Welcome Back, Richard Gasquet

di - 9 Luglio 2015

Richard Gasquet

di Matteo Mosciatti

Otto anni dopo, Gasquet torna in semifinale a Wimbledon e lo fa in grande stile, superando il vincitore del Roland Garros Stan Wawrinka 11-9 al quinto set. In attesa di affrontare Novak Djokovic venerdì, il francese eguaglia così il suo miglior risultato in un torneo dello Slam, essendosi fermato ad un passo dalla finale anche agli US Open 2013 e proprio ai Championships nel 2007.

Concentrandoci su quanto espresso dal punto di vista tecnico e tattico, spicca la grande solidità mostrata da Gasquet sia con il dritto sia con il solito straordinario rovescio e la posizione leggermente più avanzata tenuta in campo. Certo, siamo sull’erba, è quasi impossibile “remare” o essere passivi come a volte capita al talento transalpino, tuttavia oggi a rete si è presentato più volte lui rispetto al suo avversario. Chi l’avrebbe mai detto?

Dopo il morbido esordio contro Saville, l’attuale numero 20 del mondo si è reso protagonista di una settimana in crescendo eliminando, nell’ordine, il connazione de Scheepper, il confuso Grigor Dimitrov (fresca la notizia della sua separazione da coach Roger Rasheed), Nick Kyrgios e, come detto, Stan Wawrinka. Tutte vittorie ottenute con grande merito, tanta grinta e un’ottima capacità di giocare al meglio i punti decisivi, caratteristica che in carriera gli è mancata.

Come spesso sentiamo dire, Gasquet ha enormi potenzialità, ma per vari motivi non è mai riuscito ad affermarsi ai massimi livelli. Sinora in questo Wimbledon ha dimostrato di valere più del ventesimo posto che occupa nel Ranking Atp e la speranza è che il primo a rendersene conto sia lui stesso. Dotato di un servizio affidabile, anche se non di primissimo livello rispetto ai grandi battitori del circuito, e di un rovescio a una mano sublime, Richard sembra aver trovato fiducia anche nel dritto, con il quale tenta di spingere maggiormente rispetto alle scorse stagioni. Che sia questo il torneo del rilancio?

Ora sulla sua strada l’ostacolo più grande, quel Novak Djokovic che in carriera è riuscito a battere una sola volta sui 13 incontri disputati. L’impresa appare ardua, ma in questo sport, lo sappiamo, non c’è niente di più sbagliato che dare qualcosa per scontato.

Comunque vada, Wimbledon 2015 può essere una nuova ripartenza, l’occasione per guardare con fiducia ai prossimi impegni, per capire che lassù, ai vertici del tennis mondiale, può starci benissimo anche lui.

Comunque vada, abbiamo ritrovato il giovane fenomeno di Béziers. Welcome back, Richard.

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