I pitoni? Frank li afferra con la continental

di - 24 Agosto 2015

FrankCuesta

di Paolo Silvestri

Accarezza teneramente un mamba nero, il serpente più temuto per il suo veleno letale, come se fosse un criceto. Si avvicina a un gruppo di varani che stanno sbranando una capra con la stessa disinvoltura con cui noi potremmo avvicinarci a dei micetti intorno a una tazza di latte. Si avvinghia a un’anaconda con la passione impetuosa di un giovane innamorato. Si corica a fianco di un coccodrillo di cinque metri come se stesse preparandosi per la pennichella pomeridiana. Si mette sul naso una vedova nera come se fosse un paio di occhiali da sole. Così è Frank Cuesta, al secolo Francisco Javier Cuesta Ramos, spagnolo di León, ma da tempo cittadino del mondo, anzi delle giungle, delle foreste, delle grotte e dei deserti del mondo. Quarant’anni suonati, ma la vitalità e l’incoscienza di un adolescente, un amore vero per i misteri del regno animale ed un basso ventre in ghisa temperata.

La prima volta che, qualche annetto fa, l’ho visto in TV in una delle sue allegre scampagnate, ho notato immediatamente che in spalla non aveva uno zaino, ma un portaracchette, sdrucito, scolorito e sfondato, ma comunque un portaracchette. Strano, mi sono detto, indagherò. E le indagini mi hanno portato sulle tracce di un personaggio davvero singolare, che ha fatto di tutto e di più, con l’invidiabile coraggio di puntare forte sul tavolo verde della vita, senza riserve né eccessive cautele. Anche se non si trovano molti documenti a testimoniarlo, ad eccezione dei suoi racconti e di qualche vecchia foto, da ragazzino era una promessa del tennis, ma la sua ascesa verso il professionismo è stata stroncata da un brutto incidente in moto, da cui è uscito con le ginocchia a pezzi. Frank però, ormai lo avete capito, non è certo il tipo da scoraggiarsi, altro giro altra corsa, no problem. E allora, come lui stesso ha raccontato in un’intervista, si ricicla come coach e per un po’ fa parte del team dell’Accademia di Bollettieri, dove si trovava già prima dell’incidente e dove condivide i campi con gente come Monica Seles, Agassi, Courier, Sampras, o il “vecchio” Brian Gottfried.

Frank Cuesta serpentiPerò uno così non è certo fatto per mimetizzarsi in mezzo agli altri, deve spiccare, e decide di cambiare, di volare per conto suo, proprio come avrebbe fatto al suo posto il grande Nick. La destinazione prescelta è la Thailandia e a Bangkok apre la Frank Cuesta Tennis Academy, che gli dà da vivere e nel contempo gli permette di dedicarsi alla sua grande passione, i rettili, e più in generale gli animali, meglio se velenosi e letali. Il tennis-aveva detto qualche anno fa in un’intervista- è mia moglie, gli animali i miei amanti. Ma si tratta ovviamente di una metafora e Frank in trova anche un’amante appartenente alla specie umana, che diventerà presto sua moglie, un gran pezzo di ragazza di nome Yuyee, modella e cantante nota in Thailandia, anche lei innamorata di Madre Natura e dei suoi abitanti. I due si danno immediatamente da fare e arrivano tre maschietti (di cui uno adottato) e una femminuccia, senza contare naturalmente le decine di animali che bazzicano in soggiorno, in camera da letto e in giardino. Come pensate che si chiamino i figli di Frank e Yuyee? Manolo, Antonio, Juan e Maria? Eh no, risposta sbagliata. Una vita fatta così, una vita come quelle dei film, richiede nomi immaginifici, vale a dire Zape, Zorro, Zen e Pepsi. L’originale famigliola, tra l’altro di religione buddista, vive il suo peculiare tran tran quotidiano, fra pannolini, racchette, pitoni e orazioni, ma lontana dalle luci dei riflettori. Frank fa anche parte, a dimostrazione del fatto che il suo amore per la fauna è autentico, di un’associazione per la protezione degli animali, e interviene prontamente nel caso qualcuno si trovi in casa una sgradevole sorpresa, tipo un cobra reale arrotolato al tubo della doccia.

Frank CuestaI riflettori verranno però presto accessi, grazie al fato imperscrutabile, che renderà in breve tempo Frank un’autentica star del piccolo schermo. Nel 2010 una troupe di Mediaset Spagna che sta registrando un programma da quelle parti ha infatti un problema proprio con un temibile rettile, che Frank risolve. I produttori, affascinati dal suo carisma, dalla sua personalità e dalle sue conoscenze, gli propongono uno spazio tutto suo. Ha così inizio una carriera meteorica, con una serie di programmi che lo hanno reso una vera celebrità in Spagna e in molti paesi del Sudamerica: prima Frank de la jungla, poi La selva en casa, poi Natural Frank, fino alla fortunata serie Wild Frank, girata nella foresta amazzonica, nella savana africana ed in India, e visibile anche su Discovery Max Italia, ma con un’audience neanche lontanamente paragonabile a quella spagnola. Il formato dei vari programmi è simile, anche se con il tempo si sono aggiunti nuovi ingredienti: in sostanza il Nostro si mette nei pasticci, ma sul serio, stabilendo incontri ravvicinati del terzo tipo con animali pericolosissimi, dai rettili ai felini, passando per i ragni e i pipistrelli, e rende edotto lo spettatore sui loro usi e costumi. Invariabile anche il look,divenuto ormai iconico e che Frank giura essere quello a cui da sempre ricorre nella sua vita quotidiana: bermuda, zoccoli rossi di plastica, cappellino con visiera all’indietro, maglietta e calzini bianchi. Beh… “bianchi” si fa per dire. Ogni programma inizia infatti all’insegna del bianco nucleare, ma poi, dati i posti nei quali ama cacciarsi, pieni di fango e melma (per non dire di peggio) si passa in men che non si dica alle cinquanta sfumature di grigio. La formula è risultata vincente, anche perché lui è un comunicatore autentico, che buca lo schermo e che ha saputo creare uno stile personalissimo, fatto di ostentazione testosteronica di coraggio e di simpatico turpiloquio, ma anche di ironia e di autoironia, segno inequivocabile di intelligenza. Lo testimoniano i dati dell’audience dei suoi programmi, la fama che ha raggiunto nella sua Spagna natia e i vari riconoscimenti e premi che ha ricevuto.

Una vita esagerata come la sua non poteva non avere un versante tragico. Uno dei suoi bimbi è mancato pochi mesi dopo la nascita, e poco tempo fa l’amico e fedele cameraman Santi Trancho, che da anni lo accompagnava in tutte le sue avventure, ha perso la vita in un incidente di moto, simile a quello che anni fa aveva cambiato il destino di Frank. E poi il drammatico arresto, l’anno scorso, di Yuyee per il possesso di 5 milligrammi di cocaina, una quantità irrisoria rispetto all’incredibile condanna che le è stata inflitta: 15 anni di carcere per traffico di droga, senza possibilità di cauzione, e una multa di 45.000 euro. La cosa, a detta di tutti, puzza assai. Il giudice che ha fissato la sentenza è stato destituito per corruzione, e tutto fa pensare a una vendetta trasversale, dovuta al fatto che Frank è uno che non ha peli sulla lingua e da tempo denuncia, documenti alla mano, il feroce traffico clandestino di animali e altre atrocità, come l’estrazione della bile degli orsi venduta a peso d’oro come afrodisiaco. Nonostante il matrimonio con Yuyee sia nel frattempo naufragato, Frank non ha smesso un momento, grazie ai canali offerti dai social network nei quali è molto attivo, di lottare in difesa della madre dei suoi figli che però, nonostante tutto, continua a rimanere in carcere.

Non ho il minimo dubbio che Vasco avrebbe dedicato a lui Vita spericolata se l’avesse conosciuto. Steve McQueen? Non scherziamo. Un’educanda in confronto a Francisco Javier Cuesta Ramos.

 

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