Alexandra Cadantu: “Giorno dopo giorno diventava sempre peggio”

di - 10 Aprile 2015

Alexandra Cadantu - ITF Chiasso

di Michele Galoppini

Il ranking di queste settimane è decisamente severo con Alexandra Cadantu, scivolata addirittura oltre la 300esima posizione. La 25enne rumena ha vissuto una complicatissima stagione 2014, in cui ha subito tanti infortuni proprio dal momento in cui aveva raggiunto il suo best ranking al numero 59. A Chiasso, non è nemmeno testa di serie, ma sarà certamente una delle principali contendenti al titolo. Ecco il resoconto della nostra chiacchierata per SpazioTennis, in una giornata per lei dedicata a tante ore di duro allenamento.

Hai vinto il tuo primo match del tuo 2015 qui a Chiasso, dopo il tuo ritorno dagli infortuni. Sei soddisfatta?

Sì, certamente. È stato un lungo periodo durante il quale non ho potuto giocare, sono stati 5 mesi molto duri. L’anno scorso ho avuto numerosi infortuni, quindi è già molto positivo essere qui in salute a giocare.

Quali infortuni hanno rovinato la tua ultima stagione?

Tanti, tanti infortuni, tutto è iniziato con la schiena, poi ho avuto anche dei problemi con dei tendini, è stato molto doloroso. E giorno dopo giorno diventava sempre peggio e quindi ho dovuto fermarmi completamente.

E ora è tutto a posto?

Sì, mi sono allenata tantissimo ed ora sto bene e sono pronta.

Ora che sei pronta, qual è il tuo primo obiettivo per Chiasso?

Per ora è solo quello di giocare bene giorno dopo giorno, match dopo match.

Invece, per la stagione?

Per la stagione, certamente proverò a rientrare nella top100 dove ero prima di tutto questo, lavorando al mio meglio.

Ho letto che la terra è la tua superficie preferita e quindi speriamo che Chiasso ti aiuti, ma i tuoi colpi sono molto adatti a superfici più veloci, perfino per l’indoor. Perché dici che è la terra?

Probabilmente l’hai letto sul mio profilo ITF, è una risposta ad una domanda che mi era stata posta tanto tempo fa. Dissi terra perché in Romania ci alleniamo tanto, se non solo, sulla terra e pensai “probabilmente la superficie preferita è quella dove ti alleni sempre” (ride). Ora però non ne sono più tanto sicura, soprattutto visto che mi sono resa conto che posso giocare molto bene sul veloce (sorride).

Detto questo, pensi proverai a risalire con una programmazione sul veloce o resterai su terra, sfruttando i tanti tornei europei su questa superficie?

Tanti? Beh, non proprio tanti, ogni anno ne cancellano sempre di più, soprattutto a livello WTA la terra non è trattata bene. Comunque non so esattamente ancora quale è la mia programmazione per le prossime settimane, vista anche la mia classifica. Credo comunque che sarà terra e sarà in Europa.

Alexandra Cadantu - ITF Chiasso

Descrivi un po’ il tuo stile di gioco per farti conoscere un po’ meglio ai lettori italiani.

Io cerco sempre di essere aggressiva in campo e di muovermi bene per essere sempre sulla palla. E poi sono una lottatrice che cerca di combattere al meglio ogni punto. E non è qualcosa che si adatta o meno ad una specifica superficie ma vale per tutti i campi.

Il tennis rumeno si sta espandendo anno dopo anno, ci sono Halep, Begu, Niculescu, Dulgheru, ci sei tu, che eri top100 solo pochi mesi fa. È una situazione che ti aiuta, che ti sprona a cercare di raggiungere gli stessi risultati, un po’ come se tu fossi in gara per far meglio delle tue colleghe?

Tutte noi cerchiamo sempre di migliorarci e di dare il massimo. Per me questo fenomeno è di ispirazione, ti fa pensare “oddio, ce la posso fare anche io!” e ti motiva. E anche in FedCup la Romania può essere una nazione molto pericolosa per le altre squadre, perché abbiamo molte giocatrici molto forti.

E tu vorresti giocare per la FedCup?

Certamente, mi piacerebbe molto poter giocare per la mia squadra.

A riguardo, pochi giorni fa Ilie Nastase ha criticato la scelta di Simona Halep di preferire il torneo di Stoccarda rispetto alla partecipazione in FedCup. Tu cosa ne pensi a riguardo? Non voglio necessariamente farti parlare di questa situazione, ma ti chiedo più in generale cosa pensi del preferire la carriera da singolarista.

Non sono certo nella posizione di dare una mia valutazione alla situazione di Simona Halep, lei è una grandissima giocatrice, è fantastica e cerco sempre di prenderla ad esempio. Rispetto alla FedCup, penso che ogni giocatrice possa valutare, volta per volta e rispetto alla propria situazione, cosa è meglio fare ed io non posso giudicare.

Ora ti chiedo una curiosità, che avrei voluto chiederti da quando ti ho vista giocare la prima volta live, a Bad Gastein contro Karin Knapp. Ho notato che, soprattutto tra un punto e l’altro, spesso disegni qualcosa sul campo con la racchetta. Puoi spiegare?

(lunga risata) Un sacco di persone sorridono a riguardo, certamente non è “normale” ed è divertente. Non è comunque una superstizione, è qualcosa che faccio senza nemmeno rendermene conto. Semplicemente è un qualcosa che mi serve a prepararmi al punto che sto per giocare, ma non so perché.

Quindi non disegni qualcosa di specifico?

No, esatto. Semplicemente sono segni casuali e farli mi dà fiducia, mi carica.

E parlando di Bad Gastein, so che con questo ranking è attualmente molto difficile, ma pensi cercherai di entrare anche nei WTA o preferirai restare negli ITF per prendere ritmo e “punti più facili”?

Ci ho pensato ma per ora è meglio se gioco qui gli ITF, anche perché ora i WTA sono stati abbastanza lontani e quindi non è semplice farsi la trasferta se poi non entri. E’ una situazione difficile.

E qui in Chiasso, conosci la tua prossima avversaria?

Sì, conosco le mie avversarie ma solo di nome purtroppo… a dire la verità non conosco più di metà delle giocatrici in questo tabellone (ride). Ma è normale, era da un po’ che non giocavo ITF.

Ok Alexandra, grazie della pazienza e della disponibilità ed in bocca al lupo per il torneo. Di sicuro ci sarà del tifo da parte mia, che sono tifoso della maggior parte delle rumene della WTA, forse anche perché un po’ somigliano a tante italiane… sai, gli andamenti del match un po’ imprevedibili, non si sa mai chi vince finché l’arbitro non lo proclama…

Uh, lo so benissimo! Non me ne parlare! (lunga risata) Grazie a te ed a presto.

© riproduzione riservata

Un commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *