Brianti: “Voglio tornare tra le top 100”

di - 1 Marzo 2014

di Giovanni Cola

Intervista ad Alberta Brianti, classe 1980 ed ex numero 55 del mondo. Attualmente alla piazza 197 del ranking Wta, la tennista italiana vanta in carriera il successo del Wta di Fes (2011), oltre a 9 titoli Itf.

Alberta, partiamo proprio dal principio. Cosa ti ha davvero avvicinato al tennis all’inizio della tua carriera, per quale motivo hai deciso di prendere in mano una racchetta per la prima volta?

L’avvio è stato abbastanza tradizionale. Ho cominciato ad avvicinarmi al tennis perchè ci giocava già mio fratello più grande. All’epoca comunque praticavo più di una disciplina perchè mi piaceva la competizione. Poi ho proseguito esclusivamente con il tennis, diventando più grandicella, anche e soprattutto per la perseveranza del mio primo maestro di tennis che mi spronava e credeva molto in me. Diciamo che giorno dopo giorno è riuscito a convincermi delle mie potenzialità e così ho seguito i suoi consigli…

Di cosa vai più orgogliosa finora nel tuo ormai lungo percorso da professionista?

E’ difficile riuscire ad estrapolare qualcosa in particolare. Forse il fatto che gran parte dei risultati e quello che ho ottenuto negli ultimi anni me lo sono “costruita” da sola. Certamente ho avuto delle persone che mi hanno aiutato, in special modo nei momenti difficili, ma ho spesso viaggiato e giocato da sola. Questo però è stato molto formativo e mi ha permesso di imparare a gestirmi in totale autonomia dentro e fuori dal campo.

Quanto credi che infortuni e problemi fisici possano aver influito sui tuoi risultati?

Sicuramente la mia carriera è stata in alcuni momenti condizionata da diversi infortuni che mi hanno dato parecchi problemi. L’ultimo mi ha fatto perdere più di 8 mesi, da metà del 2012 a inizio 2013. Ammetto che uscirne non è stato facile, bisogna trovare la forza psicologica negli angoli più reconditi della mente per non gettare la spugna. Ed è complicato quando perdi fiducia, oltre che posizioni nel ranking. Io però ho la scorza dura.

Sei una di quelle giocatrici che hanno espresso il proprio miglior tennis non da “teen”, come ti spieghi che ormai il meglio lo si dia sempre intorno ai 30 anni?

So di essere in buona compagnia in questo gruppetto di colleghe esplose non in maniera precoce. Per quanto mi riguarda credo sia avvenuto un po’ per mancanza di convinzione nei propri mezzi, un po’ per essermi accontentata di situazioni che facevano comodo per il mio tennis, senza investire a dovere su me stessa. Anche se a dir la verità di soldi a disposizione ce n’erano pochi. Ed infine credo abbia giocato un ruolo importante in questo senso anche il fatto di essere maturata tennisticamente tardi.

A chi ti sei ispirata nel portare avanti il tuo gioco “old style”?

Da piccola ammiravo ed ero una fan sfegatata di Steffi Graf, praticamente guardavo solo lei. Mi incantava ad ogni punto pure per la sua inarrivabile eleganza. Poi, va beh, come posso non apprezzare Roger…

Quanto ti è rimasta sul groppone quella chance con l’Azarenka al Roland Garros?

Non mi ci far soffermare perchè spesso mi fa venire ancora gli incubi…a parte gli scherzi, ogni tanto mi capita di ripensarci e magari se fossi andata sul 5-0 nel secondo set, avendo convertito le due palle break in mio favore, magari ora staremmo parlando di un altro match. Purtroppo fino all’ultimo quindici non puoi mai dire di avere chiuso la partita, sapete com’è dura la legge del tennis. Però sicuramente quell’occasione di battere l’allora la n.1 del mondo in uno Slam me la ricorderò per sempre.

I tuoi obiettivi a medio termine?

Il mio auspicio è di riuscire a ritornare  a breve nelle top 100. Mi rendo conto che non sia così agevole il cammino ma io sto mettendo tutta me stessa. Come dicevo prima, non sono stata certo agevolata dai problemi fisici però lo spirito è quello giusto e mi sento di avere ancora tante motivazioni da mettere sul campo.

La cosa che ti piace di più e quella meno del circuito Wta?

Dovendo giocare dei tornei minori per questioni di classifica, rimpiango i tornei Wta per la loro organizzazione, per i servizi che offrono alle giocatrici e sicuramente per il clima più stimolante rispetto a quello che puoi trovare nei tornei Itf. Io mi sto impegnando al massimo per tornare a calcare i palcoscenici più prestigiosi. Tifate per me!

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