno piu’ uno meno) rimango curioso sull’autore dell’articolo… e’ mai stato in Nigeria, conosce la realta’ del ‘ gigante africano’, un cocktail di contraddizioni se mai ce n’e’ stato uno, e dove,come ho spesso raccontato, si passa in 100 metri dall’eta’ della pietra a quella del razzo? Ripeto, non ho nulla da contestare, certo analizzando solo i dati statistici e’ difficile comprendere i perche’ e i per come che hanno le loroorigini nel background culturale e sportivo … fatalismo africano e mancanza di strutture ( o di mantenimento delle stesse appena create da uno sforzo singolo), politica egoismo invidie e gelosie, disonesta’ e corruzione,mentalita’ del proprio orticello, campanile e tribu’ e anche l’aspettare sempre che qualcuno ti risolva i problemi cavandoti le castagne del fuoco e la tendenza ad accusare sempre qualcuno di quello che non sei riuscito a fare da solo… certo,e’ uno sport ricco per ricchi e in africa i ricchi sono troppo ricchi per soffrire … poi, e’ vecro, mancano i tornei e i soldianche per andare a farli…poi quelli che ci sono sono spesso truccati…quanti anni hai? , chiedo a un ragazzino…Dipende, e’ la risposta…Se gioco un torneo, 16… altrimenti ne ho 21… Ma e’ un discorso complesso: mancando soldi, strutture e coaches,ben presto i ragazzini si trasformano in coaches / hitting partners/ palleggiatori per i ricchi big men locali, per gli espatriati, per chiunque li possa pagare… nessuno, anche quelli che giocano bene,sa cosa vuol dire allenare o allenarsi…persino i migliori coaches sono, nella maggior oarte, anni luce dietro non dico ai nostri Maestri, ma a me e a Mad Max!!! io ho ricevuto richieste, declinate, per tenere un master ai giovani coaches sulle varie metodiche di allenamento e solo perche’ mi avevano visto allenare Nicholas con tuttii nostri ammenicoli vari, dagli ostacolini alle agility ladders agli elasticoni … E questo viene dai Coach piu’ aperti…la maggior parte invece ti vede come un nemico al punto da proibire ai propri allievi di giocare con Nicholas… Costringendoci spesso a ‘dover pagare’ dei ragazzini che altrimenti si rifiuterebbero di giocare…Ovviamente non tutti ( ricorderete i figli di un Coach Promoter Giornalista e recentemente convertitosi in Costruttorec Edile per campare, abbastanza famoso qualche anno fa e che porto’ una sua allieva alnumero uno in Nigeria,e che dopo aver visto quel che facevamo, mi dava volentieri ifigli un paio di volte a settimana, pensate mo a che livello poteva essere il coaching in Nigeria…Nicholas si e’ pero’ spesso allenato con Tim Rotimi Akinloye, che ha qualche anno meno di me e lavora ancora con la Federazione, emi ha sempre detto che era molto bravo…ma Tim per campare faceva lezioni anche a me, insegnava all’American School e adesso lavora full time come Maestro di Tennis per i Dipendenti di una Compagnia di costruzioni qui ad Abuja…Altri buoni giocatori nigeriani fanno i coaches in america,un paiodi loro sono sono a Bradenton, alla Bollettieri Academy…quando li cito magari a un loro coetaneo rimasto in Africa, questi comincia a disperarsi: Desmond Osigwe? ma io lo battevo,lo battevo sempre, ero meglio di lui, ma io non avevo lo sponsor…lui aveva lo sponsor, era andato in Uk,poi in Us, si e’ sposato…ma io ero meglio, lo battevo sempre!
    Tutti cosi’, il solito ritornello …E’ difficile generalizzare,e’ difficile comprendere, e sicuramente ci sono molte giustificazioni…diciamo che il tennis e’ uno sport per ricchi e in Nigeria i ricchi …giocano a golf che si fa meno fatica!

  3. Sergio Pastena

    L’Africa nera… ricordavo Odizor, ma a parte lui e Yahiya Doumbia da quelle parti han prodotto davvero poco. Ora c’è un ragazzo del Burundi, Ndayishimiye, che l’anno nuovo dovrebbe passare intorno alla trentesima posizione juniores. E’ una realtà difficile, anche e soprattutto per questioni infrastrutturali: se vuoi fare atletica puoi correre ovunque, anche a piedi nudi. Se vuoi fare calcio basta una palla. Per il tennis è più complessa la storia.

    Grazie per l’articolo, molto interessante. 😉

  4. Stefano Grazia

    tra l’altro, e sempre per far capire quanto sia difficile capire le contraddizioni … per me, espatriato, costa molto di meno giocare in Nigeria… campi in cemento, praticamente gratis…calcolate che io gioco 5 ore sia sabato che domenica, mia moglie idem, mio figlio se volesse pure e anche durante la settimana…e paghiamo in tutto 5 euro AL MESE!!! ci sono 20 campi e se e’ vero che al sabato mattina magari ti potrebbe capitare di aspettare 10′,dalle 11 alle 17 ce ne sono sempre di liberi… A lagos c’erano due club, uno per famiglie, uno piu’ popolare e meno caro… per noi una pacchia ma per il ceto medio locale un po’ impegnativi, ma il National Stadium, sia di Abuja che di Lagos, sono in pratica i campi pubblici che io invoco sempre anche in Italia …
    I contro: i campi sono stati una donazione di un riccone che faceva anche il Presidente della Federazione ( e qui e’ stato visto come una manovra politica e quindi, incredibile, tuttiincazzati… ) …nel giro di un anno, i campi sono craccati, le reti di recinzione sono venute giu’,manca insomma la manutenzione…altro problema: all’inizio c’era lamafia dei coaches o presunti tali…ognuno si era accampato su un campo enon lo mollava, neanche se non aveva clienti…anch’io ho dovuto litigare qualche volta e infatti poimi hanno dato ragione e hanno introdotto delle limitazioni ( semplicemente dettate dal buon senso, tipo chi arriva prende il campo…poi se tutti i campi sono occupati e arrivano nuovi giocatori, si chiama il set…gli occupanti giocano un set e poi liberano il campo… poi ci sono tre quattro campi dedicati al coaching…)
    infine un aneddoto: in questo week end c’era un Torneo intitolato Dell’amicizia e della pace…be’, io non mi ero iscritto e stavo giocando un doppio con mia moglie contro i nostri due ragazzini/ palleggiatori …a un certo punto scoppia un casino sui campi dove stavano giocando il torneo…i nostri ragazzini corrono a vedere perche’ erano coinvolti i loro ‘brothers’…poi la zuffa si allarga, un biscione che si spostava a destra e a sinistra…vado a vedere e insomma, cos’era successo? un ragazzino , uno dei ‘brothers’ si era lamentato del draw e l’aveva fatto con le mani in tasca rivolgendosi senza il dovuto rispetto al Decano dei Coaches che io qui chiamo Decano ma che potrebbe essere anche visto come Capo Mafioso …i suoi figli, sui 30 anni, sono saltati addosso al ragazzino riempendolo di sberle e calci e pugni perche’ aveva mancato di rispetto al padre…poi sono intervenuti altri dell’una e dell’altra parte..in piu’ i figli del Coach sono pure poliziotti e infatti uno era li’ al telefono che voleva chiamare i rinforzi, l’esercito, non so che cazzo perche’ non contento d’aver preso a calci e a schiaffi un ragazzino lo voleva anche mettere in galera….i nostri ragazzini ci dicevano che il Capo Coach e’ cosi’, fa sempre i draws per favorire i suoi atleti, si lamentano, fanno la lagna…sara’ anche vero ma il lamento a me da fastidio soprattutto nel tennis dove se sei comunque piu’ forte non ci sono cazzi…E comunque, il Capo Coach e la sua gang hanno questo atteggiamento da street gang o famiglia mafiosa che e’ sicuramente deprecabile ma al tempo stesso giustificato in una terra di nessuno dove loro sono comunque quelli che ‘fanno’ mentre altri sono solo quelli che criticano e sfanno…difficile capire dove finiscano le ragioni e i torti…ad ogni modo su un campo di fianco due nigeriani hanno continuato tranquillamente a giocare nonostante per 15-20′ infuriasse una scena western…passando di li’ esentendo uno dei nostri ragazzini che cercava di spiegarmi cosaera successo, interviene e fa: ehi, si, ma this is africa, questa e’ l’Africa, e un ragazzino deve imparare la disciplina, deve imparare a stare al suo posto …

  5. Stefano Grazia

    e quando dico che i ricchi giocano a golf…si, ma non per diventare pro… per continuare a fare semplicemente i ricchi nel loro paese…il pro lo vogliono fare i poveri, ma anche il golf e’ uno sport per ricchi…insomma, anche questo e’ un cane che si morde la coda, un circolo vizioso, un catch 22 … in pratica comunque i soldi servirebbero per andarsene via dalla nigeria, per andare a fare i tornei…chi ce li ha gia’, i soldi, non capisce bene perche’ dovrebbe andarsene, sta troppo gene in nigeria… Godwin Kienka, il coach giornalista promoter etc, ha scritto un libro sullo Sport Administration in Nigeria cercando di far capire che lo sport dovrebbe essere visto come occasione di promozione sociale… ma in pratica questo avviene colmcalcio e con l’atletica e, nel caso di Akeem Olajuwon, anche col basket… ma sembra non avvenire col tennis…i pochi che trovano gli sponsors per uscire dal paese o si ‘perdono’ dietro alle sirene del mondo iccidentale oppure si mettono a fare i Pro in qualche oscuro circolo europeo o americano…meglio l’uovo oggi o la gallina domani che un bel nada de nada dopodomani…

  6. Enrico Maria Riva

    ciao Stefano, non sono mai stato in Nigeria e ti ringrazio per gli spunti che hai aggiunto.

  7. pulsatilla

    Stefano,

    certe scene, magari non in un campo da tennis, le puoi vedere anche nella tua Italia.

  8. andrew

    LUTTO NEL TENNIS ITALIANO
    E’ morta Teresa,
    madre del dirigente Mimmo Carnuccio
    E’ morta a Locri, all’età di 89 anni, Teresa, madre del dirigente federale Mimmo Carnuccio, presidente della FIT Servizi.
    Alla famiglia vanno le condoglianze della Federazione Italiana Tennis, del suo Presidente Angelo Binaghi e di tutto il movimento.

  9. Stefano Grazia

    Enrico Maria, ciao…ero solo curioso di sapere come mai ti fosse venuto in mente di scrivere un articolo sul Tennis in Nigeria…qualche infos la possono dare Gianni Ocleppo che ci vinse qualche Challenger e Coach Paleni, che ci e’ venuto tre o quattro volte quando allenava la Sabino e le faceva giocare i due 25.000 che si giocano a dicembre al Lagos Lawn…nel 2007 ci venne anche Camila Giorgi, ma io non la vidi, mi ero appena trasferito dall’Angola ed ero rientrato a Lagos dopo 5 anni di assenza e avevo 2000 cose da fare e mi sfuggi’, imperdonabile, lo so …

  10. Anto

    Ciao Stefano, probabilmente verro’ a lavorare ad abuja a inizio 2012..mi alleno tutti i giorni con costanza e dedizione e mi conforta sapere che se verro’ li non dovro’ abbandonare la mia grande passione! se dovessi venire mi piacerebbe allenarmi con te e i tuoi figli che se non ho capito male sono stati da bollettieri..io ho fatto una settimana da emilio sanchez a barcelona lo scorso anno! fantastico!!

  11. Stefano Grazia

    ovviamente non sei lo stesso anto che scrive wui sopra e su teentennis da svariati anni… Con chi vieni a lavorare? Quanti anni hai? Di figli io comunque ne ho uno solo e basta e avanza ( ma chissa’, fossero stati due magari andava meglio…) e si, e’ stato due anni da Bollettierii, e dopo due anni di mental da Guerriero del Court si e’ trasformato in oggetto complesso di cui si discute nei salotti di Vienna fra i discepoli di Freud,Jung e Di Carlo …tornato in famiglia ha praticamente smesso e adesso siamo al Grande Bivio che nulla ha a che vedere col Tennis: non siamo nemmeno sicuri se finira’ l’anno qui ad Abuja, quindi non so che dirti …Certamente quando arrivi fatti vivo ( se hai messo una email reale, ti mandero’ la mia) e saro’ lieto di darti le dritte tennistiche e presentarti anche un paio di coaches coi quali palleggiare ad alto livello…se poi ti vuoi ‘davvero’ allenare, vediamo cosa si puo’ fare…sicuramente se e quando ci sara’ Nicholas, ti puoi aggregare…Qui c’e’ anche un 28enne ingegnere pugliese che e’ un 4.3 e saltuariamente un quarantenne romano, molto atletico e molto bravo, tutti della stessa compagnia, con cui ci vediamo alla domenica per qualche doppio e qualche singolo… io ormai gioco solo nel week end ai campi del National Stadium, ( paghi 50 euro una tantum e poi 2 euro circa al mese, senza piu’ pagare il campo, ce ne sono una ventina, e dalle 11 alle 5 sono sempre vuoti) ma mi faccio 4-5 ore, cinque,sei, talora sette sets fra doppi e singoli coi ragazzotti neri che fanno da palleggiatori, e ce ne sono di tutti i livelli…Durante la settimana,si gioca all’Hilton, tre campi illuminati e devi iscriverti ( palestra, piscina, tennis, squash) e quello ti costa circa 500 euro all’anno…io non gioco piu’ perche’ di sera ormai vedo male ma vado sempre in palestra…il pugliese pero’ cerca compagni, giocava una volta asettimana con mio figlio…Certo, se si comincia ad essere tre- quattro a giocare a un certo livello, si divertirebbe ,forse, di piu’ anche Nicholas ma credo che per motivi scolastici Il destino lo porti di nuovo via dalla Nigeria …

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